(SCANDICCI) S. ALESSANDRO A GIOGOLI

Índice
  1. 🕎 Consulta l’orario delle Messe in S. ALESSANDRO A GIOGOLI
  2. 🗺️Come raggiungere la parrocchia?
  3. 📝Dettagli della parrocchia
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🕊️ Foto e informazioni giornaliere

🕎 Consulta l’orario delle Messe in S. ALESSANDRO A GIOGOLI

In questa pagina potrai consultare gli orari delle eucaristie all’interno della chiesa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giorni, sia nei giornate lavorative, i giorni di festa o le giorni antecedenti una festività.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

🗺️Come raggiungere la parrocchia?

Se hai bisogno riferimenti per arrivare a la chiesa, più in basso potrai consultare la mappa insieme a indicazioni per rendere facile arrivare a questo tempio.

📝Dettagli della parrocchia

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Pieve di Sant'Alessandro a Giogoli

  • La pieve di Sant'Alessandro è posta al centro di in un articolato complesso edilizio che comprende anche la compagnia, la canonica con il chiostro e varie strutture coloniche che inglobano una torre medievale. La chiesa, a pianta basilicale, è articolata in tre navate ed abside semicircolare; la torre campanaria è a base quadrata ed è affiancata alla parete settentrionale.
    La muratura in esterno è composta da conci in calcare disposti a filaretto. L'abside e le pareti laterali hanno caratteri romanici ed anche la facciata a salienti presenta l'originale paramento murario, con le aperture ed il timpano che sono stati realizzati nel corso di interventi successivi.
    Più fasi costruttive sono visibili nel campanile che è composto dal basamento, tre ordini finestrati e dalla settecentesca cella campanaria.
    L’interno della pieve mostra ad oggi caratteri diversificati, in ragione di più interventi che si sono s\ucceduti nel tempo: romanico nella navata centrale, tardo barocco nelle navate laterali e nelle cappelle che affiancano il presbiterio. La muratura interna della navata centrale è in gran parte a faccia vista, compresa la controfacciata e parte del presbiterio. Le navate laterali sono intonacate e conservano parte della decorazione barocca.
    Le capriate lignee della navata centrale sono state riportate a vista mentre le navate laterali sono coperte con volte a vela intonacate.
    Sotto il presbiterio leggermente rialzato si trova una cripta ipogea, risalente al sec. XI, alla quale si accede da due piccole scale a pianta semicircolare poste ai lati del presbiterio.

