(BITONTO) CRISTO RE UNIVERSALE

📌 Via Michele Santoro, 66, 70032 Bitonto BA, Italia
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🗺️Qual è la posizione della chiesa?
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🧾Dettagli della parrocchia
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Santa Maria della Chinisa
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Schema planimetrico composto da due navate scandite da imponenti pilastri in quattro campate quadrangolari; l’area presbiteriale, rialzata di tre gradini sagomati rispetto allo spazio assembleare, coincide con la porzione conclusiva della navata destra ed è conclusa con un’abside poligonale.
La facciata principale si presenta semplice e lineare ed è completamente intonacata eccezion fatta per alcuni elementi decorativi lasciati con il paramento lapideo faccia vista.
Le bucature ed i volumi presenti all’interno della superficie verticale determinano tre ordini orizzontali, di cui quello inferiore contiene il portale d’accesso sormontato da un archivolto recante nella lunetta cieca una scultura policroma della Vergine con Gesù bambino; nella zona intermedia si aprono al centro una rientranza circolare decorata con lo stemma dell’ordine francescano e, simmetricamente rispetto al’asse della facciata, due oblunghe monofore con imbotti strombate; l’ordine superiore, ovvero l’elemento conclusivo del prospetto, è monocuspidato.
Nella parte posteriore, alla destra dell’edificio, si erge un campanile a base quadrangolare, incassato tra i fabbricati vicini, svettante oltre la quota del lastrico solare e concluso con un elemento terminale piramidale.
Le superfici interne sono completamente intonacate e tinteggiate in bianco, eccezion fatta per gli elementi strutturali verticali il cui paramento lapideo è lasciato faccia vista. -
- Pianta
- Schema planimetrico composto da due navate scandite da imponenti pilastri in quattro campate quadrangolari; l’area presbiteriale, rialzata di tre gradini sagomati rispetto allo spazio assembleare, coincide con la porzione conclusiva della navata destra ed è conclusa con un’abside poligonale. Alle pareti perimetrali sono addossati altari lapidei sormontati da dossali contenenti pregevoli elementi decorativi; inoltre, al centro dell’abside, si apre un varco che conduce alla sacrestia e ad altri locali di servizio. L’accesso all’edificio avviene attraverso l’unica porta presente sul prospetto principale che mette in comunicazione diretta la chiesa con l’ampio sagrato esterno e, successivamente, tramite un’alta bussola in legno intagliato sormontata da cantoria.
- Impianto strutturale
- Muratura portante in conci di pietra locale: le due navate in cui è diviso lo spazio interno sono tutte sormontate da volte a crociera originate da imponenti pilastri poligonali addossati alle pareti perimetrali od isolati al centro dell’aula liturgica; in particolare, la navata maggiore è scandita in tre campate coperte da volte a crociera costolonate, definite da archi ogivali su cui sono costruiti raffinati costoloni a sviluppo circolare. Le due campate terminali dell’aula sono distinte dallo spazio assembleare tramite due archi trionfali paralleli e corrispondono al presbiterio ed allo spazio in cui è presente l’altare del Santissimo Sacramento: la prima è coperta da un catino absidale suddiviso da costoloni costruiti su eleganti peducci pensili addossati alle pareti poligonali dell’abside, la seconda da una volta a crociera semplice.
- Coperture
- Il sistema di copertura dell’edificio coincide con la suddivisione interna dell’aula liturgica in quanto ogni singola sottostante navata è coperta da un proprio tetto piano a sé stante: la stratigrafia del pacchetto di copertura della navata maggiore è definita dalla sovrapposizione di materiali coibenti per l’isolamento termico e guaine impermeabilizzanti; la navata sinistra presenta, inoltre, un tegumento esterno realizzato con lastre quadrangolari di pietra di Corigliano. Seppur lieve, l’inclinazione dei lastrici solari è tale da favorire il deflusso delle acque meteoriche, che vengono convogliate all’interno dei pluviali che discendono sul prospetto laterale.
