(CAPUA) SANTI FILIPPO E GIACOMO

Índice
  1. ⏱️ A che ora sono le messe in SANTI FILIPPO E GIACOMO?
  2. ⛪Come posso trovare la chiesa?
  3. 🔎Chi è questa chiesa?
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🕊️ Immagine e dati del giorno

⏱️ A che ora sono le messe in SANTI FILIPPO E GIACOMO?

In questa pagina potrai consultare gli orari delle eucaristie all’interno della messa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giornate, sia nei giornate lavorative, i giorni di festa o le giorni antecedenti una festività.

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⛪Come posso trovare la chiesa?

Se vuoi riferimenti per trovare la chiesa, qui sotto potrai trovare la mappa insieme a riferimenti per rendere facile arrivare a questo luogo.

🔎Chi è questa chiesa?

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo

  • La chiesa (ed il complesso) di San Benedetto, oggi intitolata all’Immacolata, è tra i più antichi impianti religiosi della città di Capua. Un'epigrafe data la fondazione della Chiesa del Convento di San Benedetto nell'anno 1084 per opera dell'abate Desiderio di Montecassino, ma sicuramente le sue origini sono antecedenti a tale data. Infatti racconta Granata che i monaci cassinesi furono invitati a ripararsi in Capua da Giovanni, arcidiacono della Cattedrale nel 915 ponendo la loro dimora nel monastero presso la porta detta di Sant’Angelo, già occupato da “una piccola chiesa”. La chiesa, riedificata dall’abate Desiderio, fu consacrata dai Frati Benedettini nel 1108. Essa fu ristrutturata a partire dal 1602 quando il cardinale Roberto Bellarmino divenne Arcivescovo a Capua, ma la vera trasformazione della struttura fu messa in atto dai Gesuiti nel 1611. Un nuovo ampliamento si ebbe tra la fine del seicento e gli inizi del settecento; i lavori di restauro, invece, vennero effettuati dal 1734 al 1740. Nel 1904 la chiesa fu dedicata alla Vergine Immacolata così come si legge nell’epigrafe situata sul portale d’ingresso. L’accesso, mediante un tamburo di ferro, legno e vetro immette direttamente nella navata centrale. Entrando, ci si trova di fronte un edificio a pianta basilicale; con la grande navata centrale, è separata da quelle laterali da 18 colonne di spoglio, in granito e cipollino; le due navate laterali sono coperte da volte a crociera ad imposta rialzata. Dell’impianto originale si conserva la pavimentazione del presbiterio, in tarsia di marmi antichi del XII secolo, con grandi rosoni in commesso marmoreo. Internamente si ammirano pochi frammenti di affreschi medievali e statue a carattere devozionale. La torre campanaria presenta una caratteristica bifora coeva al campanile della Cattedrale di Capua.

