(AGRIGENTO) S. MICHELE

📌 VIA S.GIROLAMO (AGRIGENTO), AGRIGENTO - 92100 (AG)
🕰️ A che ora sono le messe in S. MICHELE?
In questa pagina potrai vedere gli orari delle eucaristie all’interno della messa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giorni, sia nei giornate lavorative, i giorni festivi o le giorni antecedenti una festività.
Oggi Giovedì 17 settembre 2026, l'orario della messa è: 18:30
| Lunedì | 18:30 |
|---|---|
| Martedì | 18:30 |
| Mercoledì | 18:30 |
| Giovedì | 18:30 |
| Venerdì | 18:30 |
| Sabato | 18:30 |
| Domenica | 11:00 |
➡️Dove si trova la parrocchia?
Se hai bisogno orientamento per arrivare a la chiesa, più in basso potrai vedere la planimetria insieme a segnalazioni per non avere alcuna difficoltà a giungere a questo tempio.
📖Chi è questa chiesa?
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa della Beata Maria Vergine del Soccorso
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La chiesa della Beata Maria Vergine del Soccorso venne edificata nel 1529, contigua ad un monastero, mentre era vescovo mons. Giuliano Cybo. La chiesa ancora oggi è conosciuta con il termine "Badiola", per diversificarla dalla "grande Badia" delle monache Cistercensi di Santo Spirito, proprio perché il monastero accoglieva donne, tutte dello stesso ceto sociale, che si formavano e divenivano religiose. Oggi del monastero non è rimasto nulla, poiché venne abbandonato nella seconda metà dell'ottocento e negli anni trenta del novecento, venne edificato un palazzo per alloggi popolari. Dopo l'evento franoso del 19 luglio 1966 che colpì la parte settentrionale della città di Agrigento, molte fabbriche furono distrutte tra le quali la chiesa di San Michele, trasferendo così nel 1969 la parrocchia alla Badiola.
L'interno è ad unica navata e mostra una decorazione sobria ed elegante e vi si accede attraversando il maestoso pronao sorretto da quattro colonne in pietra del XVI secolo, in stile pseudo dorico con pulvino, sormontate da arcate, che sorreggono quella che fu la cantoria, luogo dove le religiose si riunivano per celebrare la liturgia delle ore. Questo spazio durante gli ultimi interventi dell'anno duemila è stato chiuso per ricavarne un'aula dedicata al catechismo.
Le pareti, il presbiterio e l'abside sono arricchite da lesene e cornicioni in stucco e la decorazione del soffitto si limita al presbiterio e all'abside. La copertura dell'aula liturgica è a volta a botte lunettata, che fu rifatta assieme alla copertura, in seguito al crollo avvenuto dopo la frana del 1966.
La facciata conserva in buono stato il suo elemento più pregevole: il portale rinascimentale attribuito alla scuola dei Gagini, interamente realizzato in pietra. E' impostato su un arco che sormonta due colonne rettangolari lisce, fiancheggiate da altre due colonne recanti rilievi geometrici al centro e alla base, dotate di pregevoli capitelli dalle fattezze di gusto corinzio, impreziositi da eleganti decorazioni floreali. Sopra il portale si apre un rosone caratterizzato da un leggero rilievo decorativo che l'intonaco ha però livellato con la superficie esterna. Sovrasta l'intera facciata la settecentesca loggetta campanaria a tre arcate, e gli elementi architettonici della composizione riprendono, nel loro complesso, i modelli tardo barocchi molto diffusi nell'agrigentino. -
- Impianto Planimetrico
- La chiesa ad unica navata culmina nella parte occidentale con la presenza dell'abside, preceduta dal presbiterio.
- Pianta
- Il perimetro della chiesa è delimitato da una muratura portante che disegna una pianta a forma rettangolare, e nelle pareti laterali si aprono quattro cappelle in maniera ritmica e simmetrica, che in passato contenevano degli altari.
- Abside
- La zona absidale è preceduta dall'area presbiterale ed entrambe sono contornate da arcate trionfali poggianti su paraste. E' caratterizzata dalla macchina d'altare a tempietto in marmo policromo e il frontone è di forma semicircolare, mentre al centro una nicchia alloggia la statua lignea raffigurante la Madonna del Pane, opera del XVIII secolo.
- Interno
- L'ingresso all'aula liturgica è caratterizzato da un maestoso pronao sorretto da quattro colonne in pietra del XVI secolo, in stile pseudo dorico con pulvino, sormontate da arcate, che sorreggono quella che fu la cantoria, luogo dove le religiose si riunivano per celebrare la liturgia delle ore. Questo spazio durante gli ultimi interventi dell'anno duemila è stato chiuso per ricavarne un'aula dedicata al catechismo. L'aula è coperta da una volta a botte lunettata dove si aprono, in direzione delle lunette, delle finestre rettangolari che portano luce all'interno. Nella parete di destra si nota un pulpito in ferro battuto dalla struttura leggiadra e di tradizione locale.
- Impianto strutturale
- Le pareti perimetrali sono costituite da blocchi portanti in calcarenite arenaria, che sorreggono l'orditura principale della copertura realizzata a due falde, e il soffitto costituito da una volta a botte lunettata.
