(MONTEGALLO) S. BERNARDINO

📍 Via Caro Annibal, 34, 63094 Balzo AP, Italia
⏱️ Orario delle Messe in S. BERNARDINO
In questa pagina potrai vedere gli orari delle messe all’interno della chiesa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni feriali, i giorni di festa o le vespri festivi.
Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.
➡️Come arrivare alla chiesa?
Se vuoi orientamento per trovare la chiesa, qui sotto potrai trovare la mappa insieme a indicazioni per non avere alcuna difficoltà a accedere a questo sito.
📝Approfondimento sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Bernardino
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La chiesa ha un impianto planimetrico regolare assimilabile ad un rettangolo con interposto sul lato nord ovest la torre campanaria. Anche in alzato la disposizione è pressoché singolare: colonne tuscaniche elevate su alti piedistalli suddividono l’aula in tre navate, ma la navata centrale che si viene così a costituire non è cinta, come di consueto, da due pareti longitudinali in cui si aprono gli archi di comunicazione con le navate laterali. Le colonne della chiesa di Balzo sorreggono bensì tre tramezzi frontali che aprono tre archi ognuno sulle navate.
L’apparecchiatura muraria delle pareti perimetrali è a sacco, realizzata mediante doppia fodera in pietra arenaria e malta di calce e sabbia grossa.
La copertura della chiesa è realizzata con struttura portante lignea a diversa fattezza tra la parte sovrastante il presbiterio e quella sopra l’aula: la prima con travi (orditura principale) e sovrastante tavolato; la seconda con travi (orditura principale), travicelli (orditura secondaria) e pianellato. -
- Struttura
- La struttura è ad aula a tre navate, con copertura a tetto a vista. La facciata, a prospetto orizzontale, è realizzata in blocchi di arenaria a faccia-vista; il vano della chiesa si divide sostanzialmente tra le navate e il presbiterio separati dall'arco trionfale e da un gradino.
- Struttura
Notizie storiche
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- 1639 ‐ 1640 (notizie storiche intero bene)
- In una visita pastorale del 1639 vi troviamo un’informazione curiosa e nel contempo di notevole rilevanza: l’autorizzazione a poter vendere due campane rotte delle Chiese di Santa Maria della Piazza e di Sant’Antonio per 360 scudi. Le due chiese erano poste nell’antica località di “Monte Santa Maria in Gallo”, antico centro amministrativo del comprensorio montegallese, a quel tempo già abbandonato per una posizione più agevole e solida, data la sua propensione ai dissesti idrogeologici. Santa Maria della Piazza se pur ancora in piedi era scomoda da raggiungere per distanza (½ miglio) e per sconnessione della strada; mentre Sant’Antonio era già diruta da tempo. Il ricavato della vendita delle due campane, servì per dare inizio alla costruzione della nuova chiesa; a servizio della recente comunità trasferitasi dall’antico castello di Balzo. Precisato quanto sopra, si può desumere che l’avvio della costruzione è avvenuta tra gli anni 1639 e 1640.
- 1640 ‐ 1664 (notizie storiche intero bene)
- Il portale di fattezza precedente per l’analogia con altri simili, ma datati, presenti nell’ambito del territorio, risale al ‘400 e molto probabilmente, proviene dall’antico borgo di Montegallo. Negli anni che seguono, così come è possibile desumere dalle visite pastorali, la chiesa prende forma. Il 02/05/1651 si trova scritto “.. la chiesa non è ancora del tutto finita..” eccetto l’altare maggiore. Nella relazione del 13/10/1664, di Don Angelo Parracciani nominato primo Rettore, si legge: vi sono tre altari di cui uno dedicato a San Giuseppe della famiglia Lancellotti ed uno alla Madonna di Reggio della Famiglia Majotti; a quel tempo il campanile non era ancora ultimato. Dalla visita del 17/06/1666, la chiesa nominata con il duplice nome di San Bernardino e S. Maria della Piazza, se ne desume l’ultimazione dell’edificazione non facendo più alcun riferimento alla struttura ma relazionando sulla sola attività liturgica.
- 1673 (notizie storiche intero bene)
- Nel 1673 l’eretta chiesa non ha ancora un’attribuzione ben definita tanto da essere nominata con il triplice nome di San Bernardino, Santa Maria della Piazza e San Michele, quest’ultima ubicata a Monte Pisciano, dalla quale ne furono prelevate le pietre. Dalla visita di quell’anno ne esce fuori una descrizione artistica ben dettagliata della chiesa: “…. una nicchia sulla parete di fondo contenente una statua di legno della Madonna dei Monti con il Bambino e due pitture ai lati, il Beato Marco e San Bernardino…” “…. nella sacrestia, in una nicchia si conserva il reliquario di San Bernardino da Siena ei due pugnali lasciati dallo Stesso passando di lì, quale pacificatore ai tempi dei Guelfi e i Ghibellini….”. Altre pitture secondo la relazione erano presenti attorno al coro tra cui una raffigurante il Padre Eterno. Si parla di un'immagine di San Francesco, Sant’Anna, San Giuseppe, della Madonna del Rosario e di Sant’Antonio da Padova.