- Prospetti
- La facciata principale si presenta semplice e lineare ed è completamente intonacata eccezion fatta per alcuni elementi decorativi lasciati con il paramento lapideo faccia vista. Le bucature ed i volumi presenti all’interno della superficie verticale determinano tre ordini orizzontali, di cui quello inferiore contiene il portale d’accesso composto da due ante in legno decorate con specchiature scorniciate e bugnate, inquadrato da stipiti lineari poggianti su dadi di base e sormontato da un archivolto collocato su una cornice modanata retta da mensole scolpite a fogliame, e recante nella lunetta cieca una scultura policroma della Vergine con Gesù bambino; sull’architrave del sottostante portale in un cartiglio sagomato scolpito su una lastra in pietra si legge “TIBI PEPERI PRO TE ORO CONFIDE FILI INGREDERE ET PER ME IMPETRATA DISCEDES VENIA”. Nella zona intermedia si aprono al centro una rientranza circolare nella quale è dipinto lo stemma dell’ordine francescano e, simmetricamente rispetto al’asse della facciata, due oblunghe monofore con imbotti strombate; l’ordine superiore, ovvero l’elemento conclusivo del prospetto, è monocuspidato, concluso con cornice modanata e valorizzato esclusivamente dalla presenza di alcuni stemmi lapidei tra i quali facilmente si riconosce quello di Giovanni Antonio del Balzo Orsini, feudatario di Bitonto. La facciata principale è completata da un volume intonacato e tinto in bianco, corrispondente all’interna navata sinistra, che risulta essere un evidente esempio delle giustapposizioni volumetriche che hanno alterato la primitiva configurazione della chiesa: il volume è aperto da una bucatura rettangolare dalla quale filtra luce naturale all’interno dell’aula liturgica, è impreziosito da un grandioso affresco raffigurante San Cristoforo, protettore dei pellegrini e dei viandanti, ed è concluso da un loggiato a tre fornici arcuati delimitati da due piccole nicchie absidate laterali. Nella parte posteriore, alla destra dell’edificio, si erge un campanile a base quadrangolare, incassato tra i fabbricati vicini, svettante oltre la quota del lastrico solare e concluso con un elemento terminale piramidale. Gli altri prospetti sono occultati dai fabbricati adiacenti.
- Pavimenti e pavimentazioni
- L’intero pavimento dell’aula liturgica è realizzato con lastre quadrate di marmo bianco venato grigio, eccezion fatta per il percorso centrale che dall’esterno conduce al presbiterio che risulta rivestito elementi rettangolari di basalto con venature bianche; il pavimento dell’intero presbiterio ed i gradini sagomati d’accesso, invece, sono rifiniti con pietra locale in parte levigata ed in parte bocciardata.
- interni
- Le superfici interne sono completamente intonacate e tinteggiate in bianco, eccezion fatta per gli elementi strutturali verticali il cui paramento lapideo è lasciato faccia vista. Lo spazio interno è diviso in due navate sormontate da volte a crociera: sia quelle semplici sia quelle costolonate, sono totalmente intonacate e prive di decorazioni; le sole ghiere dei due archi trionfali ed i costoloni del catino absidale sono, invece, in pietra. Alle pareti perimetrali sono addossati altari lapidei sormontati da dossali contenenti pregevoli elementi decorativi dipinti in maniera policroma, scialbati o rifiniti con numerosi strati di calce. L’ingresso della luce naturale all’interno della chiesa è garantito da due bucature oblunghe ed una rettangolare collocate sulla facciata principale e da tre aperture quadrangolari disposte all’asse di altrettante arcate che scandiscono la parete laterale sinistra della navata minore. La continuità e l’integrità dei fianchi del presbiterio, inoltre, sono interrotte da un varco, presente al centro dell’abside, che conduce alla sacrestia e ad altri locali di servizio.
