(CAMPIGLIA CERVO) SANTI BERNARDO E GIUSEPPE

Índice
  1. ⏳ Orari delle Messe in SANTI BERNARDO E GIUSEPPE
  2. 📍Come raggiungere la parrocchia?
  3. 🧾Dettagli della parrocchia
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 📿 Immagine e dati del giorno

⏳ Orari delle Messe in SANTI BERNARDO E GIUSEPPE

In questa pagina potrai consultare gli orari delle eucaristie all’interno della messa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni feriali, i giorni festivi o le giornate precedenti a una festa.

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📍Come raggiungere la parrocchia?

Se vuoi orientamento per raggiungere la chiesa, in questa pagina potrai consultare la mappa insieme a indicazioni per rendere facile accedere a questo luogo.

🧾Dettagli della parrocchia

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa dei Santi Bernardo e Giuseppe

  • la chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo fu edificata all'inizio del XVII secolo e ampliata nel presbiterio e nel coro nella prima metà del XIX secolo. Gli esterni della chiesa sono realizzati con la caratteristica pietra granitica della vale, ad eccezione della facciata realizzata successivamente e in stile barocco.

    • Arredi
      • tra le opere lignee conservate all'interno della chiesa è importante ricordare il pulpito, datato 12 maggio 1620; è costituito da una balaustrata composta da pannelli lavorati a motivi ornamentali, divisi da cariatidi e sorretti da una base formata da altri piccoli pannelli con grosse teste di leone, e tutto ha origine da una base formata da una grossa testa di cherubino. L'opera presenta somiglianze con il pulpito di Zimone, per questo motivo esso si potrebbe attribuire allo stesso autore, cioè Nicolao Serpentiere di Andorno.
    • Elementi decorativi
      • la chiesa conserva anche due opere pittoriche di pregio; una si trova sull'altare dell'Addolorata ed è una tela raffigurante Cristo in croce con la Madonna, S. Giovanni e la Madonna, opera di un pittore operante nella prima metà del XVIII secolo. La seconda è più antica ed è formata da una grande ancona, divisa in tre piani, con ricca cornice rinascimentale, dorata e dipinta. Il piano più alto è formato da un'unica tavola rappresentante l'Eterno Padre, angeli cherubini e lo Spirito Santo; la prima tavola va messa in relazione con quella sottostante sulla quale è dipinta la Deposizione di Gesù dalla croce; nel secondo piano si trovano anche quattro nicchie racchiudenti altrettanti santi che raffigurano i patroni della Valle. Nella predella si possono notare i dodici apostoli, sei per parte e tutti rivolti verso il centro - come in un'Ultima Cena. Sulle basi delle lesene sono dipinti i quattro dottori della Chiesa d'Occidente. Questa ancona rappresenta l'opera pittorica più importante e di pregio di tutta la Valle e fu dipinta intorno al 1565 da Bernardino Lanino.
    • Facciata
      • la facciata fu eseguita nel 1848 su disegno dell'Ing. Alessandro Mazzucchetti; è composta da due ordini sovrapposti
    • Impianto strutturale
      • impianto planimetrico a croce latina; la chiesa si suddivide in tre navate con tre altari laterali per lato, una cappella feriale a sinistra e due altari laterali posti in testa alle navate laterali. Il presbiterio termina con abside semicircolare. La navata principale è coperta da ampia volta a botte con lunette; le navate laterali sono sormontate da volte a crociera in sei campate

