(SCANDICCI) S. ANDREA A MOSCIANO

Índice
  1. 🕰️ Orari delle Messe in S. ANDREA A MOSCIANO
  2. ⛪Come arrivare alla chiesa?
  3. 🧾Storia e dettagli della chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. ✝️ Istantanea e informazioni del giorno

🕰️ Orari delle Messe in S. ANDREA A MOSCIANO

In questa pagina potrai vedere gli orari delle messe all’interno della messa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni lavorativi, i giorni di festa o le vespri festivi.

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⛪Come arrivare alla chiesa?

Se hai bisogno indicazioni per arrivare a la chiesa, in questa pagina potrai vedere la planimetria insieme a segnalazioni per rendere facile giungere a questo sito.

🧾Storia e dettagli della chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di Sant'Andrea a Mosciano

  • La chiesa di S. Andrea si trova a Mosciano, frazione del comune di Scandicci, "situata circa mezzo miglio sotto la sommità della giogaja" di Mosciano.
    La chiesa sorge entro un contesto agreste, al centro del borgo di Mosciano. La chiesa ha l’abside orientata ad est-sudest (all'incirca verso l'alba del 25 dicembre); la torre campanaria, cuspidata, è posta sul lato sinistro sul retro, dove sono addossati edifici ad uso abitativo. Sul fianco sinistro è la Compagnia della SS. Annunziata, sul lato opposto, meridionale, il chiostro (qualificato da rustici pilastri in pietra a vista e da archi e volte a crociera in mattoni non intonacate) e la canonica, i cui intonaci sono stati recentemente ritinteggiati. Alla destra del sagrato sono edifici parrocchiali. La pianta è a navata unica con un'abside catinata rialzata e sottostante cripta; la facciata è a capanna, non intonacata.

