(FIRENZE) MADONNA DELLA TOSSE A FIRENZE

🚩 LARGO ADONE ZOLI 1 (FIRENZE), FIRENZE - 50129 (FI)
🕰️ A che ora sono le messe in MADONNA DELLA TOSSE A FIRENZE?
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➡️Dove si trova la parrocchia?
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🧾Descrizione della parrocchia
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa della Madonna della Tosse
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La chiesa della Madonna della Tosse si trova a Firenze,in via Giovanni Pascoli, e sorge entro un contesto urbano, presso il torrente Mugnone, vicino al Ponte Rosso. Alla sinistra vi è addossata la canonica con i locali parrocchiali. Sul retro si trova il campanile a vela. La facciata è a capanna, preceduta da un portico, la pianta ad aula.
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- Pianta
- La chiesa ha pianta ad aula, con presbiterio quadrangolare dotato di abside semicircolare. Sul lato sinistro del presbiterio si apre l’accesso alla sacrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 24,70, lunghezza esclusa l'abside: m 22,40; lunghezza fino all'arco trionfale: m 17,80, lunghezza fino all'arcone presbiteriale: m 15,50, larghezza della navata: m 9,00.
- Facciata
- La facciata, rivolta a sudovest, è a capanna, sormontata da un frontone triangolare risaltato. Nel registro mediano si apre, al centro, una finestra a centina ribassata e con un frontone semicircolare dorico, fiancheggiato da schiacciate e lineari volute; ai lati sono le modanature di due finte finestre rettangolari. Gli elementi di scansione architettonica sono in arenaria. Il portico secentesco nigettiano, in pietra serena e voltato a crociera, è articolato in cinque arcate, di cui tre sul fronte, definite da colonne e pilastri angolari tuscanici, con rosette nel collare, di derivazione ancora cinquecentesca dai modelli di Baccio d'Agnolo; i cartigli posti tra le ghiere degli archi sono invece maggiormente mossi e giocati su effetti chiaroscurali di derivazione barocca. Nelle angolate risaltate laterali sono i plastici stemmi coronati dei Colloredo. Nel fregio della sovrastante trabeazione è l'iscrizione in caratteri capitali romani "DEO ET REGINÆ MUNDI MARIÆ". Sotto il loggiato, al centro, è il portone ligneo entro un portale rettangolare, fiancheggiato da due nicchie centinate, prive di statue. L'area absidale è semplicemente intonacata e tinteggiata di chiaro, come la parete laterale sinistra.
- Campanile
- Il campanile è a vela, a due fornici, è posto sul retro, a destra, ed è privo di campane.
- Interno
- L’interno è ad aula unica, culminante nel presbiterio rialzato di un gradino e sormontato da un arcone in muratura tinteggiato in grigio, poggiante su semipilastri laterali qualificati da capitelli con modanatura dentellata. Segue un successivo arcone di minore ampiezza, fiancheggiato da due aperture centinate e che introduce nell'area neorinascimentale risalente alla seconda metà dell'Ottocento: presenta una decorazione neoquattrocentesca a festoni di foglie legate da nastri disposti ad X e poggia su due semipilastri scanalati e rudentati con capitelli corinzi. Tali caratteristiche si ripetono nelle scansioni architettoniche di tutta l'area absidale e nell'arcone cieco sul fondo, che includono anche una cornice perimetrale, al cui interno sono tondi con raffigurazioni di volti d’angelo. Sul fondo si apre l'abside semicircolare catinata. Al centro dell'abside è il moderno tabernacolo in pietra serena; quattro pilastrini a sezione rettangolare sostengono la mensa eucaristica in arenaria dell'altar maggiore, sopra un basamento pavimentato in cotto e perimetrato da un gradino anch'esso in arenaria. Due sono i tabernacoli per gli oli santi con base in arenaria e sportello ligneo. Al centro della parete laterale sinistra della navata è un altare in arenaria, secentesco, qualificato da un frontone triangolare poggiante su semicolonne tuscaniche con rosette nel collare, simili a quelle nel loggiato