(ASTI) S. CATERINA

Índice
  1. ⏳ Orari delle Messe in S. CATERINA
  2. 🗺️Dove si trova la chiesa?
  3. ℹ️Informazioni sulla chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. ✝️ Dati e foto del giorno

⏳ Orari delle Messe in S. CATERINA

In questa pagina potrai vedere gli orari delle messe all’interno della chiesa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni feriali, i giorni di festa o le giornate precedenti a una festa.

Oggi Venerdì 18 settembre 2026, l'orario della messa è: Orario non disponibile

Lunedì Orario non disponibile
Martedì Orario non disponibile
Mercoledì Orario non disponibile
Giovedì Orario non disponibile
Venerdì Orario non disponibile
Sabato 17:00
Domenica 11:00

🗺️Dove si trova la chiesa?

Se vuoi riferimenti per raggiungere la messa, qui sotto potrai consultare la piantina insieme a segnalazioni per rendere facile arrivare a questo sito.

ℹ️Informazioni sulla chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di Santa Caterina

  • La parrocchia di Santa Caterina sorge nell’area ovest del centro urbano di Asti. La chiesa odierna è il risultato di una ricostruzione integrale di un edificio precedente avvenuta sullo scorcio del secolo XVIII. La chiesa medievale era legata al priorato di San Secondo della Torre Rossa, dell’antica struttura ci rimane il campanile, completo di campane, realizzato reimpiegando nell’XI secolo un elemento architettonico romano, forse una delle due torri della porta urbica. Il complesso comprende la sacrestia con funzione di cappella invernale, l’oratorio e la casa canonica. La chiesa parrocchiale è orientata lungo l’asse est-ovest con presbiterio a oriente. l’impianto è di tipo centrale ottenuto rielaborando la geometria di un quadrato, l’aula è ovale, coperta da una cupola completa di lanterna. Lo spazio principale è contornato da cappelle e vestiboli, in posizione angolare tre sono le cappelle di pianta ovale e una a sud-est di pianta circolare. Due ampie cappelle coperte da volta a botte sono disposte sull’asse nord-sud, di forma analoga è lo spazio del presbiterio. Il coro è aggettante e di pianta ovoidale coperto da un soffitto a cupola molto schiacciato. L’illuminazione naturale è ottenuta con finestre di varia forma, complete di vetri e telai, che portano luce all’aula dal tiburio e dalle due cappelle laterali disposte sull’asse nord-sud. Il progetto barocco prevede anche quale fonte di illuminazione indiretta delle aperture realizzate nelle cappelle d’angolo e nel prospetto principale. La facciata è intonacata ad unico ordine, tripartita ed è raggiungibile tramite una breve scalinata dalla piazza pubblica. Nella composizione domina il tiburio sormontato dalla lanterna. La parete inferiore ha un blocco centrale in aggetto di superficie concava che inquadra l’ingresso, esso ha nella parte sommitale un frontone triangolare poggiante su una trabeazione sorretta da due colonne e due paraste complete di capitelli. L’ingresso è contornato da una cornice sormontata da un frontone curvilineo. Ai lati, in posizione arretrata, continua la trabeazione che riprende l’uso degli stessi elementi. Va ancora ricordata la cappella invernale (sacrestia) posta ad oriente, di pianta rettangolare, coperta da un soffitto con travetti lignei che richiamano un cassettone. Il presbiterio è ad est, individuabile visivamente per la presenza di una nicchia. Come campanile viene usata la vicina Torre Rossa, a pianta circolare in muratura di mattoni a vista con parte terminale bicroma per alternanza di mattoni e arenaria e decorata con archetti pensili.

