(CALOSSO) S. MARTINO

Índice
  1. 🕰️ Messe in S. MARTINO – Orario
  2. ⛪Dove si trova la chiesa?
  3. ℹ️Descrizione della parrocchia
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. ✝️ Istantanea e informazioni del giorno

🕰️ Messe in S. MARTINO – Orario

In questa pagina potrai consultare gli orari delle messe all’interno della messa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni lavorativi, i giorni di festa o le giornate precedenti a una festa.

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⛪Dove si trova la chiesa?

Se cerchi indicazioni per trovare la chiesa, qui sotto potrai vedere la mappa insieme a indicazioni per rendere semplicissimo arrivare a questo tempio.

ℹ️Descrizione della parrocchia

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di San Martino

  • La chiesa parrocchiale intitolata a San Martino di Tours, vescovo e confessore, è stata costruita tra il 1680 e il 1699 sull’area ove era ubicata la precedente chiesa attestata fin dal XIII secolo. Viene ampliata del coro e delle due navate laterali tra il 1872 e il 1879. Il suo interno riccamente decorato si presenta a tre navate con presbiterio quadrangolare delimitato da balaustra, coperto da cupola su pennacchi, e terminante con profondo coro semicircolare con stalli coperto da volta a botte lunettata e semicatino absidale; l’altare maggiore in marmo scolpito è sopraelevato di tre scalini rispetto al presbiterio dotato di tronetto per esposizione eucaristica, crocifisso e baldacchino sommitale. A sinistra del coro si trova la cappella dedicata alla Madonna del Rosario voltata a vela mentre a destra la sacrestia coperta da volta a botte con teste di padiglione comunicante con il campanile, con la navata di destra e con l’adiacente canonica. Il presbiterio e fiancheggiato da due coretti laterali, uno dei quali conduce al pulpito marmoreo novecentesco. L’accesso principale alla chiesa avviene dalla navata centrale, coperta da volte a botte con lunette e dotate di incatenamenti metallici, mediante bussola lignea con soprastante tribuna con organo. Accanto alla bussola della navata di sinistra si trovano le tre statue originali provenienti dalla facciata, a seguire la cappella del Sacro Cuore e un vano confessionale che conduce al coretto a lato del presbiterio. A destra entrando dalla navata centrale si trova l’acquasantiera ottocentesca e oltrepassata la bussola lignea della navata di destra si trova l’antica vasca del fonte battesimale, sormontata da una cinquecentesca cuspide in legno intagliato; segue l’altare di San Giuseppe e per ultimo l’altare di Sant’Alessandro Sauli posto a conclusione della navata. Le navate laterali sono coperte da volte a vela con cupolino. La facciata a salienti è il risultato dell’ottocentesco ampliamento della chiesa. La parte centrale, corrispondente alla navata principale, si presenta intonacata a due ordini sovrapposti delimitata da paraste reggenti trabeazione con frontone con timpano triangolare; l’ordine inferiore è tripartito da lesene con capitelli e nicchie in cui sono collocate le copie, in resina, delle statue originali seicentesche, in pietra arenaria, di tre santi vescovi: San Martino di Tours, San Siro e, probabilmente, Sant’Eusebio. Le statue originali sono visibili all’interno della chiesa. La statua del santo titolare è posta in corrispondenza del vertice del frontone spezzato dell’edicola che decora il portale di accesso mentre le restanti sono poste lateralmente ad un’altezza inferiore. L’accesso è sormontano nell’ordine superiore da finestra sagomata ad arco incorniciata da edicola con frontone curvo e angelo decorativo nel timpano. I restanti due corpi laterali della facciata, corrispondenti alle navate laterali, sono in mattone a vista, con paraste angolari senza fregi reggenti sottile trabeazione con frontone con timpano con feritoia. I due accessi, uno dei quali preceduto da breve scalinata, sono evidenziati da semplici cornici laterizi come le soprastanti finestre ad arco munite di inferriate.

