(VIGLIANO BIELLESE) S. MARIA ASSUNTA

Índice
  1. ⏳ A che ora sono le messe in S. MARIA ASSUNTA?
  2. ➡️Dove si trova la chiesa?
  3. ℹ️Descrizione della parrocchia
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🙏 Dati e foto del giorno

⏳ A che ora sono le messe in S. MARIA ASSUNTA?

In questa pagina potrai vedere gli orari delle celebrazioni all’interno della messa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni lavorativi, i giorni festivi o le giorni antecedenti una festività.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

➡️Dove si trova la chiesa?

Se hai bisogno indicazioni per raggiungere la messa, in questa pagina potrai trovare la planimetria insieme a segnalazioni per rendere semplicissimo accedere a questo tempio.

ℹ️Descrizione della parrocchia

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di Santa Maria Assunta

  • La chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta si trova al centro del paese, presso la piazza Chiesa. Si sviluppa lungo l'asse Sud-Ovest Nord-Est, con abside rivolto verso quest'ultimo. La struttura originaria della chiesa è di origine romanica, risalente a un periodo compreso tra l'XI e XII secolo. I tratti dell'edificio più antico sono rari e visibili solo in poche parti della chiesa, come ad esempio il sottotetto, nel quale si vede la muratura originaria della navata centrale. La chiesa fu oggetto di imponenti interventi di restauro nel XVII secolo, i quali le donarono un aspetto barocco. All'interno la chiesa è divisa in tre navate con tre cappelle a pianta quadrangolare per lato. La navata centrale è sormontata da volta a botte con lunette. mentre quelle laterali sono sormontate da volte a crociera. Il presbiterio è rialzato di alcuni gradini rispetto all'aula liturgica e l'altare maggiore è in marmi policromi scolpito nel 1779 da Apollonio Colombara di Ligornetto. Di particolare interesse è il Crocifisso di legno policromo risalente al XVI secolo, un tempo collocato sull'architrave del presbiterio.

    • Pianta
      • l'aula liturgica è a pianta rettangolare, divisa in tre navate separate da archi a tutto sesto; su entrambi i lati delle navate minori vi sono tre cappelle; il presbiterio termina con abside a pianta rettangolare sormontata da una volta a vela affrescata.
    • Facciata
      • Fin dal XVIII la facciata ha un aspetto barocco con struttura a salienti; le linee richiamano quelle della chiesa parrocchiale di S. Lorenzo ad Andorno. La facciata è preceduta da un porticato, il cui progetto porta la firma dell'Arch. Nicola Tarino del 1808; esso si apre sulla parte anteriore con, al centro, una serliana sorretta da due colonne tuscaniche e, ai lati, due archi a sesto ribassato. Sotto il portico tre portali conducono all'interno della chiesa. La parte superiore della facciata, corrispondente all'interno con la navata centrale, è tripartita verticalmente da paraste di ordine corinzio. Nella parte centrale vi è un rosone di forma ovale e nelle due porzioni laterali due nicchie ospitano statue in terracotta dei Santi Pietro e Paolo
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • la pavimentazione dell'aula liturgica è in pietra