antistante la facciata; lungo la parete destra si trova un altro altare secentesco, analogo a quello ad esso speculare sull'opposta parete. Ambedue gli altari secenteschi presentano mense in pietra su mensoloni a volute disposti a 45°. Due altorilievi in terracotta, opere di Francesco Collina, sono posti nei dossali degli altari secenteschi di sinistra e di destra. La moderna bussola con cristalli, posta in controfacciata, è in muratura tinteggiata in grigio; le acquasantiere, parimenti moderne, sono in arenaria, così come il moderno fonte battesimale posto lungo la parete laterale sinistra della navata, presso il presbiterio, che accoglie al suo interno un bassorilievo, disegnato dal Crivelli e realizzato da Katrin Lester, raffigurante "L'arca di Noè"; al di sopra del fonte battesimale è il quadro cuspidato, opera del Gemignani e raffigurante "San Giovanni Battista". La chiesa prende luce dalla grande vetrata policroma in controfacciata, da cinque monofore centinate nella parete laterale sinistra della navata (dove due sono con vetrate policrome, una è a rulli soffiati e due sono con vetri color giallo). Le tre finestre nella parete laterale destra sono finte, solamente dipinte en-trompe-l'oeil. Ai lati del presbiterio si trovano due occhi circolari con vetrate policrome, così come la monofora centinata posta al di sopra del catino absidale. L'altezza massima della navata è m 12,80, la minima m 11,40.
- Elementi decorativi
- Decorazioni a rilievo neorinascimentali, vetrate policrome del Novecento
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione della navata è moderna, in cotto arrotato a crudo con mattoni disposti in diagonale. Il presbiterio ha una pavimentazione in cotto antico, arrotato in opera e posato per file parallele.
- Coperture
- La navata ha copertura su quattro capriate a vista, con orditura primaria e secondaria lignee, che qualificano anche la copertura del presbiterio. Il manto del tetto a capanna è in coppi e tegole piane.
- Pianta
Notizie storiche
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- XI ‐ XVI (origini carattere generale)
- Nel 1534, tra le macerie "ove avanti era stato un Borgo", distrutto in occasione dell'assedio del 1529/1530 (borgo nel quale era stato il noto complesso di Santa Maria del Popolo a San Gallo), è ritrovata da un gruppo di tredici giovinetti un'"Annunciazione" (con Maria Vergine e l'Angelo Gabriele inginocchiato di fronte a Lei, risalente verosimilmente al Quattrocento), dipinta ad affresco su un settore di muro presso una volta, celato da un cumulo di detriti. All'incirca nel medesimo tempo è ritrovata anche l'immagine "dipinta in legno" di una "Madonna in trono con il Bambino tra Santa Caterina d'Alessandria e San Giovanni Battista", risalente agli inizi del Cinquecento, all'interno di un tabernacolo facente parte del distrutto convento di Santa Maria del Popolo, che è oggetto di venerazione particolare da parte delle madri con figli malati di pertosse.
- 1534 ‐ 1563 (cenni storici carattere generale)
- Per concessione di Alessandro de' Medici, viene eretto un primo oratorio, ma non nel luogo ove si trova il muro dipinto con L'"Annunciazione", cioè nel distrutto borgo extramurario (dove sono attualmente l'Arco Lorenese ed il Parterre), bensì più a monte, a mezzacosta, presso una cantonata della via Bolognese, denominata in quel tratto via di Maria Arsa. Il luogo prescelto, in lieve altura, confina con i beni della Badia Fiorentina e con quelli di Montedomini, fino a giungere a lambire, a Settentrione, quelli degli Scolopi al Pellegrino. Nello stesso 1534 è creata una Confraternita, che prende il nome di Compagnia della SS. Annunziata al Pellegrino, ma i cui documenti più antichi conservatisi risalgono alla fine del Seicento. "Secta pariete", l'immagine sacra (di un braccio e cinque sesti di larghezza per due e mezzo d'altezza, vale a dire di circa cm 90x145) è traslata nel nuovo piccolo oratorio il 15 agosto 1535. La Compagnia ha i suoi capitoli approvati nel 1563.