- Elementi decorativi
- Ricchi e pregiati sono gli elementi decorativi presenti all’interno dell’edificio; in molti casi si tratta di tele, dipinti o sculture posizionate sulle pareti laterali o all’interno dell’area presbiteriale. Alla parete esterna della navata laterale sinistra sono addossati tre altari: il primo, unico in marmi policromi presente all’interno dell’edificio, è dedicato a San Pasquale Baylon la cui statua è custodita in una nicchia inquadrata all’interno di una macchina d’altare in pietra dipinta, ornata a fogliame e composta da due colonne rastremate con doppio toro di base e capitelli compositi sui quali poggia una trabeazione mistilinea con terminale a feluca e sormontata da un velo di seta bianca con l’immagine di un calice, posto in una cornice sagomata delimitata da volute; il secondo ed il terzo altare, entrambi in pietra, hanno dossale costituito da semicolonne poggianti su alti plinti e reggenti una trabeazione a frontone spezzato con nicchia centrale absidata in cui prendono posto le sculture di Sant’Antonio da Padova e dell’Immacolata, quest’ultima disposta su un paliotto ad urna nel quale è conservata una statua lignea di Cristo morto. Nella terza campata è fissata una pregevole tela del fiammingo Gaspar Hovic raffigurante la Vergine in gloria con Gesù bambino, San Leonardo, San Giovanni Battista, angeli ed i committenti; sulla parete di fondo della navata sinistra è addossato, infine, un altare lapideo il cui gradino è interrotto dal tabernacolo: il dossale, ampiamente scolpito, è tripartito da lesene e semicolonne scanalate con imoscapo e capitelli compositi in tre campi aperti da nicchie absidate con catino a conchiglia nelle quali sono posizionate, così come nell’edicola al centro del frontone spezzato, moderne icone realizzate per mano di padre Franco Annichiarico. Di grande rilievo sono gli altari lapidei presenti sul fianco destro della navata maggiore: sul primo, a seguito della rimozione della già citata tela di Hovic, è stato rinvenuto un affresco tardo quattrocentesco, attribuito a Pandus ed alla sua scuola, che rappresenta San Francesco nell’atto di concedere le tre Regole agli ordini religiosi da lui fondati; il secondo, di finissima fattura scultorea, mostra lacerti di un affresco in cui sono raffigurati San Bonaventura ed il florilegio eucaristico. L’altare appena descritto, autentico capolavoro del Rinascimento realizzato con molta probabilità dalla maestria di Stefano da Putignano, presenta una ricchissima decorazione ed un raffinato apparato scultoreo: le due colonne scanalate laterali, reggenti una trabeazione modiglionata e dentellata su cui sono collocate due figure umane che implorano al centro la Vergine Maria, hanno imoscapo scolpito e poggiano su plinti impreziositi dalle sagome scultoree in rilievo di San Francesco e di San Bonaventura. Il terzo altare del fianco destro, dedicato a San Francesco da Paola, è privo di mensa ma custodisce al centro la statua in pietra policroma del santo attribuita a Stefano da Putignano; nella lunetta del frontone monocuspidato è presente in rilievo il Padre Eterno benedicente. Alla parete destra del presbiterio, infine, è fissata una tela dipinta dal già citato Gaspar Hovic che immortala la strage degli Innocenti.
- Arredi
- Tutti gli arredi sono disposti all’interno dell’area presbiteriale e gran parte di essi condividono caratteristiche materiche e compositive, ovvero monoliti in pietra bocciardata sui quali sono applicati listelli verticali in pietra levigata: al centro si trova l’altare, composto da una mensa lineare sostenuta da un sostegno ellissoidale; l’ambone, caratterizzato da identici materiali, è collocato alla destra del presbiterio e presenta una base semicircolare interrotta al centro da un pilastrino poligonale in cui è incassato un moderno leggio in legno; sul fianco sinistro, invece, prende posto il fonte battesimale, ovvero una vasca circolare incisa nella porzione superiore per permettere l’incastro del coperchio mistilineo sul quale è fissata una sottile croce lignea. Alle spalle dell’altare, in posizione assiale e su un ulteriore gradino poligonale, è presente la sede del celebrante realizzata in legno così come le sedute per gli altri ministri. Al centro del gradino dell’altare addossato alla parete di fondo della navata sinistra, in una piccola struttura mistilinea con lesene oblique laterali e fastigio superiore ad archi inflessi, è, infine, inserita la custodia eucaristica.
