(CREMONA) SANTI CLEMENTE E IMERIO

📍 VIA REALDO COLOMBO 6 (CREMONA), CREMONA - 26100 (CR)
⏳ Orario delle Messe in SANTI CLEMENTE E IMERIO
In questa pagina potrai vedere gli orari delle messe all’interno della messa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni lavorativi, i festivi o le giorni antecedenti una festività.
Oggi Martedì 15 settembre 2026, l'orario della messa è: 18:30
| Lunedì | 18:30 |
|---|---|
| Martedì | 18:30 |
| Mercoledì | 18:30 |
| Giovedì | 18:30 |
| Venerdì | 18:30 |
| Sabato | Orario non disponibile |
| Domenica | 09:00, 18:30 |
🛐Qual è la posizione della chiesa?
Se hai bisogno riferimenti per trovare la messa, qui sotto potrai trovare la mappa insieme a riferimenti per rendere facile giungere a questo luogo.
📖Approfondimento sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Sant'Imerio
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La facciata della chiesa è in laterizio grezzo. Decisamente imponente, vista anche la ridotta dimensione della via Aporti, dai lineamenti semplici che delineano il profilo a salienti. Ha come riferimento un unico asse centrale, corrispondente all'apertura del portale e alla soprastante finestra. Non sono presenti in facciata raffigurazioni né statue sacre. All'interno lo spazio è costituito da una navata unica, divisa in tre campate, con piccoli vani che accolgono le cappelle laterali.
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- Pianta
- La chiesa è costituita da un’unica navata centrale, a tre campate con piccoli vani sulle pareti che accolgono in totale sei cappelle, tre per lato. Ai lati del presbiterio si accede, entrando nelle cappelle, alla sagrestia a sinistra e alla Sala Santa Teresa a destra.
- Struttura
- La struttura della chiesa è regolare. Si accede alla stessa dal marciapiede della via Aporti in quanto il sagrato, vista la dimensione ridotta della via, è praticamente inesistente. Si raggiunge la quota dell’aula attraverso tre gradini: si entra prima in una bussola in legno che funge da ingresso e subito dopo nella navata principale. La navata e il presbiterio sono coperti da volta a botte, in muratura di laterizio sostenuta da sette pilastri per lato, sei dei quali appaiati, ritmati partendo dalla controfacciata fino al presbiterio. La struttura è interamente in muratura.
- Pavimenti e pavimentazioni
- I pavimenti di tutti gli ambienti sono in marmo Botticino, ad eccezione del corridoio centrale dell’aula che ha, in aggiunta, una tarsia decorativa di colore rosa. La zona del presbiterio è interamente in marmo color rosa. La pavimentazione della sagrestia invece è in cotto.
- Coperture
- La copertura si presenta in un’unica tipologia per tutta la chiesa: volta a botte sia per la parte sovrastante l'aula fedeli, sia per il presbiterio, la cui copertura è però più bassa rispetto al tetto dell’assemblea. La struttura del tetto è costituita da orditura primaria e secondaria in travi e travetti di legno, tavolato in assito grezzo di legno con soprastanti fogli di polietilene, pannelli in polistirene ad alta densità interposti ai listoni su cui sono fissate mediante viti di ancoraggio lastre in fibrocemento (onduline). Il manto di copertura è in coppi di recupero posati in doppio strato.
- Elementi decorativi
- Fra le opere d'arte che ne costituiscono l'arredo, si segnalano tre pale d'altare. La prima posizionata nella prima cappella a destra di Giovanni Battista Natali (1654) rappresentante la Madonna col Bambino e S. Antonio da Padova elaborata su di uno schema iconografico controriformista. La seconda, posizionata nella terza cappella di destra, e anche la più celebre, “Il Riposo nella fuga in Egitto”, una delle opere più significative di Luigi Miradori detto il Genovesino (1651) che interpreta l'episodio sacro con schietta ispirazione naturalistica, sottolineata dal tenero realismo delle giocose carnosità infantili (si dice che negli angeli il pittore abbia ritratto i propri figli). L’architettura classica ripresa sullo sfondo mostra l’antefatto della narrazione, ovvero la strage degli innocenti che obbliga la Sacra Famiglia a fuggire nel deserto. Durante il riposo, schiere di angeli si affrettano a portare cibo ai protagonisti della storia mentre Giuseppe, stranamente in posizione centrale, veglia sulla donna con il Bambino in grembo che già anticipano nella loro posa, l’abbraccio dei due dopo la deposizione della croce. La terza, posizionata nella terza cappella di sinistra, opera di Angelo Massarotti (seconda metà del XVII secolo) rappresentante S. Teresa d'Avila in preghiera. L’opera raffigura la santa portata sulle nubi dagli angeli mentre rivolge la sua preghiera a Maria affinché la citta di Cremona possa essere liberata dall’assedio dell’esercito gallo-sardo che restò in queste terre per 86 giorni nel 1648. A testimoniare l’evento storico, il Massarotti dipinge un realistico scorcio di Cremona ai piedi della santa perché l’intera città possa essere posta sotto la protezione della santa carmelitana e della Vergine Maria. Interessante è anche l’immagine di San Giovanni della Croce, posizionata nella prima cappella di sinistra, opera di Roberto de Longe, che rappresenta il santo che predica alla folla. Nel presbiterio, proprio sopra all’antico altare, si innalza la Vergine Assunta e santi, opera firmata da B. Caffi. La pala mostra la Vergine nella gloria dei cieli avvolta da luce divina. E’ accompagnata a sinistra da Sant’Imerio in abiti vescovili mentre tiene le chiavi in mano e a sinistra San Girolamo scrivente, riconoscibile anche dalla presenza del leone, e santa Margherita. Ai piedi dei personaggi una veduta di Cremona simboleggia l’oggetto di preghiera e di protezione dei santi raffigurati. Da evidenziare inoltre la sagrestia, dotata di un complesso di mobili in legno di noce perfettamente adattato alle strutture dell’ambiente dal sobrio disegno d’impronta classicheggiante (inizio sec. XVII).
