(MARCIGNANA) S. CRISTINA A PAGNANA

Índice
  1. 🕰️ A che ora sono le messe in S. CRISTINA A PAGNANA?
  2. 📍Qual è la posizione della chiesa?
  3. 📝Approfondimento sulla chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. ✝️ Dati e foto del giorno

🕰️ A che ora sono le messe in S. CRISTINA A PAGNANA?

In questa pagina potrai guardare gli orari delle messe all’interno della chiesa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giornate, sia nei giornate lavorative, i giorni festivi o le giornate precedenti a una festa.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

📍Qual è la posizione della chiesa?

Se vuoi riferimenti per arrivare a la messa, in questa pagina potrai vedere la mappa insieme a segnalazioni per rendere facile giungere a questo tempio.

📝Approfondimento sulla chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di Santa Cristina a Pagnana

  • La chiesa di S. Cristina si trova a Pagnana, località posta nel Comune di Empoli. Sorge isolata, “sulla strada che da Empoli va al ponte nuovo che cavalca il fiume Arno dirimpetto alla villa della Bassa per andare a F\ucecchio” (Emanuele Repetti). Il nuovo complesso postbellico è costituito dalla chiesa e dalla canonica che, con i locali parrocchiali, è eretta a tergo ed oltre una corte cui si accede da un portico tripartito ed intonacato con archi a tutto sesto su pilastri, aperto sul lato destro. Impostato sulla parete tergale della chiesa è un campanile a vela. In esterno le pareti laterali della chiesa e quella tergale recano a vista conci sbozzati in arenaria con ricorsi orizzontali in laterizio, ciascuno costituito da due file di mattoni alternativamente murati di testa e di faccia e di costola e di faccia; le mostre delle finestre, recanti l’architrave sormontata da un cornicione a doppia modanatura, sono in arenaria. Il sagrato è ricoperto a ghiaia; sul lato sinistro si trova un edificio dove sono alcuni locali parrocchiali. La facciata è a capanna, la pianta ad aula dilatata.

    • Pianta
      • La chiesa ha pianta ad aula quadrotta dilatata trasversalmente, con accenno icnografico basilicale a tre navate. Mediante due porte laterali si accede, verso tergo, ai locali parrocchiali ed alla sagrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 18,20; lunghezza fino all'arco absidale: m 15,00; larghezza della navata: m 15,30.
    • Facciata
      • La facciata è a capanna, con rivestimenti in malta cementizia e sul colmo una croce metallica; è preceduta da un più basso corpo di fabbrica raccordato superiormente alla facciata mediante due contrafforti ad essa ortogonali ed in corrispondenza delle arcate interne, qualificato da cinque monofore con mostre in arenaria e dal portale architravato, parimenti in arenaria; il portone è ligneo, con specchiature rettangolari nelle ante.
    • Campanile
      • Il campanile è a vela, di notevoli dimensioni, privo d’intonaco ed anch’esso in muratura di pietrame con ricorsi di mattoni; è provvisto di tre campane azionate elettricamente, poste entro fornici rettangolari.
    • Interno
      • Una sorta di nartece, con due cappelle laterali (ove in quella di destra è il fonte battesimale marmoreo a pila e nell’altra una statua della “Vergine di Fatima”), precede l’ampia aula, che è qualificata da due ampi arconi a tutto sesto che ne determinano la partizione, rammentando schematicamente quasi una basilica a tre navate. Il presbiterio è sopraelevato di un singolo gradino e reca al centro la mensa in arenaria. Sulla destra è posto, su una mensa in arenaria a parete sorretta da un piedritto centrale, il tabernacolo marmoreo frontonato. A tergo è il catino absidale, ove al centro è la sede lignea, come lignea è la panca addossata alle pareti. A sinistra è un secondo altare laterale analogo al precedente, speculare, anch’esso in arenaria, così come le mostre dei due portali laterali architravati. I rivestimenti interni dell’aula sono ad intonaco tinteggiato in bianco. In controfacciata le due acquasantiere a parete sono in marmo, la porta centrale è lignea, con vetrate quadrangolari policrome; sul lato destro la statua di “Gesù Cristo” è in terracotta al naturale. La chiesa prende luce da dieci finestre rettangolari aperte, cinque per parte, nelle pareti laterali, le vetrate delle quali sono trasparenti, eccezion fatta per le due centrali, che sono policrome. L'altezza massima della navata è m 11,30, la minima m 8,90.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • La pavimentazione è in cotto, con mattoni rettangolari, disposti a spinapesce in diagonale nell’aula ed a spinapesce ortogonale nel presbiterio. L’abside è pavimentata in cotto con mattonelle quadrate.
    • Coperture
      • La copertura della chiesa poggia centralmente su tre capriate lignee, in asse alle quali altrettante travi sorreggono le falde laterali. Arcarecci e travicelli sono lignei, le pianelle sono in cotto, il manto di copertura è in coppi e tegole piane.

