(RONCHI DEI LEGIONARI) SANTI LORENZO E DOMENICA

📍 VIA S.LORENZO 5 (RONCHI DEI LEGIONARI), RONCHI DEI LEGIONARI - 34077 (GO)
🕰️ Orari delle Messe in SANTI LORENZO E DOMENICA
In questa pagina potrai guardare gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni lavorativi, i giorni festivi o le giorni antecedenti una festività.
Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.
⛪Come raggiungere la parrocchia?
Se hai bisogno indicazioni per trovare la chiesa, qui sotto potrai vedere la piantina insieme a riferimenti per rendere semplicissimo accedere a questo sito.
🔎Informazioni sulla chiesa
Descrizione
-
Tipologia
chiesa
-
Qualificazione
parrocchiale
-
Denominazione principale
Chiesa di San Lorenzo Martire
-
La chiesa di San Lorenzo ad oggi si presenta nell’assetto conferito da un radicale rifacimento effettuato nella seconda metà del Settecento che interessò sia gli interni che l’esterno; la struttura del campanile con la copertura a cuspide piramidale, come anche le proporzioni della navata di lunghezza doppia rispetto alla larghezza sono evidenti riferimenti ad una tipologia di chiese di matrice veneta ben radicata sul territorio, trasmessa attraverso maestranza friulane, essendo la chiesa dapprima sotto la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia ed, in seguito alla sua soppressione avvenuta nel 1751, fino al 1818, entro la giurisdizione dell’Arcidiocesi di Udine; nel caso della parrocchiale di Ronchi, il rifacimento è a attribuito Michele Zuliani, che potrebbe aver risentito dell’influenza dell’architetto veneto Giorgio Massari operante nella prima metà del Settecento in Friuli. In seguito ai danni subiti durante la Grande Guerra, sia il campanile - che era andato completamente distrutto - che la chiesa furono ricostruiti riproponendo le forme precedenti, con alcune varianti della facciata che ne hanno modificato le proporzioni, perdendo il senso ascensionale - le nicchie inferiori della facciata sono state spostate più in alto, nel registro superiore di aperture furono realizzate due finestre superiori al posto di altre due nicchie absidate, manca una cornice marcapiano intermedia, la cornice inferiore della trabeazione ora continua mentre in origine era interrotta al centro da una finestra rettangolare tamponata, manca l’occhio quadrilobato che si apriva nel timpano; il campanile invece ha assunto un aspetto più slanciato.
-
- Impianto planimetrico
- La chiesa si affaccia su un piazzale; esternamente sul fronte principale è preceduta da un modesto sagrato in lastre di pietra irregolare, sopraelevato dal piazzale di un gradino, mentre sugli altri tre lati è circondata da un prato delimitato da un muretto in pietra. L’edificio, orientato a Nord Est, si caratterizza per una configurazione planimetrica molto semplice, composta da un’unica navata longitudinale - con due nicchie rettangolari su entrambi i lati ed una cappelletta quadrata sul fianco destro in linea con la facciata - e di un presbiterio a base quadrata concluso sul fondo da un’abside triangolare. Sul fianco sinistro del presbiterio è annesso un vano rettangolare adibito a sacrestia; sul lato destro, vi è un corpo rettangolare a due piani composto da varii ambienti: quello al piano inferiore, in posizione simmetrica alla sacrestia, preceduto da un piccolo antro che lo collega al presbiterio, in origine era adibito a sacrestia, attualmente è destinato a cappella feriale; vi sono poi degli ambienti minori che consentivano l’accesso al pulpito - dove attualmente trova posto il locale caldaia - ed un ambiente che ospita la scala che porta al piano superiore destinato alle attività parrocchiali. Sul lato sinistro, addossato al corpo della chiesa leggermente arretrato rispetto la linea della facciata, si erge il campanile a pianta quadrata. Le dimensioni massime della chiesa sono: lunghezza 34,33 ml; larghezza 12,14 ml e altezza navata 11,29 ml.