- 1673 ‐ 1772 (notizie storiche intero bene)
- Per quanto concerne la struttura, la chiesa aveva a quei tempi due porte, di cui una a settentrione, e tre finestre; due sepolture, una per la comunità l’altra per la Famiglia Mariotti, allora Majotti probabilmente. Le campane erano due oltre una campanella nella sacrestia. Il sette settembre 1761 si comandava di restaurare le due pitture laterali e di “sospendere la statua della Madonna”, probabilmente perché deteriorata, ed è proprio a quel periodo che risale la tela raffigurante la Madonna “dei Monti” o “della Piazza” forse realizzata per sostituire la statua “sospesa” ad ottemperanza delle indicazioni impartite nella visita pastorale. Tale notizia trova conferma nel sommario della causa di beatificazione del Beato Marco datato 1797 ove si ricorda che il quadro raffigurante la Madonna dei Monti aveva sostituito la precedente statua. Il documento, inoltre, riprova la presenza ai lati delle due pitture laterali (San Bernardino ed il Beato Marco).
- 1772 ‐ 1843 (notizie storiche intero bene)
- Proseguendo con la ricerca nel verbale della visita del 03/06/1772 reperiamo un’altra notizia interessante dal punto di vista architettonico e precisamente la disposizione di “…chiudere la finestrella in fondo….” ed “… aprirne una più grande sopra la porta….”. Sempre nello stesso periodo si ordina di “ …..rinnovare la figura di San Giuseppe con quadro…..” deducendone che a quel tempo la pittura si era ammalorata. Saltando all’anno 1833 per mancanza di documenti relativi alle visite pastorali arriviamo al 1843 anno in cui troviamo un’altra notizia per approfondire la nostra conoscenza sulla Chiesa e sulla sua evoluzione nel tempo. In quell’anno si comandava di riparare il tetto ed in particolare, da notare “… nella zona dove scendono le corde delle campane….”. Da questo dato, confermato tra l’altro in un testo del Rossi Brunori, si deduce che originariamente la chiesa non avesse la torre ma soltanto una vela campanaria.
- 1872 ‐ 1925 (notizie stroriche intero bene)
- Nella visita del 10/07/1872 riusciamo ancora a trovare informazioni e precisamente la posizione nella quale erano collocati i due altari nominando quello dei Majotti a sinistra cosa sino ad oggi ancora non delineata. Nel 1883 fu ricostruito il campanile dandogli la forma di torre che ha attualmente. L’interno della chiesa fu poi restaurato per cura e a spese di Mons. Emidio Taliani, uditore di Rota e oriundo del luogo. Per arrivare ai nostri tempi, in un registro del parroco di Santa Maria in Lapide, don Luigi Ciaffardoni, giungiamo all’anno 1925, periodo in cui fu realizzata la canonica con il concorso delle famiglie Taliani e Caffarini descrivendo a quel tempo: “…. Cinque locali per abitazione ed un locale grande al piano terreno ad uso legnaia, ripostiglio e cantina…”. Sempre nello stesso anno fu sostituito il pavimento allora “….. in lastre di tufo umidi e indecenti….” con un altro in quadri di cemento e realizzata la volta finta al soffitto.
- 1958 ‐ 1985 (notizie storiche intero bene)
- Il 18/10/1958, con il riconoscimento civile, fu eretta la parrocchia di San Bernardino per grande desiderio degli abitanti del capoluogo, con don Aladino Orlandini nominato primo parroco, staccandosi definitivamente dalla parrocchia di Santa Maria in Lapide. Giungendo ai nostri giorni nel 1963 fu restaurata internamente la canonica nel 1970 fu realizzato l’impianto di riscaldamento, negli anni tra il 1972 ed 1974 la nuova sostituzione del pavimento con l’attuale in lastre di marmo di Trani. Il portone in legno di abete è stato donato dalla famiglia Renzi nel 1982. A completamento degli interventi è intervenuta a Soprintendenza nel 1985 per la riparazione della copertura.
- 2013 ‐ 2018 (notizie storiche intero bene)
- Dal 2013 al 2018 la chiesa è stata interessata da un intervento integrale di restauro con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana, la lunghezza della durata dei lavori è stata causata da motivi climatici, in quanto essendo la località molto altimetrica non era possibile lavorare nel periodo invernale, e soprattutto dal terremoto del 2016 che ha comportato una lunga interruzione dei lavori e interventi non previsti.
- 1639 ‐ 1640 (notizie storiche intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1972-1974)
- Realizzazione e posa in opera di un nuovo altare in travertino bocciardato costituito da una mensa sorretta da quattro colonnine, di un ambone in travertino liscio e ricollocazione del tabernacolo in travertino su una mensola dello stesso materiale al centro della parete di fondo.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1972-1974)
🕊️ Immagine e dati del giorno
| Popolazione: | MONTEGALLO |
| Abitanti: | 270 |
| Parroco: | REV. RODOLFO DE SANTIS |
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