(CROTONE) S. CHIARA

Índice
  1. 🕰️ Orario delle Messe in S. CHIARA
  2. 🛐Come arrivare alla chiesa?
  3. 📝Storia e dettagli della chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. ✝️ Foto e informazioni giornaliere

🕰️ Orario delle Messe in S. CHIARA

In questa pagina potrai guardare gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giornate, sia nei giornate lavorative, i giorni di festa o le giorni antecedenti una festività.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

🛐Come arrivare alla chiesa?

Se cerchi orientamento per trovare la chiesa, più in basso potrai vedere la piantina insieme a segnalazioni per non avere alcuna difficoltà a accedere a questo luogo.

📝Storia e dettagli della chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di Santa Chiara

  • Attraverso i secoli, la Chiesa fu ampliata e restaurata, fino a raggiungere la forma attuale, per cui si ama definirla "Bomboniera di Crotone", per eleganza delle linee, gli elementi decorativi e l'armonia dei colori. Essa fu terminata e consacrata dal Vescovo di Crotone G. Capocchiani il 31 Ottobre 1774.

    La facciata si articola in tre registri, divisi da soli elementi decorativi. Il portale in stile classico-baroccheggiante, presenta due lesene poggianti su un alto plinto, con capitello dorico, sormontate da una trabeazione dello stesso stile. Sopra di essa, vi sono due volute inginocchiate, al centro delle quali è collocata una piccola edicola che raccoglie la statua di Santa Chiara. Il secondo ordine è evidenziato da finte colonne chiare, ottenute con la tecnica a graffio. Nel terzo registro si aprono due finestre e il rosone centrale con una forma che richiama la valva di conchiglia, il tutto sormontato da un timpano. ul lato destro troviamo il pulpito ligneo del 1700 che sovrasta la porta della sacrestia. All'interno del pulpito è conservato un bellissimo organo a canne, racchiuso in un armadio a sportello, riccamente dipinto sia all'interno che all'esterno. Sullo sportello sinistro è dipinta la figura di Santa Chiara, mentre su quello destro Santa Cecilia, intenta a suonare l'organo. L'armadio è sormontato da una cimasa dorata, recante lo stemma della famiglia Lucifero, offerto da Suor Cecilia, membro di questa famiglia nobile. In basso sugli sportelli si nota l'iscrizione "Thomas De Martino Neapolitanus Regiae Cappellae Suae maiestatis organarius fecit anno Domini 1753". Nella zona Presbiterale in alto vi è la cupola, nascosta nel tiburio. Questo elemento architettonico è costituito da: una parte finestrelle (il tamburo) che illumina il Presbiterio, un'altra parte accessibile detta "Belvedere", dal quale si può ammirare un suggestivo panorama della Città di Crotone.

    Nella zona Presbiterale è posto un altare costituito da marmi policromi, fiancheggiato da putti marmorei. Esso è opera di una scuola calabrese, sul cui pavimento troviamo la data 1783, offerto da Suor Caterina Ventura. Fu consacrato da Mons. Ludovico Ludovici, Vescovo di Crotone, il 27 luglio 1799 in onore a Santa Chiara. Dietro l'altare in delle nicchie sono poste tre statue: nella prima a destra, San Gaetano con Gesù Bambino in braccio, al centro Santa Chiara con la pisside in mano e, a sinistra San Francesco d'Assisi con la Croce. Le tre statue sono in legno epoca 1700.

    • Struttura
      • Nella zona Presbiterale in alto vi è la cupola, nascosta nel tiburio. Questo elemento architettonico è costituito da: una parte finestrelle (il tamburo) che illumina il Presbiterio, un'altra parte accessibile detta "Belvedere", dal quale si può ammirare un suggestivo panorama della Città di Crotone.