- Pianta
Notizie storiche
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- 1606 (posa prima pietra carattere generale)
- Viene posata la prima pietra della chiesa, progettata da Francesco Bigallo detto il Fontanella, in data 13 luglio 1606. Eretta insieme all'attiguo convento (solo in parte oggi esistente) per accogliere l'ordine riformato dei Carmelitani Scalzi. Promotore dell'impresa fu il nobile Cesare Vidoni, sostenuto nell'opera dal Vescovo Cesare Speciano, favorevole all'introduzione nella diocesi di Ordini e Congregazioni dallo spirito riformato.
- 1612 (dedicazione carattere generale)
- In data 16 luglio 1612 la chiesa fu dedicata col titolo a S. Imerio dal Vescovo G. Battista Brivio.
- 1805 (soppressione ordine carattere generale)
- La presenza dei Carmelitani Scalzi durò a S. Imerio fino al 1805, anno delle leggi di soppressione ed eversione napoleonica. La chiesa fu assegnata come sussidiaria alla vicina parrocchia di S. Clemente; il convento fu in parte adattato come abitazione per i sacerdoti e in parte venduto.
- 1806 (assegnazione fedeli carattere generale)
- Fu assegnata alla chiesa di S. Imerio la cura delle anime di S. Clemente alla quale erano state assoggettate altre parrocchie.
- 1896 (decorazione presbiterio presbiterio)
- Decorazione del presbiterio ad opera dei pittori Stella, Formentini e Gamba.
- 1911 (decorazione navata)
- Decorazione della navata da parte dei pittori Ferruccio Rossi e Tancredi Venturini.
- 1992 ‐ 2002 (restauro superfici interne)
- Restauro pittorico degli interni della chiesa, realizzato a lotti da parte della ditta Rizzi Restauri.
- 2004 (manutenzione ordinaria coperture)
- Manutenzione ordinaria del tetto attraverso il ripasso della copertura e sostituzione degli elementi di piccola e media orditura deteriorati e sistemazione delle scossaline.
- 2008 (rifacimento impianto illuminazione interno chiesa)
- Nel 2008 viene rifatto l'impianto di illuminazione interno.
- 1606 (posa prima pietra carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- altare ‐ intervento strutturale (1991)
- Realizzato nel 1991 su richiesta del parroco Don Albino Aglio dallo scultore Mario Toffetti. Altare fisso realizzato completamente in marmo chiaro. La forma dell’altare toffettiano è singolare e innovativa: la mensa presenta sulla facciata una scena del Nuovo Testamento, con in primo piano il Cristo tra quattro figure maschili. La scena non è un episodio aggiunto al manufatto, ma ne costituisce e ne condiziona la struttura, inserita in un gioco di volute che movimenta il marmo. Rialzato di un gradino rispetto al resto del presbiterio-.
- ambone ‐ intervento strutturale (1991)
- Anch'esso realizzato nel 1991 su richiesta del parroco Don Albino Aglio realizzato dallo scultore Mario Toffetti. Interamente in marmo chiaro come l’altare, anch’esso fisso, è posizionato sulla sinistra del presbiterio, sullo stesso livello della sede, quindi ad una quota inferiore dell’altare corrispondente ad un gradino. Anch’esso sulla facciata richiama una scena del Nuovo Testamento, con in primo piano il Cristo tra due figure maschili, inserita tra il gioco di volute che movimenta il marmo.
- cattedra ‐ aggiunta arredo (1991)
- Sede mobile, ottocentesca, interamente in legno, in parte dorata, con seduta e schienale imbottiti e rivestiti in velluto rosso. E’ posizionata sulla destra del presbiterio, sullo stesso livello dell’ambone.
- altare ‐ intervento strutturale (1991)
🕊️ Informazioni e immagine del giorno
| Popolazione: | CREMONA |
| Abitanti: | 4483 |
| Parroco: | REV. GIANPAOLO MACCAGNI |
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