    • Impianto strutturale
      • La struttura è in muratura portante in mattoni di laterizio. I cavi sono inglobati nella muratura e disposti in senso trasversale all'intradosso.
    • Volta
      • Il cornicione superiore, più aggettante, determina l’imposta della volta a botte posta a copertura della navata centrale. Essa risulta essere in mattoni pieni con unghie in corrispondenza delle aperture. Per le navate laterali, invece, la copertura per ogni campata è realizzata con volte a crociera ad imposta rialzata in muratura portante. La stessa presenta delle decorazioni in stucco fortemente arricchite da fregi, festoni e modanature.
    • Facciata
      • L’accesso alla chiesa avviene mediante un pronao voltato a vela, posto tra il portale d’entrata e la zona dell’ampio sacrato esterno alla chiesa. La facciata è articolata in un corpo centrale leggermente aggettante; sul lato sinistro un muro congiunge la chiesa e il campanile. La parte centrale è suddivisa in due fasce orizzontali delineate da paraste con capitelli corinzi, sovrapposte da un cornicione. La facciata è coronata da un semplice frontone triangolare sulla cui sommità si erge una torretta che sorregge la croce in ferro. L’apertura sul sagrato, adorna di un arco, è sovrastato da un bassorilievo incorniciato da una modanatura in stucco. Nel corpo laterale viene ripetuta la decorazione dell'ordine minore centrale. A sinistra si erge il campanile, una torre a pianta quadrata, impostato su tre ordini orizzontali. Quattro gradini in pietra calcare consentono l’accesso al portale d’ingresso delineato da una cornice in marmo. Sovrastante il portale, sul muro un’iscrizione recita: “Deiparae sine labe conceptae anno MCMIV”. Lungo il perimetro della facciata si sviluppa l’alta zoccolatura in pietra calcare.
    • Interno
      • La chiesa ha un impianto a tre navate: una centrale e due laterali. La separazione tra la navata centrale e le due navate laterali è evidenziata da una serie di colonne. Dell’impianto primitivo resta l’invaso basilicale, con la grande navata centrale a colonne (9 per lato) in granito e cipollino, di cui le due ultime addossate all’abside, scanalate e strigilate, con capitelli corinzi di età imperiale, parzialmente ravvivati con l’uso del trapano. Le colonne sono poste su un basamento in pietra con gola e toro. La parete sovrastante doveva avere una sequenza di alte monofore in luogo delle alterne finestre attuali; una delle finestre originarie si riconosce nel sottotetto. Sul portale d’entrata si eleva l’elegante cantoria chiusa da balaustra decorata da colonnine in gesso. Internamente la chiesa si presenta molto decorata essendo oggi visibile il solo stile barocco, si mostra ricca di fregi e modanature in stucco, con notevoli aggetti che ne determinano una forte plasticità architettonica. L’abside semicircolare è delineata da paraste con capitelli corinzi
    • Campanile
      • La torre campanaria a pianta rettangolare, impostata su tre ordini orizzontali, è posizionata sul fianco sinistro della chiesa, in corrispondenza della seconda campata. Nel secondo ordine è presente una feritoia per lato, nel terzo si aprono bifore inframezzate da colonne in pietra. Interamente in laterizio, la cella campanaria è caratterizzata da bifora che lascia intravedere le campane. La torre presenta un’incorniciatura alla sommità, completata da una corona di merli.
    • Presbiterio
      • La navata centrale termina con l’area presbiteriale absidata rialzata di un gradino rispetto all’aula liturgica e separata visivamente da un arco trionfale a tutto sesto. L’altare, secondo le più recenti indicazioni liturgiche, è posizionato al dentro del presbiterio; esso è in marmo, antico per fattura e per materiale. La copertura del presbiterio presentava la volta ad incannucciata, crollata in seguito al terremoto del 1980.
    • Elementi decorativi
      • La chiesa conserva alcuni dipinti di qualche interesse, anche se prevalentemente devozionali. Decorano il tempio santi in cornice ovali (nella cantoria), un crocifisso della metà del Cinquecento su tavola, resti di affreschi medievali dell’undicesimo secolo. Caratteristici marmi antichi in commesso marmoreo, il cosiddetto tessellatum, adornano la zona del presbiterio. Alcuni pannelli tassellati dell’antico impianto murale di Capua si ammirano accanto ai finestroni che si aprono nella zona alta delle navate laterali.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • La traccia più significativa dell’impianto cassinese, in linea con l’ornamentazione promossa da Desiderio per la nuova chiesa, è costituita dalla pavimentazione del presbiterio a grandi rosoni in commesso marmoreo (tessellatum), di marmi antichi. La navata, invece, presenta una pavimentazione in mattonelle rettangolari di marmo, disposte a spina di pesce sui toni del grigio chiaro con fughe bianche che delimitano alcune zone della chiesa, come quelle a cerchi concentrici in prossimità del presbiterio.