- Pianta
Notizie storiche
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- 1353 (costruzione intero bene)
- lavori di costruzione della chiesa sulle rovine della chiesa dedicata Santa Maria de Stabilinis e della preesistente cappella dei Santi Innocenti della famiglia Regna, eseguiti per volontà di Giovanni Antonio Orsini del Balzo, della cui famiglia sulla facciata è collocato lo stemma in rilievo.
- 1430 ‐ 1454 (ampliamento intero bene)
- lavori di completamento della costruzione eseguiti per volere del vescovo Paolo de Affatatis, da Giovannello di Trani, Azzo di Bartolomeo di Andria e Bartolomeo di Nardo di Bitonto; durante le lavorazioni la chiesa fu ampliata con la realizzazione della navata sinistra.
- XVI (completamento aula liturgica)
- lavori di completamento della chiesa avvenuti in seguito all’ampliamento sul lato sinistro e consistenti nella costruzione di nuovi altari.
- 1951 (sostituzione aula liturgica)
- lavori di sostituzione della pavimentazione interna dell’edificio.
- 1952/10/31 (carattere generale consacrazione)
- riconsacrazione della chiesa da parte del vescovo mons. Aurelio Marena.
- 1963 (carattere generale erezione canonica)
- erezione canonica della parrocchia intitolata Cristo Re universale da parte del vescovo mons. Aurelio Marena; primo parroco fu don Antonio Mattia.
- 1965/04/10 (carattere generale consacrazione)
- il vescovo mons. Aurelio Marena consacra l’altare e benedice l’ambone ed il fonte battesimale.
- 1971 (carattere generale aula liturgica)
- in seguito allo spostamento delle pale d’altare del pittore fiammingo Gaspar Hovic per un restauro delle stesse patrocinato dal Centro Ricerche locale, vengono alla luce gli affreschi raffiguranti san Francesco d’Assisi e san Bonaventura da Bagnoregio.
- 1996 (manutenzione aula liturgica)
- lavori di manutenzione straordinaria dell’aula liturgica consistenti nella pitturazione di tutte le superfici interne.
- 2013 (manutenzione intero bene)
- lavori di manutenzione straordinaria dell’aula liturgica consistenti nella pitturazione delle superfici interne, con particolare interesse alla porzione in cui è custodito il Santissimo Sacramento; contestualmente sono state sostituiti gli infissi esterni.
- 2016 (restauro elementi decorativi)
- restauro degli affreschi raffiguranti san Francesco d’Assisi e san Bonaventura; i lavori sono stati eseguiti dalla ditta ESEDRA, sotto l'Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari.
- 2016 (collocazione aula liturgica)
- collocazione sull’altare del Santissimo di moderne icone lignee su fondo dorato, opera di padre Francesco Annichiarico.
- 2017 (manutenzione campanile)
- lavori di manutenzione del campanile consistenti nella pulitura delle superfici esposte e nella rimozione di elementi di natura biologica.
- 2017 (manutenzione intero bene)
- lavori di manutenzione consistenti nella pulitura, ripristino e pitturazione delle superfici del portale d’accesso e della bussola interna.
- 1353 (costruzione intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1965)
- all’interno di un completo intervento di adeguamento liturgico, tutti gli arredi sono stati realizzati in pietra e collocati in maniera fissa e definitiva.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1965)
📿 Istantanea e informazioni del giorno
| Popolazione: | BITONTO |
| Abitanti: | 6000 |
| Parroco: | REV. GERRI ZACCARO |
| Telefono: | +39 080 375 1531 |
| Sito Web: | http://www.cristoreuniversale.it/ |
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