Notizie storiche


    • 1390 ‐ 1442 (committenza intero bene)
      • Nel centro storico della città di Crotone si ergeva l’antico monastero di Santa Chiara, secolare punto di riferimento religioso, economico, culturale e sociale per la città. La data precisa circa la fondazione del convento, non è facile da stabilire. Gli storici propongono diverse date: Angelo Vaccaro scrive ad esempio, che il convento originario sorse nel 1419. Successivamente afferma che un nuovo monastero fu realizzato, verso il 1442 per opera di Mons. Giovanni Ebo, vescovo di Crotone, il quale ne ebbe l’approvazione da re Ferdinando nel 1446; Felice Gaetano, Gustavo Valente e altri fanno risalire la sua fondazione intorno al 1481, seguendo la tesi riportata nell’opera “Calabria Illustrata” di Giovanni Fiore. La tesi più attendibile è quella di Silvano Controne , padre stimmatino del monastero crotonese. Egli fa risalire la sua fondazione alla fine del 1300, rifacendosi sia alla coeva costruzione di altri monasteri delle clarisse in Calabria.
    • 1390 ‐ 1519 (committenza intero bene)
      • Ciò fa supporre a padre Controne, che la data di fondazione debba risalire al 1390 e non al 1442, poiché sembra improbabile che il monastero fosse caduto in disgrazia solo dopo dodici anni. D’altro canto però anche l’interpretazione della bolla lascia molti punti oscuri. Secondo l’archivio storico dei Domenicani a Roma, nel 1488 il monastero è ancora incompiuto, mentre in un’altra nota si afferma che nel 1519, i Domenicani non erano ancora nel monastero di Santa Chiara. In ogni caso la presenza dei frati in Santa Chiara, è attualmente testimoniata dalla presenza di due tele, raffiguranti San Domenico e San Vincenzo, poste in alto nelle lunette del presbiterio.
    • 1488 ‐ 1590 (committenza intero bene)
      • Nel 1590 nel convento vi sono nuovamente le clarisse e da questo momento in poi, la vita del chiostro è fiorente, come testimoniano le relazioni ad Limina. Solo dopo l’unità d’Italia comincia il declino di Santa Chiara e dopo alterne vicende le clarisse abbandonano definitivamente il convento.
    • 1700 ‐ 1774 (completamento intero bene)
      • Attraverso i secoli, così come il monastero, anche la chiesa fu ampliata e restaurata, fino a raggiungere la forma attuale, per cui si ama definirla “Bomboniera di Crotone” per l’eleganza delle linee, gli elementi decorativi e l’armonia dei colori. Essa fu terminata e consacrata dal vescovo di Crotone G. Capocchiani il 31 ottobre 1774. La facciata si articola in tre registri, divisi da soli elementi decorativi. Il portale in stile classico-baroccheggiante, presenta due lesene poggianti su un alto plinto, con capitello dorico, sormontate da una trabeazione dello stesso stile.
    • 1700 ‐ 1774 (completamento intero bene)
      • Sopra di essa, vi sono due volute inginocchiate, al centro delle quali è collocata una piccola edicola che accoglie la statua di Santa Chiara. Il secondo ordine è evidenziato da finte colonne chiare, ottenute con la tecnica a graffio. Nel terzo registro si aprono due finestre e il rosone centrale il tutto sormontato da un timpano. Il campanile è del tipo ‘’aperto’’ con quattro arcate, alla cui base si trovano dei piccoli contrafforti ed è sormontato da una cupoletta con costoloni angolari alternati a vele e con elementi decorativi in pietra chiara.
    • 1700 ‐ 1774 (completamento intero bene)
      • Alle spalle del campanile si nota il tiburio che nasconde la cupola. Questo elemento architettonico è costituito da: una parte finestrata (il tamburo) che illumina il presbiterio, un’altra accessibile detta “Belvedere”, dal quale si può ammirare un suggestivo panorama. Entrando nella chiesa, è visibile un impianto a un’unica navata, sormontata da un soffitto a volte a botte. Le pareti della navata presentano delle modanature a doppia fascia con ritmo costante, scandite da paraste che terminano con un capitello composito decorato in oro e sormontato da un architrave tripartito, fregio continuo e cornice aggettante.
    • 2016 ‐ 2021 (restauro intero bene)
      • Le indagini effettuate sono state quelle stratigrafiche per la determinazione degli strati sovrapposti di intonaci e tinteggi fino al vivo della muratura, con analisi chimico-fisiche dei materiali. I campioni di intonaco e la malta hanno mostrato una composizione mineralogico-petrografica simile, costituita prevalentemente da frammenti granitici e metamorfici presenti in rapporti differenti; una particolarità ha riguardato i campioni prelevati all’interno in cui è stato individuato uno strato molto simile costituito da frammenti di calcite spatica la cui presenza è stata ritrovata anche in alcuni intonaci settecenteschi a Lamezia Terme.
