(CANDELI) S. ANDREA A CANDELI

📌 VIA VILLAMAGNA 48 (CANDELI), BAGNO A RIPOLI - 50012 (FI)
⏱️ Messe in S. ANDREA A CANDELI – Orario
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📍Come raggiungere la parrocchia?
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🧾Approfondimento sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Sant'Andrea a Candeli
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La chiesa di S. Andrea si trova a Candeli, frazione del Comune di Bagno a Ripoli. È posta "nel Pian di Ripoli [...], allo sbocco orientale della Valle fiorentina sulla ripa sinistra dell’Arno in un estremo lembo dei poggi che scendono da quelli dell’Incontro e di Villamagna" (Emanuele Repetti). Sorge isolata su un poggio al centro della località omonima. Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica, eretta in adiacenza destra ed intonacata, che ingloba gli avanzi del vecchio monastero, tra i quali le arcate (ora tamponate) di un portico a squadra, poggiante su colonne ioniche in arenaria cinque-secentesche, risalenti verosimilmente all'epoca dei Vallombrosani. Sul retro è la torre campanaria, a sinistra si trova la sede dell'ex Compagnia. I prospetti esterni sono in alberese, con i conci a vista. Il sagrato è coperto a ghiaia con alcuni cipressi, preceduto da una scala con gradini in arenaria e da una rampa con erba, fiancheggiata a sinistra da un tabernacolo. La facciata è a capanna, intonacata; la pianta a navata unica con cappelle laterali.
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- Pianta
- La chiesa ha una pianta a navata unica, con scarsella e tre cappelle per lato (due in corrispondenza della nave, una del presbiterio). La sua orientazione è est/nordest (quindi orientata verso l'alba del giorno di Pasqua dell'anno di fondazione). Dalla cappella a sinistra della scarsella si ha l’accesso alla torre campanaria, da quella di destra si accede alla sagrestia ed alla canonica. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 28,00; lunghezza fino all'arco trionfale: m 18,15; larghezza massima: m 14,20; larghezza della navata: m 6,25; larghezza della scarsella: m 4,70; profondità della scarsella: m 4,30.
- Facciata
- La facciata della chiesa è a capanna, intonacata e tinteggiata di chiaro; inquadrata da due lesene tuscaniche in muratura, reca sul colmo una croce metallica. La finestra, superiormente a centina ribassata, ha una mostra in muratura dipinta, come dipinta è la cornice aggettante sopra la finestra medesima e la mostra dell’arco a pieno centro di accesso alla loggia, dotato di una bassa cancellata in ferro. Lungo la parete laterale destra del loggiato si trova una lapide commemorativa in marmo dei caduti durante la Prima Guerra Mondiale, sotto alla quale è affissa una bocca sorgiva antropomorfa in arenaria, molto consunta; nella parete opposta la raffigurazione della "Vergine con il Bambino" è in marmo. Il portale di accesso alla chiesa è in conci d'arenaria, così come in arenaria sono i gradini, lo stemma sopra il portale (dei Camaldolesi) e quello funebre trecentesco affisso sul lato sinistro. Sul lato opposto vi è un altro stemma in marmo, sempre trecentesco e proveniente da una tomba terragna già posta in chiesa. Il portone è ligneo. La facciata dell'ex Compagnia, preceduta da una gradinata di sei gradini, è a cimasa orizzontale e reca al centro una finestra a campana, con la mostra in muratura, ed il portale trabeato in arenaria, recante nel fregio l'iscrizione "IN HYMNIS ET CANTICIS LAUDATE DEUM" (canto liturgico: “Laudate Dominum in Hymnis et Canticis, Laudate Dominum in Chordis et Organo”); il portone a due ante è ligneo. Sulla destra della facciata della chiesa si apre una finestra inginocchiata secentesca.
- Campanile
- Il campanile è a pianta quadrata, con sviluppo in conci d'alberese su tre livelli, scanditi da cornici marcapiano in arenaria. La cella, che reca lacerti di intonacatura, ha quattro fornici ed altrettante campane elettrificate ed in funzione. La copertura è a cipolla, intonacata, con croce metallica e banderuola sul vertice.
