(CAVA DE' TIRRENI) S. MARIA DELL'OLMO

🚩 CORSO UMBERTO I (CAVA DE' TIRRENI), CAVA DE' TIRRENI - 84013 (SA)
⏱️ Orari delle Messe in S. MARIA DELL'OLMO
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🛐Qual è la posizione della chiesa?
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🧾Informazioni sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Basilica di Santa Maria dell'Olmo
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Il complesso monumentale di Santa Maria dell'Olmo sorge al margine sud del centro storico della città, prossimo ad importanti arterie e snodi viari, ad intensissimo traffico, in un luogo di antica urbanizzazione, ma oggi interessato da trasformazioni. La facciata rinascimentale della chiesa sorge su un piccolo slargo antistante, che è parte di un più ampio ambito urbano composto dall'articolazione di molteplici spazi aperti (piazze, aree verdi, strade, parcheggi), su cui prospettano anche altre importanti emergenze monumentali, come l'omonimo ospedale, il complesso del convento di San Francesco e l'ingresso al Borgo Scacciaventi. L'edificio sacro è a tipologia longitudinale, a due navate, di cui la principale a copertura piana cassettonata e la secondaria (sul lato sinistro) suddivisa in campate coperte da volte a botte; il sacello absidale, unito alla navata mediante l'arco trionfale, è a pianta quadrata e copertura a cupola ribassata. La navata è scandita da arcate a tutto sesto disposte simmetricamente sui due lati, ma quelle di destra sono occupate da cappelle ed altari, mentre quelle di sinistra si aprono verso la navata laterale. Di notevole interesse è la doviziosa decorazione neoclassica della navata centrale, composta da una partitura architettonica modulare fatta di lesene e trabeazioni che suddividono le pareti della navata in due livelli e sei campate: al primo livello si aprono le arcate, al secondo si alternato finestre ad arco pieno e grandi riquadri affrescati. La controfacciata ospita la cantoria, con artistica balaustra lignea e organo, sorretta dall'atrio ligneo e da due colonne in ghisa. La navata laterale mostra, invece, una ricca decorazione barocca, soprattutto nella prima campata, dove è ubicato l'altare che in passato ha ospitato l'icona dell'olmo, ma oggi dedicato al Sacro Cuore. Del complesso fanno parte, oltre la basilica, la sacrestia, la chiesa del Santissimo Nome di Dio, il campanile, il fabbricato dell'ex-ospedale, il convento e numerosi altri ambienti oratoriali.
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- Pianta
- L'edificio ha pianta longitudinale, a due navate. La navata principale, ad impianto rinascimentale, termina con abside quadrata, costituita da un copro più stretto di essa. La navata laterale barocca si sviluppa sulla sinistra ed è ripartita in sei campane con relativi cappelle e altari. Sul lato destro della navata si aprono sei profonde cappelle laterali con altrettanti altari, in posizione simmetrica rispetto alle campate della navata al lato opposto. L'ingresso avviene mediante l'unico portale, al centro della facciata, che immette in un atrio interno e quindi nella navata centrale. L'area presbiteriale occupa un settore della navata centrale, delimitato anteriormente dalle balaustre marmoree e rialzato di un gradino, e la retrostante abside quadrata, rialzata di ulteriori due gradini. Sul fondo del presbiterio è collocato il gruppo scultoreo del Trono che contorna l'altare maggiore.
- Facciata
- La sobria facciata rinascimentale è caratterizzata da due ordini sovrapposti. Il primo ordine è scandito da quattro lesene doriche, a coppie, che inquadrano il campo centrale e lasciano due ali libere laterali. Centralmente si apre il portale a piattabanda con cornici in stucco e mensola superiore, recante porte bronzee a soggetto figurativo mariano. Al di sopra delle colonne corre una semplice trabeazione e quindi il cornicione in stucco aggettante, da cui si innalza il secondo ordine. Questo è scandito da lesene ioniche in continuità con quelle sottostanti e aperto sull'asse centrale da un finestrone ad arco pieno e vetri policromi, mentre ai margini laterali è concluso da brevi brani murari a profilo curvo. La terminazione superiore è data da un timpano triangolare contornato da fasce e cornici in stucco, al centro del quale è un ovale che riporta un'immagine policroma di san Francesco di Paola.