- Strutture verticali
- Tutte le murature sono in pietrame, esternamente intonacate e tinteggiate di color crema mentre le modanature della facciata principale sono differenziate di bianco. La facciata principale a capanna è scandita verticalmente da quattro lesene - di cui le esterne con soluzione angolare - impostate su un basamento in pietra e desinate da capitello ionico, sopra a cui si sviluppa la trabeazione con cornici modanate il cui fregio è arricchito con l’iscrizione dipinta DEO OPTIMO MAXIMO; la facciata è conclusa da un frontone con cornice modanata aggettante. Al centro si apre il portale d’ingresso, inquadrato da una doppia cornice in pietra modanata, il cui architrave sorregge un timpano triangolare a cornici spezzate al centro dallo stemma lapideo dell’arcivescovo di Udine che consacrò la chiesa; in linea con questo, sotto alla trabeazione è inserito un affresco raffigurante la condanna di San Lorenzo al martirio, compreso entro una cornice rettangolare sormontata anch’essa da un timpano triangolare spezzato. Nelle fasce laterali sono ricavate due nicchie centinate ed absidate, attualmente vuote, e sopra a queste si aprono due finestre quadrate con cornice lavorata. Ai piedi della facciata sono collocate alcune lapidi provenienti dall’antico cimitero. I muri laterali presentano alcune sporgenze a pianta rettangolare dettate dalla cappella del fonte battesimale, dalla sacrestia e dai locali annessi; in corrispondenza della navata, in posizione centrale, su entrambi i lati, si apre un accesso secondario; in alto si aprono tre finestre rettangolari per lato nella navata e due mezzelune nel presbiterio; due finestrelle ad arco con vetri colorati si aprono lateralmente nella cappella del fonte battesimale.
- Coperture
- La copertura della chiesa è a falde - due nella navata, cinque nel presbiterio - con manto in coppi; all’intradosso la navata presenta una volta a schifo lunettata in corrispondenza delle finestre; il presbiterio invece è sormontato da una volta a botte lunettata definita dall’arco santo nel lato verso la navata e da un secondo arco sul fondo a cui si intersecano tre vele a sezione semicircolare, separate da nervature, che si dipartono dai muri che formano l’abside e convergono verso un unico centro.
- Campanile
- Il campanile è addossato al corpo della chiesa sul lato sinistro, leggermente arretrato rispetto alla facciata. Presenta sia un accesso dall’esterno sia uno dall’interno delle chiesa. Ricostruito dopo il crollo durante la prima guerra mondiale a modello del precedente, è costituito da una torre, a base quadrata, in muratura realizzata in pietre sbozzate regolarmente lasciata a vista, con un basamento leggermente più largo; all’interno del fusto i solai di piano sono costituiti da solette in calcestruzzo - ad eccezione del piano con gli orologi che è ligneo - mentre le scale fino al primo livello sono in pietra, nei livelli superiori lignee. La cella campanaria, anch’essa in pietra a vista, presenta una bifora su ogni lato ed all’interno ospita tre campane sorrette da un castello metallico: aventi le note Re, Mi, Fa diesis, le prime due hanno sostituito nel 1947 le precedenti requisite dai tedeschi nella seconda guerra mondiale, la terza - che porta impressa un’iscrizione a ricordo del Concilio Ecumenico Vaticano II e l’immagine di Papa Giovanni XXII - è stata aggiunta nel 1963 per completare il concerto. Sopra la cella si innalza un alto tamburo ottagonale intonacato con archetti ciechi su cui è impostata la cuspide piramidale anch’essa intonacata. Sopra alla porta esterna è immurato un bassorilievo raffigurante il leone di San Marco a memoria del dominio di Venezia fino al 1797 e, sopra a questo, una lapide che ricorda la ricostruzione del 1924. Sul fronte principale e sul retro, sotto la cella, sono collocati i quadranti dell’orologio pubblico.