    • Pianta
      • Pianta a tre navate con presbiterio quadrangolare delimitato da balaustra terminante con profondo coro semicircolare con stalli rialzato di due gradini rispetto alla restante aula liturgica; l’altare maggiore in marmo scolpito è sopraelevato di tre scalini dotato di tronetto per esposizione eucaristica, crocifisso e baldacchino sommitale. A sinistra del coro si trova la cappella dedicata alla Madonna del Rosario mentre a destra la sacrestia che comunica con il campanile, con la navata di destra e con l’adiacente canonica. Il presbiterio e fiancheggiato da due coretti laterali, uno dei quali conduce al pulpito marmoreo novecentesco. L’accesso principale alla chiesa avviene dalla navata centrale mediante bussola lignea con soprastante tribuna con organo accessibile da scaletta alla sinistra. Accanto alla bussola della navata di sinistra si trovano le tre statue originali provenienti dalla facciata, a seguire la cappella del Sacro Cuore e un vano confessionale che conduce al coretto a lato del presbiterio. A destra entrando dalla navata centrale si trova l’acquasantiera ottocentesca e oltrepassata la bussola lignea della navata di destra si trova l’antica vasca del fonte battesimale, sormontata da una cinquecentesca cuspide in legno intagliato; segue l’altare di San Giuseppe e per ultimo l’altare di Sant’Alessandro Sauli posto a conclusione della navata.
    • Facciata
      • Facciata a salienti risultato dell’ottocentesco ampliamento della chiesa. La parte centrale corrispondente alla navata principale si presenta intonacata a due ordini sovrapposti delimitata da paraste reggenti trabeazione con frontone con timpano triangolare decorato con altorilievo raffigurante un angelo; l’ordine inferiore è tripartito da lesene con capitelli e nicchie in cui sono collocate le copie, in resina, delle statue originali seicentesche, in pietra arenaria, di tre santi vescovi: San Martino di Tours, San Siro e, probabilmente, Sant’Eusebio. Le statue originali sono visibili all’interno della chiesa. La statua del santo titolare è posta in corrispondenza del vertice del frontone spezzato dell’edicola che decora il portale di accesso mentre le restanti sono poste lateralmente ad un’altezza inferiore. L’accesso è sormontano nell’ordine superiore da finestra sagomata ad arco incorniciata da edicola con frontone curvo e angelo decorativo nel timpano. I restanti due corpi laterali della facciata, corrispondenti alle navate laterali, sono in mattone a vista, con paraste angolari senza fregi reggenti sottile trabeazione con frontone con timpano con feritoia. I due accessi, uno dei quali preceduto da breve scalinata, sono evidenziati da semplici cornici laterizi come le soprastanti finestre ad arco munite di inferriate.
    • Impianto strutturale
      • Struttura portante verticale composta da pareti, paraste e pilastri compositi in muratura di mattoni internamente intonacata e decorata, terminante in sommità con cornicioni perimetrali su cui si impostano le volte in muratura dotate di incatenamenti metallici, volte che sono a botte con lunette a copertura della navata centrale, per lo più a vela con cupolini nelle navate laterali, a cupola asu pennacchi a copertura della zona presbiterale e a botte con lunette e semicatino a copertura del coro. L’ampia sacrestia è coperta da volta a botte con teste di padiglione. La copertura si presenta a falde con orditura lignea e manto in coppi di laterizio. Il campanile in muratura di mattoni a base quadrata sorge a lato del presbiterio ed è coevo alla prima riedificazione della chiesa. Già a metà del 1700 era dotato di orologio; sul cornicione della cella campanaria si imposta lanterna sommitale poligonale con ballatoio sormontata dalla banderuola con San Martino a cavallo che offre il mantello al mendicante.

