(SASSO MARCONI) S. CRISTOFORO DI MONGARDINO

Índice
  1. ⏳ Orari delle Messe in S. CRISTOFORO DI MONGARDINO
  2. ➡️Dove si trova la chiesa?
  3. ℹ️Storia e dettagli della chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🕊️ Informazioni e immagine del giorno

⏳ Orari delle Messe in S. CRISTOFORO DI MONGARDINO

In questa pagina potrai vedere gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni feriali, i giorni festivi o le giorni antecedenti una festività.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

➡️Dove si trova la chiesa?

Se cerchi orientamento per raggiungere la chiesa, più in basso potrai consultare la piantina insieme a indicazioni per rendere facile giungere a questo tempio.

ℹ️Storia e dettagli della chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di San Cristoforo di Mongardino

  • La chiesa di S. Cristoforo sorge, in posizione isolata su un poggio tra alberi e campi coltivati, al termine di un lungo viale in saliscendi che attraversa la frazione di Mongardino. L’aspetto attuale dell’edificio, nelle tinte tipiche del rosso mattone e giallo Marte, è frutto di importanti rifacimenti risalenti al 1841 e nei decenni successivi. La facciata a capanna, completamente intonacata in rosso mattone, è incorniciata da due sottili lesene e conclusa da un timpano che sostiene un cippo in pietra. L'interno presenta un’unica navata, suddivisa in tre campate da archi a tutto sesto, coperta da volte a botte.

    • Contesto
      • La chiesa sorge sul crinale fra le valli del Reno e del Lavino, isolata su un poggio a terminazione di una strada con forte saliscendi che attraversa la frazione di Mongardino. Il tessuto limitrofo è assai sparuto, connotato dal cimitero settecentesco lungo la stessa via. Il paesaggio è prevalentemente boschivo, con vegetazione bassa e ben curata.
    • Impianto planivolumetrico
      • Il complesso religioso è un’aggregazione orizzontale che comprende aula, sagrestia, canonica e campanile. L'aula liturgica è orientata a sud ovest.
    • Esterno
      • Si arriva alla chiesa dopo un ampio avvallamento della strada, a monte del quale è ben visibile la facciata ed entro cui sorge il cimitero settecentesco in chiara connesione liturgica con l'aula. L’ingresso è preceduto da un ultimo tratto in salita acciottolato, entro due filari d'alberi, con scalea terminale. La facciata a capanna, completamente intonacata in rosso mattone, è incorniciata da due sottili lesene e conclusa da un timpano che sostiene un cippo in pietra con croce in ferro. Tutte le membrature sono in giallo Marte. In asse col portale d'ingresso incorniciato si trova una grande finestra a lunetta. La copertura a due falde è realizzata in coppi. Addossata al fianco destro della chiesa è la canonica, nelle stesse tinte dell'aula. Lungo il fianco sinistro, parzialmente celato dagli ambienti parrocchiali ad esso addossati, si erge il campanile. La torre campanaria, in mattoni faccia a vista, si innalza poco oltre la cima della chiesa e presenta una copertura a quattro falde con leggera pendenza.
    • Pianta
      • Chiesa ad aula.
    • Interni
      • Si accede alla chiesa attraverso un semplice portale ligneo sopra il quale si trova la cantoria con un organo in legno ottocentesco. L'interno presenta un’unica navata, suddivisa in tre campate da archi a tutto sesto, e coperta da volte a botte poggianti su un’alta trabeazione che corre continua per tutto il perimetro dell’edificio. Lateralmente, incorniciate da sottili lesene con capitello composito e affiancate da nicchie di vario spessore, si aprono le cappelle, una per lato, impreziosite da altari in marmo a parete. Dalla prima nicchia di sinistra si accede ad una piccola cappella dedicata alla Beata Vergine Addolorata, realizzata durante i rifacimenti del 1841. L’aula termina con un presbiterio absidato rialzato di un gradino rispetto alla zona assembleare e coperto da una volta a vela. Sul fianco sinistro del presbiterio è posto l’ingresso alla canonica mentre da quello opposto si accede alla sacrestia. Gli alzati dell’aula si presentano tinteggiati in color rosa tenue e bianco per gli elementi architettonici decorativi. La pavimentazione dell’aula e del presbiterio è un battuto in cocciopesto nei colori prevalenti del bianco e del rosso mattone mentre nelle cappelle laterali è realizzata in marmo grigio. La parte inferiore delle pareti, specie in zona absidale, presenta rigonfiamenti e distacchi degli intonaci dovuti ad umidità di risalita capillare. Nelle volte si osservano lievi alterazioni cromatiche presumibilmente dovute ad infiltrazioni di umidità dalla copertura.
    • Impianto strutturale
      • Struttura in muratura portante in laterizio.
    • apparati liturgici
      • L’assemblea è ordinata frontalmente al presbiterio in conformità con il volume architettonico e si organizza su due file di panche lignee disposte a battaglione. Il presbiterio, rialzato di un gradino rispetto alla zona assembleare, è adeguato alla riforma liturgica postconciliare e ospita al centro l’altare, fisso, in marmo e rialzato di due ulteriori gradini. Alle sue spalle è collocata la sede per il celebrante, costituita da una sedia in legno con schienale e seduta rivestiti in velluto rosso e affiancata da altre due sedute, di simile fattura, per i concelebranti. Dietro alla sede, in zona absidale, si trova un semplice coro ligneo e alcune sedute removibili. L'ambone in legno, di tipo a leggio, è collocato a sinistra dell'altare, in posizione avanzata. Il tabernacolo è posizionato a sinistra dell’altare su una piccola mensola ricavata entro lo spessore murario di un pilastro. In zona assembleare, nell'ultima nicchia di destra, trova posto il fonte battesimale.

