(CASTEL DI CASIO) S. BIAGIO DI CASTEL DI CASIO

Índice
  1. ⏱️ A che ora sono le messe in S. BIAGIO DI CASTEL DI CASIO?
  2. 🗺️Come arrivare alla chiesa?
  3. 📖Informazioni sulla chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🕊️ Immagine e dati del giorno

⏱️ A che ora sono le messe in S. BIAGIO DI CASTEL DI CASIO?

In questa pagina potrai guardare gli orari delle messe all’interno della messa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni feriali, i giorni di festa o le giornate precedenti a una festa.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

🗺️Come arrivare alla chiesa?

Se vuoi riferimenti per raggiungere la messa, più in basso potrai trovare la piantina insieme a indicazioni per rendere semplicissimo arrivare a questo luogo.

📖Informazioni sulla chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di San Biagio di Castel di Casio

  • La chiesa di San Biagio di Castel di Casio è collocata all'interno del piccolo centro storico, poco distante dall'antica torre medievale risalente al XIII secolo e alta circa trenta metri. La chiesa è parte di un aggregato volumentrico che si unisce all'abitato e si affaccia su piazza Roma. Esternamente la facciata della chiesa è inquadrata da due paraste in pietra sormontate da un arco a tutto sesto, che racchiude una zona centrale intonacata color albicocca. La chiesa si completa con il suo campanile, che completa la facciata immediatamente a destra e che presenta oggi condizioni di degrado. L'accesso alla chiesa avviene mediante un portale, delineato da stipiti e architrave a fasce, sovrastato da una cornice modanata che poggia su mensole. Gli interni, modesti, sono scanditi da lesene corinzie e da archi a tutto sesto.

    • Contesto
      • La chiesa, con l'abside rivolto a nord, è situata nel centro del piccolo abitato di Castel di Casio, affacciata sulla piazza principale e circondata da edifici di età diversa a principale destinazione residenziale. La chiesa è parte di un aggregato edilizio stratificato e complesso delimitato ad ovest da Via Vittorio Veneto, ad est da via Trento Trieste e a Nord da Via Fiume. Di questo medesimo aggregato edilizio è parte anche il campanile, torre con basamento e cella campanaria in arenaria oggi soggetta ad un progressivo sfogliamento per l'azione dei venti e delle piogge. Sempre entro il perimetro delle antiche mura dell'abitato si ergono sopra le case i resti di un’antica torre medievale risalente al XIII secolo.
    • Impianto planivolumetrico
      • La chiesa è parte di una un'aggregazione di edifici complessa per stratigrafia e volumi che comprende l'aula, la canonica ed il campanile.
    • Esterno
      • L’ingresso alla chiesa si colloca sulla piccola piazza del paese, di forma allungata al centro dell'abitato, oggi usata principalmente come parcheggio. Al centro di questo spazio pubblico è collocato un antico pozzo in pietra. Si accede alla chiesa da un unico portale centrale che si raggiunge dopo avere superato tre gradini in arenaria. La facciata, semplice è chiusa da paraste che si congiungono in un arco a tutto sesto, con una modanatura all'imposta dell'arco che divide la facciata stessa in due ordini: la parte superiore contraddistinta da una lunetta con grata in ferro battuto, la parte inferiore dominata dal portale, incorniciato in stipiti e architrave in arenaria modanati a fasce e sovrastato da una cornice modanata su mensole. Il completamento è a timpano, sormontato da una croce in ferro di foggia moderna. La facciata è fiancheggiata dal campanile caratterizzato da cantonali e cornici in arenaria, soggetta a un evidente fenomeno erosivo superficiale di sfogliamento.
    • Pianta
      • La pianta è ad aula unica con due cappelle laterali.
    • Interni
      • Si accede alla chiesa mediante una bussola lignea con vetrate decorate a piombo, che crea un piccolo vano d’accesso all’interno dell’aula stessa. La pavimentazione, a palladiana, è stata rifatta nel 1966 e risulta essere la medesima sia nell’aula che nel presbiterio. L’interno presenta un basamento rivestito in lastre di marmo grigie, terminante in paraste corinzie sovrastate da una trabeazione, intonacata in bianco. Vi sono due cappelle, una per lato, contenenti altari marmorei. Un arco a tutto sesto introduce al presbiterio, rialzato rispetto all’assemblea di due gradini in marmo rosso verona. L’interno della chiesa è illuminato da tre lunette, una sopra l’ingresso e due sovrastanti gli altari laterali. La copertura è realizzata, nell'aula mediante una volta a botte interrotta da una volta a vela in corrispondenza delle cappelle laterali, mentre in presbiterio è coperto da una volta a vela.
    • Impianto strutturale
      • La struttura è in muratura portante in sassi e terra, ovunque stuccata a raso, se non nella facciata. La copertura è a due falde.
    • apparati liturgici
      • L’assemblea, disposta frontalmente rispetto al presbiterio, è ordinata a battaglione con panche lignee ordinate su due file. Il presbiterio è rialzato rispetto alla navata da due gradini e ospita sia l’altare preconciliare che quello post-conciliare, l’ambone a consolle, in legno moderno con intarsi raffiguranti scene bibliche, e le sedute, sopraelevate e nascoste rispetto all’assemblea. L’altare maggiore preconciliare è rialzato di tre gradini ed è addossato alla parete di fondo. La posizione del coro si individua all’interno del presbiterio sulla sinistra, mentre sul lato destro è presente l’accesso alla sacrestia, collocata in un volume indipendente. Ai lati della navata sono presenti due cappelle contenenti un altare, sulla cappella di destra vi è inoltre una lapide dedicata ai defunti e dispersi della prima e seconda guerra mondiale, in marmo bianco. All’ingresso, sulla sinistra, è collocato il fonte battesimale per aspersione, in marmo, mentre il confessionale, posto sulla parete di destra, è in legno.