- Interno
- L’interno è a pianta rettangolare, con la navata che si apre mediante arcate su quattro cappelle laterali (due per lato), e culmina nella scarsella che, sormontata da un grande arco trionfale con cartiglio (recante la data di ricostruzione del 1945: "DOMUM TUAM DOMINE DECET SANCTITUDO. ANNO RECONCILIATAE PACIS MCMXLV") e due angeli laterali in stucco, è voltata a vela e si apre con due arcate su due ulteriori cappelle laterali. Nella cappella di sinistra vi è un confessionale, come anche in quella di destra. Al centro del presbiterio è la moderna mensa eucaristica lignea, più oltre, entro la scarsella, è l’altare in muratura alla romana con tre gradi, realizzato a campiture marmorizzate e con il tabernacolo al centro, in marmo con sportello in ottone. L'arcone della scarsella presenta lo stemma in chiave dei Giraldi, che possedettero la vicina villa La Massa (un leone rampante coronato). Sul retro dell’altare la rammentata scarsella ospita le panche lignee del coro. Nelle pareti laterali, entro cornici in stucco recanti a bassorilievo frontoncini centinati, spezzati e capovolti con valve di conchiglia e vasi centrali, si trovano due pitture murali settecentesche che presentano come soggetto "San Pietro" e "Sant'Andrea"; nella parete tergale è posto invece un quadro su tela raffigurante la "Natività", sempre entro un'elaborata cornice in stucco bianco tardobarocco, che continua inglobando la sovrastante mostra della finestra ellittica, concludentesi nel grande stemma vescovile, anch'esso a bassorilievo in stucco. La volta della scarsella reca dipinti i "Quattro Evangelisti". Tutte le scansioni architettoniche tuscaniche della chiesa sono tinteggiate in grigio chiaro, mentre la balza perimetrale dell’aula è in grigio scuro. I portali che mettono in comunicazione tra loro le cappelle sono in muratura tinteggiata a finto marmo e taluni (seconda cappella di sinistra) sono sormontati da ovali dipinti entro ricche cornici in stucco. Gli altari delle cappelle laterali hanno altari provvisti di mensa in arenaria, che poggia su mensole a volute in muratura e stucco, eccezion fatta per l’altare nella prima cappella sinistra, nel quale le mensole sono in arenaria. I gradi degli altari sono in muratura dipinta in bicromia, le colonne composite dei dossali sono in muratura marmorizzata di rosso venato e screziato; il frontone è centinato, spezzato e risaltato, gravato da cherubini in stucco a tutto tondo, e reca al centro un ovale sormontato da un cornicione, parimenti in stucco. Le pitture alle pareti della seconda cappella laterale destra sono murali, così come la raffigurazione del "Battesimo di Cristo" nella nicchia del fonte battesimale, che è in arenaria, ha una copertura lignea e reca la data del 1918. Le due pitture alle pareti laterali della navata sono entro una cornice in stucco e sembrerebbero su tela. A destra del fonte battesimale è un tabernacolo frontonato quattro-cinquecentesco in arenaria con la raffigurazione della Colomba nel timpano e con lo sportello ligneo. In controfacciata la cantoria, che ospita il grande organo (con raffinata cornice perimetrale in stucco bianco recante un frontone centinato, spezzato e capovolto) e alla quale si giunge mediante una moderna scala a chiocciola in metallo posta a sinistra del portale, è in muratura; la bussola è lignea, l’acquasantiera a destra è in arenaria, quella sul lato opposto è in marmo. La chiesa prende luce dalla finestra ellittica posta in controfacciata, da quella di forma analoga e speculare nella parete tergale della scarsella, dalle due finestre nelle cappelle laterali a sinistra, dalla finestra rettangolare nella parete laterale sinistra del presbiterio e dalle due finestre di forma ellittica aperte nei soprarchi delle arcate laterali nel presbiterio. L'altezza massima è m 11,60, la minima m 10,75.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione della navata è in cotto, disposta in lieve ascesa verso il presbiterio, realizzata in mattoni rettangolari di fattura recente e posati a spina. Il pavimento del presbiterio e delle cappelle laterali è in cotto, con mattoni rettangolari antichi disposti anch'essi a spina. I gradini che precedono le cappelle laterali sono in arenaria. La pavimentazione del loggiato antistante è in cotto, disposto a fasce parallele, sfalsate.