    • Pianta
      • Pianta di tipo basilicale a tre navate scandite da cinque arcate impostate su grossi pilastri a sezione quadrata e culminante in presbiterio rialzato e catino absidale. Le dimensioni di massima sono: larghezza complessiva 11,90 m; larghezza navata centrale 5,40 m; larghezza navate laterali 2,70; lunghezza all'arco trionfale 22,25 m.
    • Facciata
      • La facciata a salienti è realizzata, come il resto dell’edificio, in muratura a filaretto di calcare. Il portale in arenaria è frutto di interventi effettuati nel corso dei primi decenni del XX secolo, così come la cornice in laterizi del timpano e la sottostante bifora, con colonnina in arenaria ed archetti in pietra alternata a laterizi. Nella lunetta del portale sussistono tracce di pittura murale.
    • Coperture
      • Il tetto a capanna della navata centrale è costituito dalla struttura lignea originaria, a vista, composta da sette capriate con soprastanti arcarecci, travicelli e pianelle in cotto. Le mensole di appoggio delle capriate sono intagliate. Le navate laterali sono coperte con volte a vela nelle prime quattro campate e con volte a crociera nelle due campate più vicine al presbiterio. Il manto di copertura è in coppi e tegole.
    • Interno
      • L’interno della navata centrale è scandito da sei arcate, impostate su pilastri a sezione quadrata realizzati con grandi conci squadrati di pietra arenaria. I setti murari sopra le arcate si sviluppano in’altezza fino a circa dieci metri e, come la controfacciata, sono in muratura a faccia vista con alcuni campi ad intonaco. Le due navate laterali conservano parte della decorazione barocca ed in ognuna trovano sede un altare e due confessionali.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • Pavimentazione in cotto arrotato a crudo. Mattoni quadri posati in diagonale. Nella navata centrale, presso il presbiterio, è collocata la lastra sepolcrale del pievano Baldo Naselli, in marmo e datata 1395. Anche la pavimentazione dell’area presbiteriale è in cotto arrotato ma di fattura più recente.
    • Cripta
      • Sotto il presbitero si trova una piccola cripta così descritta dal Frati: “… piccola cripta cui si accede da due rampe curve intorno agli ultimi pilastri . L’ambiente ipogeo, illuminato da una piccola finestra rettangolare, è organizzato in tre navate e altrettante campate da fusti monolitici (due a sezione circolare, due ottagona) coronati da capitelli ungulati, in parte di restauro. Le colonne e le semicolonne addossate alle pareti sostengono volte a crociera completamente intonacate e divise da sottarchi trasversali, secondo un principio costruttivo riferito da Mario Salmi all’XI secolo”. (Frati M., 1997)
    • Campanile
      • Il campanile, risalente al XII secolo, ha pianta quadrata con dimensione esterna di circa 3,80 m per lato ed un’altezza totale di circa 24 metri. Lo spessore delle pareti è prossimo al metro (95 cm) e rimane costante anche con lo sviluppo in altezza. L’interno della torre è articolato in più livelli, volte a botte e solai lignei costituiscono le strutture orizzontali degli ambienti, i collegamenti verticali sono costituiti da scale a pioli. Più fasi costruttive hanno determinato l’aspetto attuale del campanile. La struttura originaria è costituita dal basamento, realizzato in conci di pietra arenaria e calcarea, e dai tre livelli superiori in filaretto di alberese. Il Frati descrive questi ultimi come “ritmati da un ordine di monofore e due di bifore, che, in parte tamponate mantengono le colonnine in pietra arenaria con capitelli a foglie d’acqua o semplicemente ungulati o cubici; gli archivolti sono realizzati in una bella dicromia con l'alternanza di cunei laterizi e altri calcarei”. (Frati M., 1997). L’attuale cella campanaria è frutto della ricostruzione con muratura in mattoni che fu portata a termine nel corso dell XVIII secolo. In proposito il Morozzi osserva “... come la ricostruzione di questa parte del campanile, comprendente la cella campanaria, sia stata realizzata in “piombo” rispetto alla struttura antica sottostante, notevolmente inclinata in seguito a un evidente cedimento della fondazione”. (Morozzi G., 1979). I paramenti murari di questa parte settecentesca sono rivestiti ad intonaco, con motivi decorativi a graffito visbili sia in interno che in esterno.