Notizie storiche


    • XII ‐ XIII (preesistenze carattere generale)
      • La chiesa di San Biagio sorge all’interno del territorio dell’antichissima chiesa dei Santi Quirico e Giulitta di Casio e la sua edificazione è sicuramente connessa con la conquista del territorio montano da parte del comune di Bologna, avvenuta tra il XII e il XIII secolo. Prima di questa data non vi è, infatti, nessuna testimonianza di alcuna chiesa a Casio ma solo della vicina Pieve sopracitata. L’abitato di Casio assunse importanza dopo l’acquisizione da parte del comune di Bologna poiché quest’ultimo ne fece la sede delle proprie magistrature per il governo del contado: fu sede prima del vicariato e poi del Capitanato della montagna. Il comune di Bologna dotò il piccolo borgo di fortificazioni facendo erigere l’imponente torre e le mura, probabilmente opera dei maestri comacini, in pietra arenaria locale, con la tecnica della muratura a sacco.
    • XIII (costruzione carattere generale)
      • L’importanza che piano piano assunse Casio indusse lo stesso comune di Bologna a promuovere la costruzione di una chiesa all'interno delle mura del castello. Oggi di questa chiesa è conservata solamente l’antica abside romanica convertita in sagrestia. Gli statuti della metà del duecento informano infatti di tale costruzione nel giuramento di fedeltà del podestà dove, tra i suoi obblighi, viene citato quello di edificare all’interno del centro abitato una chiesa. Questo fa intendere come, con molta probabilità, sia stato il comune di Bologna a promuovere tale costruzione.
    • 1216 ‐ XIII (preesistenze intero bene)
      • Due documenti datati 1216 e uno de 1242 attestano la presenza di un portico davanti alla chiesa stessa. La chiesa si trovava sicuramente in un luogo più sicuro e protetto rispetto all’antica chiesa dei Santi Quirico e Giulitta e per questo ben presto il pievano decise di trasferirsi nel borgo di Casio invece che risiedere alla Pieve di Casio, fin dal 1235 è documentata la casa del pievano nel borgo medievale.
    • 1781 ‐ XVIII (preesistenze intero bene)
      • Un inventario del 1781 descrive l’antica chiesa prima della ricostruzione ottocentesca. L’ingresso della chiesa romanica era posto a ponente, cioè circa a metà dell’attuale navata, e vi si accedeva mediante tre gradini; la muratura era realizzata in opus Quadratum di circa 24 once di larghezza (74 cm circa). Anche l’interno viene descritto minuziosamente: la chiesa presentava due navate delle quali una in volta e l’altra architravata, separate da tre pilastri di trenta once di grossezza e trentasei in larghezza. La presenza di due navate è comunque un elemento piuttosto insolito e quanto mai singolare anche per una chiesa di origini romaniche e quindi probabilmente si può pensare che una delle due navate fosse frutto di ampliamenti successivi. Il documento cita poi due finestre collocate sulla facciata mentre nell’abside era presente una monofora di forma allungata. Il pavimento era in cotto e il campanile si trovava nella posizione attuale.
    • 1781 ‐ 1805 (ricostruzione campanile)
      • La ricostruzione del complesso parrocchiale partì dal campanile che, già nell’inventario del 1781, era definito cadente. Nel 1805 il parroco Giacomo Comelli promosse quindi la ricostruzione del campanile; il costo per questo intervento fu davvero elevato e i pagamenti durarono per i tre anni successivi, fino al 1808.
    • 1840 ‐ 1850 (restauro campane)
      • Nel 1840, probabilmente a causa della rottura di una delle campane, si decise di procedere con la fusione delle stesse e il parroco aveva fatto venire a Casio Gaetano Brighenti, appartenente ad una famiglia di fonditori Bolognesi. Nel 1842 il contratto tra il Brighenti e il parroco fu firmato e lui si impegnò a fondere 4 nuove campane con disegno moderno e ben guarnite. Oltre alle suddette campane fornì anche una campanella per l’oratorio della Beata Vergine delle Grazie. I pagamenti ingenti vennero finanziati grazie alle donazioni delle famiglie del paese; e proseguirono fino al 1850.
    • 1874 ‐ XIX (ricostruzione intero bene)
      • I parrocchiani dopo la conclusione del campanile pensarono di ricostruire anche la chiesa stessa, probabilmente spinti dalla storica rivalità presente tra le parrocchie della pieve e del castello: la Pieve dei Santi Quirico e Giulitta era infatti la chiesa più antica ed importante, poiché per secoli era stata l’unica sede del fonte battesimale della cosiddetta cura d’anime; però fin dalla fine del medioevo, San Biagio, aveva acquistato sempre maggior prestigio come Chiesa Parrocchiale del castello, il centro abitato più importante del territorio pievano. Il primo progetto della chiesa risale al 1875 ed è presente un preventivo di spesa, steso da Giuseppe Benati su commissione del parroco don Cleto Presi il 10 marzo 1875, in cui veniva descritta anche la situazione della chiesa preesistente sottolineando “lo stato collabente e minacciante rovina in cui trovasi il fabbricato” ed anche “la sua infelice forma”.