- Coperture
- La navata ha copertura poggiante su tre capriate, con orditura primaria e secondaria lignee e scempiato in cotto. Tutte le cappelle sono voltate a vela. Il loggiato antistante è voltato a crociera, con peducci in arenaria. Il manto di copertura del tetto a capanna è in coppi e tegole piane.
- Pianta
Notizie storiche
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- 1054 ‐ 1177 (origini carattere generale)
- Originariamente la chiesa di S. Andrea a Candeli (memoria del "praedium" romano di un Candilius) fa parte di un monastero benedettino. Nel 1130 ne è abate un Pietro, al quale la badessa di Rosano, Berta, conferma "a livello" alcune terre che erano state affittate al monastero fin dal 1054. Nel 1150 è ancora rammentata la località di "Candegli". Nel 1177, dopo la pace di Venezia tra Federico Barbarossa e Alessandro III, l'abate Giovanni fa erigere un nuovo portale marmoreo d’accesso alla chiesa dal chiostro, del quale si conserva l'archivolto marmoreo recante il bassorilievo con "La barca di Pietro e di Andrea" e "Cristo che benedice un monaco benedettino" (la "Vocazione di Pietro e Andrea" e la "Gloria di San Benedetto") e l'iscrizione "MCLXXVII / INDICTIONE X. [...] VENETI PAX REDDITA T[ER]RIS / HOC OP[US] ABBATIS LECTOR / COGNOSCE JOHANNIS. VENITE POST ME / FACIAM VOS FIERI / PISCATORES OMINUM" (già presso i depositi del museo di San Marco a Firenze, ora nel Museo del Bargello).
- 1203 (cenni storici monastero)
- Nel 1203, al tempo dell'abate Alberico, il monastero "de Candegghie" è in decadenza, dal momento che viene definito "in spiritualibus dissolutum et in temporalibus annulatum".
- 1219 ‐ 1303 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1219 il monastero passa ai Camaldolesi. La presenza del monastero porta alla nascita di un piccolo centro abitato posto ai suoi piedi e del quale la chiesa abbaziale di Sant'Andrea diviene quella parrocchiale. Il monastero stesso viene ampliato e ristrutturato; la chiesa è ricostruita. Nel 1237 i suoi monaci vengono incaricati di riformare il monastero di S. Mamiliano nell'isola di Montecristo. Nel 1260 il suo rettore, Jacopo Ammannati, contribuisce con un versamento di grano al mantenimento dell'esercito fiorentino. Inoltre, viene fondato uno 'spedale', citato dal 1276. Tra il 1276 ed il 1303 l'abbazia paga ogni anno di decima 10 lire, mentre l'"hosptale monasterii Sancti Andreae de Candicolis" ne paga 4.
- 1325 ‐ 1390 (cenni storici carattere generale)
- Nella parete destra del loggiato esterno si trova attualmente uno stemma lapideo sepolcrale risalente al 1325 e proveniente dall'interno della chiesa. Nel 1390 è abate del monastero un Benedetto. Il patronato della chiesa spetta al Capitolo fiorentino, che lo cede ai monaci in cambio di quello della badia di S. Benedetto in Alpe.
- 1395 ‐ 1480 (realizzazione dipinti su tavola)
- Tra la fine del Trecento ed il Quattrocento viene eseguita una "Madonna del latte", attribuita alla bottega di Bicci di Lorenzo (1373 circa-1452) o, talora, anche a quella di Neri di Bicci (1418/1420-1492), "invocata nelle tempeste e nei temporali". Neri di Bicci è colui che dipinge in policromia vari Crocifissi, reliquiari, candelabri, viti da Vangelo e altre suppellettili lignee scolpiti dal monaco camaldolese don Romualdo, abate proprio di Candeli attorno al 1460. Nella seconda metà del Quattrocento viene eseguita dalla bottega di Domenico Ghirlandaio (1448-1494) una tavola raffigurante una "Madonna con il Bambino e Santi" (una Sacra Conversazione).