- 1595 ‐ 1596 (cenni storici carattere generale)
- Per volontà di Cristina di Lorena (1565-1636), nel 1595, in occasione di un'epidemia di pertosse, l'immagine della "Madonna in trono tra due Santi" è traslata a Palazzo Pitti, per la cui intercessione si verificano alcune guarigioni 'miracolose' dalla pertosse di alcuni figli di lei e di Ferdinando I. L'immagine viene quindi data in custodia alle monache di San Clemente in via San Gallo, mentre si erige un primo piccolo oratorio a lei dedicato. Essendo l'oratorio troppo angusto e troppo vicino alle mura, soggetto a eventuali danni in caso di un nuovo assedio, viene iniziata quasi subito una nuova costruzione a maggior distanza dalle mura, ma sempre vicino al Mugnone. L'oratorio è inaugurato nel 1596 ed è denominato della Madonna della Tosse.
- 1603 ‐ 1605 (cenni storici carattere generale)
- Non essendo più sufficiente l'oratorio della Madonna della Tosse, viene deciso di erigerne uno nuovo nel luogo attuale, lungo la via per Fiesole, posto nei pressi del Ponte Rosso, località strategica nel reticolo dei collegamenti territoriali per Faenza, per Bologna e per Pistoia. La nuova chiesa è iniziata nel 1603 su progetto forse dell'architetto ed ingegnere mediceo Gherardo Mechini (ante 1550-1621), la cui attività è nota tra il 1580 ed il 1620 (a lui si devono i ponteggi e i dispositivi di sollevamento utilizzati nel 1601 per riparare i danni provocati da un fulmine alla lanterna della cupola del duomo fiorentino). Terminata grazie anche alle elargizioni di Francesco Miniati e della granduchessa Cristina, la nuova chiesa è concessa in custodia agli Agostiniani di Sant'Jacopo tra i Fossi.
- 1605 ‐ 1630 (cenni storici carattere generale)
- Sull'altar maggiore ligneo "stava il Tabernacolo, messo in mezzo da alcune figure dipinte dal Cavalier Currado [...] rappresentanti S. Agostino, S. Nicola da Tolentino, S. Gallo Abate, S. Cristina [...] ed alla sinistra S. Giovanni Gualberto, S. Francesco d'Assisi, S. Lorenzo Martire, e alcuni Angioli" (D. Moreni). L'autore della tela è Francesco Curradi (1570-1661). Nel 1621 viene costruito un altare laterale, dedicato a San Carlo Borromeo.
- 1640 ‐ 1646 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1640 Matteo Nigetti erige il portico antistante la facciata, fatto a spese del marchese veneziano Fabrizio Colloredo, e la nuova facciata stessa. Nel 1646 viene eretto un altro altare laterale, dedicato a San Nicola da Tolentino, speculare e analogo rispetto a quello del 1621.
- 1715 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1715 gli Agostiniani, grazie anche al contributo granducale, sostituiscono l'altar maggiore ligneo con uno in marmo.
- 1719 ‐ 1720 (cenni storici carattere generale)
- L'edificio della SS. Annunziata al Pellegrino è ingrandito e decorato nel 1719, aggiungendovi un altare laterale, dedicato a Santo Stefano, cui seguono nel 1720 grandi festeggiamenti e processioni. Come ci ricorda il Carocci, la chiesa della Compagnia è costituita da "un locale abbastanza ampio, decorato di stucchi e preceduto da una specie di portico ad un solo e grandioso arco".
- 1785 ‐ 1792 (cenni storici carattere generale)
- La Compagnia della SS. Annunziata al Pellegrino è soppressa da Pietro Leopoldo nel 1785. La chiesa della Madonna della Tosse, in seguito sempre alle soppressioni leopoldine, viene anch'essa sconsacrata e la sacra immagine è traslata nella chiesa di San Marco Vecchio. Ancora nel 1792 la chiesa della Tosse risulta sconsacrata.
- 1810 ‐ 1865 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1810 l'ex sede della Compagnia della SS. Annunziata al Pellegrino è destinata alla Cancelleria della Comunità del Pellegrino (lo rimarrà fino al 1865).
