(CORTONA) S. MARIA DELLE GRAZIE

🚩 SP34, 239, 52044 Cortona AR, Italia
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🗺️Come arrivare alla chiesa?
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🔎Descrizione della parrocchia
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Vincenzo in Santa Maria al Calcinaio
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La chiesa sorge a sud delle mura di Cortona, in un terreno collinare scandito da terrazzamenti sostenuti da muretti in pietra arenaria.
La posizione, imposta dalla devozione dell’immagine sacra, creò notevoli difficoltà nella costruzione, in particolare per la presenza di un ruscello che da Cortona scende a valle. Prima e durante l’edificazione della chiesa venne costruito un cunicolo sotterraneo in conci di pietra serena e coperto con volta a botte per incanalare le acque al di sotto della chiesa; a sud del sagrato, le acque del cunicolo ritornano nell’alveo naturale del ruscello.
La chiesa, in stile rinascimentale toscano, è a pianta a croce latina immissa; l’unica navata è lunga m.46 e larga m.11,30 e la crociera è larga m. 53,27.
Navata e transetto sono coperti da volta a botte e al loro incrocio si imposta l’alto tamburo ottagonale finestrato su cui poggia la cupola con lanterna.
La chiesa è un importante esempio di architettura rinascimentale con i caratteri tipici di questo stile basato sulla definizione dello spazio e sulla ricerca di proporzioni razionali; la sua pianta è stata costruita seguendo un preciso schema matematico come scrive P. Scapecchi: “la croce latina è proporzionata in modo che le tre braccia minori, uguali tra loro, siano lunghe un terzo della lunghezza del braccio maggiore e lo spessore delle mura sia un ottavo della lunghezza della navata”.
Internamente la suddivisione degli spazi è marcata dagli elementi architettonici in pietra serena che contrastano con le superfici imbiancate: le lesene delimitano le campate; le cornici la suddivisione orizzontale delle pareti in tre zone.
Nella parte inferiore delle pareti si trovano le cappelle con apertura ad arco a tutto sesto, ricavate nello spessore dei muri, una per ogni campata, dove sono posti gli altari in muratura del 1800 . Nella navata si trovano tre cappelle per lato e nel transetto tre per ogni parte.
Nella zona intermedia si aprono le finestre rettangolari con ai lati lesene in pietra serena con capitello composito e soprastante architrave a fasce e timpano; la parte superiore della parete ospita la volta a botte di copertura.
L’altare maggiore è un’edicola in pietra serena opera di Bernardino Covatti (1519) che custodisce la trecentesca immagine miracolosa della Madonna delle Grazie attorniata da affreschi cinquecenteschi (forse del Papacello): ai lati due angeli porta candelabri, sopra due angeli che sostengono la corona regale e nella lunetta il Padre Eterno tra due angeli.
Dall’abside si accede alla sacrestia costituita da un locale coperto da volte a crociera e da un vano scale che conduce nel sottotetto della sacrestia e da qui al sottotetto della chiesa. Il pavimento è in cotto.
L’esterno della chiesa è a conci squadrati di pietra arenaria, ornato da semplici elementi architettonici decorativi sempre in pietra arenaria.
La semplice facciata con timpano, alta m. 21,00 fino al cornicione, presenta come unico elemento ornamentale il portale realizzato da Bernardino Covatti nel 1543, in sostituzione di quello originario di Francesco di Giorgio Martini, probabilmente per volere degli Scopetini che richiesero un ingresso principale più ornato, in modo da differenziarlo dagli altri.
La cupola a doppia calotta è a sesto acuto, con altezza interna pari a m.53,27, suddivisa in otto spicchi nervati da costoloni in pietra ed è rivestita esternamente da lastre di piombo.
La struttura di copertura della navata e del transetto è costituita da orditura lignea (travi e travetti in castagno originari) sostenuta da un sistema di archi in mattoni pieni, scempiato in pianelle di cotto e manto in embrici e coppi.
Il campanile, di modeste dimensioni, si trova sulla sommità della facciata di fondo del braccio est del transetto; è a vela e ha due campane del 1861. Del campanile originario rimane solo la base.
I portoni di accesso sono quelli originali in noce. -
- Coperture
- Navata e transetto sono coperti da volta a botte e al loro incrocio si imposta l’alto tamburo ottagonale finestrato su cui poggia la cupola con lanterna. La cupola a doppia calotta è a sesto acuto, con altezza interna pari a m.53,27, suddivisa in otto spicchi nervati da costoloni in pietra ed è rivestita esternamente da lastre di piombo. La struttura di copertura della navata e del transetto è costituita da orditura lignea sostenuta da un sistema di archi in mattoni pieni, scempiato in pianelle di cotto e manto in embrici e coppi.
- Pianta
- Pianta a croce latina immissa, l’unica navata è lunga m.46 e larga m.11,30 e la crociera è larga m. 53,27.
- Struttura
- Pareti in muratura portante.