- Apparato decorativo
- L’assetto attuale dell’interno deriva dal rifacimento di fine Settecento. Gli interni sono intonacati e tinteggiati di color rosa pesca, con le modanature differenziate di grigio e la volta della navata dipinta di color azzurro cielo. Lesene impostate su un basamento in pietra e desinate da capitelli ionici, modulano le pareti della navata scandendo l’ambiente in quattro campate; sopra ai capitelli una trabeazione con cornici modanate, di cui la superiore aggettante, corre lungo tutta la navata, interrompendosi in corrispondenza dell’arco santo: il fregio sul fianco sinistro è arricchito con la scritta AMA IDDIO SOPRA OGNI COSA, quello a destra AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO. Partendo dall’ingresso, la prima campata è occupata dalla cantoria lignea sorretta da due colonne con capitello dorico in pietra d’Aurisina impostate su un alto piedistallo: sotto è stata creata una bussola d’ingresso con serramenti in parte lignei in parte vetrati, lateralmente si aprono gli accessi al campanile e al fonte battesimale, rispettivamente a sinistra e a destra; nella seconda campata vi sono due nicchie contrapposte inquadrate da un arco a tutto sesto impostato su un ordine tuscanico, in cui trovano collocazione gli altari laterali; nella terza si aprono due uscite secondarie - quella di destra è sormontata dal pulpito, sopra quella sinistra, entro una nicchia absidata, trova posto la statua di Santa Teresa del Bambin Gesù; nella quarta un’altra coppia di nicchie con altari. La pavimentazione è realizzata in palladiana, con delle cornici a riquadri neri che delimita le corsie per gli spostamenti. L’arco santo a tutto sesto, valorizzato da un profilo modanato, introduce al presbiterio, rialzato di tre gradini in marmo nero; qui le pareti sono lisce e la pavimentazione è in riquadri di pietra chiara posti in opera in diagonale, con un bordo perimetrale ed il disegno di una croce al centro in pietra nera; un secondo arco porta all’abside, interamente occupata dall’altare maggiore. La chiesa non presenta nessun apparato pittorico, andato perduto in seguito al crollo del soffitto durante la prima guerra mondiale. Sulla parete ai lati dell’ingresso sono murate le lapidi in marmo nero con iscrizione in oro a memoria del primo rifacimento del 1645 e di quello del 1780 a destra, della consacrazione del 1923 a sinistra; un’altra lapide che ricorda l’elevazione della chiesa a sede arcipretale, per volontà di monsignor Margotti, è posta sopra la porta del fonte battesimale, mentre sopra la porta del campanile si trova quella in memoria dell’operato di monsignor Mario Virgulin.
- Apparato liturgico
- Lo spazio presbiterale è dominato dall’altare maggiore seicentesco, dedicato a San Lorenzo. Impostato su un basamento di quattro gradini in marmo rosso, si caratterizza per una struttura a mensa a parallelepipedo con il paliotto decorato da cinque motivi quadrilobati in marmi policromi con un profilo in pietra chiara su fondo scuro; l’alzata è costituita da una doppia coppia di colonne in marmo grigio screziato impostate su degli alti piedistalli e desinate da capitello corinzio: le colonne esterne sorreggono una trabeazione con cornice superiore dentellata, quelle interne un frontone semicircolare con cornice spezzata e dentellata sopra a cui si eleva il fastigio costituito da una cornice dentellata da cui si innalzano due volute raccordate al centro da un festone a motivo vegetale che sorregge una croce lapidea; un ordine minore di colonne corinzie sormontate da un arco a tutto sesto inquadra la pala d’altare novecentesca; ai piedi della pala, sopra la mensa, insiste il tabernacolo inserito in una semplice struttura a tempietto con frontone semicircolare, arricchita da due volute sui lati. L’altare lateralmente è completato con due portali