    • Pianta
      • Pianta centrale orientata lungo l’asse est-ovest, con imponente aula ellittica posta al centro e circondata da cappelle e vestiboli, che si dipartono lungo otto vie di fuga. Nell’angolo sud-est la cappella è di forma circolare, negli altri tre ambienti d’angolo sono ellissoidali. I vestiboli disposti parallelamente all’asse principale sono dotati di scala intramuros per accedere ai livelli superiori della chiesa e alla cupola. Il presbiterio si innesta sull’aula in posizione centrale a est, è da esso separato tramite due scalini e balaustra marmorea. In posizione centrale è posizionato l’altare in legno e acciaio utilizzato per le celebrazioni, rialzato di un gradino, subito dietro l’altare maggiore ottocentesco, completo di mensa, tabernacolo, candelabri e crocifisso. Dietro all’altare maggiore è presente il coro ligneo ellittico; nella cappella dal lato Vangelo si trova il fonte battesimale e dal lato dell’Epistola il pulpito ligneo. In controfacciata troviamo la bussola lignea di accesso alla chiesa, con soprastante organo a canne. L’illuminazione naturale è progettata in modo attento come di consueto in epoca barocca. È diretta nel caso delle aperure ovali che danno sull’aula dal tiburio e dalla facciata, e da quelle lobate delle due cappelle laterali. Fluisce indirettamente dalla lanterna della cupola e dalle cappelle angolari, mentre le aperture del coro risultano oscurate. La cappella invernale, usata anche come sacrestia, collocata ad est e con accesso indipendente, ha forma rettangolare, una nicchia sulla parte di fondo a est permette di individuare visivamente lo spazio del presbiterio. La luce naturale è data da un’apertura centinata sulla parete nord. L’altare ligneo è rialzato di uno scalino, dal lato del Vangelo è presente l’ambone, subito dietro una mensola regge un tabernacolo mentre al centro, dentro alla nicchia, è appeso un crocifisso ligneo.
    • Facciata
      • Facciata intonacata ad unico ordine, tripartita da colonne e paraste con capitelli corinzi che sorreggono il frontone triangolare poggiate su trabeazione, con corpo sporgente centrale concavo. Le partizioni laterali della facciata, su cui continua la trabeazione sorretta da colonne e paraste, presentano ciascuna un’apertura rettangolare riquadrate da cornici e con timpano curvilineo. In posizione arretrata ed elevata domina il tiburio con al centro una finestra ovale inquadrata da cornice. L’accesso principale avviene tramite porta lignea a doppio battente, evidenziata da cornice sagomata con timpano curvilineo.
    • Impianto strutturale
      • Struttura portante verticale composta da pilastri, paraste e pareti in muratura di mattoni. L’aula è coperta da cupola a pianta ovale, terminante con lanterna e cupolino, e impostata su alto cornicione perimetrale. Il coro presenta volta a cupola a base ellittica, le due cappelle laterali maggiori da volta a botte; quelle angolari da cupole. La cappella invernale ha orizzontamento piano con travature a cassettone. Il tetto è ligneo a falde con manto di copertura in coppi di laterizio. Come campanile viene usata la vicina Torre Rossa, a pianta circolare in muratura di mattoni a vista con parte terminale bicroma per alternanza di mattoni e arenaria e decorata con archetti pensili.