Notizie storiche


    • XI ‐ XII (preesistenze carattere generale)
      • il documento più antico e importante è rappresentato dall'edificio stesso che, sotto la veste barocca, conserva nelle tre navate la sua struttura romanica originaria. La costruzione romanica attualmente è visibile solo nel sottotetto dove sono conservati i muri laterali originali della navata centrale scanditi da archetti pensili e lesene e dove si trovano anche resti delle pareti di fondo e della facciata. Il muro nord è formato da ciottoli di torrente disposti in parte a spina di pesce ed in parte ad "opus incertum"; inizia e termina con due pilastri d'angolo. Nella parte inferiore di questo muro è ancora visibile l'innesto con la navata laterale.
    • 1567 ‐ XVI (notizie storiche intero bene)
      • la prima descrizione della chiesa si trova nella Visita Pastorale del 1567 dove viene descritta con tre altari, uno per ogni abside. Il maggiore era dotato di un'ancona e il SS. Sacramento era conservato in una pisside di legno dipinto. Il grande crocifisso doveva trovarsi sull'architrave. Dai successivi decreti si ricava che gli altari laterali erano dedicati a S. Antonio e a S. Martino.
    • XVII ‐ XVIII (preesistenze carattere generale)
      • le tre navate della chiesa erano divise da colonne in muratura rivestite e ridecorate in forma barocca nei secoli XVII-XVIII.
    • 1606 ‐ XVII (notizie storiche intero bene)
      • verso la fine del secolo, attestato dalla Visita Pastorale del 1606, l'altare di San Martino mutò titolo e fu dedicato alla Madonna del Rosario. Da questo documento risultano anche le prime alterazioni all'architettura romanica della chiesa: le sei finestre rotonde nei muri laterali venivano chiuse per ordine vescovile e si sostituivano con finestre più grandi rettangolari. Esisteva ancora il rosone di facciata. Si ordinava di ricostruire il portico perché troppo piccolo per il rito del battesimo e anche la sacrestia all'altezza del presbiterio.
    • 1630 ‐ XVII (trasformazioni intero bene)
      • dopo il 1630 la chiesa incomincia a subire radicali trasformazioni. Viene rifatto in forme barocche il coro, a pianta quadrata, che corrisponde al presbiterio attuale e per attuare questo lavoro si rese necessaria la demolizione della volta della navata centrale, per innalzare i muri e portarli all'altezza della nuova costruzione, costruendo così una nuova volta. Si ricostruirono anche le volte delle navate laterali, dando maggiore altezza alle colonne e agli archi che dividono le tre navate. Si aumentarono anche gli altari laterali: un terzo dedicato a S. Antonio da Padova.
    • 1653 ‐ XVII (ricostruzione campanile)
      • il campanile antico doveva essere di dimensioni proporzionate alla chiesa romanica e le visite pastorali della prima metà del '600 lo dicevano già pericolante. Fu rifatto nelle forme attuali, in pietra viva, con doppia muratura, quasi a formare due campanili uno dentro l'altro. Maestoso e solenne raggiunge l'altezza di 41 metri ed è sormontato da una svettante cuspide a piramide ottagonale. Fu edificato nel 1653 a spese della comunità, come si legge da una lapide murata all'esterno.
    • 1672 ‐ XVII (trasformazioni intero bene)
      • venne rifatto l'altare del Rosario che viene attestato dalla Visita Pastorale del 1672. Aumentando la popolazione anche la chiesa divenne insufficiente e si libera degli altari laterali, i quali trovarono posto in apposite cappelle, ricavate fuori dal perimetro dell'edificio per dar spazio alle persone.
    • XVIII ‐ XIX (ampliamenti intero bene)
      • alcuni importanti lavori diedero alla chiesa l'aspetto attuale. Si era dato alla chiesa una facciata barocca e nel 1808 l'arch. Nicola Tarino firmava il disegno di una pianta di progetto per il porticato, che venne addossato alla facciata. Nel 1811 vennero collaudati i lavori. L'interno subì un ampliamento, sfondando lateralmente le navate minori e portandole alle stesse dimensioni delle cappelle di S. Giuseppe e del Rosario. La prima cappella entrando venne destinata al battistero. Progettista fu l'ing. Vincenzo Mazzia di Biella, che lasciò due disegni del battistero. Questo fonte venne poi demolito e sostituito con quello attuale, ricavato in serpentinite della valle di Oropa. L'altra cappella (che congiunge il battistero con quella di S. Giuseppe) e i locali attorno al campanile furono eseguiti nel 1864.
    • 1779 ‐ XVIII (realizzazione altare maggiore)
      • l'attuale altare maggiore è opera di Apollonio Colombara che lo scolpì nel 1779 in marmi policromi. Anni prima aveva dato prova del suo talento scolpendo la balaustra del presbiterio.
    • 1781 ‐ XVIII (realizzazione organo)
      • nel 1781 viene stipulato un contratto con l'organaro Silvestro Vellatta di Moglie di Cellio per dotare la chiesa dell'organo. Esso era composto da tredici registri, i contrabbassi dovevano essere di abete, cinquanta tasti, la pedaliera di una sola ottava, tre i mantici e la facciata divisa in tre parti. Le canne in esterno dovevano essere tutte di stagno fino.
    • 1831 ‐ XIX (notizie storiche intero bene)
      • nel 1831 la chiese viene descritta con cinque altari, dei quali il maggiore è dedicato alla M.V. Assunta. Tre di questi sono cinti da balaustre (in marmo per gli altari maggiore e di S. Giuseppe, in pietra liscia per quello del Rosario). Vi è la sacrestia situata accanto al presbiterio dal lato dell'epistola.
    • 1832 ‐ XIX (manutenzione intero bene)
      • nel 1832 si pensò alla decorazione delle pareti e delle volte dell'interno della chiesa, che fu eseguita dal pittore Giuseppe Pozzo di Candelo, che cercò di imitare nel coro la finta architettura esistente nel presbiterio della chiesa di S. Pietro in Candelo. Si completò la parte pittorica con una grande tela, raffigurante l'Assunzione, posta al centro del coro, dietro l'altare maggiore dipinta nel 1837 dal pittore torinese Luigi Vacca.
    • 1903 ‐ XX (rifacimento organo)
      • l'organo venne rifatto nel 1903 dalla famiglia artigiana Mascioni e fu collaudato il 15 agosto dal maestri Dino Sincero, organista del duomo di Ivrea.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (1965 - 1975)
      • gli interventi di adeguamento liturgico hanno previsto una riorganizzazione dell'area presbiteriale: è stata aggiunta una mensa in legno per la celebrazione rivolta verso i fedeli, la balaustra in marmi policromi è stata rimossa e collocata in posizione più arretrata.

🙏 Dati e foto del giorno






Popolazione:VIGLIANO BIELLESE
Abitanti:6471
Parroco:REV. LUCA MURDACA
Telefono:+39 015 510119
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