(SAN PRISCO) S. CROCE E S. PRISCO

🚩 VIA POLA (SAN PRISCO), SAN PRISCO - 81054 (CE)
🕎 Orari delle Messe in S. CROCE E S. PRISCO
In questa pagina potrai guardare gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni feriali, i giorni festivi o le vespri festivi.
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➡️Come posso trovare la chiesa?
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🧾Storia e dettagli della chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Santa Croce e San Prisco
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La chiesa arcipretale di San Prisco, attribuita a Luigi Vanvitelli, ingloba i resti di una basilica paleocristiana, una delle più importanti dell’Arcidiocesi capuana per i mosaici in essa contenuti. La fondazione della chiesa, secondo gli storici Michele Monaco e Francesco Granata, risale all'anno 506, come attesta un'iscrizione ritrovata nel luogo. La Basilica, com'è visibile ai giorni nostri, è posta in direzione Nord-Est sulla parallela di Via M. Monaco. La facciata è del 1763 e il campanile frutto di un progetto diretto da Luigi Vanvitelli. La piazzetta, rialzata rispetto al livello della strada, copre parte dello spazio dove sorgeva l'antico cimitero e la Via Acquaria. Detta via, nominata pure nel calendario Geronimiano, fu chiamata così per indicare i condotti sotterranei voluti da Augusto per dare a Capua l'acqua Giulia presa dalle sorgenti del Taburno vicino a Sant'Agata dei Goti. In stile neoclassico è la facciata della chiesa il cui prospetto è diviso in due ordini da una trabeazione leggermente aggettante. Nella parte inferiore, modulata da lesene con capitelli, si aprono tre portali, di cui quello centrale è il maggiore; in quella superiore il finestrone rettangolare è chiuso da vetri policromi. A coronamento c’è un timpano triangolare sormontato da un’artistica croce in ferro battuto. All'interno archi sostenuti da pilastri suddividono la chiesa in tre navate. La navata centrale si conclude nell'abside semicircolare; quelle laterali si suddividono in campate e cappelle dove sono alloggiate statue devozionali. Sul lato destro della navata centrale è posto il pulpito in legno massiccio datato 1750. Particolarmente interessante è la Cappella di Santa Matrona, ultimo resto della primitiva basilica paleocristiana dedicata a San Prisco. I mosaici in essa contenuti (datati prima metà del V sec.) rientrano nella grande tradizione musiva paleocristiana che ebbe in Campania una notevole fioritura, degna del confronto con Roma, Ravenna e Milano. Isolato dal corpo di fabbrica è il monumentale campanile a pianta quadrata che da un basamento liscio di pietre squadrate si sviluppa in tre livelli traforati, ognuno sui quattro lati, da grandi finestre ad arco.
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- Impianto strutturale
- La struttura portante è in muratura di tufo, esternamente ed internamente intonacata e tinteggiata. Coperture interne voltate. Strutture verticali in muratura di mattoni portante.
- Volta
- Decorano la volta stucchi modellati e dipinti che risalgono al 1650. Tutte le decorazioni che adornano l’architettura del tempio sono in stile barocco Nella zona terminale della navata sinistra una scultura in bassorilievo ha come soggetto la colomba dello Spirito Santo contornata di foglie e teste di angeli. Nella stessa zona della volta 4 statue in stucco modellato, raffigurano la giustizia, la carità, la speranza, la fede.
- Facciata
- La facciata della chiesa di San Prisco risente dello stile neoclassico soprattutto per la semplicità delle forme. Il prospetto è impaginato su due ordini delimitati da una trabeazione: nel registro inferiore, articolato per mezzo di lesene con capitelli di ordine composito, si aprono tre portali, di cui quello centrale è il maggiore; nella lunetta sovrastante il portale centrale (datato 1750) è presente un’iscrizione dedicatoria in pietra scolpita del 1763. In detto portale si aprono due imposte lignee. Architrave e stipiti sono impreziositi da semplici decorazioni in marmo. La parte superiore della facciata è alleggerita da un finestrone rettangolare sormontato da un timpano arcuato e spezzato, oltre il quale svetta un coronamento costituito da un timpano triangolare sormontato da una croce in ferro artisticamente modellata. La facciata è stata intonacata e tinteggiata di giallo; in bianco i motivi ornamentali. Lateralmente si ritrova l’antica muratura in blocchi di pietra a vista. Un corpo a se stante è la torre campanaria, caratteristica per la semplice, ma armonica, linea architettonica in cui ben risaltano su ciascun lato le grandi finestre ad arco.