- 1526 (cenni storici monastero)
- Nel 1526, al tempo dell'abate Giovanni Maria Canigiani, in seguito ad una bolla emessa da Clemente VII, subentrano nel monastero i Vallombrosani. lo stemma del monastero sarà costituito da due candele accese, legate in forma di croce di Sant’Andrea.
- 1610 ‐ 1660 (realizzazione dipinto su tela)
- Nella prima metà del Seicento viene dipinto un quadro raffigurante "I Santi Michele e Gabriele Arcangeli, Antonio da Padova, Niccolò, Cristofano e Girolamo", attribuito a Cristofano Allori (1577-1621) o a Lorenzo Lippi (1606-1665).
- 1652 (soppressione monastero)
- Nel 1652 il monastero viene soppresso da Innocenzo X e la chiesa è affidata ad un sacerdote secolare.
- 1713 ‐ 1715 (cenni storici monastero)
- Nel 1713, alla morte di prete Lorenzo Bonacci, i Vallombrosani richiedono ed ottengono nuovamente il loro ex monastero di Candeli. Negli anni seguenti vengono tassate numerose badie per finanziarne la ricostruzione. La notizia secondo cui il monastero sarebbe elevato ad abbazia, della quale il primo abate è Giovan Francesco Luci, però, si riferisce invece al monastero di Vallombrosa e non a questo. Presso la chiesa esiste la sede della Compagnia dei Santi Jacopo e Filippo, nella quale ancora agli inizi del Novecento vi su conserva un Crocifisso in cartapesta.
- 1716 (realizzazione organo)
- Nel 1716 è realizzato il nuovo organo di chiesa.
- 1735 ‐ 1736 (trasformazione complessiva chiesa)
- La chiesa viene interamente trasformata ad iniziare dal 1735 su disegno dello scultore Vittorio di Piero Barbieri (1674-1755), immatricolato all'Accademia delle Arti del Disegno dal 1706. L'altare della seconda nuova cappella di sinistra, dedicato a S. Giovanni Gualberto, viene eretto nel 1735 da don Pietro Maccioni, abate della badia a Passignano e già generale della congregazione vallombrosana. I lavori proseguono nel 1736 e sono parzialmente finanziati dai Girardi (loro stemma apposto presso la scarsella).
- 1740 ‐ 1753 (conclusione lavori chiesa)
- I lavori alla chiesa si concludono nel 1753 con la creazione dell'ultimo altare di una delle cappelle laterali e con la realizzazione degli stucchi tardobarocchi, eseguiti al tempo dell'abate dom Pier Francesco Peri. L'altare della seconda cappella di destra, dedicato al Santissimo Nome di Gesù, è innalzato nel 1740 da Domenico Bacci; quello della prima di sinistra, dedicato a San Giacomo Maggiore, nel 1753 dal suo patrono, Bernardo Antonio di Bernardo Landini. La prima cappella di destra è dedicata alla Madonna. Nel corso dei lavori tornano alla luce due frammenti del'arcosolio marmoreo del XII secolo. Nel 1742 Fedele Soldani, erudito monaco vallombrosano di S. Andrea a Candeli, viene eletto priore della chiesa di S. Maria a Rignalla; a lui dobbiamo, nel 1741, un "Ragguaglio Istorico della Beata Giovanna da Signa Vallombrosana".
- 1775 ‐ 1784 (cenni storici monastero e parrocchia)
- Nel 1775 il monastero viene soppresso e la chiesa è dichiarata "parrocchia collativa suburbana" nel 1784.
- 1785 ‐ 1808 (cenni storici monastero e chiesa)
- Nel 1785 il monastero viene ripristinato, ma nel 1809 è di nuovo soppresso e la chiesa è ridotta a rettoria. Nel 1790 viene sepolto in chiesa il cavaliere di Malta Luigi di Piero d'Amerigo Strozzi.
- 1821 ‐ 1847 (cenni storici parrocchia)
- Nel 1821 la chiesa viene elevata a prioria, rimanendo di patronato granducale. Nel 1824 il parroco è dichiarato "inamovibile". Dal 1842 è parroco don Saverio Acomanni. Annessa alla chiesa esiste sempre la Compagnia dei Santi Jacopo e Filippo. Nel 1833 il 'popolo' di Candeli conta 441 anime, nel 1847 600.