Notizie storiche


    • 1535 ‐ XVI (consacrazione e notizie storiche intero bene)
      • nel libro dei conti del Can. Carraria si legge di una prima consacrazione della chiesa (che deve corrispondere anche ad una sua ricostruzione) nel 1535 per opera del Vescovo Guglielmo di Nicomedia.
    • 1602 ‐ XVII (notizie storiche altari )
      • alcuni dati che riguardano la chiesa sono contenuti nelle Vis. Past. della seconda metà del XVI secolo; tuttavia le prime vere descrizioni emergono dalle Vis. Past. dei primi anni del 1600. In quella del 1602 erano descritti tre altari, il maggiore e i due laterali erano dedicati alla Madonna e al SS. Sacramento. Sempre in quel tempo nel pavimento della chiesa si trovavano circa 30 sepolture, caso unico nella storia delle chiese biellesi, ma dovuto al fatto che durante l'inverno il gelo e le nevicate abbondanti impedivano l'inumazione dei cadaveri nel cimitero esterno.
    • 1606 ‐ XVII (notizie storiche intero bene)
      • negli anni immediatamente successivi l'altare della Madonna fu dedicato al Rosario, fatto attestato dalla vis. Past. del 1606. Questi stessi documenti contengono dettagliate descrizioni della chiesa all'epoca: era divisa in tre navate complete di volta e pavimento, la sacrestia in condizioni molto anguste. Tuttavia l'edificio risultava in stato pericolante.
    • 1606 ‐ 1608 (ampliamento intero bene)
      • sempre nella vis. Past. era manifestato il desiderio di ampliamento della chiesa, fatto che si realizzò molto presto in quanto sulla facciata dell'edificio si trova la data 1607. Nella vis. Past. dell'anno successivo non si accenna più ad opere murarie in corso
    • 1612 ‐ 1622 (ampliamento e consacrazione intero bene)
      • l'edificio appena ampliato ad inizio secolo, allungato verso la facciata, rimaneva sproporzionato nella parte del coro, troppo piccolo. Così nella vis. Past. del 1612 si ordinava di ampliare anche quest'ultimo. Non vi sono documenti che attestano l'entità dei lavori eseguiti, tuttavia, per il semplice fatto che la chiesa nel 1622 venne nuovamente consacrata, si può pensare che siano stati notevoli.
    • 1620 ‐ XVII (notizie storiche pulpito)
      • tra le opere lignee conservate all'interno della chiesa è importante ricordare il pulpito, datato 12 maggio 1620; è costituito da una balaustrata composta da pannelli lavorati a motivi ornamentali, divisi da cariatidi e sorretti da una base formata da altri piccoli pannelli con grosse teste di leone, e tutto ha origine da una base formata da una grossa testa di cherubino. L'opera presenta somiglianze con il pulpito di Zimone, per questo motivo esso si potrebbe attribuire allo stesso autore, cioè Nicolao Serpentiere di Andorno.
    • 1622 ‐ XVII (consacrazione e notizie storiche intero bene)
      • in occasione della consacrazione del 1622 la chiesa venne dedicata a S. Bernardo e S. Giuseppe e fu concesso al parroco il titolo di priore a ricordo dell'antico priorato monastico.
    • 1653 ‐ 1664 (notizie storiche campanile)
      • l'antico campanile si trovava in linea alla facciata della chiesa cinquecentesca, a lato del battistero ma questa facciata era posizionata molto più indietro rispetto all'attuale. L'attuale campanile, in pietra squadrata della Valle e con doppie pareti, risale al 1653. La cella campanaria fu consacrata dal Vescovo di Vercelli nel 1664.
    • 1661 ‐ XVII (costruzione cappelle laterali )
      • con il passare degli anni all'interno della chiesa si innalzarono altri altari laterali, descritti nella vis. Past. del 1661; essi erano sei e situati in altrettante piccole cappelle. Da sinistra entrando gli altari erano dedicati al SS. Nome di Gesù, alla SS. Trinità, a S. Giovanni Battista e a destra a S. Antonio di Padova, S. Carlo e alla Madonna del Rosario
    • 1665 ‐ XVII (decorazione altare maggiore )