- Interno
- L’interno della chiesa è strutturato in tre navate separate da archi ogivali sostenuti da pilastri. Le decorazioni in stucco che adornano l’architettura del tempio sono in stile barocco. La navata centrale è coperta da volta a crociera e si conclude nell'abside semicircolare; quelle laterali sono suddivise in campate e cappelle dove sono alloggiate statue devozionali. In legno massiccio, intagliato, è il pulpito posto in posizione elevata nella navata centrale della chiesa, addossato ad una delle colonne della navata stessa. Nella navata sinistra, salendo quattro gradini, si accede alla Cappella del Monte dei Morti dotata di altare in marmo policromo e del quadro della SS. ma Vergine con il Bambino e, sotto, le anime del Purgatorio, opera del pittore Paolo di Majo di Marcianise. Nella zona di fondo della navata sinistra c’è la Cappella della Madonna del Rosario: qui si trova la statua, in legno scolpito, della Vergine con il Bambino; essa indossa abiti in tessuto pregiato ed ha sul capo corona in metallo stampato. L’altare (in marmo policromo del 1700) di questa Cappella custodisce, nel suo tabernacolo, le specie eucaristiche. Nella navata destra, nella zona di fondo, si trova la Cappella di Santa Matrona dove campeggia la statua della Santa in legno scolpito (sec. XVIII) abbellita da una corona in metallo argentato. Sulla cantoria, collocata in controfacciata, è situato l’organo a canne del 1750: la struttura è in legno intagliato, le canne in metallo dorato. Sempre in controfacciata, un dipinto murale, realizzato con la tecnica di tempera su intonaco, raffigura il Battesimo di Gesù Cristo.
- Presbiterio
- L’area presbiterale si suddivide in due zone separate dall’antica balaustra in marmo policromo scolpito. Nella zona di fondo c’è l’altare marmoreo di San Prisco del sec. XVIII con paliotto d’epoca scolpito a mano da maestranze campane, sovrastato da un dipinto a olio su tela raffigurante Santa Lucia. Datato 1790 è la sede del Presidente: la poltrona, in legno intagliato, dorato, ha la seduta in velluto rosso. Del 1900, invece, sono gli sgabelli per i ministranti, sgabelli che nella materia e nella tecnica di fabbricazione ricordano la poltrona. Sui 3 gradini di questa zona va ad innestarsi il duplice piano, in granito rossiccio, su cui è stata collocata la mensa eucaristica e l’ambone postconciliari
- Campanile
- Al lato destro della struttura si erge il campanile, di un piano più alto della chiesa. Esso, frutto di un progetto diretto da Luigi Vanvitelli, è una costruzione imponente che si presenta isolata, separata dall'edificio principale. Antica è la struttura muraria in mattoni a vista. Il campanile è composto da tre elementi ben distinguibili: l’alto basamento in granito; un alto fusto di sezione quadrata dove si aprono monofore sormontate da timpano ora triangolare ora curvilineo; infine la sommità della torre è caratterizzata dalla cella campanaria, sormontata da una cupola orientaleggiante rivestita di lucide lamelle colorate. Unico è l’ingresso la cui porta in ferro ha cornice in pietra viva. Due le campane in bronzo fuso a cera persa di antica fattura azionate elettricamente: quella posizionata sul lato sinistro risale al 1700; quella sul lato destro al 1750.
- Pavimenti e pavimentazioni
- Piastrelle rettangolari in marmo coprono l’intero pavimento della struttura. Unica decorazione: una larga fascia, in marmo, di color grigio scuro corre dalla porta d’ingresso fino ai piedi del presbiterio. Superati due gradini, ci si immette nell'area presbiterale pavimentata con un unico blocco granitico, sagomato, dai bordi arrotondati.
- Coperture
- Il tetto, a falde inclinate, presenta struttura in legno, ricoperta di doppio manto di tegole, con coppi e canali. I solai di sottotetto sono protetti da controsoffittature decorate da affreschi su intonaco. La navata centrale e quelle laterali sono coperte da volte a botti e da cupola emisferica nella zona absidale.