- Campanile
- Il campanile è posto sul lato posteriore destro della chiesa, inserito nelle strutture dell'attiguo convento e prospetta sulla pubblica via. Esso ha base quadrata e si sviluppa su tre ordini, di cui soltanto il terzo emerge completamente dai circostanti corpi di fabbrica. Il primo livello è un alto basamento e reca il portale ad arco pieno, che rappresenta l'accesso al chiostro del convento; ha paramento in grossi conci di pietra a fasce bicrome (pietra calcarea chiara e tufo scuro). Il secondo riporta una sola monofora sul prospetto anteriore, mentre il terzo ospita la cella campanaria ed è aperto da monofore su tutti e quattro i lati; le loro superfici, trattate a paramento di tufo scuro ed intonaco civile, presentano ai bordi delle varie facciate lesene in pietra con capitelli stilizzati e interessanti cornici alle monofore. Marcapiani in pietra suddividono i vari livelli. La copertura è a terrazza.
- Cappelle laterali
- La chiesa è arricchita da dieci cappelle laterali, disposte simmetricamente sul lato destro della navata principale e nell'unica navata laterale. Le cappelle di destra sono inserite in arcate a tutto sesto alquanto profonde e presentano altari marmorei con predella, nicchie, lastre commemorative, decori di vario gusto ed opere d'arte. Le cappelle di sinistra si aprono sulla parete di ciascuna campata della navata laterale. La prima di esse si presenta artisticamente molto elaborata (avendo ospitato in passato l'icona dell'olmo), le altre, più modeste, ospitano altari in muratura o in marmo e vari tipi di partiti decorativi.
- Coperture
- La soffittatura della navata è piana e reca decorazioni a cassettonato con inserti pittorici di varia forma e dimensione. L'abside è coperta da una cupola ribassata su pennacchi. Le campate della navata sinistra e le cappelle di destra hanno coperta a volte a botte, La prima campata a sinistra, tuttavia, ha copertura a cupola. La copertura esterna è costituita da un insieme di falde a spioventi. Il manto protettivo superiore è in tegole.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione è realizzata con lastre di marmo bianco e listelli di marmo scuro a formare una decorazione a motivi geometrici.
- Elementi decorativi
- L'interno della chiesa è dominato dall'impianto rinascimentale e dall'abbondante decorazione neoclassica della navata centrale, all'interno della quale emergono i rivestimenti marmorei delle lesene, le varie cornici in stucco dorato alla trabeazione e alle pareti, gli affreschi al secondo livello della navata, all'arco trionfale e alla cupola dell'abside, il cassettonato e i dipinti della soffittuatura (quindici tele di diversa forma, in tre file). La navata laterale riporta decorazioni di gusto barocco, costituite soprattutto da stucchi ornamentali e rivestimenti marmorei. Il presbiterio ospita una composizione scultorea (denominata Trono), composta da due slanciate colonne libere (a pianta quadrata e rivestite di marmo policromo), sormontate da sculture figurative e poste ai lati dell'altare, quattro sculture figurative marmore figurative alla base di un olmo che regge l'icona della Vergine; l'altare maggiore preconciliare resta inserito in tale quinta scenografica che caratterizza l'area terminale della chiesa.
- Sacrestia
- La sacrestia si trova sul lato sinistro della chiesa ed è accessibile dalla testata della navata laterale. E' un ambiente ampio a pianta rettangolare e copertura a padiglione lunettata con affreschi in chiave di volta. Dalla sacrestia si passa ad altri ambienti parrocchiali e agli uffici.
- Impianto strutturale
- Le opere strutturali della chiesa sono a muratura di pietrame ricoperta da marmi policromi e intonaci decorati. Il sistema costruttivo è a tipologia tradizionale, con muratura continua, setti murari e pilastri in funzione portante, orizzontamenti piani, ad arco e a volta. Il tetto ha struttura a capriate lignee e falde spioventi.
- Sagrato
- Il sagrato è costituito da una piazza a forma irregolare, definita dal tracciato viario e dalla facciata della basilica e dell'attigua chisa confraternale. E' recintata da paletti e catene e si inserisce in un ampio invaso urbanistico, composto da grandi spazi aperti a più livelli e da importanti emergenze monumentali.