- Elementi decorativi
- Le pareti, il presbiterio e l'abside sono arricchite da lesene e cornicioni in stucco e la decorazione del soffitto si limita al presbiterio e all'abside. Ricorrente è l'elemento decorativo della cupoletta a forma di valva di conghiglia, simboleggiante l'aspirazione dell'uomo a congiungere la propria esistenza a Dio. Ad arricchire questo scenario, disposte nelle pareti, sono inserite delle tele e quadri raffiguranti santi e scene tratte dalla bibbia.
- Prospetto principale
- La facciata conserva in buono stato il suo elemento più pregevole: il portale rinascimentale attribuito alla scuola dei Gagini, interamente realizzato in pietra. E' impostato su un arco che sormonta due colonne rettangolari lisce, fiancheggiate da altre due colonne recanti rilievi geometrici al centro e alla base, dotate di pregevoli capitelli dalle fattezze di gusto corinzio, impreziositi da eleganti decorazioni floreali. Sormonta l'insieme un architrave a fasce degradanti un freggio a foggia classicheggiante finemente scolpito con volute che si snodano simmetricamente da una maschera centrale e un frontone con timpano interrotto da una nicchia che accoglie l'opera scultorea, realizzata nel XVI secolo, raffigurante la Madonna del Soccorso recante in mano la tipica mazza che brandisce in atteggiamento di protezione e salvaguardia dell'umanità intera, contro le avversità del male. Sopra il portale si apre un rosone caratterizzato da un leggero rilievo decorativo che l'intonaco ha però livellato con la superficie esterna. Sovrasta l'intera facciata la settecentesca loggetta campanaria a tre arcate, e gli elementi architettonici della composizione riprendono, nel loro complesso, i modelli tardo barocchi molto diffusi nell'agrigentino.
- Impianto Planimetrico
Notizie storiche
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- 1529 ‐ XVI (costruzione chiesa)
- Nel 1529, circa a metà distanza tra il monastero di Santo Spirito, sede della potente famiglia dei Chiaramonte, e la Cattedrale con il Palazzo Vescovile, sede della massima autorità religiosa, venne costruita, per iniziativa di Padre Fabrizio Rizzo, un sacerdote trapanese appartenente al Terz' Ordine Francescano, la chiesa della Beata Maria Vergine del Soccorso, contigua ad un monastero, durante l'episcopato di Mons. Giuliano Cybo.
- XIX (soppressione ordine religioso convento)
- A causa delle leggi eversive che prevedevano la soppressione degli Ordini religiosi, nella seconda metà dell'ottocento iniziò il declino della vita religiosa che animava la Badiola, caratterizzando la vita sociale, culturale e comunitaria. L'edificio monastico venne quindi abbandonato e cadde in un profondo stato di degrado, mentre la chiesa della Badiola continuò ad accogliere i fedeli e a svolgere la propria attività.
- 1920 ‐ XX (elevata a monumento chiesa)
- Grazie all'interessamento del rettore della Badiola sacerdote Salvatore Schillaci, con decreto del 03 dicembre 1920 emanato dal Ministero della Pubblica Istruzione, la Chiesa veniva ufficialmente dichiarata monumento nazionale.
- 1949 ‐ XX (consolidamento chiesa)
- Realizzato il contrafforte in blocchi di calcarenite arenaria della facciata principale per rafforzare la struttura portante della chiesa, danneggiata dagli eventi bellici del 1943.
- 1969 ‐ XX (trasferimento titolo parrocchiale chiesa)
- A seguito dell'evento franoso che colpì la città di Agrigento il 19 luglio 1966, la chiesa di San Michele venne danneggiata compromettendo la stabilità e rendendola inagibile. La demolizione dell'edificio ecclesiastico fu inevitabile e la parrocchia venne trasferita nel 1969 alla Badiola, che fino a quel momento era rettoria e sotto il distretto parrocchiale di San Michele.
- 1970 ‐ 1982 (consolidamento chiesa)
- Dopo qualche anno dal trasferimento della parrocchia di San Michele, il crollo del tetto della Badiola determinò, per diverso tempo, la chiusura della chiesa per consentire i lavori che si protrassero sino agli inizi del 1982, e in questo lasso di tempo la parrocchia venne trasferita nella chiesa vicina di San Girolamo.
- XXI (ristrutturazione chiesa)
- Durante questi lavori di ristrutturazione la cantoria, sorretta da un maestoso pronao con colonne in pietra, venne chiusa per ricavarne un'aula dedicata al catechismo, e sulla parete prospiciente l'aula liturgica sono state collocate alcune opere pittoriche.
- 2006 ‐ XXI (restauro chiesa)
- Gli ultimi restauri del 2006 portarono alla luce i conci in calcarenite arenaria del contrafforte sul prospetto principale e fu ripristinata l'originale scala principale semicircolare, simile a quella dell'edificio ecclesiale di Santo Spirito. Inoltre venne rimossa un'antiestetica sovrastruttura con copertura in vetro che era situata nel prospetto meridionale dell'edificio.
- 1529 ‐ XVI (costruzione chiesa)
Adeguamento liturgico
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- altare ‐ aggiunta arredo (1970)
- Altare ligneo con mensa marmorea.
- ambone ‐ aggiunta arredo (2000)
- Ambone realizzato in marmo.
- altare ‐ aggiunta arredo (1970)
🕊️ Informazioni e immagine del giorno
| Popolazione: | AGRIGENTO |
| Abitanti: | 1470 |
| Parroco: | REV. SERGIO BONVISSUTO |
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