    • Pianta
      • La chiesa ha pianta a navata unica molto allungata secondo la tipologia delle chiese canonicali. Dall'aula si accede mediante una scala mediana al presbiterio rialzato; al di sotto si trova la cripta. Dal chiostro si accede alla chiesa attraverso due portali con arco a tutto sesto; quello più ad oriente dà accesso alla chiesa nei pressi del presbiterio, mentre quello più ad occidente dà accesso al centro dell'aula. Dal presbiterio, a sinistra, si accede alla sagrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 23,70, lunghezza fino all'arco absidale: m 21,30, larghezza fino al presbiterio: m 17,10, larghezza totale: m 7,50.
    • Facciata
      • La facciata è a capanna. Le tessiture murarie sono a vista, in conci non isodomi d'alberese; solamente l’abside invece presenta conci in arenaria. Lungo l'asse centrale incontriamo, iniziando dall’alto, un’esile monofora lievemente disassata; un incavo realizzato per contenere un piatto in ceramica, secondo l'usanza dei secoli XII e XIII mutuata dal mondo islamico attraverso Pisa; una finestra rettangolare con arco di cornice a cappuccio in laterizio e con vetrata policroma; una lunetta centinata in arenaria ed il portale in pietra munito di una semplice porta lignea a doppia anta. Sul fianco settentrionale, non visibile perché coperto dalla sede della Compagnia, è presente una feritoia a doppio strombo. La tribuna presenta una feritoia a croce. L'abside è qualificata da due monofore e da una cornice a modanatura concava. Il prospetto principale della Compagnia è intonacato, con ampie cadute; il portale è architravato e al di sopra si trova uno stemma a scudo in pietra.
    • Campanile
      • Il campanile è a pianta quadrata, non intonacato, con quattro campane nella cella e con cuspide terminante con croce in ferro e banderuola segnavento; il sistema campanario è elettrificato, ma non in funzione. Il campanile è posto sul retro della chiesa a destra, verso sudest.
    • Interno
      • L’interno è a navata unica culminante nel presbiterio rialzato sopra la cripta e con abside semicircolare. Le pareti sono in pietra a vista, con ampie riprese, in parte dovute ai restauri degli Anni Trenta. Lungo la parete sinistra la prima nicchia ospitava dal XX secolo il fonte battesimale, del quale rimane l'iscrizione "SIT FONS VIVUS AQUA REGENERANS" (attualmente vi è collocato un ventilconvettore), nicchia in pare di rifacimento moderno, con un architrave in cemento, analogamente a quella speculare sulla parete opposta. Al centro della parete sinistra è una cornice in arenaria contenente la Madonna col Bambino cimabuesca, più oltre l’accesso alla Compagnia adiacente, al di sotto di un'arcata cieca in mattoni con il setto murario interno a scarpa, verosimile componente di una precedente torre e costituente il settore più antico dell'edificio. Lungo la parete laterale destra, oltre la nicchia predetta, è un portale architravato per l’accesso al chiostro, con una lunetta il cui arco e costituito da grandi conci in arenaria. Più oltre si trova un secondo portale, di forma simile, ma di realizzazione ben più antica, costituente un secondo accesso (attualmente non fruibile) al chiostro. Precede il presbiterio una fronte in arenaria (moderna) che sovrasta la gradinata novecentesca costituita da dodici gradini di accesso alla cripta e definita ai lati da due muretti in conci d'arenaria. Il presbiterio, rialzato di quattro gradini, è a pianta rettangolare: sul lato destro si apre l’accesso alla sagrestia, al centro è l’altar maggiore, in stile neomedievale, con colonnine dai capitelli a scudo, realizzato negli Anni Trenta, del quale sono stati rimossi i gradini per fini liturgici, poggiante su un basamento in arenaria. In chiave dell’arco che definisce il catino absidale è appesa Il Crocifisso sagomato quattrocentesco dipinto da Mariotto di Nardo e proveniente da un'altra chiesa. Una seduta in arenaria costituisce il coro entro l'abside il cui catino è intonacato. Il tabernacolo in arenaria è posto sul lato sinistro del presbiterio. Nel registro superiore delle pareti laterali, presso l’imposta delle coperture, sono visibili decorazioni in affresco, così come nella controfacciata e lungo la parete laterale sinistra (girali di foglie d'acanto e cornici, due grandi Teste di personaggi dell'Antico Testamento tardo-duecentesche entro nicchie centinate illusorie, attribuite a Corso di Buono, una Pietà, con la figura della Madonna e due immagini di Santi, ora acefali, di cui un San Bartolomeo a sinistra, databili al Trecento). Sotto il presbiterio si trova la cripta, con volte a crociera su tozzi peducci, attualmente contenente il fonte battesimale. Nella muratura del vano absidale si apre un cunicolo che in origine doveva essere un ossario e che, secondo la tradizione, avrebbe collegato la chiesa con il sovrastante castello di Mosciano. La chiesa prende luce dalla piccola monofora e dalla finestra rettangolare con vetrata policroma nella controfacciata, dalle cinque monofore strombate aperte su due livelli lungo la parete laterale destra, da una singola monofora nella parete laterale sinistra e dalla monofora strombata al centro dell’abside. Due monofore attualmente cieche si trovano di lato all'arcone presbiteriale. Una piccola apertura a croce con lastre in alabastro è nel soprarco del presbiterio. La bussola in controfacciata è in metallo. La cripta è illuminata da una monofora posta nell'abside, mentre altre due laterali sono attualmente cieche. L'altezza massima della navata è m 11,60, la minima m 9,90. La contigua sede della Compagnia prende luce da due finestre rettangolari lungo la parete settentrionale.
    • Elementi decorativi
      • Affreschi, frammenti. Anche nella Compagnia sono conservati frammenti staccati di affreschi databili al XIII-XIV secolo.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • La pavimentazione è in cocciopesto.
    • Coperture
      • La copertura della navata poggia su cinque capriate lignee con orditura primaria e secondaria e con decorazione policroma a motivi geometrici in parte autentica, in parte ripresa negli Anni Trenta. Il tetto è a capanna e semiconico in corrispondenza dell'abside; il manto è in coppi e tegole piane. La cripta è coperta con volte a crociera.