- Pianta
Notizie storiche
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- XI ‐ XIV (preesistenze carattere generale)
- E' documentata fin dall'XI-XII seclo, nel sito che oggi ospita la basilica di Santa Maria dell'Olmo, la presenza di un culto mariano presso una primitiva cappella intitolata a Santa Maria della Pietà o dell'Olmo, collegato ad un episodio di ritrovamento prodigioso di un dipinto bizantino della Vergine (chiamato successivamente "icona dell'olmo"). La cappella fu ampliata nel secolo XIV per poi divenire sede della Confraternita del Santissimo Nome di Dio e di Santa Maria dell'Olmo, la quale provvide alla costruzione di un attiguo ospedale prendendosi cura dei suoi ospiti. La cappella cominciò ad essere designata con lo stesso nome della Confraternita.
- 1482 (fondazione intero bene)
- La basilica di Santa Maria dell'Olmo fu fondata e costruita nel 1482 a fianco alla cappella confraternale del Santissimo Nome di Dio e di Santa Maria dell'Olmo e all'ospedale, per soddisfare il grande incremento del culto mariano nel sito, precedentemente esercitato presso la cappella. Furono reperite ampie risorse necessarie all'opera. Si tramanda, come una iscrizione in loco riporta, che la prima pietra della chiesa sia stata benedetta da San Francesco di Paola, di passaggio per Cava de' Tirreni, diretto in Francia.
- XVI (sviluppo intero bene)
- Nel corso del secolo XVI, mentre il Borgo Scacciaventi, presso il quale sorgeva la chiesa, si andava sviluppando con la costruzione di palazzi nobiliari, anche il culto presso la chiesa di Santa Maria dell'Olmo conobbe una forte crescita con la presenza di molti pellegrini.
- 1585 ‐ 1617 (convento e ospedale intorno)
- Attiguo alla chiesa, su concessione di papa Gregorio XII del 1583, fu costruito un convento affidato ai Frati Minimi, ai quali venne anche donata la chiesa di Santa Maria dell'Olmo. La costruzione del nuovo convento provocò una disputa con il vicino monastero francescano. Papa Gregorio XIII vi pose fine nel 1584 e l'anno seguente fu poi possibile completare la costruzione della nuova fabbrica. Intanto, negli anni 1585-1617 fu costruito anche un nuovo e più ampio ospedale, su terreni concessi dal cardinale C. Alemagna De Cardona, siti nelle immediate vicinanze del complesso.
- 1617 ‐ 1782 (costruzione e ristrutturazione cappella dell'icona dell'olmo)
- Nel 1617 fu realizzata, all'interno della basilica, una cappella per l'icona dell'olmo, sita nella prima campata della navata laterale, riccamente decorata nel corso del tempo. Nel 1695 fu dotata di artistiche balaustre marmoree sui tre lati della campata antistante, opera dell'artista Giovanni Ragazzino. Nel 1722 la cappella fu ristrutturata su disegno dell'architetto napoletano Muzio Nauclerio e con l'intervento dell'artista Carlo Delli Franci che compose l'altare marmoreo. La stessa cappella fu ulteriormente abbellita nel 1782 con la cona d'altare, opera dell'artista Antonio Di Lucca su direzione dell'ingegnere Gaetano Alfano.
- 1683 (ornamento soffitto)
- I dipinti che ornano il soffitto della basilica, con scene della vita di San Francesco di Paola, sono opera del pittore Regolia del 1683.
- 1730 (costruzione altare maggiore)
- Nel 1730 fu eretto un nuovo altare maggiore e la balaustra in marmo, fini lavori di intarsio dell'artista Gian Battista Massotti.
- 1798 (danneggiamenti intero bene)
- Nel 1798 Cava de' Tirreni venne saccheggiata dai Francesi, che danneggiarono molti suoi edifici, tra cui la basilica dell'Olmo. La chiesa fu profanata e colpita da una cannonata che provocò il crollo dell'arco trionfale, mentre furono distrutti altari e arredi. Anche l'ospedale e il convento furono danneggiati.
- XIX (notizie generali intero bene)
- Nel corso del XIX secolo furono fatti molti lavori. Nel 1837 venne acquistato un organo. Nel 1846 fu rifatto il pavimento in cotto smaltato. Nel 1862 fu fatto il rivestimento marmoreo dei pilastri, in sostituzione dei precedenti ornamenti in stucco. Successivamente, nel 1867, fu fatto l'originale pulpito marmoreo, posto sul fianco destro dell'arco trionfale, opera dello scultore cavese Alfonso Balzico.