Notizie storiche


    • X ‐ 1192 (origini carattere generale)
      • Fin dal X secolo possiedono beni a Pagnana Canina (memoria toponomastica del “praedium” romano di un Pagnius, mentre Canina deriva forse da “Carlina”, “Carlina Acaulis”, pianta erbacea perenne) i conti Cadolingi: il conte Lottiero di Cadolo nel 1003 dona alla Badia di F\ucecchio un podere posto in quella contrada. Là vi esiste la chiesa di S. Cristina, suffraganea della pieve di S. Andrea a Empoli e documentata dal XII secolo (nel 1119 e nel 1192 nella bolla di Celestino III).
    • 1220 ‐ 1290 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1220 Federico II conferma Pagnana Canina ai conti Guidi, patroni della chiesa. Nel 1255 è noto ser Bentivegna da Pagnana, notaio, e nel 1258 Alessandro IV conferma possessi e privilegi già dati da Celestino III. Nel 1276 la chiesa (allora rettoria) paga 3 libbre di decime vaticane. Nel 1280 ne è rettore prete Cambio e nel 1286 prete Corso. Nella ‘villa’ (cioè insediamento non fortificato) di Pagnana esiste anche la chiesa di S. Lorenzo (secondo il Calzolai), mentre nel raduno del clero della diocesi a Firenze nel 1286 risulta esistere la chiesa di S. Maria a Pagnana, di cui e rettore prete Cambio. Nel 1290 S. Cristina compare nel decimario del piviere di Empoli e Monterappoli. La località si trova in prossimità del confine che separa il territorio di Empoli da quello di San Miniato.
    • 1300 ‐ 1393 (cenni storici carattere generale)
      • Nell’anno 1300 gli abitanti dei ‘popoli’ di S. Cristina a Pagnana Canina, di S. Martino a Vitiana (il patronato della cui chiesa nel 1253 era passato dai conti Guidi a Firenze e quindi ai Soderini) e di S. Pietro a Riottoli chiedono di poter innalzare mura ed una fortezza a difesa dei Ghibellini. Negli anni 1302-1303 S. Cristina paga 1 libbra e 10 soldi di decima vaticana (cosa che dimostra un peggioramento della sua situazione economica rispetto al secolo precedente), mentre S. Martino a Vitiana paga 2 libbre e 16 soldi. La chiesa di S. Cristina è nuovamente citata nel 1383. Nel 1393 è dipinta per la chiesa una tavola raffigurante la “Madonna con il Bambino”, che taluni vorrebbero attribuire al giovane Mariotto di Nardo di Cione (circa 1365-1424), iscrittosi all’Arte dei Medici e degli Speziali tra il 1389 ed il 1390 (l’opera oggi si trova nel Museo della Collegiata di S. Andrea ad Empoli).
    • 1444 ‐ 1498 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1444 il comunello o ‘popolo’ di S. Cristina paga annualmente 4 fiorini d’oro di tasse alla Repubblica fiorentina e quello di S. Martino a Vitiana 3 fiorini. Il patronato della chiesa di S. Martino a Vitiana spetta allora ai Soderini. Nel 1498 S. Cristina risulta essere oramai una prioria.
    • 1551 ‐ 1595 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1551 il ‘popolo’ di Pagnana conta 71 anime e quello di Vitiana 123. Nel 1502 il patronato di Vitiana passa alle monache di S. Frediano in Cestello di Firenze. Nella “Piante di Popoli e Strade” redatte dai Capitani di Parte Guelfa, redatte tra il 1580 el il 1595, la chiesa di S. Cristina appare raffigurata con una semplice facciata a capanna, con un oculo ed un piccolo campanile a vela.
    • 1605 ca (cenni storici carattere generale)
      • Attorno al 1605 il rettore della chiesa, prete Lorenzo Checcacci, fa restaurare la chiesa e ricostruisce la canonica