Notizie storiche


    • XI ‐ XVIII (preesistenze intero bene)
      • Precedente edificio di piccole dimensioni intitolato a San Secondo della Torre per la vicinanza alla Torre Rossa (identificata dalla tradizione come il carcere in cui fu rinchiuso il santo, prima del martirio, insieme all’amico Calogero). L'antica fabbrica viene annessa al monastero benedettino di San Secondo fino al 1555 quando passa ai Padri Serviti di Maria, il cui convento nel borgo San Marco, con relativa chiesa dedicata a Santa Caterina, era andato distrutto. Nel 1604, sotto il pontificato di Clemente VII, il monastero benedettino di San Secondo e la chiesa diventa parte dei benefici ecclesiastici dell'Ordine Mauriziano e assume il titolo di commenda. L'Ordine Mauriziano lascia in affidamento ai Padri Serviti la chiesa e nel 1732, minacciando questa rovina per ogni sua parte, ed essendo impossibile qualunque restaurazione, ne decide la demolizione fino alle fondamenta, sepolture comprese, e la ricostruzione.
    • 1766 ‐ 1798 (costruzione intero bene)
      • Progetto e costruzione della nuova chiesa su disegni del vercellese G.B. Ferroggio, ad opera dell'impresario G.B. Piazza, sotto il titolo di Santa Caterina – in omaggio ai padri Serviti – e ad altri santi: San Secondo ed i Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria. La nuova chiesa viene benedetta il 26 aprile 1773 da mons. Caisotti. Nel 1798 viene costruito il coro in legno di noce, con stile razionale e spoglio, con badalone nello stesso stile.
    • 1818 ‐ 1837 (notizie intero bene)
      • Consacrazione della chiesa il 14 settembre 1818 da mons. Faà di Bruno. Nel 1837 è costruita la balaustra dell’altare maggiore, ultimata nel 1840 ad opera del marmorista Ferraris, in marmo rosato svizzero. Tra il 1849-1850 sono svolti diversi lavori: restauro della lanterna, elementi in stucco delle vetrate e graticelle, coloritura a tinte calde (attuale giallo, al posto del bianco). Terminati i lavori sono traslati, dietro l’altare maggiore, dalla chiesa del Gesù i resti del vescovo Faà di Bruno. Sempre dalla chiesa del Gesù giunge la Via Crucis, con figure in rilievo di fattura ottocentesca, attribuite allo scalpello e al pennello dello stesso mons. Faà di Bruno. Dal 1850 la chiesa viene affidata ai frati Minori Osservanti della famiglia di San Tommaso.
    • 1872 (descrizione battistero)
      • Attestazione della presenza del battistero, posto in fondo alla chiesa a destra entrando, di marmo, di forma rotonda, con due pile distinte: una contenente l’acqua benedetta che serve per battezzare, l’altra che serve da sacrario. È cinto da un cancello di ferro a fiamme. Sono presenti quattro pile per l’acqua santa: due dentro la chiesa di fronte alla porta grande, una dentro la porta laterale che dà su via maestra, la quarta nel passaggio che dalla sacrestia va nel coro.
    • 1883 (descrizione intero bene)
      • Descrizione con pareti sane, riparate e non dipinte; il pavimento è sano, ma in mediocre stato. Il tetto forma un quadrilatero sormontato da una cupola ovale chiusa da un cupolino; esternamente presenta travi e tegole, internamente si hanno eleganti cornici e si dovrebbero lavare le macchie della cupola. Ci sono quattro grandi finestroni che danno luce alla cupola, quattro finestrini nel cupolino, quattro finestre ordinarie, due a destra e due a sinistra della facciata della chiesa, che illuminano gli sfondati rotondi all’interno, cioè la Cappella della Concezione e il Battistero; due finestre ovali che illuminano la chiesa e i due grandi altari; altre tre finestre ordinarie, due delle quali illuminano la cappella di San Pellegrino e la terza illumina la porta che immette nella strada. In chiesa si trovano due tribune rivolte al presbiterio, quattro nelle grandi cappelle laterali e quattro nell’ovale interno alla chiesa e sono tutte munite di cancelli.
    • 1883 (descrizione intero bene)
      • Vi è il coro di forma ovale che può contenere un’ottantina di persone. Dal lato del Vangelo, a metà del grande ovale, si trova l’altare di San Filippo: è in legno, di elegante struttura con due alte colonne che sorreggono l’arco superiore con gli emblemi che lo ornano; ha il tabernacolo in legno ed è provvisto di due lunghe panche che servono da balaustra. Segue a sinistra, in uno sfondo rotondo, l’altare della Beata Vergine Immacolata, prima del Crocifisso, senza tabernacolo, né baldacchino. A destra dell’altare maggiore si trova la Vergine dei Stette Dolori, con tabernacolo in legno di forma quadrata e balaustra di pietra alla distanza di un metro dalla predella. Segue, nello sfondo di forma rotonda ed elegante, la cappella di San Pellegrino e San Francesco. L’altare è di legno di forma ovale, con tabernacolo in legno di forma quadrata; due banchi servono da balaustra. Vi è il pulpito collocato convenientemente.
    • 1898 (decorazione interno)
      • Decorazione di finti elementi architettonici, lesene colorate a finto marmo; vengono raffigurati quattro Santi sulla cupola: San Pietro, San Paolo, San Francesco e San Giuseppe, con iscrizione sul tamburo dedicata alla Santa patrona; nel coro vengono rappresentate le Virtù Teologali con, al centro cupola, l’occhio della Trinità e, nei quattro spicchi, angeli con ghirlande e il Buon Pastore, attorniato da pecore e serafini.
    • XX ‐ XXI (notizie intero bene)
      • Acquisto nel 1904 di nuovo organo Gandini con i proventi dell’alienazione dell’antico organo del 1767. Nel 1967 subentrano gli Oblati di San Giuseppe nella custodia della chiesa fino al Duemila quando passa al clero diocesano.
    • 2018 ‐ 2022 (restauro murature)
      • Intervento di deumidificazione delle murature mediante l'uso di dispositivi geomagnetici contro l'umidità di risalita e relative operazioni di monitoraggio ancora in corso.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (1971 (?))
      • Collocazione in posizione centrale di altare a tavolo volto a popolo su predella e in posizione laterale di leggio; entrambi in struttura metallica con pannellature lignee.
    • vestibolo ‐ aggiunta arredo (1971 (?))
      • Spostamento del fonte battesimale nel vestibolo in prossimità del presbiterio dal vestibolo in prossimità dell’ingresso dove viene collocata una statua di Santa Caterina donata come ex voto.

✝️ Dati e foto del giorno





Popolazione:ASTI
Abitanti:3200
Parroco:REV. FABIO MARIA MARONGIU
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