- Coperture
Notizie storiche
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- 1484 ‐ 1604 (costruzione e consacrazione intero bene)
- La chiesa fu progettata nel 1484 dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, su commissione dell’Arte dei Calzolai di Cortona che decisero di edificare la chiesa nel luogo in cui si trovava un tabernacolo con dentro un’immagine della Madonna ritenuta dalla popolazione miracolosa per le numerose grazie ricevute. Il tabernacolo con l’immagine della Madonna col Bambino (affresco trecentesco ora ubicato nell’altare maggiore della chiesa) era situato all’esterno del muro di cinta di una vasca di proprietà dell’Arte dei Calzolai, nella quale i conciatori immergevano in acqua e calce, (da qui il toponimo Calcinaio), le pelli di animali da conciare. La costruzione della chiesa venne incoraggiata, oltre che dal numero sempre crescente di offerte per le guarigioni prodigiose, anche dal pontefice Sisto IV, di profonda devozione mariana. A Francesco di Giorgio Martini, morto nel 1501, subentrò nel 1509, l’architetto Pietro di Domenico di Norbo che portò a termine l’opera con la cost
- 1633 ‐ 1674 (carattere generale intero bene)
- Nel 1633 il vescovo Della Robbia volle erigere il Seminario nel convento degli Scopetini dotandolo con i loro beni ma, tale decisione fu contrastata da clero e Comune. Nel 1652, papa Innocenzo X procedette alla soppressione dei piccoli conventi tra cui rientrava anche quello degli Scopetini; l’anno successivo lo stesso papa concesse l’apertura del Seminario che il vescovo Serristori aggregò alla chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio. Nel 1674 il Seminario dovette chiudere per vari motivi e la chiesa rimase abbandonata per circa quarant’anni.
- 1708 ‐ 1786 (carattere generale intero bene)
- Nel 1708 la chiesa venne concessa agli Scolopi e cominciò la ripresa; tra il 1718 ed il 1730, anno della riapertura al culto, furono infatti effettuati restauri essenziali durante i quali vennero persi gli ex-voto dell’altare maggiore e portate via alcune statue. Nel 1777 gli Scolopi lasciarono il Calcinaio e la chiesa venne nuovamente unita al Seminario. Nel 1786 la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio divenne sede parrocchiale di San Biagio in Salcotto e poco dopo sede parrocchiale di San Vincenzo.
- 1822 (restauro facciata)
- Nel 1822 si cominciò il restauro della chiesa, facendone riaprire le finestre ancora tamponate con murature in mattoni, ma per pagare le spese la parrocchia dovette vendere tutto il piombo della copertura della cupola.
- 1949 (restauro cupola)
- Nel 1949 la cupola venne di nuovo ricoperta di piombo e furono ricostruiti alcuni cornicioni del lato destro.
- 1974 ‐ 1980 (restauro chiesa)
- Nel 1974 a cura della Soprintendenza di Arezzo venne restaurato il timpano di facciata e l’interno riportato allo stato originario tramite la ripulitura del pietrame e la successiva imbiancatura. Negli anni dal 1975 al 1980 alcuni elementi decorativi mancanti sono stati ricostruiti con la pietra ed alcuni con il cemento.
- 1985 (carattere generale intero bene)
- Nel 1985, in occasione del cinquecentesimo anno dalla fondazione, la chiesa è stata dichiarata dal vescovo mons. Giovanni D’Ascenzi Santuario Mariano di Cortona.
- 1990 ‐ 1995 (restauro pavimento e facciata)
- Nei primi anni ’90 venne stato smontato il pavimento in cotto a formelle quadrate di cm 40x40, realizzato il solaio gattaiolato e posto in opera il nuovo pavimento in cotto rettangolare cm 18x36, che vediamo ancora oggi. Nel 1995 la facciata principale cominciò ad aprirsi; si pensava ad un cedimento strutturale delle fondazioni ma, dopo accurate indagini, venne verificato che il cedimento era dovuto alla penetrazione delle acque nel sottosuolo. Venne quindi inserito un tirante in facciata.
- 2014 (messa in sicurezza intero bene)
- Nel luglio 2014 la caduta di parti della cupola ha provocato la rottura di parte dell’orditura lignea, che venne puntellata, in corrispondenza del dorso destro della volta a botte della navata in prossimità dell’innesto con il tamburo. Internamente sono visibili le infiltrazioni di acqua piovana. Per questo motivo e per i crolli del paramento murario, a seguito di un’ordinanza del Sindaco del Comune di Cortona (ordinanza n.220/2014) notificata in data 31 luglio 2014, la chiesa è stata messa in sicurezza con opere provvisionali quali transenne lungo tutto il perimetro, protezioni a tettuccio parasassi e cartelli ammonitori e di divieto di accesso.
- 2016 (restauro chiesa, esterno)
- Nel gennaio 2016, al fine di eliminare il pericolo di crolli di materiale lapideo dalle facciate è stato eseguito un intervento di Restauro Conservativo, parzialmente finanziato dal contributo della CEI, delle parti del paramento murario e degli elementi architettonici decorativi più gravemente compromessi in modo da poter rimuovere le opere provvisionali al fine di rendere nuovamente accessibile la chiesa. Inoltre sono stati restaurati i tre portoni originari di accesso (ingresso principale e accessi laterali al transetto).
- 1484 ‐ 1604 (costruzione e consacrazione intero bene)
Adeguamento liturgico
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- altare ‐ aggiunta arredo (2004)
- Di fonte all'antico altare è stato aggiunto un altare mobile in legno
- altare ‐ aggiunta arredo (2004)
🕊️ Dati e foto del giorno
| Popolazione: | CORTONA |
| Abitanti: | 1000 |
| Parroco: | REV. OTTORINO COSIMI |
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