- XIX (soppressione convento intero bene)
- Nel 1808, in seguito alle leggi napoleoniche di soppressione degli ordini religiosi, il convento passò al demanio e la chiesa fu affidata alla vicina confraternita del Santissimo Nome di Dio e di Santa Maria dell'Olmo e ad un canonico del duomo. I Frati Minimi lasciarono la città e vi fecero ritorno solo nel 1558, grazie al decreto regio di reintegrazione. Nel 1866 una nuova soppressione determinò il definitivo abbandono del convento e della chiesa. Il convento fu amministrato dal Comune, che lo destinò a vari usi, e la chiesa fu affidata ad un rettore di nomina episcopale.
- 1829 ‐ 1831 (giurisdizione intero bene)
- Tra le parrocchie di San Pietro a Siepi e di San Michele Arcangelo si accese una controversia circa la giurisdizione sul santuario, mentre la confraternita avanzava la richiesta di una amministrazione autonoma. Nel 1829 la chiesa venne affidata ad un delegato vescovile, nell'attesa di risolvere il contrasto. La soluzione fu trovata nel 1831, nell'assegnare la chiesa alla parrocchia di San Pietro (di cui diveniva sussidiaria) e il convento alla parrocchia di San Michele.
- 1867 (dedicazione intero bene)
- Il 1° dicembre 1867 il vescovo mons. S. Fertitta celebrò la dedicazione della chiesa, come è ricordato anche da una lapide in loco.
- 1896 ‐ XXI (giurisdizione intero bene)
- Il convento e la chiesa, per iniziativa del vescovo mons. P. Dell'Isola, furono affidati ai padri Filippini nel 1896, quando Giulio Castelli, trasferitosi a Cava de' Tirreni da Torino, qui impiantò la Congregazione dell'Oratorio che cominciò a svolgere una fervida attività pastorale. Nel 1919 il vescovo mons. L. Lavitrano eresse la chiesa a parrocchia affidandola ai padri Filippini, che da allora la reggono. Negli anni 1920, fu possibile anche la restituzione del Convento da parte del Comune.
- XX (opere e restauri intero bene)
- Nel 1924 lo scultore Jerace ideò l'originale complesso scultoreo dell'albero dell'olmo, che primeggia in presbiterio, per accogliere l'icona dell'olmo, qui trasferita nel 1925. La cappella dove essa era precedentemente alloggiata fu dedicata al Sacro Cuore. Nel corso del XX secolo la chiesa ha ricevuto interventi di restauro a varie riprese, soprattutto dopo i danni bellici del 1943 e il sisma del 1980. A partire dal 1955 furono eseguiti lavori di consolidamento strutturale e di restauro architettonico della facciata e degli interni, tra cui opere al tetto, lavori di tinteggiatura, restauro artistico delle cappelle laterali, rivestimenti in marmo in presbiterio, restauro delle tele della controsoffittatura, impiantistica.
- 1931 (basilica minore intero bene)
- La chiesa di Santa Maria dell'Olmo è stata dichiarata Santuario Diocesano e il 5 agosto 1931 è stata elevata a Basilica Minore da Papa Pio XI.
- 2010 (realizzazione porte bronzee)
- Nel 2010 sono state realizzate le nuove porte bronzee al portale principale, riproducenti l'immagine della Vergine dell'Olmo, opera dello scultore Giuseppe Ciolli di Napoli.
- XI ‐ XIV (preesistenze carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1975)
- L'adeguamento liturgico, realizzato a metà degli anni '70, ha comportato la realizzazione di un nuovo piano di calpestio rialzato di due gradini, al di sopra del gradino già esistente alla base delle balaustre. L'altare maggiore è rimasto inalterato, ma ha perso la predella. Il nuovo piano del presbiterio risulta, così, suddiviso in un primo livello (piccolo spazio dietro le balaustre) ed un secondo, accessibile centralmente, dove sono stati aggiunti i nuovi poli liturgici dinanzi all'altare preconciliare. Il nuovo altare è in marmo policromo, composto da due piedritti laterali con volute aggettanti in avanti e privo di paliotto. L'ambone in legno dorato è sulla sinistra a ridosso della balaustra. La sede in legno tappezzato è sulla destra accostata alla parete. Lo spazio tra di essi è sufficiente ma poco armonioso. L'intervento non dispone di permessi.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1975)
🙏 Istantanea e informazioni del giorno
| Popolazione: | CAVA DE' TIRRENI |
| Abitanti: | 1850 |
| Parroco: | REV. ADRIANO CASTAGNA |
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