Notizie storiche


    • 1054 ‐ 1059 (origini carattere generale)
      • Le prime notizie sulla chiesa di S. Andrea a Mosciano risalgono all'XI secolo. Il toponimo Mosciano è memoria di un romano praedium Mussii. Forse coeva od anteriore al vicino castello cadolingio di Mosciano, del IX secolo, lungo i diverticoli romei di collegamento con la Francigena, la chiesa nel 1054 risulta essere sede di un capitolo di canonici regolari, che in quell'anno ottiene alcuni privilegi dal vescovo di Firenze, Gherardo di Borgogna (circa 980-1061), futuro papa Niccolò II. Proprio come papa visita la chiesa il 18 gennaio 1059, prima di giungere ed insediarsi a Roma il 24 gennaio seguente; in quell'occasione, alla presenza del papa stesso e di Ildebrando (futuro Gregorio VII), il cardinale Umberto di Selvacandida (1000/1015-1061) consacra due altari. È firmato un documento tra il papa e il priore Giovanni in cui si confermano i beni della collegiata posti nei pivieri di Brozzi, di Giogoli e di Settimo e si pone la chiesa sotto la diretta protezione della sede apostolica.
    • 1170 ‐ 1184 (cenni storici carattere generale)
      • Il 30 marzo 1170 il vescovo di Firenze Giulio (m. 1182) conferma alla chiesa il patronato della di quella di Sollicciano. In quel periodo e verosimilmente già dalla fine dell'XI secolo nella canonica, trasformata in monastero, si osservava la regola agostiniana, come è confermato in documenti del 1170 e del 1184; il cenobio, con bolla di Lucio III, non rientra nella giurisdizione vescovile. Lungo la parete sinistra si trova il settore murario più antico della chiesa, a scarpa, dove si apre un portale architravato con una lunetta monolitica.
    • 1234 ‐ 1302 (cenni storici carattere generale)
      • Il 12 marzo 1234, per volontà del vescovo Ardengo (m. 1247), è annessa alla prioria di S. Andrea la chiesa di S. Giorgio alla Costa. La comunità di Mosciano è in quel secolo assai prospera, come dimostrano le tasse pagate, che ammontano a 31 lire. Nel Trecento, però, gli eventi mutano e nel 1302 venne acceso un primo mutuo.
    • 1290 ‐ 1455 (cenni storici affreschi e quadri)
      • Tra la fine del Duecento ed il Trecento viene affrescata l'aula da vari artisti, tra i quali il fiorentino e cimabuesco Corso di Buono (noto 1284-1295), che realizza varie figure di personaggi biblici, tra i quali Salomone, Re David ed il profeta Isaia; Manfredino di Alberto da Pistoia (noto 1280-1293) esegue invece la tavola raffigurante la Madonna con il Bambino e due Angeli (proposta di attribuzione che ha però sollevato dubbi in alcuni critici).
    • 1417 ‐ 1455 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1417 la chiesa, per volontà di Martino V, perde quella di San Giorgio alla Costa e nel 1436 Eugenio IV, mancandovi religiosi in numero sufficiente, annette il priorato di S. Andrea al monastero di San Donato a Scopeto; nel 1439 sempre Eugenio IV crea commendatario priore di S. Andrea il canonico fiorentino Bartolomeo di Tommaso di Bartolomeo Corbinelli (i Corbinelli, residenti nel quartiere di S. Spirito, gonfalone del Nicchio, avevano le loro case nei pressi della chiesa di S. Spirito in cui possedevano, sin dai primi del Trecento, una cappella). Nel 1455 papa Callisto III sopprime definitivamente il vecchio priorato e lo unisce definitivamente a quello degli Scopetini, riservando una pensione annua di 40 fiorini al canonico Corbinelli, la cui famiglia sarà tra quelle più in vista intorno ai Medici, particolarmente durante il ventennio che va dal 1460 al 1480.
    • 1503 (cenni storici quadro)
      • Nel 1503 Ridolfo di Domenico del Ghirlandaio (1483-1561), quando ha solamente vent’anni, dipinge per la chiesa di Sant’Andrea a Mosciano la tavola con la Vergine tra San Francesco e Santa Maria Maddalena, all’aperto in mezzo al paesaggio toscano idealizzato (ora nel Museo del Cenacolo di Fuligno).
    • 1703 ‐ 1763 (cenni storici carattere generale)