ad arco in marmo policromi sopra a cui poggia una composizione marmorea con foglie d’acanto ad affiancare il piedistallo su cui, fino agli inizi del Novecento, si ergevano due statue di santi. Nella navata vi sono quattro altari: partendo dal fondo della chiesa, si trovano gli altari dei Santi Antonio di Padova, Francesco d’Assisi, Luigi Gonzaga e Giovanni Battista e di San Giuseppe, rispettivamente a sinistra e a destra; quelli ai piedi del presbiterio sono dedicati al Sacro Cuore di Gesù e alla Madonna della Cintura. Ad eccezione dell’altare di Sant’Antonio, che è stato ricostruito negli anni Venti in seguito ai danni riportati durante la prima guerra mondiale, gli altri altari risalgono ad un periodo che va tra la metà del Settecento e l’Ottocento e si caratterizzano per uno stile monumentale; sono tutti altari in marmi policromi e presentano una struttura simile, costituita da una mensa a parallelepipedo impostata su una pedana di due gradini; l’alzata è composta da colonne con capitelli compositi - singole, binate o affiancate all’interno da lesene - che sorreggono due ali mistilinee di timpano spezzate al cui al centro si erge il fastigio costituito da un’edicola; sono arricchiti da motivi ornamentali, intarsi marmorei e da statue di angioletti e putti; al centro dell’alzata, entro una nicchia ad arco è collocata una statua del santo titolare. L’altare di Sant’Antonio, in stile neoclassico, presenta linee essenziali valorizzate dal contrasto di marmi bianchi e neri; è composto anch’esso da una mensa a parallelepipedo nel cui dossale trova posto un simulacro settecentesco raffigurante il Cristo morto, mentre al centro dell’alzata, costituita da due colonne ioniche che sorreggono un timpano triangolare spezzato, è ospitata una pala. Tra i due altari sul fianco destro si erge il pulpito dalle linee barocche sormontato da un fastoso baldacchino pensile; è realizzato in legno intagliato, dipinto e dorato, è arricchito da stucchi ed ornamenti: nella parte centrale del parapetto presenta un bassorilievi rappresentante Gesù tra i dottori mentre nelle nicchie sui lati vi sono raffigurati gli evangelisti, Luca e Marco a sinistra e Giovanni e Matteo. Sempre su questo fianco, in prossimità dell’ingresso si apre la cappella battesimale, rialzata di tre gradini dalla navata e chiusa da un cancelletto in ferro battuto, in cui è collocato il fonte in pietra, con coperchio in rame. Di fronte, si apre la porta da cui parte la scala in pietra che porta alla cantoria lignea, rifatta dopo la Grande Guerra in sostituzione della precedente che riprendeva le forme barocche del pulpito: vi trova collocazione l’organo del 1929 con la consolle staccata e rivolta verso l’altare maggiore.
- Impianto planimetrico
Notizie storiche
-
- VI (?) (preesistenza intero bene)
- Con la diffusione del cristianesimo dalla città madre di Aquileia, fu eretta anche nel primo nucleo di Ronchi - che si sviluppava tra il luogo dove è ubicata la fatiscente villa Hinke e la zona del Zochet - una primitiva chiesetta, dedicata al martire Lorenzo Levita Martire. Questo edificio si presume sia andato distrutto assieme a tutto il nucleo abitato in seguito alle guerre ed invasioni barbariche.
- 1376 ‐ 1412 (fonte intero bene)
- Prime fonti scritte, risalenti al 1376 e al 1412, in cui è citata la chiesa di San Lorenzo di Ronchi, ricostruita probabilmente sul sito dove sorge l’attuale parrocchiale.
- 1450 ‐ 1512 (rifacimento intero bene)
- La chiesa fu oggetto di alcuni rifacimenti in seguito alle incursioni dei Bosniaci e dei Turchi (II metà XV) e dopo le guerre austro-venete del 1508 - 1512.
- 1579 (ampliamento intero bene)
- Ampliamento della primitiva cappella in occasione del distacco della chiesa dalla chiesa madre della Madonna Marcelliana di Monfalcone e della sua elevazione a parrocchia indipendente.