      • nel 1665 si cominciò la costruzione di un'ancona lignea per l'altare di S. Antonio, affidata allo scultore Pietro Antonio Serpentiere di Sagliano; successivamente si passò al tabernacolo affidando l'incarico al mastro Bartolomeo Termine. Lo stesso scultore si occupò anche dell'ancona dell'altare di S. Filippo Neri. L'ancona dell'altare maggiore fu fu demolita nel XIX secolo e andò dispersa, mentre quella di S. Filippo esiste ancora.
    • 1692 ‐ XVII (notizie storiche interno)
      • nel 1692 l'altare maggiore e le cappelle laterali risultavano cinti da balaustre in ferro battuto
    • 1714 ‐ XVIII (realizzazione crocifisso)
      • nel 1714 si fece scolpire a Carlo Serpentiere un nuovo crocifisso per il pulpito
    • 1718 ‐ XVIII (completamento e decorazione credenzone sacrestia)
      • nel 1718 venne realizzata la parte superiore del credenzone della sacrestia dai mastri locali Pietro Magnano e Antonio Piatto, eseguita in maniera più semplice di quella inferiore, scolpita con estrema eleganza in basso rilievo nel secolo precedente. La parte secentesca del credenzone può essere attribuita, per via della somiglianza con quello della parrocchia di Sagliano, a Pietro Antonio Serpentiere senior.
    • 1720 ‐ XVIII (realizzazione arredi)
      • nel 1720 uno scultore locale, mastro Antonio Morandi scolpì la statua di legno dorato e dipinto della Madonna del Rosario, attualmente conservata nella sacrestia
    • 1738 ‐ XVIII (costruzione organo)
      • nel 1738 era già in costruzione un nuovo organo, come appare da un documento risalente a tale anno; due anni dopo se ne preparava il collaudo
    • 1791 ‐ XVIII (progettazione e realizzazione confessionali)
      • nel 1791 si realizzarono due dei quattro confessionali ancora oggi esistenti, disegnati dallo scultore Pietro Antonio Serpentiere.
    • 1826 ‐ XIX (notizie storiche altare maggiore e presbiterio)
      • all'inizio del XIX secolo si diede una nuova sistemazione all'altare maggiore, rimuovendo e disperdendo l'ancona secentesca di Termine. Nel 1826 lo steccato di ferro che separava il presbiterio dalla navata fu sostituito da una balaustra in marmo scolpita da Stefano Catella.
    • 1832 ‐ 1845 (realizzazione e completamento cupola)
      • nel 1832 l'amministrazione parrocchiale aveva definito la progettazione di una nuova cupola sopra al presbiterio tramite la demolizione della volta attuale; i lavori iniziarono solo nel 1835, affidati al mastro Bernardo Gilardi. Le opere furono completate presumibilmente nel 1839, quando venne pagato il mastro appena citato per le opere da lui compiute. Ci si accorse presto che i lavori non erano stati eseguiti a regola d'arte, perchè nel 1845 il parroco notò che nella cupola si erano manifestate diverse fenditure. Si decise quindi di ricostruire la volta con l'aggiunta di cupolino incaricando del progetto il geom. Giovanni Battista Rosazza
    • 1844 ‐ XIX (decorazione altare maggiore)
      • nel 1844 il pittore Mecco dipinse l'attuale quadro dell'altare maggiore raffigurante i santi patroni. L'antica tela secentesca fu trasportata nella sacrestia, dove ancora oggi si trova.
    • 1848 ‐ XIX (progetto e realizzazione facciata)
      • nel settembre 1848 si incaricò l'ing. Alessandro Mazzucchetti di realizzare il progetto e il calcolo dei lavori per la facciata della chiesa. Le cornici, i capitelli, i fregi, le lesene e gli ornati furono scolpiti in pietra locale. Da queste opere venne fuori l'attuale facciata che richiama il disegno di quelle del Santuario di Oropa e del Santuario di S. Giovanni.
    • 1861 ‐ XIX (rifacimento organo)
      • nel 1861 venne rifatto un nuovo organo, collocato nella chiesa nell'ottobre dello stesso anno.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (1965 - 1980)
      • gli interventi di adeguamento liturgico hanno previsto la sistemazione dell'area presbiteriale tramite l'aggiunta di una mensa per la celebrazione rivolta verso i fedeli; la balaustra in marmo non è stata rimossa.

📿 Immagine e dati del giorno






Popolazione:CAMPIGLIA CERVO
Abitanti:465
Parroco:REV. PAOLO SANTACATERINA
Telefono:+39 015 60029
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