- 1815 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
- La Compagnia della SS. Annunziata al Pellegrino risorge nell'Ottocento come opera pia, ma avendo una differente sede. La chiesa della Madonna della Tosse, con la Restaurazione, viene riaperta al culto e dichiarata succursale di San Marco Vecchio. Così risulta anche nel 1847, quando l'oratorio della Tosse, dedicato al Nome di Maria, spetta al parroco di San Marco Vecchio, don Antonio Serafini.
- 1818 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1818 viene sepolto presso la chiesa della Tosse il tenore milanese Guglielmo Termoli, famoso soprattutto in Russia (lapide apposta sulla parete destra, tergalmente, vicino all'abside).
- 1865 ‐ 1881 (cenni storici carattere generale)
- L'ex sede della Compagnia della SS. Annunziata al Pellegrino dal 1865 al 1868 è data in uso alla Comunità di Fiesole, quindi ospita una sezione locale della gendarmeria. Infine, nel 1881 l'edificio è alienato ai conti emiliani Spalletti Trivelli (il senatore Venceslao di Giovanbattista, 1837-1899, e suo fratello Guglielmo, n. 1842) e viene "disfatto e incorporato in un altro fabbricato", la loro villa. Frattanto l'area presbiteriale della chiesa della Madonna della Tosse viene ristrutturata in forme neorinascimentali.
- 1897 ‐ 1907 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1897 lo scultore Francesco Collina esegue per il primo altare laterale di sinistra il bassorilievo in terracotta raffigurante "Sant'Antonio da Padova" e nel 1907 quello con la "Sacra famiglia", destinato all'altare laterale destro. Il Collina, decorato dell’onorificenza di Cavaliere di S. M. Umberto I per avere modellato e regalato il "San Sebastiano" alla Misericordia di Firenze, è sepolto nel cimitero della Misericordia all'Antella.
- 1943 (cenni storici carattere generale)
- Il 20 luglio 1943 la chiesa della Madonna della Tosse è costituita in parrocchia.
- 1950 ‐ 1965 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1950 Sineo Gemignani (1917-1973) realizza la tela con "San Giovanni Battista" per il secondo altare di sinistra. Dal 1954 è parroco della Madonna della Tosse monsignor Angelo Chiaroni da Bibbiena (1923-2000), che lo sarà per ben 46 anni, fino al 2000, legato a Giorgio La Pira, a don Lorenzo Milani e a padre Ernesto Balducci. Fin dagli Anni Sessanta Renzo Crivelli (1911-1997) inizia a fornire i disegni per alcune vetrate policrome di chiesa.
- 1980 ‐ 1993 (vicende conservative intero bene)
- Negli Anni Ottanta la chiesa viene restaurata, ristrutturando anche il presbiterio per adattarlo alle nuove esigenze liturgiche. Viene rifatta anche la pavimentazione in cotto dell'aula. La chiesa viene consacrata il 10 ottobre 1987 dall'arcivescovo Silvano Piovanelli (1924-2016). Renzo Crivelli esegue altre vetrate policrome di chiesa, tra le quali quella laterale destra del presbiterio, recante la raffigurazione di Giorgio La Pira (1904-1977), di don Giulio Facibeni (1884-1958) e del cardinal Elia Dalla Costa (1872-1961). L'ultima vetrata la disegna nel 1993 con la raffigurazione di "Gesù Risorto". Tutte le opere sono volute dal parroco monsignor Chiaroni.
- XI ‐ XVI (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1965)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato nel 1965. Al centro del presbiterio l'altare maggiore è in arenaria, ha la mensa poggiante su quattro pilastrini a sezione rettangolare e consente la celebrazione rivolta rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 79 x 182 x 97 (h). Al centro dell'abside è il tabernacolo, di fattura moderna in pietra serena. Leggio in arenaria collocato sul lato destro del presbiterio al centro del quale, dietro all'alltare, è la sede lignea. Il fonte battesimale è in pietra serena ed è addossato alla parete laterale sinistra della navata, presso il presbiterio. Un confessionale ligneo è presso la controfacciata, sul lato destro.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1965)
🕊️ Istantanea e informazioni del giorno
| Popolazione: | FIRENZE |
| Abitanti: | 3000 |
| Parroco: | REV. PAOLO ARZANI |
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