(LICODIA EUBEA) S. MARGHERITA

📍 P.ZZA VITTORIO EMANUELE (LICODIA EUBEA), LICODIA EUBEA - 95040 (CT)
⌛ Consulta l’orario delle Messe in S. MARGHERITA
In questa pagina potrai vedere gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni lavorativi, i giorni di festa o le vespri festivi.
Oggi Venerdì 18 settembre 2026, l'orario della messa è: 18:30
| Lunedì | 18:30 |
|---|---|
| Martedì | 18:30 |
| Mercoledì | 18:30 |
| Giovedì | 18:30 |
| Venerdì | 18:30 |
| Sabato | 18:30 |
| Domenica | 10:30, 19:00 |
⛪Qual è la posizione della chiesa?
Se hai bisogno orientamento per arrivare a la chiesa, qui sotto potrai vedere la mappa insieme a indicazioni per rendere semplicissimo accedere a questo sito.
🔎Dettagli della parrocchia
Descrizione
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Tipologia
basilica
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Santa Margherita
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La Chiesa madre di Santa Margherita si colloca nella parte sud occidentale della città di Licodia Eubea, ai piedi del castello medievale della famiglia Santapau. La chiesa presenta una impostazione planimetrica basilicale a tre navate, con terminazione absidale di pianta rettangolare in testa alla navata centrale; accanto alla quale è collocato il campanile, unico elemento che interrompe la simmetria dell’impianto planimetrico dell'edificio.
Alla navata centrale si affiancano le navate laterali, che presentano la medesima suddivisione in sei sezioni della navata centrale, ed in testa una cappella per lato. La navata centrale è coperta da un volta a botte con unghie di raccordo alle finestre poste nel secondo registro. La volta è costituita da una struttura lignea che sostiene un apparato in canne e gesso rifinito a stucco. L’abside è coperto da una calotta disposta su pennacchi costruita con la stessa tecnica della navata centrale. La chiesa si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele sopra un rilevante podio costituito dal sagrato, realizzato mediante una sottostruttura muraria, e caratterizzato dal profilo mistilineo definito da una balaustra in pietra, a cui si accede da un ingresso posto sul lato sinistro della chiesa. La facciata della chiesa è costituita da una quinta scenografica a due ordini sovrapposti, di cui quello superiore rimasto incompleto. -
- aula
- La Chiesa presenta una impostazione planimetrica basilicale a tre navate, con terminazione absidale di pianta rettangolare in testa alla navata centrale. La navata si sviluppa su due registri sovrapposti, sostenuti da pilastri con piedistalli in pietra, che risultano collegati tra loro da arcate a tutto sesto. Alla navata centrale si affiancano le navate laterali, che presentano la medesima suddivisione in sei sezioni della navata centrale, ed in testa, una cappella per lato: a sinistra la cappella dedicata a Santa Margherita, a destra la cappella dedicata a Sant’Antonio Abate, in cui è collocata la statua che raffigura il santo, realizzata nel 1617 da Giovanni Battista Galone. Alle navate laterali si accosta simmetricamente per ogni lato un’ampia cappella che si accosta alla quarta sezione: nel lato sinistro la cappella dedicata al SS. Sacramento, nel lato destro la cappella dedicata all’Addolorata. La zona presbiteriale della chiesa è costituita da un’ abside di pianta rettangolare accanto al quale è collocato il campanile unico elemento che interrompe la simmetria dell’impianto planimetrico dell'edificio. La navata centrale è coperta da un volta a botte con unghie di raccordo alle finestre poste nel secondo registro. La volta è costituita da una struttura lignea che sostiene un apparato in canne e gesso rifinito a stucco. L’abside è coperto da una calotta disposta su pennacchi costruita con la stessa tecnica della navata centrale. L’intero ambiente è proporzionato dall’ordine architettonico di stile corinzio che si rivela con elementi dal lieve aggetto. Gli stucchi che decorano l’intera navata sono attribuiti dallo storico Giuseppe Orrigo all’artista di Licodia Eubea Giuseppe Blanco. La pavimentazione di recente fattura è realizzata in marmo. La balaustra originale in marmo che delimitava la zona presbiteriale venne demolita in seguito ad una errata interpretazione delle disposizioni del Concilio Vaticano II. L’impostazione degli altari disposti nelle navate laterali sottolinea la simmetria generale dell’impianto planimetrico dell’edificio, così nella terza e quinta sezione di queste sono collocati altari con evidenti affinità morfologiche generali costituiti da un basamento marmoreo e da uno alzato con colonne tortili libere e frontone costituito da una cornice mistilinea in cui è collocato un affresco: pertanto nella navata di sinistra nella terza sezione si trova l’altare della Madonna di Lourdes e nella quinta sezione l’altare con la statua in marmo del Sacro cuore di Gesù. Tra la quarta e la quinta arcata del lato sinistro è collocato un pulpito ligneo con dossello di copertura a bulbo. Sopra il portale d’accesso alla chiesa si colloca la grande cantoria sorretta da due pilastri dove è posto il grande organo a canne di pregevole fattura ascrivibile al XVIII secolo. In prossimità dell’ingresso è collocato il battistero di pietra sormontato da un dossello. Nella Chiesa viene custodita la statua di cartapesta del Cristo nell’urna, che durante la Settimana Santa, viene portata in processione il venerdì; tra i dipinti sono conservati un San Michele arcangelo di fattura antecedente al 1632 attribuito al pittore di Licodia Eubea Mariano Gusmano, e una tela raffigurante San Benedetto benedicente le sante Scolastica e Flavia firmata e datata: «Marianus Gusmano pingebat 1651.» Nella chiesa sono custodite due lapidi che ricordano la traslazione e la tumulazione delle spoglie mortali del munifico canonico D. Martino La Russa.