    • 1875 ‐ XIX (ricostruzione intero bene)
      • Una lettera dei primi anni ottanta sembra confermare lo stato di decadenza dell’immobile in quanto il parroco don Rampini scrive al ministro dei culti, grazia e giustizia informandolo che, a causa delle condizioni della chiesa, “fu interdetta alle pratiche del culto le quali da allora si compirono in un piccolo e meschino oratorio”, probabilmente quello della Beata Vergine delle Grazie. Il preventivo sopracitato metteva in conto la spesa di 25.855 lire. La progettazione, affidata allo stesso Brighenti, non risultò agevole poiché il progettista dovette tenere conto della presenza del campanile appena ricostruito. Nella stessa data del preventivo il Brighenti stese un primo progetto sottolineando che le difficoltà maggiori per la chiesa erano la ristrettezza dello spazio a disposizione.
    • 1875 ‐ XIX (inizio lavori intero bene)
      • Il 24 aprile del 1875 il cardinale Lucido Maria Parocchi, arcivescovo di Bologna, autorizzò il parroco don Giovanni Rampini a benedire la prima pietra. Il primo progetto però non soddisfece completamente il parroco, tanto che il 3 luglio seguente lo stesso Brighenti lo modificò. La costruzione iniziò dalla cappella maggiore; tutti i parrocchiani parteciparono alla grande imprese, ed essa alla fine risultò ampia, elegante e solida; con muri perimetrali di ben 80 centimetri. Subito dopo la realizzazione della copertura però i lavori vennero interrotti per alcuni anni, probabilmente a causa di motivi finanziari.
    • 1882 ‐ XIX (ricostruzione intero bene)
      • La costruzione riprese nel 1882, l’ingegner Melani stese un nuovo preventivo che comportava la spesa di 10.503 lire. Tutti i parrocchiani contribuirono nuovamente alle spese per la costruzione in base alle loro possibilità. Va ricordato come anche in questa nuova fase costruttiva i parrocchiani prestarono non solo denaro ma anche lavoro gratuito. Dell’antica chiesa medievale si salvò solamente una piccola porzione: la cappella maggiore che, data la sua posizione laterale rispetto al nuovo edificio, ruotato di novanta gradi rispetto al precedente, venne adibita a sagrestia. Ancora oggi tale ambiente mostra un meraviglioso soffitto ogivale in pietra riportata a vista, di probabile origine trecentesca, mentre le mura esterne risultano costruite in opus quadratum. Un preventivo di spesa datato 26 luglio 1900 citata proprio la riduzione della cappella maggiore della vecchia chiesa ad uso di sagrestia della nuova chiesa.
    • 1901 ‐ XX (conclusione lavori intero bene)
      • Il 10 agosto del 1901 fu consacrata la prima pietra della nuova chiesa di San Biagio che sostituì completamente quella medievale di impianto romanico. Questo fu il momento finale di una lunga vicenda iniziata quasi cent’ anni prima, nel 1805 con la ricostruzione del campanile della chiesa.
    • 2006 ‐ XXI (restauro presbiterio)
      • Nel corso del 2006 è stata restaurata la pala, probabilmente seicentesca, dell’altare maggiore con finanziamento della Fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna ad opera della restauratrice Patrizia Moro.
    • 2015 ‐ XXI (restauro campanile)
      • Nel corso del 2015, con finanziamento della Pro-Loco di Castel di Casio, è stata consolidata e restaurata la facciata de campanile, che a causa di fenomeni di gelo-disgelo e dilavamento delle superfici, presentava cornici in arenaria particolarmente degradate. Da queste ultime infatti si staccavano parti di materiale che cadevano sulla piazza sottostante.

Adeguamento liturgico


    • altare ‐ aggiunta arredo (1992)
      • L'altare postconciliare, posto in essere nel 1992, è di tipo mobile, in legno moderno e non consacrato.
    • ambone ‐ aggiunta arredo (1992)
      • L'ambone, in legno moderrno, è caratterizzato dalla presenza di intarsi raffiguranti scene bibliche.
    • presbiterio ‐ intervento strutturale (1975)
      • E' stata rimossa l'antica balaustra che separava il presbiterio dalla zona assembleare.

🕊️ Immagine e dati del giorno





Popolazione:CASTEL DI CASIO
Abitanti:318
Parroco:REV. EMANUELE BENUZZI
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