    • 1745 ‐ 1784 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1745 il ‘popolo’ di Pagnana conta 154 anime e quello di Vitiana 129. Nel 1784, in conseguenza della soppressione del monastero fiorentino nel 1783, la chiesa di Vitiana viene posta alle dipendenze di quella di S. Cristina. Sempre nel 1784 il priore di quest’ultima, don Antonio Puccioni, fa fondere due nuove campane a Giovan Battista Grossi da Pontremoli.
    • 1806 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
      • Nell’Ottocento risulta sempre annesso al ‘popolo’ di S. Cristina quello di S. Martino a Vitiana ed insieme nel 1833 contano 538 anime, 536 nel 1847. Dal 1806 e fin’oltre il 1847 è parroco don Martino Rimediotti. Il patronato spetta al Granduca “per le ragioni del Popolo, e del Regio Conservatorio di S. Agata”. Dalle mappe del Catasto Generale Toscano degli anni Venti dell’Ottocento l’edificio risulta con asse di sviluppo nordest-sudovest, a navata unica, con scarsella e con due cappelle laterali.
    • 1944 ‐ 1951 (cenni storici distruzione e ricostruzione della chiesa )
      • Nel 1944 l’edificio sacro e la canonica sono completamente distrutti a causa degli eventi bellici. La chiesa viene ricostruita in posizione non lontana dalla precedente e con asse di sviluppo differente (sudest-nordovest) fra il 1946 ed il 1948 su progetto dell’architetto Lando Bartoli (1914-2002) e la canonica tra il 1949 ed il 1951. Come scrive Piero Degl’Innocenti, “Negli anni immediatamente successivi al ’45 le prime edificazioni sono ricostruzioni di edifici andati distrutti. Alcune avvengono in modo fedele, […], ma altre sono invece reinterpretazioni, per quanto soggette a limitazioni e condizionamenti per il fatto stesso della ricostruzione. È questo il caso di S. Cristina a Pagnana, che si avvia nel 1947 su disegno di Lando Bartoli: l’architetto suddivide apparentemente in navate l’interno, ma usa due grandi arcate longitudinali, tendendo in realtà a creare uno spazio nuovo, trasversale e ravvicinato all’altare”.
    • 1952 ‐ 1993 (cenni storici carattere generale)
      • Dal 1952 e fino al 1993 diviene parroco don Gino Mengoni (1910-2002) da Vaglia. La chiesa viene danneggiata dall’alluvione del 1966. Nel 1970 la parrocchia conta 705 anime. Nel 1969 avviene l’adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare. Nel 1993 risulta vacante l’amministratore parrocchiale.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ intervento strutturale (1969)
      • Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nel 1969 La mensa liturgica posta al centro del presbiterio consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni cm 260 x 80 x 107 (h). Altare maggiore in pietra serena, con la mensa che poggia su pilastri e basamento in arenaria. Tabernacolo in marmo, con sportello in argento lavorato a sbalzo, posto al centro dell’altare laterale destro. Sede lignea, mobile, posta al centro dell’abside. Leggio ligneo collocato nel presbiterio, sul lato sinistro. Fonte battesimale in marmo, con vasca ottagonale su fusto a colonna e copertura in legno, posto in cappella dedicata sul lato destro del nartece. E’ inoltre in uso un bacile mobile in rame.

✝️ Dati e foto del giorno





Popolazione:MARCIGNANA
Abitanti:600
Parroco:REV. GUIDO ENGELS
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