(BOLOGNA) S. MARIA DEL SUFFRAGIO

📌 VIA LIBIA 59 (BOLOGNA), BOLOGNA - 40138 (BO)
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In questa pagina potrai guardare gli orari delle eucaristie all’interno della messa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giornate, sia nei giornate lavorative, i giorni festivi o le giornate precedenti a una festa.
Oggi Mercoledì 16 settembre 2026, l'orario della messa è: 07:30, 18:30
| Lunedì | 07:30, 18:30 |
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| Martedì | 07:30, 18:30 |
| Mercoledì | 07:30, 18:30 |
| Giovedì | 07:30, 18:30 |
| Venerdì | 07:30, 18:30 |
| Sabato | 07:30, 18:30 |
| Domenica | 10:00, 18:30 |
➡️Come posso trovare la chiesa?
Se hai bisogno riferimenti per trovare la chiesa, in questa pagina potrai vedere la planimetria insieme a segnalazioni per non avere alcuna difficoltà a arrivare a questo tempio.
🔎Chi è questa chiesa?
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Santa Maria del Suffragio
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La chiesa di Santa Maria del Suffragio nasce nel rione Cirenaica dopo una lunga incubazione progettuale, che vide i contributi di architetti noti quali il Collamarini, che durò dagli anni '20 agli anni '60 del Novecento, con soluzione finale basata sulla proposta dell'ing. Rodolfo Bettazzi. La grande mole dell'aula, che si presenta all'esterno con contrafforti in mattoni alternati a teorie di colonnine in cemento e pannelli prefabbricati di cemento, all'interno ha una pianta a croce commissa e uno spazio di forte verticalità, reso suggestivo dall'uso dei materiali moderni nelle forme della tradizione, quali il ritmo impresso dai costoloni in latero-cemento che scansionano i fianchi dell'assemblea. La sagoma della cupola, impostata sul transetto con le sue travi di cemento incurvato, si scorge da punti di vista diversi e lontani, compreso il tratto ferroviario sud della città.
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- Contesto
- La chiesa sorge col fianco sinistro lungo via Libia, asse che delimita il rione Cirenaica, quartiere popolare sorto nel secondo quarto del Novecento. Le abitazione limitrofe sono a carattere popolare, a blocchi in linea di sette-otto piani fuori terra organizzati in corti, oppure a due-tre piani fuori terra in serie con accesso su strada, tutti realizzati in laterizio e cemento e oggi ambito di un fenomeno di importante gentrificazione.
- Impianto planivolumetrico
- L'aula è parte di una volumetria complessa che la aggrega, verticalmente sopra il teatro e orizzontalmente alla sacristia e alla canonica.
- Esterno
- L'edificio sorge innalzato su uno stilobate artificiale lastricato in pietra e rialzato di otto gradini verso via S. Vincenzi, su cui prospetta la facciata. Tale sagrato rialzato si protende lungo il fianco sinistro dell'edificio, quale copertura ai sottostanti ambienti dell'auditorium-cinema, raggiungibili, questi ultimi, tramite rampe e scale prossime al corpo del transetto da via Libia. Rettangoli di risulta angolari, scarpati, sono inerbiti. La facciata di notevole verticalità è a salienti con il campo centrale con traforio di sei registri di colonnine in cemento intonacato color sabbia, su una parete dello stesso tono. Le strette ali laterali, con salienti di forte inclinazione sono in mattoni a vista. Il campo centrale ospita i tre accessi, in legno e ferro, inquadrati da profili a portale metallici con piedritti svasati verso l'alto. Tali accessi sono al di sotto di una pensilina a sbalzo impostata su una teoria di travetti in rame ossidato. Lateralmente si ripetono i registri con colonnine in cemento, su quattro fila con la più alta a brise-soleil. Al di sopra, in corrispondenza dell'inclinazione dei salienti, la parete arretrata rispetto al profilo sottostante è in lastre di cemento a vista. Tutti questi elementi in cemento sono alternati al ritmo dei contrafforti in mattone a vista. Al di sotto della copertura si scorge il ballatoio corrispondente al cleristorio. Diversi gli scorci urbani donde ammirare la mole della copertura ad archi-diaframma in cemento armato impostata sul transetto commisso.
- Pianta
- L'aula, orientata in direzione nord ha pianta a croce commissa mononavata.
- Interni
- Ogni porta presenta una bussola costituita da vetri montati su telaio metallico. La pavimentazione è costituita di lastroni di granito sotto l'assemblea e il presbiterio. Ritmano la navata i contrafforti in mattoni a vista: gli spazi interposti tra tali elementi sono tamponati a mezz'altezza da pareti rimovibili in legno. Membrane in pannelli prefabbricati di cemento tamponano la parte superiore di questi ambiti laterali. La copertura della navata è composta di travi a vista di cemento armato ad arco a sesto acuto. La trama di pannelli rettangolari e cordoli in cemento prefabbricato caratterizza tanto la contro facciata, quanto l'ampia parete absidale archiacuta, il cui registro inferiore è coperto con postergale in legno.
- Impianto strutturale
- Struttura mista in latero-cemento.