- presbiterio
- La zona presbiteriale della chiesa è costituita da un’ abside di pianta rettangolare affiancato da due cappelle, a sinistra la cappella dedicata a Santa Margherita, a destra la cappella dedicata a Sant’Antonio Abate, in cui è collocata la statua che raffigura il santo, realizzata nel 1617 da Giovanni Battista Galone. Accanto al lato sinistro dell’abside è collocato il campanile unico elemento che interrompe la simmetria dell’impianto planimetrico della chiesa. L’abside è coperto da una calotta disposta su pennacchi nei quali si trovano quattro dipinti che raffigurano i quattro padri della chiesa; la calotta è costruita con la stessa tecnica della navata centrale. La balaustra originale in marmo che delimitava la zona presbiteriale venne demolita in seguito ad una errata interpretazione delle disposizioni del Concilio Vaticano II. Il presbiterio, che si sopraeleva su quattro gradini rispetto alla navata circostante, conserva l’antico altare maggiore di marmo policromo sormontato da un pregevole tabernacolo e da una macchinetta scenografica d’architettura con colonne binate, sopra il cui timpano è collocata la statua del Cristo glorioso in legno realizzata dall’artista Vincenzo Demetz da Ortisei. Il presbiterio è completato da un altare con ambone di marmo realizzato insieme al pavimento dai fratelli Giacomo e Lucio Alberghina da Caltagirone.
- prospetto
- La chiesa si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele sopra un rilevante podio costituito dal sagrato, realizzato mediante una sottostruttura muraria, e caratterizzato dal profilo mistilineo definito da una balaustra in pietra, a cui si accede da un ingresso posto sul lato sinistro della chiesa. La costruzione di questa struttura fu resa necessaria nel 1893 per raccordare i rilevanti dislivelli esistenti resi impraticabili dall’ulteriore abbassamento del piano antistante alla chiesa concretizzato dalla costruzione della strada Pantaleo Chiaramonte; la soluzione con uno scalone scenografico, venne progettata dall’ingegnere di Licodia Antonino Astuto. La facciata della chiesa è costituita da una quinta scenografica a due ordini sovrapposti, di cui quello superiore rimasto incompleto. Il registro inferiore, realizzato con le proporzioni dell’ordine corinzio, rivela l’impostazione planimetrica dell’aula retrostante suddivisa in tre navate, mostrando i tre portali d’accesso. Il portale centrale realizzato come i due laterali in pietra ad intagli, presenta colonne binate, timpano spezzato e caratteristiche morfologiche simili ai portali realizzati dall’architetto scultore Andrea Amato da Messina per la chiesa del Gesù di Caltagirone e per la chiesa Matrice di Grammichele. Ai lati del portale principale sono inoltre disposte simmetricamente due nicchie. Una prominente trabeazione corona il primo ordine architettonico, il cui registro superiore è rimasto privo dell’apparato decorativo in pietra, sono rimasti invece a vista l’apparecchio murario portante in pietra arenaria rotta con alcuni elementi disposti in rilievo per garantire uno stabile ancoraggio alla quinta in pietra non realizzata.