    • 2016 ‐ 2021 (restauro intero bene)
      • Attraverso l’indagine visiva sulla copertura e sulle volte della navata centrale, unitamente al preciso rilievo geometrico dei relativi componenti strutturali e di finitura, è stato riscontrato che la copertura è del tipo a due falde in capriate di legno massiccio in essenza di castagno. Le volte in "camorcanna", invece, non rappresentano un elemento di tipo strutturale propriamente detto, ma costituiscono un mero elemento decorativo "autoportante" assimilabile alla stregua di una controsoffittatura
    • 2016 ‐ 2021 (restauro intero bene)
      • Allo scopo di mantenere il più possibile inalterate le caratteristiche costruttive originarie del complesso, l’intervento di restauro e consolidamento statico ha mantenuto lo schema strutturale originario. Gli interventi effettuati possono così schematizzarsi: Intervento strutturale sulla copertura della navata centrale. Intervento di restauro conservativo sulle volte.Una volta completati gli interventi suddetti, si è proceduto alla realizzazione di un sistema di sospensori costituiti da funi in acciaio registrabili agganciate alla trave interposta ai puntoni delle nuove capriate e all’intradosso delle volte attraverso una base di legno di faggio autoclavato incassato nella matrice di calce e gesso.
    • 2016 ‐ 2021 (restauro intero bene)
      • La pavimentazione della chiesa, in maiolica decorata risalente al XVIII secolo, è ben ancorata al sottofondo anche se la sua geometria si presenta alterata da rimaneggiamenti successivi constatabili da fughe non continue e non lineari secondo una perpendicolarità che tiene come riferimento l'abside. Anche l'accostamento risulta adattato alla sola esigenza di ricreare un piano calpestabile. L'intervento ha previsto la pulitura generale attraverso l’utilizzo di solventi. Gli infissi interni in ferro esistenti nella navata presentavano delle alterazioni cromatiche ed esfoliazione della vernice, con messa in evidenza di formazione di ruggine. L’intervento è consistito nella rimozione della vecchia vernice e della ruggine e nel trattamento dei manufatti con l’utilizzo di vernici protettive al fine di evitare successivi degradi.
    • 2016 ‐ 2021 (restauro intero bene)
      • Già nella fase preliminare volta ad identificare gli archetipi cromatici, effettuando le indagini stratigrafiche su due campioni prelevati all’interno della chiesa (uno localizzato nella parte destra della navata a circa 3.56 m dal piano e l’altro nella parte finale della cupola), si era giunti alla conclusione che la parte più superficiale era caratterizzata da 3 a 5 strati di spessore micrometrico appartenenti a ridipinture successive, dimostrando la presenza di strati pigmentati al di sotto dell’attuale strato bianco. Perciò, alla luce di questi studi, concordemente al funzionario di zona della SABAP, si è stabilito di realizzare la tinteggiatura della chiesa con cromia bianca, utilizzando una pittura a base di grassello di calce del tipo classificato con la sigla CL 90-SPL stagionato non meno di 30 mesi.
    • 2016 ‐ 2021 (restauro intero bene)
      • Il recupero degli stucchi e dei decori è stato realizzato effettuando un'operazione di pulitura comprendente la rimozione di scialbi, ridipinture e rifacimenti posteriori, materiali di restauro non idonei o alterati, prodotti del degrado come le efflorescenze saline, macchie di umidità e semplici depositi di sporco.
    • 2016 ‐ 2021 (restauro intero bene)
      • L’intervento di recupero e restauro della chiesa ha eliminato le infiltrazioni di acqua piovana provenienti dall’esterno causate dalla presenza di un corpo aggiunto sul cortile esterno alla struttura della chiesa, probabile causa delle deformazioni riscontrate sull’altare con movimenti torsionali dovuti a cedimenti differenziali e schiacciamenti localizzati. Quanto descritto, è evidenziato nel rilievo grafico allegato alla presente relazione finale, di cui ne è parte integrante al fine di un eventuale e futuro programma di intervento sul bene.

✝️ Foto e informazioni giornaliere







Popolazione:CROTONE
Abitanti:1000
Parroco:REV. GIOVANNI BARBARA
Telefono:+39 0962 913530
Sito Web:http://www.santachiarakr.it/
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