Notizie storiche


    • XI ‐ 1366 (preesistenze carattere generale)
      • Le origini della parrocchia di Mongardino sono piuttosto incerte, non esistendo documenti anteriori al XI secolo. Le prime testimonianze risalgono alle Decime del 1300 e all'elenco Nonantolano del 1366, che ricordano tre chiese nel territorio: San Geminiano del Gaggio, Sant’Antonio di Roccobonaldo e San Cristoforo di Montefrascone. Nessuna traccia rimane della chiesa di Sant'Antonio mentre nulla si sa dell’epoca e del perché fu soppressa quella di San Geminiano.
    • 1378 ‐ XVI (preesistenze carattere generale)
      • Da un documento dell’Archivio Arcivescovile di Bologna si apprende che fin dal 1378 la chiesa parrocchiale di S. Cristoforo di Montefrascone, dal nome del colle su cui sorgeva, era dipendente dal plebanato di Monte San Giovanni e solo due secoli dopo passò alle dipendenze di Pontecchio.
    • XV (rifacimento intero bene)
      • Nel corso del XV secolo la chiesa di S. Cristoforo venne distrutta da una frana. La sede parrocchiale fu quindi trasferita in un vicino oratorio dedicato a San Cristoforo e a San Martino e si procedette alla costruzione di una nuova chiesa non lontano dal detto oratorio, in seguito demolito.
    • 1579 (rifacimento facciata)
      • Nel 1579 la porta principale della chiesa, rivolta a ponente, fu spostata a levante per ordine del card. Gabriele Paleotti, Arcivescovo di Bologna.
    • 1619 ‐ 1841 (elementi di pregio intero bene)
      • Nel 1619 la sig. Domenica Cavara commissionò ad un certo Mariscotti la pala d’altare rappresentante la Beata Vergine col Bambino e i santi Cristoforo e Martino. L’opera venne restaurata dal Lemma del 1841, nel corso di importanti lavori di ampliamento e ristrutturazione che interessarono tutto il complesso parrocchiale.
    • 1841 ‐ XIX (rifacimento intero bene)
      • Nel 1841 il parroco don Andrea Bernasconi, ottenuti importanti aiuti economici dai parrocchiani e dalla contessa Ersilia Rossi Marsigli, ingrandì la chiesa facendo costruire una nuova cappella maggiore e fece risistemare la facciata. In seguito, tra il 1880 e il 1882, il sacerdote completò i rifacimenti innalzando il campanile.
    • 1851 ‐ XIX (descrizione intero bene)
      • Dai volumi scritti e illustrati dal Corty si apprende che la chiesa era di ordine ionico e misurava 46 piedi in lunghezza e 15 piedi in larghezza. Ai lati dell’ingresso si aprivano due cappelle: quella a destra, dedicata a Sant'Antonio Abate, di proprietà dei fratelli Giovacchino e Domenico Capucci; quella a sinistra, consacrata alla B. V. Addolorata, che ospitava il gruppo in terracotta raffigurante la Pietà. Sopra la porta d’ingresso si trovava la cantoria con l’organo, opera del Gatti. L’altare maggiore, realizzato in occasione dei lavori del 1841, era ricoperto di scagliola ad imitazione del marmo; sopra di esso si trovava la pala rappresentante la Beata Vergine col Bambino e i santi Cristoforo e Martino. Da un lato della chiesa, annessa all'edificio stesso, era infine la canonica costruita anch'essa durante i rifacimenti del 1841.
    • XX (altare interni)
      • L'altare, realizzato tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 secondo i dettami della riforma postconciliare, è fisso e posizionato al centro del presbiterio rialzato di due gradini.

Adeguamento liturgico


    • altare ‐ intervento strutturale (1970)
      • L'altare, realizzato tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli '70 secondo i dettami della riforma post-conciliare, è posizionato al centro del presbiterio, rialzato di due gradini. E' in marmo, fisso e consacrato.

🕊️ Informazioni e immagine del giorno





Popolazione:SASSO MARCONI
Abitanti:307
Parroco:REV. EDOARDO MAGNANI
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