- aula
Notizie storiche
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- 1583 ‐ XVI (rendita annuale antica chiesa)
- Il documento più antico riguardante la Matrice chiesa di Santa Margherita viene custodito nell'archivio parrocchiale, si tratta del testamento del canonico della Cattedrale di Siracusa don Martino La Russa datato 1583, che nominò la chiesa di S. Margherita sua erede universale della somma di oltre mille scudi di rendita annuale, con l'obbligo di istituire opere di beneficenza.
- 1621 ‐ XVII (Lexicon topographicum Siculum antica chiesa)
- Secondo quanto riportato dall’Abate catanese Vito Amico nella sua opera “Lexicon topographicum Siculum” edita a Palermo tra 1757 e 1760, « nel 1621, annuendo il vescovo di Siracusa, il tempio di S. Margherita V., Patrona singolare degli abitanti, costruito in mezzo alla piazza magnificamente, meritò l’onore di Maggiore.»
- 1693 ‐ XVII (distruzione parziale terremoto 1693 antica chiesa)
- La chiesa venne danneggiata dal terremoto del 1693, rimase in piedi una porzione oggi riconoscibile nella parte terminale della navata laterale destra dove oggi si colloca la cappella dedicata a Sant’Antonio abate. La chiesa venne ricostruita negli anni seguenti.
- 1718 ‐ XVIII (ricostruzione attaule chiesa)
- Nel 1718 i lavori per la ricostruzione procedevano lentamente, erano state completate le strutture murarie delle navate di cui ancora mancavano le strutture di copertura. La spesa per i lavori di muratura per legname, pietra, tiranti, canne, gesso, ammontava a onze 177; per la pietra ed i pilastri d’intaglio e per gli scalpellini intagliatori vennero computate 157 onze e 23 tarì. Nel mese di marzo del 1718 vennero valutate le offerte presentate da mastro Bonaventura Bobeo da Caltagirone e da mastro Michelangelo Narbone. In aprile presentarono la propria offerta i mastri muratori Francesco Tasca da Caltagirone e Angelo Vacirca.
- 1738 ‐ XVIII (comletamento lavori ricostruzione attaule chiesa)
- La chiesa venne inaugurata nel 1738, dal Vescovo di Siracusa Matteo Trigona in occasione della sua seconda visita generale, con la benedizione delle tre campane. Venne nominato un arbitro di riconosciuta competenza che valutando il progetto di un architetto valutò le spese necessarie alla costruzione delle coperture.
- 1867 ‐ XIX (ordinanza chiusura chiese di Licodia Eubea attuale chiesa)
- Nell’estate del 1867 in seguito alla epidemia colerica che si era diffusa a Licodia ed in altre città vicine come Caltagirone, si deliberò di proibire funzioni religiose e feste nelle chiese, la chiesa matrice rimase l’unica accessibile ai fedeli. Al parroco venne imposto di celebrare le funzioni religiose ordinarie con le porte dell’edificio aperte.
- 1893 ‐ XIX (scalinata sagrato attuale chiesa)
- Nel 1893, la costruzione della strada Pantaleo Chiaramonte rese necessario abbassare il livello del piano di calpestio dell’attuale corso Umberto per raccordarlo al nuovo livello di questa, quindi si modificò la piazza e si antepose alla chiesa una gradinata che venne progettata dall’ingegnere di Licodia Antonino Astuto.
- 1990 ‐ 1992 (consolidamento e restauro tetto e campanile attuale chiesa)
- Restauri dei tetti consolidamento del prospetto del campanile e del sagrato eseguiti con i fondi economici dell’Assessorato Regionale ai Beni culturali.
- 1998 ‐ XX (decorazioni interne attuale chiesa)
- Nel 1998, nella cappella dell’Addolorata, vennero eseguiti dal prof. Luigi Gismondo da Grammichele pannelli ceramici che raffigurano i sette dolori, insieme ad un nuovo pavimento.
- 1583 ‐ XVI (rendita annuale antica chiesa)
Adeguamento liturgico
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- altare ‐ aggiunta arredo (1970)
- L'altare di forma rettangolare è stato posto in posizione assiale, esso è realizzato in marmo bianco con inserti in marmo venato rosa, la mensa rettangolare poggia su due pilastrini.
- ambone ‐ aggiunta arredo (1970)
- L'ambone di forme geometriche semplici, è stato realizzato in marmo bianco con inserti in marmo venato rosa, esso è posto sul lato sinistro guardando dall'aula.
- altare ‐ aggiunta arredo (1970)
📿 Istantanea e informazioni del giorno
| Popolazione: | LICODIA EUBEA |
| Abitanti: | 1100 |
| Parroco: | REV. GAETANO FABIO RANDELLO |
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