- 1593 (fonte intero bene)
- Fonte scritta che attesta l’esistenza della chiesa, fornendone anche una descrizione, contenuta nella relazione della visita pastorale di Francesco Barbaro, coadiutore del Patriarca di Aquileia. La chiesa, di modeste dimensioni, era dotata di tre altari, di cui il maggiore dedicato a San Lorenzo, quello in cornu epistolae a Santa Maria, quello in cornu evangelii a San Gottardo. Secondo alcune fonti quest’ultimo ospitava il tabernacolo dove veniva custodito il Santissimo; altre fonti indicano la presenza di un altare dedicato esclusivamente al Santissimo Sacramento in cornu evangelii e collocano sul lato sinistro della navata l’altare di San Gottardo. A destra dell’ingresso vi erano il fonte battesimale ed un’acquasantiera; sul lato sinistro della chiesa era addossata la sacrestia ed all’esterno sul lato destro si sviluppava il cimitero delimitato da un muretto e chiuso da due cancelletti in ferro. In una mappa veneta di fine XVI la chiesa è rappresentata con un campanile a vela in facc
- 1645 (rifacimento con ampliamento intero bene)
- Radicale rifacimento della chiesa con ampliamento, per volontà del pievano pre’ Francesco Donà (o Donato) - si veda la lapide murata sulla parete a destra dell’ingresso.
- 1645 ‐ 1660 (completamento interno della chiesa)
- Realizzazione dell’altare laterale destro verso l’ingresso, dedicato a San Rocco.
- 1660 (consacrazione intero bene)
- La chiesa e l’altare maggiore furono consacrati il 16 febbraio 1660 da Giovanni Delfino, Patriarca di Aquileia.
- 1661 ‐ 1662 (completamento interno della chiesa)
- Erezione del nuovo altare maggiore, in pietra, ad opera del tagliapietra di Venezia Pietro Bagatella; realizzazione dei nuovi gradini marmorei di accessi al presbiterio e della balaustra che delimitava lo spazio presbiterale.
- 1707 (costruzione esterno della chiesa)
- Erezione della torre campanaria, probabilmente subito dopo alla costruzione della chiesa, ma di cui vi si ha notizia per la prima volta nel 1707, grazie alla sua rappresentazione in una mappa: sorgeva a sinistra della chiesa ed aveva la copertura a cuspide; nella cella erano ospitate tre campane.
- 1717 ‐ 1735 (fonte / completamento interno della chiesa)
- Dalla relazione della visita apostolica del patriarca Dionisio Delfino si evince che la chiesa ospitava quattro altari, di cui il maggiore, dedicato a San Lorenzo, era in pietra, gli altri erano degli altaroli portatili non consacrati dedicati quello sul fianco sinistro ai piedi del presbiterio a San Gottardo, quelli sul fianco destro al Crocifisso -intitolazione corretta a San Rocco, quella al Crocifisso deriva dalla congregazione a cui era affidato l’altare -, ed alla Beata Vergine - in origine altare di Santa Maria, intitolato temporaneamente alla Concezione della Madonna, quindi alla Beata Vergine della Concezione e dal 1708 all’Immacolata Concezione, rispettivamente nei pressi dell’ingresso ed ai piedi del presbiterio. Dalla relazione del parroco Antonio Veronese del 1735 risulta che era stato realizzato il quinto altare, sul fianco sinistro verso l’ingresso, dedicato a Sant’Antonio di Padova.
- 1742 (completamento interno della chiesa)
- Realizzazione del nuovo altare a sinistra verso l’altare, in pietra, mantenendo la dedicazione del precedente a San Gottardo.
- 1780 (rifacimento intero bene)
- Sotto la guida di pre’ Luca Fulizio, furono realizzati consistenti lavori di rifacimento della chiesa, che hanno interessato sia l’interno che la facciata della chiesa, conferendole l’aspetto che ha conservato sino alla prima guerra mondiale - si veda la lapide murata sulla parete a destra dell’ingresso. Il progetto degli interni si attribuisce a Michele Zuliani.