      • Con la soppressione degli Scopetini nel 1703 per volontà di Cosimo III, la chiesa è concessa ai Padri della Missione, detti Barbetti, la cui fondazione risaliva al 1625, che subentrano agli Scopetini anche a S. Jacopo Sopr'Arno. In quel secolo la canonica viene riedificata. Nel 1763 la chiesa di Sant'Andrea diviene parrocchiale. In tale occasione sono intrapresi vari lavori: in facciata è aperta una nuova finestra, il tetto viene rialzato e l'interno è coperto con un soffitto centinato e tra il presbiterio e la nave è realizzato un arcone a serliana. La chiesa dipende dalla pieve di S. Alessandro a Giogoli e diviene di collazione granducale.
    • 1781 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1781 la chiesa di S. Andrea viene "eretta in Vicarìa perpetua e resa inamovibile con Decreto Arcivescovile del 9 Giugno".
    • 1815 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1815 sono effettuati ulteriori restauri e il tempio viene "nobilmente decorato e dipinto" a spese del parroco.
    • 1827 ‐ 1871 (cenni storici carattere generale)
      • Dal 1827 al 1871 è parroco di S. Andrea don Giuseppe Buffi. Nel 1833 il 'popolo' di Mosciano conta 641 anime, nel 1847 700. Il patronato è "di Sua Altezza Reale [il Granduca Leopoldo II] per le ragioni dei Signori delle Missioni". "Vi si venera il corpo di S. Colombano Martire in una cassa di legno sotto l'altare maggiore". Contigua alla chiesa vi esiste la sede della Compagnia del SS. Sacramento. In seguito vari beni già della chiesa, compresa la vecchia canonica, passano ai Franceschi e segnatamente a Giovanni di quella famiglia di agrimensori (Luigi di Ignazio, 1771-1829) ed ingegneri (il figlio Leopoldo) di Legnaia, proprietaria fin dal 1813 anche della villa delle Torri già dei Capponi (Villa Vogel) e di altri cospicui beni posti all’interno di quella Comunità (varie case al Pignone dal 1819, all’Isolotto e in via Torcicoda). L'antico castello di Mosciano è oramai ridotto a casa colonica turrita di un podere dei marchesi Venturi Garzoni.
    • 1856 (cenni storici altare della Compagnia)
      • Nel 1856 viene eretto il nuovo altare nella sede della Compagnia del SS. Sacramento.
    • 1895 (cenni storici carattere generale)
      • La chiesa viene danneggiata dal terremoto del 18 maggio 1895; a subire i danni è soprattutto il campanile, la cui cuspide si spezza.
    • 1932 ‐ 1933 (vicende conservative intero bene)
      • Negli anni 1932-1933, al tempo del parroco don Donatello Papucci (ascritto all'Arciconfraternita della Misericordia di Firenze), Luigi Zumkeller (1880-1951) esegue i restauri di 'ripristino' in parte storicistico, secondo schemi da lui condotti in vari altri cantieri toscani di quegli anni. Sono stonacate le pareti e vengono ritrovati antichi affreschi; vengono realizzati la scala che collega la cripta alla navata, con tanto di nuova fronte in pietra, e l'altar maggiore in stile.
    • 1954 (vicende conservative canonica)
      • Nel 1954 il parroco, don Ferradino Fiorini (n. 1915), Delegato Arcivescovile per l'Arte Sacra, riacquista la vecchia ex canonica.
    • 1965 (vicende conservative affreschi)
      • Nel 1965, al tempo del parroco don Ferradino Fiorini, gli affreschi sono staccati, restaurati e ricollocati all'interno dell'aula della chiesa.
    • 1971 ‐ 1979 (vicende conservative altare maggiore)
      • Negli Anni Settanta l'altar maggiore viene privato degli scalini e configurato secondo le nuove esigenze liturgiche.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ intervento strutturale (1970 (?))
      • Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato nel corso degli anni '70. Al centro del presbiterio l'altare maggiore in arenaria e colonnine in marmo consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 114 x 195 x 105 (h). Il tabernacolo in arenaria è posto sul lato sinistro del presbiterio al centro del quale, davanti all'altare, è la sede lignea, mobile. In uso un leggio in legno, mobile. Un confessionale in sacrestia.

✝️ Istantanea e informazioni del giorno





Popolazione:SCANDICCI
Abitanti:500
Parroco:REV. TOMASZ KORSZUN
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