Notizie storiche


    • 1680 ‐ 1699 (costruzione intero bene)
      • Costruzione ad una sola navata sull’area ove era ubicata la precedente chiesa attestata fin dal secolo XIII; il sacro edificio è intitolato a San Martino di Tours, vescovo e confessore. Nel 1680 don Giovanni Ghione, prevosto di Calosso, il consiglio comunale, il marchese Cesare Roero e la popolazione intraprendo i lavori per la costruzione della nuova parrocchiale; la benedizione avviene nel 1686 ma i lavori si protraggono fino al 1688 e la conclusione definitiva si ha nel 1699 con gli affreschi delle cappelle laterali ad opera del pittore canellese Giovanni Carlo Aliberti. Il campanile sorge a lato del presbiterio.
    • 1706 ‐ 1707 (arredo abside)
      • Realizzazione della tela, collocata nell’abside e raffigurante San Martino vescovo, ad opera di Giovanni Carlo Aliberti.
    • 1840 (modifiche controfacciata)
      • Costruzione in legno di noce della tribuna della controfacciata.
    • 1872 ‐ 1879 (ampliamento intero bene)
      • Ampliamento delle due navate laterali, del coro e della sacrestia per volontà di Teodoro Barbero che nel 1870 ottiene dal Municipio la concessione dei terreni per l’intervento. I lavori, su progetto dell’architetto Zaverio Adami di Asti, iniziano nel 1872 e terminano nel 1879. Il 28 agosto 1873 è demolito l’altare maggiore e trasportato indietro di 5 metri; nel mese successivo è realizzato il pavimento a mosaico da Crosetti di Asti; nello stesso anno è realizzata l’acquasantiera. Nel 1878 iniziano i lavori di ampliamento della navata dalla parte del castello e nel 1879 quelli di ampliamento della navata dalla parte della casa parrocchiale. Al 1878 risale la porta di sinistra eseguita da Giacomo Aliberti, falegname locale. Il coro è arredato con 22 stalli, più quello presidenziale, con pannelli in stile barocco piemontese, opera di Battista Scagliola e Giacomo Aliberti. Gli altari laterali della chiesa seicentesca sono addossati alle pareti delle due nuove navate.
    • 1883 ‐ 1884 (modifiche controfacciata)
      • Realizzazione e installazione dell’organo, opera della ditta Fratelli Vittino di Centallo (Cuneo), per volontà di don Teodoro Barbero, parroco di Calosso dal 1867 al 1895.
    • 1910 (restauro facciata)
      • Riparazione straordinaria della facciata della chiesa a spese del Municipio.
    • 1925 (rifacimento pavimentazione)
      • Rifacimento di una parte del pavimento della chiesa a spese del Parroco.
    • 1928 ‐ 1931 (modifiche intero bene)
      • Modifiche al sacro edificio con interventi anche strutturali durante l’amministrazione di don Giovanni Bosio sotto la direzione dei lavori dell’architetto don Alessandro Thea, canonico di Acqui. A seguire gli interventi: viene ristorato il campanile; rifatto il tetto; realizzata la cupola con lucernaio sovrastante il presbiterio; viene illuminata direttamente la cappella della Madonna mediante l’apertura della parete laterale sinistra del presbiterio; viene collocato nel 1930 sul pilastro destro del presbiterio, il pulpito marmoreo arricchito da pannelli bronzei raffiguranti Sant’Alessandro, Mosè, Gesù, San Giovanni Battista e San Martino. Sulla volta della navata centrale sono realizzate le decorazioni dal cav. Frascaroli e i coevi medaglioni con i ritratti di San Giovanni Crisostomo e San Basilio, Sant’Agostino e Sant’Ambrogio, San Gregorio e San Gerolamo, realizzati dal prof. Laiolo.
    • 1928 ‐ 1931 (modifiche intero bene)
      • Al pittore Frascaroli si devono, inoltre, i due affreschi, sulle pareti ai lati del presbiterio, raffiguranti, sulla sinistra, la Crocifissione e, sulla destra, la Resurrezione, e il grandioso affresco della cupola raffigurante la Gloria di Sant’Alessandro Sauli, vescovo di Pavia negli anni 1591-1592, deceduto a Calosso durante la Visita pastorale della diocesi. L’arco trionfale è ornato da uno stemma, retto da due angioletti, con la scritta: “Coronabitur qui legitime certaverit”. Vengono sostituite le vetrate con altre artistiche con telai di ferro e vetri cattedrali con emblemi sacri. Il 27 settembre 1931 mons. Umberto Rossi, vescovo di Asti, si reca a Calosso per consacrare la chiesa.
    • 1929 (descrizione intero bene)
      • Descrizione a tre navate, con coro e sacrestia. Oltre all’altare maggiore vi sono quattro altari dedicati al Sacro Cuore di Gesù, alla B.V. del Rosario, a San Alessandro Sauli e a San Giuseppe.
    • 1954 (modifiche campanile)
      • Donazione da parte della popolazione di un concerto di otto campane, realizzato dalla ditta Roberto Mazzola di Valduggia (Vercelli) in data 25 luglio a ricordo del cinquantenario di parrocchia di mons. Giovanni Bosio.
    • 1980 (?) (restauro intero bene)
      • Dotazione di impianto luci e ritocchi alla facciata e alla decorazione interna.
    • 1990 (?) (restauro copertura)
      • Intervento sulla copertura.
    • 2002 ‐ 2002 (?) (restauro coro)
      • Intervento di sistemazione del coro ligneo settecentesco mediante consolidamento di parti erose dai tarli e integrazioni.
    • 2006 ‐ 2010 (adeguamento impiantistico intero bene)
      • Intervento di adeguamento dell’impianto termico della chiesa risalente agli anni Settanta del Novecento.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (1980 (?))
      • Collocazione di altare a tavolo in legno su predella lignea e di leggio in legno su predella lignea in posizione avanzata verso l’aula liturgica. La sede è composta da tre sedute in legno e leggio in legno in posizione laterale rispetto all’altare.

✝️ Istantanea e informazioni del giorno





Popolazione:CALOSSO
Abitanti:860
Parroco:REV. JOSEPH SHEYSON KURISUNKAL
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