Notizie storiche


    • XI (prime notizie carattere generale)
      • "La pieve "sanctii Alexandri sitam Jugulo" costituiva già agli inizi del sec. XI uno dei punti di controllo del territorio suburbano di pertinenza vescovile, insieme alla vicina corte fortificata di Monteramoli donata da ldebrando al monastero di San Miniato nel 1018". (Frati M., 1997)
    • XI (prime notizie carattere generale)
      • Come riferisce C. Calzolai "la pieve compare in documenti di numerosi fondi: fino dal 1040 nel diplomatico di S.Felicita per una donazione di terre (ASF - Diplomatico S.Felicita, alla data); nel 1037 nelle carte per una donazione del vescovo Atto (ASF - Diplomatico Monte Oliveto Maggiore, alla data); nel 1040, per una vendita del pievano Ridolfo (ASF - Diplomatico Camaldoli, 22 aprile 1115). (Curia Arcivescovile di Firenze, Calzolai C.C.,1970)
    • XII (cenni storici carattere generale)
      • "Il quadro delle pertinenze territoriali si complicò tra XI e XII secolo con l’alienazione dei beni posti nel piviere di Giogoli alla cattedrale (nel 1040) e ai camaldolesi (nel 1115). La situazione fu chiarita il 6 Novembre 1187 con la bolla di conferma dei privilegi già concessi da Papa Lucio III (1181–1185) e dal Vescovo Ranieri (1071–1117), indirizzata da Gregorio VIII al pievano Guido: la raccolta delle decime, la nomina dei rettori delle nove suffraganee e l’erezione di nuove chiese sarebbero restate di pertinenza del pievano e dei canonici che con lui risiedevano". (Frati M., 1997)
    • XIII (cenni storici carattere generale)
      • "L’importanza della pieve, sottolineata anche dall’esistenza del battistero, è attestata anche da un documento del 25 Aprile 1275: "...actum apud plebem de Giogole in ecclesia Sanctii Johannis". Nella seconda metà del XIII secolo la chiesa era il centro della vita civile: al suono della campana i capifamiglia si riunivano presso la pieve, nel chiostro (1263) o in un salone della casa canonica". (Frati M., 1997)
    • 1342 ‐ 1405 (rifacimento intero bene)
      • "Nel 1342 si rese necessaria l’alienazione di beni della pieve per finanziare urgenti lavori di rifacimento. Lo stato rovinoso dell’edificio seguì quello dell’istituzione plebana, già in crisi nel 1372 e piena di debiti nel 1405". (Frati M., 1997)
    • XV (restauri chiesa)
      • Nel corso del XV secolo le condizioni economiche della pieve migliorarono e Carlo Buondelmonti ebbe modo di restaurare la chiesa. (Frati M., 1997)
    • XVI (restauri intero bene)
      • Nel 1506 Giovanni Battista Bonciani fece restaurare la casa colonica. Sotto il patronato dei Buondelmonti (divenuto ufficiale dal 1519, con Filippo pievano), la pieve di Sant’Alessandro si presentava con l’abside chiusa da un muro, cinque altari (di cui quello maggiore era stato isolato), cripta raggiungibile dall’esterno, fonte battesimale (trasportato dal Battistero esterno, probabilmente già distrutto) e casa canonica "pulchra, et ampla et magnifice instructa". (Frati M., 1997)
    • 1658 (costruzione altare)
      • Nel 1658 fu eretto un altare nel braccio sinistro del transetto.
    • 1688 (completamento navate laterali)
      • Oltre al rialzamento del catino absidale, nel 1688 furono realizzate le volte a copertura delle navate laterali.
    • 1695 (rifacimento chiostro)
      • Risale al 1695 il rifacimento del chiostro.
    • 1703 (restauro compagnia)
      • La compagnia fu oggetto di un complessivo restauro nel 1703.
    • 1712 ‐ 1725 (rifacimenti navate centrale)
      • Nel periodo intercorrente tra il 1712 il 1725 fu ricostruito il soffitto della navata centrale ed i pilastri furono intonacati.
    • 1712 ‐ 1725 (ricostruzione parziale campanile)
      • Nello stesso periodo fu ricostruita la cella campanaria del campanile.
    • 1725 (consacrazione chiesa)
      • La Pieve di Sancti Alexandri de Jugulis fu consacrata nel 1725 dall'Arcivescovo G.M. Martelli.
    • 1895 (danni da eventi tellurici intero bene)
      • Il complesso architettonico subi alcuni danni a causa del terremoto avvenuto el 1895
    • 1925 (rifacimento facciata)
      • Nel 1925 fu messo in opera un rifacimento in stile, romanico, della facciata precedentemente intonacata.
    • 1944 ‐ 1947 (restauro interno)
      • "ll passaggio del Fronte rese necessari nuovi lavori all’interno della pieve dove era crollato il soffitto settecentesco della navata centrale: i restauri degli architetti Crudeli e Morozzi (1944–47) tesero, "con ricostruzione delle volte delle tre navate e la riparazione di ingenti danni”, al recupero di "tutte le finissime decorazioni seicentesche rimaste nascoste per molto tempo” e delle membrature romaniche". (Frati M., 1997) Con successivi restauri, diretti dallo stesso Morozzi, furono riportate a vista le trabezioni lignee della navata centrale
    • 2017 (restauro coperture)
      • Nel corso dell'anno 2017 è stato è stato redatto un progetto per il restauro delle coperture della chiesa ed i lavori sono in fase di realizzazione .
    • 2017 (restauro campanile)
      • Nel corso dell'anno 2017 è stato è stato redatto un progetto per il consolidamento e restauro del campanile: i lavori sono in fase di realizzazione.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ intervento strutturale (ante 1980)
      • Realizzazione in muratura di nuova mensa eucaristica
    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (ante 1980)
      • Leggio mobile in metallo con basamento lapideo

🕊️ Foto e informazioni giornaliere





Popolazione:SCANDICCI
Abitanti:300
Parroco:REV. CLAUDIO BALDINI
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