- apparati liturgici
- L'assemblea fronteggia il presbiterio disposta su quattro file a battaglione, con corridoio centrale. Il presbiterio, a due terrazze di tre gradini ciascuna, ospita l'ambone a stelo monolitico in marmo, l'ampio altare trilitico, la sede affiancata alla altre sedute lungo due fila di poltrone cubiche a struttura lapidea e schienale ligneo, specchiate e trasversali all'altare, il tabernacolo in vetro e rame incastonato in una croce a tau in cemento contro l'abside. Il fonte battesimale è a sinistra dell'ingresso nella prima cappella. I confessionali si trovano negli ambiti laterali lungo la navata.
- Contesto
Notizie storiche
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- 1911 ‐ 1912 (origini intero bene)
- La parrocchia di S. Maria del Suffragio viene fondata nel 1911-1912 quando, in seguito alla grande espansione demografica che caratterizzò il quartiere San Donato, sorse il rione Libia. L’allora Cardinale Giacomo della Chiesa aveva pensato di erigervi una chiesa parrocchiale a servizio degli abitanti che andavano popolando la zona, ma con lo scoppio della prima guerra mondiale il cardinale veniva eletto papa con il nome di Benedetto XV e il progetto fu messo da parte. Secondo un piano regolatore, definito per il nuovo rione Libia, sorsero le prime case in mezzo alla campagna nel 1912.
- 1924 (dedicazione intero bene)
- Il Comitato esecutivo, d’accordo con le Autorità ecclesiastiche, decide di intitolare la nuova erigenda parrocchia alla Madonna del Suffragio, sia per una particolare devozione della Vergine da sempre particolarmente sentita a Bologna, sia perché ancora mancava una parrocchia ad essa intitolata come protettrice delle anime dei defunti. Lo stesso Comitato fece eseguire dal pittore Carlo Baldi il quadro raffigurante la Madonna, tutt’ora conservato nella parrocchia.
- 1924 (preesistenze intero bene)
- Il Comitato esecutivo raccolse una cifra considerevole per poter costruire una cappelletta con attiguo salone-teatro in cui molti si prestavano a recitare commedie col cui ricavato si poterono pagare le prime spese e manutenzione necessaria. Il 22 febbraio 1924 il cardinale Nasalli Rocca benediceva il primo rustico edificio, che doveva provvisoriamente adibirsi all'esercizio della liturgia.
- 1924 (inizio lavori intero bene)
- Il 7 settembre 1924 veniva posta la prima pietra della chiesa, che avrebbe dovuto sorgere nel campo adiacente allo Studentato delle Missioni. Il primo progetto, di stile neo romanico con qualche influsso bizantineggiante, era dell’architetto Edoardo Collamarini, progetto che fu abbandonato e sostituito da un progetto degli ingegneri Remo Palazzoli e Luciano Petrucci.
- 1932 (erezione parrocchiale intero bene)
- Col consenso dell'Autorità Arcivescovile, la nuova parrocchia di S. Maria del Suffragio, veniva canonicamente eretta il 31 luglio 1932, con territorio dismembrato dalla parrocchia di S. Egidio e dalla parrocchia di S. Antonio di Savena.
- 1941 (inizio lavori intero bene)
- Dopo nove anni di raccolta fondi, si diede finalmente inizio ai lavori per la tanto sospirata chiesa. Nel pomeriggio del 23 ottobre 1941 il cardinale Nasalli Rocca poneva la prima pietra. Le autorità civili in seguito all’aggravarsi della situazione bellica rifiutarono l’autorizzazione a costruire e requisirono i materiali già acquistati così il sogno di vedere ultimata la chiesa nel 1943, come era previsto, svaniva del tutto.
- 1943 ‐ 1948 (variazione d'uso carattere generale)
- Con la Seconda Guerra Mondiale in pieno corso i bombardamenti colpiscono la popolazione civile. Il campo sul quale sarebbe dovuta sorgere la nuova chiesa, viene disossato e coltivato a patate per sfamare la gente. Con la fine delle ostilità, in parrocchia viene istituito il cosiddetto “Refettorio del Papa” per la distribuzione a tutti di piatti caldi.
- 1952 (inizio lavori intero bene)
- I lavori iniziarono il 15 aprile 1952 su nuovo progetto degli ingegneri Rodolfo Bettazzi e Italo Gasperi Campani: il progetto era grandioso e studiato nei minimi particolari, specialmente riguardo alla funzionalità.
- 1965 (fine lavori intero bene)
- Il 29 novembre 1965, con la benedizione del Cardinale Lercaro, veniva inaugurata ufficialmente la nuova chiesa, che era stata aspirazione di un popolo per oltre 50 anni. Costruita ad una sola navata, consente una capienza di 2000 fedeli. Successivamente veniva anche completata e consacrata la cripta e fu inaugurato il moderno cinema parrocchiale “Dehon”, sottostante la chiesa.
- 2002 (proprietà carattere generale)
- Gli adempimenti del nuovo capitolo che contemplano la risistemazione della comunità di Bologna portano nel 2002 alla sostituzione dei confratelli presenti in parrocchia, con la chiusura della comunità religiosa residente in canonica. La responsabilità pastorale fu affidata alla comunità del vicino Studentato, nella persona dei padri Gian Paolo Carminati (2002-2011) e Luca Zottoli, rispettivamente parroco e viceparroco.
- 1911 ‐ 1912 (origini intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1965)
- la chiesa, consacrata dal Cardinal Lercaro, recepisce anticipatamente i dettami del Concilio in materia di liturgia.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1965)
✝️ Informazioni e immagine del giorno
| Popolazione: | BOLOGNA |
| Abitanti: | 5360 |
| Parroco: | REV. MARCO GRANDI |
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