- 1898 ‐ 1910 (cenni storici parrocchia)
- Nel 1898 è parroco di S. Andrea don Vincenzo Mannucci e nel 1910 lo diviene don Giovanni Coppoli.
- 1918 (realizzazione fonte battesimale)
- Nel 1918 viene eretto il fonte battesimale in arenaria.
- 1926 (vicende conservative chiesa)
- Nel 1926 la chiesa viene restaurata.
- 1944 (danni di guerra chiesa)
- Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944 la sagrestia e la chiesa, a causa delle mine poste lungo la strada sottostante, subiscono ingenti danni, soprattutto concentrati nella parete tergale del presbiterio e nelle coperture, ivi incluso il crollo della volta sottostante, ornata con pitture murali raffiguranti "Sant'Andrea".
- 1945 (rifacimento parti danneggiate chiesa - copertura)
- Nell'immediato dopoguerra la copertura è oggetto di un primo rifacimento, lasciando a vista la struttura lignea a capriate. Con tali lavori, eseguiti sotto la direzione dell'architetto Nello Bemporad (1915-1985), viene impiegato del legname che poi si rivelerà di scarsa qualità. Sono inoltre realizzati, sempre nel 1945, il rifacimento della parete tergale del presbiterio e la tinteggiatura complessiva degli interni, coprendo insensatamente le decorazioni settecentesche a finto marmo degli elementi architettonici.
- 1963 ‐ 1993 (cenni storici parrocchia)
- Dal 1963 e fin'oltre il 1993 è parroco don Rino Bresci (n. 1912) da Brucianesi (Lastra a Signa), che era stato per molto tempo parroco di San Giovanni Maggiore, professore di lettere prima nella scuola media dei salesiani e, quindi nella scuola statale di Borgo San Lorenzo. Nel 1970 la parrocchia conta 741 anime.
- 1970 ‐ 1975 (rifacimento coperture)
- Agli inizi degli Anni Settanta si rende necessaria l'ulteriore messa in opera di un rifacimento delle coperture.
- 1991 ‐ 1999 (vicende conservative presbiterio e campanile)
- Nel corso degli Anni Novanta viene realizzato l'adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare ad opera di don Bresci. Rimossa la balaustra che delimita il presbiterio, è realizzata una mensa eucaristica, che viene posta al centro del presbiterio e consente la celebrazione rivolta verso i fedeli. Nel medesimo decennio la torre campanaria subisce alcuni danni consistenti, con il crollo della copertura sommitale in seguito alla caduta di un fulmine. Viene quindi messo in opera un intervento di restauro.
- 2008 (consolidamento parete tergale sagrestia)
- Nel 2008 sono realizzate alcune opere di consolidamento della parete tergale della sagrestia.
- 2012 (restauro cornici a stucco interno chiesa)
- Nel 2012 sono riportate a vista e restaurate le cornici a stucco marmorizzato che ornano le aperture di collegamento tra le cappelle laterali.
- 1054 ‐ 1177 (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1995?)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare messo in opera nel corso degli anni ’90 da Don Rino Bresci (parroco per oltre 30 anni). Rimossa la balaustra che delimitava il presbiterio fu realizzata una mensa eucaristica lignea policroma che è posta al centro del presbiterio e consente la celebrazione rivolta verso i fedeli. Misure mensa eucaristica: altezza cm 97, larghezza cm 78, lunghezza cm 216. Il tabernacolo in marmo, con sportello in ottone, è posto al centro dell’altare maggiore originario. La sede lignea, mobile, è posta al centro del presbiterio, davanti all’altare maggiore. In uso un leggio in metallo, mobile, attualmente posto sul lato destro del presbiterio. Fonte battesimale in arenaria, con vasca circolare su fusto a balaustro, posto in nicchia dedicata in parete laterale sinistra.
- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1995?)
🙏 Foto e informazioni giornaliere
| Popolazione: | CANDELI |
| Abitanti: | 1200 |
| Parroco: | REV. PIERROT MUDJU PALUKU ANGHA |
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