Notizie storiche


    • I (preesistenze intero bene)
      • Giovanni, arcidiacono della chiesa metropolitana di Capua, ebbe dall'abate Godelperto un terreno presso la porta di Sant’Angelo dove sorgeva una piccola chiesa. Qui, pensò di edificare un tempio in onore di S. Benedetto, convincendo 50 monaci a vivere con lui.
    • 915 (cambio destinazione d'uso intero bene)
      • Nell'anno 915 il complesso divenne dimora dei monaci cassinesi di Teano costretti a lasciare il loro convento distrutto da un incendio.
    • 1084 (datazione fondazione intero bene)
      • Un'epigrafe, riportata dal Granata, riferisce che la fondazione della nuova Chiesa (e del Convento) di San Benedetto risale all'anno 1084 per opera dell'abate Desiderio di Montecassino
    • 1108 (ristrutturazione intero bene)
      • La chiesa fu ricostruita ex novo dall’abate Odorisio e consacrata dai Frati Benedettini nel 1108.
    • XIII (cambio destinazione d'uso intero bene)
      • All'inizio del XIII secolo i monaci lasciarono Capua e l'abbazia divenne commendataria, cioè governata da un responsabile nominato di volta in volta dal Papa.
    • 1602 (ristrutturazione intero bene)
      • La chiesa fu ristrutturata quasi del tutto a partire dal 1602.
    • 1612 (consacrazione intero bene)
      • Per interessamento del Card. Roberto Bellarmino, nel 1612 arrivarono i Gesuiti a Capua i quali consacrarono la chiesa ai Santi Francesco Saverio ed Ignazio di Lojola. Ai Gesuiti si deve l’ampliamento del monastero, la realizzazione dell'elegante cantoria e la copertura con la volta ad incannucciata
    • 1632 (ampliamento intero bene)
      • La struttura fu ampliata nel 1632.
    • 1734 ‐ 1740 (restauro intero bene)
      • Nel corso del Settecento vennero ancora effettuati lavori di restauro all'interno e all'esterno della Chiesa.
    • 1904 (dedicazione intero bene)
      • Dopo un lungo periodo di decadimento la chiesa, grazie all'interessamento del vescovo capuano Antonino Centore, fu restaurata, riaperta al culto l'8 dicembre del 1904 e dedicata all'Immacolata Concezione.
    • 1927 (affidamento intero bene)
      • Nel 1927, dopo un ventennio di gestione dei gesuiti, la chiesa fu affidata al parroco don Leopoldo Valletta su invito del Card. Capecelatro.
    • 1940 (affidamento intero bene)
      • Nel 1940 mons. Salvatore Baccarini affidò ai Cappuccini la cura pastorale della Parrocchia.
    • 1980 (restauro intero bene)
      • Il terremoto del 1980 danneggiò seriamente la chiesa per cui furono necessari lavori generalizzati di restauro e di consolidamento della struttura.
    • 1987 (riconoscimento diocesano intero bene)
      • Nel 1987 i Cappuccini lasciarono chiesa e convento; l’intero complesso ritornò all’Arcidiocesi di Capua. La Parrocchia fu affidata prima a don Rosario Ventriglia e dal 1996 a don Giovanni Branco.
    • 976 (prime tracce intero bene)
      • Da un decreto di Pandolfo dell’anno 967 risulta che la chiesa (ed il complesso) di San Benedetto si trovava all’interno della città di Capua; il muro perimetrale della città la separava da corso Gran Priorato di Malta.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (1970)
      • In seguito alla Riforma Liturgica del 1963 è stato sostituito l'altare preconciliare con uno in marmo bianco. Nello stesso stile è l'ambone, posizionato a sinistra dell'altare. A destra dell’ingresso c’è il fonte battesimale in marmo. Di fronte, il confessionale in legno, di antica fattura. Sul lato destro, incassata nel muro, si trova la custodia del SS. Sacramento.

🕊️ Immagine e dati del giorno







Popolazione:CAPUA
Abitanti:1500
Parroco:REV. MARIANO SIGNORE
Telefono:+39 0823 961090
Sito Web:http://www.parrocchiasantifilippoegiacomo.it/
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