- Elementi decorativi
- Numerose decorazioni in stucco, modellato e dipinto, arricchiscono la struttura architettonica. Esse sono di gusto barocco e risalgono al 1650. La maggior parte delle statue devozionali presenti in chiesa sono datate 1750: in legno scolpito, indossano abiti dalla stoffa pregiata (in seta) ricamata in oro. Del 1894, invece, è la statua di S. Luigi Gonzaga opera degli scultori campani F. Gangi e R. Della Campa, collocata nella Cappella del Monte dei Morti. La più antica risale al 1590 ed è la statua di San Biagio collocata sul presbiterio, parete sinistra. Nelle due navate laterali sono presenti dipinti a olio su tela e dipinti murali a tempera su intonaco, del sec. XVIII. Risale al 1550 il più antico dipinto, raffigurante S. Domenico e S.Caterina, che si trova nella cappella di fondo della navata sinistra. Nella zona d’ingresso della navata centrale vi è una coppia di acquasantiere, datata fine settecento, in marmo bardiglio scolpito a mano. Preziosi sono i mosaici che adornano la Cappella di S. Matrona: essi, a pasta vitrea sullo stile di quelli ravennati, risalgono al sec. V. Il portale della succitata Cappella è in pietra viva scolpita ed ha al centro, in bassorilievo, uno stemma gentilizio. I capitelli corinzi della Cappella, in marmo scolpito, risalgono al 3° secolo. Sia nella zona di fondo della navata centrale che in quella delle navate laterali c’è altare con paliotto in marmo policromo scolpito corredato da tabernacolo con porticina in metallo argentato finemente stampato. Pregevole è anche il pavimento della Cappella del Monte dei Morti in terracotta maiolicato dai delicati disegni ad intarsio, datato 1750. Lungo le pareti della navata principale sono disposte le stazioni della Via Crucis del sec. XX in terracotta a rilievo smaltata.
- Cappelle
- Il gioiello di questa chiesa è la Cappella di Santa Matrona, un sacello funerario, unica traccia della primitiva basilica paleocristiana. Dalla pianta quadrata reca agli angoli colonne di spoglio sulle quali sono evidenti antichi capitelli, che sorreggono quattro archi abbastanza profondi. L’ingresso è delimitato da un’ampia cornice in pietra viva scolpita ed ha al centro, in bassorilievo, uno stemma gentilizio; il tutto è datato anno 1350. Del 1750 è, invece, il cancello di chiusura in ferro battuto. La preziosissima decorazione musiva è considerata una delle più importanti della pittura paleocristiana dell'Italia meridionale, qui ancora legata a moduli classici. Nella volta e su tre lunette il ricchissimo mosaico si dipana su uno sfondo di colore azzurro intenso con vari motivi tipicamente classici con colori dai toni freddi e lumeggiature in oro. Quattro palme, simbolo del martirio, seguono le linee della volta. I quattro spicchi in cui è divisa la volta hanno una corrispondenza geometrica, tutti hanno tralci di viti, grappoli d'uva, due uccelli che beccano l'uva. Le lunette che chiudono gli archi, conservano solo in parte la decorazione musiva: una è completamente perduta e di un'altra si conserva solo la metà sinistra. Nella lunetta al di sopra dell'ingresso vi è un busto di Cristo benedicente con le lettere apocalittiche: alpha e omega. Nella parte absidale è situata una vasca di marmo, con molta probabilità, trafugata da una villa dell'Antica Capua. Essa funge da altare e la tradizione vuole contenesse le spoglie della Santa.
- Impianto strutturale
Notizie storiche
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- 506 (Costruzione intero bene)
- Secondo gli storici Michele Monaco e Francesco Granata la costruzione della chiesa risale all'anno 506, secondo quanto si legge nell’iscrizione ritrovata in loco. Essa fu voluta da Matrona, figlia di un signore della Lusitania, dopo aver ritrovato il corpo di Prisco, giunto a Capua con l'apostolo Pietro nell'anno 506.
- 1361 (Dedicazione intero bene)
- La dedicazione del tempio a San Prisco avvenne nel 1361 (cfr iscrizione posta sul’'architrave del portale maggiore).
- 1587 (Restauro intero bene)
- Nel 1587 furono compiuti consistenti e diversi lavori di restauro che non cambiarono di molto la caratteristica originaria.
- 1604 (Restauro intero bene)
- Nel 1604 furono messi in atto altri importanti interventi di restauro alla chiesa e al campanile da parte di maestranze locali.
- 1616 (Restauro intero bene)
- Il restauro conservativo dell'intera struttura fu eseguitoel 1616.
- 1700 (Ristrutturazione intero bene)
- Nel 1700, per accontentare la crescente popolazione, si decise di allargare la possibilità di accoglienza al culto del tempio e si abbatterono le prime mura. Andarono così distrutti gli affreschi, i dipinti raffiguranti la vita di Santa Matrona, i mosaici della volta e ogni altro elemento utile a datare meglio i fatti.
- 1759 ‐ 1791 (Ricostruzione intero bene)
- Consistenti furono i lavori di restauro iniziati nel 1759 e completati verso il 1791-92; in questo lunghissimo periodo la chiesa fu quasi del tutto rifatta. Furono ricostruiti il campanile, il frontespizio, la pavimentazione, gli altari, l’orchestra, l’organo, la porta maggiore. I lavori furono eseguiti da Antonio Tramunto di S. Maria C.V. e da Nicola Rubino di Capua. Il progetto e i disegni erano di Pietro Leonti, regio ingegnere di Napoli.
- 1814 (Consolidamento intero bene)
- Nel 1814 furono consolidata la struttura danneggiata dal terremoto che colpì la Campania e il Molise il 26 luglio 1805.
- 1833 ‐ 1837 (Rifacimento esterno)
- Negli anni compresi fra il 1833 e il 1837 il frontespizio della chiesa parrocchiale fu rifatto in stucco. La spesa per il Comune fu di 120 ducati.
- 1835 (Costituzione parrocchia intero bene)
- Con il Decreto arcivescovile del 1835 la chiesa di San Prisco e Santa Matrona diventò parrocchia.
- 1876 ‐ 1884 (Restauro intero bene)
- Dal 1876 al 1884 furono eseguiti altri interventi di miglioramento dell’interno e dell’esterno della chiesa Madre.
- 1889 ‐ 1900 (Restauro intero bene)
- Nuovi lavori di restauro si resero necessari negli anni 1889-90. Essi interessarono soprattutto la copertura della chiesa.
- 1951 (Riparazione danni bellici intero bene)
- Durante la seconda guerra mondiale la chiesa subì molti danni bellici. I lavori di riparazione di tali danni furono fatti dal Comune ricorrendo all'impresa di Carlo Santoro nel 1951.
- 1986 ‐ 1987 (Ristrutturazione intero bene)
- Dopo il terremoto che colpì la Campania 23 novembre 1980, sotto la tutela della Sovrintendenza, furono messi in atto interventi specifici di consolidamento e di restauro dell’intera struttura.
- 1990 (Adeguamento liturgico interno)
- L’adeguamento liturgico della struttura risale al 1990. Sul presbiterio si aggiunsero alcuni arredi ritenuti indispensabili dalle nuove norme postconciliari.
- 1998 (Restauro statua interno)
- La statua di S. Matrona fu sottoposta ad un attento e puntuale lavoro di restauro nel 1998.
- 2006 (Restauro statua interno)
- La statua di S. Matrona fu sottoposta ad un nuovo intervento di restauro nel 2006.
- 2009 (Restauro statua interno)
- La statua di S. Prisco fu restaurata la prima volta nel 2009; attualmente è in restauro.
- 2009 ‐ 2010 (Sistemazione interno ed esterno intero bene)
- Dal giugno 2009 al gennaio 2010 la chiesa fu interessata da lavori di tinteggiatura dell’interno e dell’esterno. La copertura del tempio fu sistemata. Fu rifatto l'impianto elettrico.
- 506 (Costruzione intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1990)
- In osservanza alle nuove norme liturgiche postconciliari si è arricchito il presbiterio di nuovi arredi. Oltre la balaustra (che non è stata rimossa) è stato creata una nuova area presbiterale dove trova posto la mensa eucaristica in legno massiccio con un motivo centrale arrotondato, lo stesso motivo che decora anche l’ambone. Le specie eucaristiche sono conservate nell’altare che si trova nella Cappella della Madonna del Rosario (zona di fondo, navata sinistra). Mobile è il fonte battesimale. Il confessionale, in legno, è collocato lungo la parete della navata sinistra.
- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1990)
🙏 Immagine e dati del giorno
| Popolazione: | SAN PRISCO |
| Abitanti: | 1835 |
| Parroco: | REV. VINCENZO DI LILLO |
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