- 1795 (intitolazione interno della chiesa)
- Dalla visita pastorale dell’arcivescovo Pietro Antonio Zorzi si apprende che era stata cambiata l’intitolazione dell’altare dell’Immacolata Concezione in Beata Vergine della Consolazione, o semplicemente Madonna della Cintura.
- XIX (intitolazione interno della chiesa)
- Cambio di intitolazione dell’altare di San Rocco in San Giuseppe.
- fine XIX (decorazione interno della chiesa)
- Esecuzione dell’affresco del soffitto della navata, ad opera del pittore udinese Leonardo Rigo; era rappresentata la Gloria di San Lorenzo in Paradiso. Questo affresco andò perso in seguito ai danni della prima guerra mondiale.
- 1915 ‐ 1918 (demolizione intero bene)
- Durante la prima guerra mondiale, la chiesa subì ingenti danni. Gli austriaci fecero saltare il campanile, che crollò sul tetto della chiesa distruggendolo; furono persi in maniera definitiva l’affresco del soffitto della navata, la cantoria barocca e le pale degli altari. L’altare di Sant’Antonio di Padova subì ingenti danni.
- 1918 ‐ 1923 (ricostruzione intero bene)
- Ricostruzione e restauro della chiesa in seguito ai danni riportati; rispetto a prima della guerra furono apportate delle varianti in facciata. All’interno fu costruita una nuova cantoria lignea dove fu collocato il nuovo organo; l’altare di Sant’Antonio di Padova fu restaurato dall’altarista Giovanni Battista Novelli.
- 1923 (consacrazione intero bene)
- La chiesa e l’altare maggiore furono riconsacrati il 1.o settembre 1923 dall’arcivescovo di Gorizia Francesco Borgia Sedej - si veda la lapide murata sulla parete a sinistra dell’ingresso.
- 1924 (ricostruzione esterno della chiesa)
- Erezione del nuovo campanile, simile nelle forme al precedente - si veda la lapide murata sopra la porta esterna.
- 1932 (completamento interno della chiesa)
- Collocazione della statua di Santa Teresa del Bambin Gesù nella nicchia sopra la porta nel fianco sinistro della navata; fino al 1915 c’era la statua dell’Immacolata, distrutta durante la guerra.
- 1969 (decorazione facciata della chiesa)
- Realizzazione dell’affresco della facciata, ad opera del pittore ronchese Livio Schiff.
- VI (?) (preesistenza intero bene)
Adeguamento liturgico
-
- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1966)
- La balaustra con colonnine e parapetto in pietra, chiusa da cancelletto in ferro, fu rimossa. Fu collocato un altare rivolto verso il popolo e, in aggiunta dell’antica sede costituita da stalli lignei disposti lungo i fianchi del presbiterio, tra l’altare maggiore e l’altare verso il popolo, sono state disposte tre sedute mobili, con trono centrale, che costituiscono l’attuale sede.
- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1986)
- Fu collocato l’attuale altare rivolto verso il popolo, costituito da una mensa di pietra poggiata su un capitello corinzio - forse proveniente dall’antico Duomo di Monfalcone - con un basso piedistallo, e, sulla sinistra del presbiterio, un leggio costituito da una colonnina marmorea desinata da un capitello composito su cui vi è poggiato un mosaico raffigurante la scena del gallo e della tartaruga, con l’iscrizione TENEBRAS VINCIT LUX VERBI, a sostegno del piano d’appoggio ligneo.
- navata ‐ intervento strutturale (1970 (?))
- In occasione dell’installazione dell’impianto di riscaldamento il pulpito ligneo fu reso inaccessibile.
- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1966)
📿 Immagine e dati del giorno
| Popolazione: | RONCHI DEI LEGIONARI |
| Abitanti: | 5445 |
| Parroco: | REV. IGNAZIO SUDOSO |
Se ritieni che ci sia un errore negli orari visualizzati su questo sito, ti preghiamo de farcelo sapere compilando direttamente il modulo sottostante:
