(CATURANO) S. MARCELLO MARTIRE

📍 Via Giulio Cesare, 18, 81047 Macerata Campania CE, Italia
⌛ Messe in S. MARCELLO MARTIRE – Orario
In questa pagina potrai consultare gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni feriali, i giorni di festa o le giornate precedenti a una festa.
Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.
🗺️Dove si trova la chiesa?
Se vuoi indicazioni per trovare la messa, più in basso potrai consultare la mappa insieme a indicazioni per non avere alcuna difficoltà a giungere a questo tempio.
🧾Informazioni sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Marcello Martire
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La Chiesa Madre di Caturano vanta antiche origini ed è strettamente legata alla storia del paese, uno dei più antichi Casali della zona così come riportato negli strumenti del Monastero di San Giovanni di Capua: “Il Casale di Caturano è molto antico ed esisteva nella terra dei Lanei (Lagni), già nel 1272”. In questo contesto storico è collocata la Chiesa Parrocchiale sulla cui epoca di fondazione non vi è una memoria certa anche se dalle fonti storiche si apprende che essa fu una delle più antiche chiese della Diocesi di Capua. Certamente già esisteva negli anni 1308-1310 come chiesa assoggettata al pagamento delle decime a favore della Diocesi di Capua. Essa fu edificata sotto il titolo di San Marcello, centurione romano, il cui martirio avvenne proprio nel casale di Caturano sotto il prefetto Agricolano. Del Santo si conserva tuttora la reliquia donata nel 1684 alla Chiesa di Caturano, nella persona del parroco don Gennaro Antonio Stellato, dal Reverendo Dionisio Lapis, Abate del Cenobio di Santa Maria a Maiella dei Celestini di Capua. La chiesa si affaccia su una delle vie principali di Caturano, via G. Cesare. Avanti ad essa vi è un piccolo sagrato: il piano di calpestio è stato, nel secolo scorso, abbassato e portato alla quota stradale. I gradini di accesso alla chiesa sono stati successivamente aggiunti per consentire l'accesso in chiesa sopraelevata, rispetto al fondo stradale, di circa un metro e mezzo. nel corso del tempo la facciata del tempio ha perso i suoi connotati originali, oggi si presenta disomogenea e completamente appiattita sia nell'intonaco civile, di recente apposizione, sia perché nasconde parte delle strutture campanarie poste sotto il timpano. Di lato, infatti, si notano delle cornici che vanno poi a scomparire in facciata, lasciando intuire la presenza delle stesse. Vi sono due accessi in facciata: uno per la navata centrale, un altro per quella laterale. L’interno si presenta a due navate: quella centrale ha un ordine di colonne in tufo che sorregge, sulla sinistra, una teoria di archi costituendo così la comunicazione tra le due navate. Il soffitto è costituito da travi in ferro con voltine in mattoni forati, realizzato nel 1924. Sul fondo della navata vi è il presbiterio, di forma quadrata, sormontato da una grandiosa cupola in muratura. La navatella laterale presenta una tipologia completamente diversa da quella centrale. Essa è costituita da 4 campate voltate a crociera. Sul lato destro vi sono gli altari di pregevole fattura, al pari della macchina lignea della pala d’altare raffigurante l’Assunzione della Vergine Maria. In corrispondenza di ciascun altare, sotto il pavimento, esistono dei locali sotterranei (probabilmente camere sepolcrali) accessibili da botole esistenti nel pavimento stesso. Guardando la facciata sulla sinistra vi è il campanile che ha subito, nel tempo, delle modifiche fino al suo compimento avvenuto nel secolo scorso. Esso è a più ordini e termina con una cupola dove sono collocate due campane.
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- Contesto
- La chiesa, posta in una zona verde e pianeggiante, è situata in mezzo al Casale di Caturano che dista circa 2 chilometri dal comune di Macerata Campania (CE) di cui fa parte. Essa confina ad oriente con la via Sacra o Croce (ora via G. Cesare), Vico Chiesa a settentrione, cortili privati e case addossate ai muri della chiesa agli altri due lati. La storia del territorio è legata alla chiesa, testimonianza viva della religiosità che ne ha commissionato la realizzazione. Lo spirito religioso è molto forte nella frazione di Caturano e si esprime anche nella tradizionale rappresentazione del dramma religioso imperniato sulla conversione, arresto, processo ed esecuzione del centurione Marcello. La prima rappresentazione della tragedia di San Marcello martire avvenne il 2 ottobre 2005, ordinata dal parroco don Domenico Piccirillo e diretta dal cav. Giovanni Falcone, di origine caturanese.
- Campanile
- Guardando la facciata sulla sinistra vi è il campanile che ha subito, nel tempo, delle modifiche fino al suo compimento, il secolo scorso, che ha consegnato il medesimo nell'aspetto e nelle forma attuali. Anticamente alla destra del frontespizio, su appositi pilastri, poggiavano due campane, una grande e una piccola, in uso quando non ancora esisteva la torre campanaria. Poi, nel 1945 fu costituito un apposito comitato per la raccolta di fondi necessari alla sopraelevazione del campanile e alla sostituzione della campana grande. I lavori di costruzione del nuovo campanile, non contemplati all’epoca dell’edificazione della chiesa, furono ultimati nel 1946 con la costruzione del secondo piano e della cupola. Il campanile è a più ordini: le proporzioni diminuiscono procedendo dal basso verso l’alto; nel secondo ordine trovano posto le due campane.
- Facciata
- Dalla lettura degli interventi, eseguiti nei secoli, fedelmente documentati, emerge che le nuove opere hanno modificato l’assetto architettonico e materico della chiesa. Le modificazioni esterne hanno riguardato il frontespizio nella parte alta e lo spostamento del campanile in diverso sito, il sagrato per la diversa posizione, la costruzione di una rampa a scivolo con parapetto davanti alla porta piccola, la diversa forma e numero delle finestre sulla facciata settentrionale, il diverso manto di copertura delle due navate. Attualmente la chiesa è preceduta da un piccolo sagrato ricoperto da blocchi lapidei del tipo sampietrini. Il tempio presenta due accessi in facciata: uno, più grande, in corrispondenza della navata centrale; l’altro, più piccolo, immette nella navata laterale. Il corpo centrale della facciata, ornato da cornicioni e stucchi, delimitato in alto da timpano triangolare, presenta il portale di ingresso con apertura architravata, al quale si accede attraverso alcuni gradini. Sopra il portale, in una nicchia, si trova il dipinto (olio su tavola) raffigurante S. Marcello martire, che risale al 1856, anno in cui fu rifatta la facciata. Sopra la nicchia col dipinto si apre una vetrata sormontata da arco. Tuttora funzionante è l’orologio collocato, in alto, sul lato sinistro della facciata. Sul frontespizio che dà sulla via pubblica, a mano destra, vi è il campanile con due finestre ove trovano posto le campane: una alta circa tre palmi ornata da due figure, l’altra più piccola. Il campanile è a più ordini: le proporzioni diminuiscono procedendo dal basso verso l’alto; esso termina con una cupola.
- Interno
- L’interno è a due navate: quella centrale ha un ordine di colonne in tufo sulla sinistra che sorregge una teoria di archi costituendo così la comunicazione tra le due navate. Il soffitto è costituito da travi in ferro con voltine in mattoni forati, realizzato nel 1924. Sul fondo della navata vi è il presbiterio, di forma quadrata, sormontato da una grandiosa cupola in muratura. Qui, alle spalle dell’altare maggiore, è sospesa ad un’altezza di circa tre metri, la pala d’altare: la sua ubicazione la rende visibile da ogni punto dell’aula liturgica; la perfetta illuminazione ne esalta le cromie e la graziosa fattura della cornice. La navatella laterale presenta una tipologia completamente diversa da quella centrale, sembrerebbe quest’ultima la parte più antica, probabilmente il nucleo originale attorno al quale si è sviluppato l’intero complesso. Essa è costituita da 4 campate voltate a crociera. Su di un lato, quello di destra entrando, vi sono gli altari, alcuni di essi di pregevole fattura, al pari della macchina lignea della pala d’altare. Come per la navata centrale essa termina con uno spazio presbiterale sormontato da una cupola dalla forma insolita. L’impianto della cupola è quadrato, ma la cornice ovoidale, al termine del primo ordine, all’inizio del tamburo, conferisce ad essa la forma ellittica. In realtà è solo una percezione visiva poiché la forma del tamburo e la conseguente imposta della cupola è di forma quadrangolare smussata agli angoli. Ai lati della navata centrale, sulle pareti piene, vi è una serie di altari votivi di recente apposizione che interrompono il ritmo delicato scandito dalla partitura delle volte. Sempre nella navata maggiore, a destra e a sinistra dell’arco trionfale, si trova una coppia di prospetti di nicchie. Ogni nicchia, fiancheggiata da due lesene e sormontata da un fronte curvo, si apre su un basamento dipinto a finto marmo. I due prospetti mostrano caratteri architettonici e decorativi databili a oltre metà del Settecento. Nella navata grande, nel muro a mano destra, vi sono tre finestre con vetrate e due finestre con vetrate a mano sinistra. Anche sul frontespizio, sopra la porta grande vi sono due finestre rotonde con vetrate.
- Elementi decorativi
- Di foggia cinquecentesca è la chiave dell’arco trionfale. Risale al 1856 il dipinto (olio su tavola) raffigurante S. Marcello martire che si trova sopra il portale, in una nicchia. In una delle campate della navata laterale vi è la presenza di decorazione a tempera rappresentante il supplizio di San Gennaro, ridipintura di un affresco sottostante. Nella navata grande, nella nicchia di sinistra al lato del presbiterio, è custodita la statua lignea del Santo protettore, restaurata nel 1951 dal professore casertano Giuseppe Desiato. Nel petto della bellissima statua - in una cavità praticata da un provetto artigiano del luogo - è conservata la reliquia dell’osso dell’omero destro di San Marcello, reliquia donata nel 1684 alla Chiesa di Caturano, nella persona del parroco don Gennaro Antonio Stellato, dal Reverendo Dionisio Lapis, Abate del Cenobio di Santa Maria a Maiella dei Celestini di Capua. La donazione della reliquia alla chiesa è certamente da collegarsi al luogo del martirio avvenuto proprio nel casale di Caturano sotto il prefetto Agricolano. Preziosa è la pala d’altare, di forma rettangolare, inserita in una macchina lignea (di foggia neoclassica) con delle colonne avvolte in foglie di alloro e formelle (in legno dipinte) che decorano sia il timpano che la base. Nel timpano della pala è inserito un altro pannello dipinto raffigurante l’Eterno Padre benedicente. Al di sotto del quadro centrale vi è un altro pannello rappresentante una scena votiva.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione delle due navate è costituita da cotto napoletano, con inserti in marmo nuvolato Carrara e bardiglietto, con disegno. Questa nuova pavimentazione nel 2000 ha sostituito quella preesistente in marmo perlato. Le uniche pavimentazioni originali sono quelle del presbiterio della navata centrale, costituito da quadrelli in maiolica (le cosiddette “riggiole”) di vario colore e quelle del presbiterio della navatella costituito da cotto napoletano tipico della zona. Il pavimento dell’aula è a lastrico.
- soffitto
- Il soffitto è costituito da travi in ferro con voltine in mattoni forati, realizzato nel 1924. Il soffitto della nave grande è di legno fatto a cascioni quello della nave piccola è di fabbrica fatta a volta. Nella navata maggiore vi è il soffitto pittato con rose indorate nelle fondi e all'intorno. In mezzo al soffitto vi è un quadro grande con cornice indorata che rappresenta il Martirio del Glorioso San Marcello. La nave minore è fatta a lamia. Ambedue le navi sono coperte a tetto
- Coperture
- Il risanamento strutturale, effettuato negli anni 2002-2003, ha portato alla demolizione della preesistente copertura della navata grande e del soffitto in ferro e laterizio. La nuova copertura è stata realizzata con capriate lignee, tavolato, impermeabilizzazione e manto di tegole costituito da coppi e canali. È stato anche predisposto un adeguato sistema di incanalamento e smaltimento delle acque meteoriche. Sull’estradosso è stata apposta rete elettrosaldata ammorsata ai cordoli perimetrali.
- Presbiterio
- Sul fondo della navata vi è il presbiterio, di forma quadrata, sormontato da una grandiosa cupola in muratura. La pavimentazione è costituita da quadrelli in cotto smaltato della seconda metà del sec. XVIII. L’ultimo intervento di restauro, effettuato nel 2000-2003, ha messo a nudo l’altare maggiore rivelando gli elementi del ‘500 e del ‘800 fusi nell'unica struttura. Esso, di pregevole fattura, è di pietra ornato di stucco ben lavorato a vari colori marmorei; in mezzo il tabernacolo di fabbrica foderato di seta con portellino in legno. L'altare costituisce anche una partitura con il retroaltare del presbiterio, mediante degli architravi scolpiti e intarsiati alla stessa maniera dell’altare stesso. Dietro, una macchina lignea, di squisita fattura, incornicia la pala d’altare raffigurante l’Assunzione della Vergine Maria.
- Impianto planivolumetrico
- La chiesa è un corpo isolato con aggregazione orizzontale dell'aula e della sagrestia. In fondo alla navatella, sul presbiterio, vi è l’accesso ai locali di servizio della chiesa: piccoli locali ad uso di sacrestia e studio con servizi igienici. Una scala porta a dei locali-soppalco il cui soffitto è costituito da travi lignee e panconcelli. I volumi delle opere parrocchiali sorgono a sud del volume liturgico, aggregati ad L col campanile dal volume slanciato. L’impianto della chiesa è ad aula piana e rettangolare.
- Cappelle
- Alla sinistra della navata, che conduce all’abside, si apre una cappella feriale dedicata al SS. Corpo di Cristo. Essa ha dei sottarchi con fioroni di stucco al centro, volte e pareti scompartite in riquadri, cupola ovale. La decorazione della cappella sembra risalire alla seconda metà del Settecento e si può attribuire a maestranze di stuccatori allora attivi in provincia. Questa cappella è sormontata da una cupola più piccola di quella che sta sopra il presbiterio. Essa è chiusa dalla nave piccola con balaustra e cancelletto di ferro fuso ben lavorato. Qui si trova l’altare in ferro di moderna fattura; in quello più antico sono custodite le Specie eucaristiche. Risale al 1876 la tela che orna la parete di fondo, tela che reca la firma del pittore locale Salvatore Iannotta, restaurata nel 2012. In una teca, protetta da vetro, c’è la statua lignea di San Michele.
- Contesto
Notizie storiche
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- XIII (preesistenze intero bene)
- La fondazione della chiesa è databile intorno al XIII secolo così come riportato negli “Istrumenti del Monastero di San Giovanni di Capua”
- 1308 ‐ 1310 (prime notizie storiche intero bene)
- La chiesa certamente già esisteva negli anni 1308/1310. I documenti, infatti, riportano che essa, a quel tempo, era assoggettata al pagamento delle decime a favore della Diocesi di Capua.
- 1574 (riparazione intero bene)
- Nel 1574, essendo parroco don Pietro Perrino, s’intervenne sulla struttura per generalizzati lavori di riparazione dell’intero bene.
- 1684 (donazione reliquia interno)
- Nell’atto notarile del 23 maggio 1684 si legge che, in tale data, fu trasportata a Caturano, una reliquia del Santo proveniente da Capua (e, precisamente, dal Cenobio di S. Maria Maiella dei Celestini), dove era stata già trasportata dal cimitero dei SS. Callisto e Damiano in Roma. La reliquia dell’osso dell’omero destro di S. Marcello è custodita nel petto della statua lignea del Santo, attualmente situata nella nicchia di sinistra al lato del presbiterio.
- 1754 (riparazione intero bene)
- Furono necessari nuovi lavori di riparazione per salvare l’edificio dall’usura del tempo e degli agenti atmosferici.
- 1856 (restauro intero bene)
- Nel 1856 il parroco don Raffaele Migliozzi fece eseguire il restauro del frontespizio della chiesa, ornato da cornicioni e da stucchi, mentre il Comune di Macerata intervenne con cinquanta ducati per la riparazione della volta della navata maggiore. Risale al 1856 il dipinto (olio su tavola) raffigurante S. Marcello martire che si trova sopra il portale, in una nicchia.
- 1872 (ricostruzione interno)
- Fu ricostruita la volta della navata grande, volta a botte e mattoni, in sostituzione del vecchio soffitto in legno a cascioni. In occasione dei lavori alla volta, nel 1872, fu dipinto il grande affresco che rappresenta il Santo Protettore di Caturano.
- 1873 (sistemazione presbiterio interno)
- Fu messa in atto la riparazione delle lesioni nel presbiterio e nella Cappella del SS. Corpo di Cristo per assestamento del pilastro intermedio.
- 1885 (riparazione intero bene)
- Si resero necessari lavori per riparare le lesioni verificatesi sul frontespizio e sulla volta della navata grande.
- 1906 ( restauro interno)
- Datato 1906 è il restauro dell’altare maggiore che fu rivestito in marmo colorato.
- 1922 ‐ 1924 ( ricostruzione interno)
- In seguito al crollo della volta a botte della navata maggiore, essa fu ricostruita con soffitto piano in ferro e voltine di mattoni forati. Contemporaneamente fu eseguito il dipinto al centro del soffitto medesimo.
- 1924 ( restauro interno)
- L’affresco che rappresenta il Santo Protettore di Caturano fu restaurato nel 1924 ad opera del pittore Salvatore Iannotta.
- 1933 (consolidamento statico intero bene)
- Essendo parroco don Antimo Calmieri furono messi in atto notevoli interventi finalizzati al consolidamento statico della chiesa, della canonica e del campanile.
- 1938 (rifacimento esterno)
- Fu rifatto il manto di copertura della navata piccola con tegole alla marsigliese in sostituzione dei vecchi coppi e canali.
- 1945 ‐ 1946 (costruzione esterno)
- Nel 1945 fu costituito un apposito comitato per la raccolta dei fondi necessari alla sopraelevazione del campanile e alla sostituzione della campana grande. I lavori di costruzione del nuovo campanile, non contemplati all’epoca dell’edificazione della chiesa, furono ultimati nel 1946 con la costruzione del secondo piano e della cupola.
- 1946 (sistemazione interno)
- Nel 1946 l’atrio d’ingresso della navata grande divenne un antiporto di legno orchestra di fabbrica e anche di fabbrica divenne la scalinata di legno per accedere alla loggia cantoria a sostegno della quale furono anche costruiti i due laterali.
- 1951 (restauro interno)
- Nel 1951 il professore Giuseppe Desiato, da Caserta, eseguì lavori di restauro alla statua di San Marcello.
- 1975 ‐ 1976 (sostituzione pavimentazione interno)
- Fu necessario sostituire i pavimenti delle due navate - usurati dal tempo e dal calpestio - con lastre di marmo di tipo perlato.
- 1977 (riparazione intero bene)
- Nel 1977 furono eseguiti i seguenti lavori di sistemazione della struttura: rifatto il manto di copertura del tetto della navata maggiore con impiego di tegole alla marsigliese in sostituzione dei vecchi tegoloni di argilla; restaurato il frontespizio; trasformato il solaio in legno con incartata della sagrestia con solaio in c. a.; costruito ex novo un locale in muratura uso ufficio sagrestia; realizzata scala di collegamento con il sottotetto della sagrestia in cemento armato e del solaio della loggia cantoria in ferro.
- XXI (modifica strutturale esterno)
- Il piano di calpestio del sagrato fu abbassato portandolo alla quota stradale. Per permettere l’accesso all’interno della chiesa - il cui piano fu sopraelevato di circa un metro e mezzo - furono aggiunti alcuni gradini.
- 2002 ‐ 2003 (risanamento strutturale intero bene)
- Il risanamento strutturale, effettuato negli anni 2002-2003, interessò le seguenti zone: la cupola sull’abside e quella della navata laterale degradate a causa delle infiltrazioni delle acque meteoriche e di segni di cedimento strutturale di carattere localizzato; le volte della navata laterale mediante realizzazione di un guscio portante ancorato alle mura perimetrali; il solaio piano intermedio, preesistente, nella navata grande che versava in condizioni statiche e funzionali degradate.
- 2004 (consacrazione intero bene)
- Nel 20° anno di cura pastorale del parroco don Domenico Piccirillo la chiesa fu consacrata ufficialmente dall’arcivescovo S.E. mons. Bruno Schettino. Era il 19 febbraio 2004. Una lapide in marmo, in chiesa, riferisce l’evento.
- XIII (preesistenze intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (2004)
- Nel 2000 si è proceduto a realizzare una diversa geometria della parte presbiterale al fine di adeguare liturgicamente la chiesa, secondo quanto previsto dal Concilio Vaticano II. Non è stata, però, rimossa la pavimentazione in quadrelli di cotto smaltato del XVIII secolo. L’altare maggiore, situato nel presbiterio, è di pietra ornato di stucco ben lavorato a vari colori marmorei; in mezzo il tabernacolo di fabbrica, foderato di seta, ha portellino in legno. Nell'area presbiterale, il nuovo altare, centro per la comunità che celebra, è costituito da due blocchi squadrati di marmo bianco con inserti marmorei in grigio; essi sorreggono la mensa eucaristica anch'essa in marmo. Dello stesso stile e materiale è l’ambone, posizionato a destra dell’altare. Per amministrare il sacramento del Battesimo si utilizza un fonte battesimale mobile; quello antico, non più in uso, è in marmo e posto all'ingresso dell’aula liturgica. Lungo la parete della navata laterale si trovano i confessionali in legno. Le specie eucaristiche sono conservate nella Cappella feriale dedicata al SS. Corpo di Cristo.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (2004)
🕊️ Informazioni e immagine del giorno
| Popolazione: | CATURANO |
| Abitanti: | 4509 |
| Parroco: | REV. PIETRO RACHIERO |
| Telefono: | +39 0823 896419 |
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