(STRADA IN CHIANTI) S. CRISTOFORO A STRADA

📌 VIA DELLA CHIESA 24 (STRADA IN CHIANTI), GREVE IN CHIANTI - 50027 (FI)
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🛐Dove si trova la parrocchia?
Se hai bisogno orientamento per arrivare a la messa, più in basso potrai consultare la piantina insieme a segnalazioni per non avere alcuna difficoltà a arrivare a questo luogo.
ℹ️Approfondimento sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Cristoforo
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La chiesa parrocchiale di San Cristoforo (detta anche S. Cristofano) a Strada, si trova a Strada, frazione del Comune di Greve in Chianti. La chiesa è collocata lungo una deviazione della chiantigiana, la facciata allineata al fronte stradale, alla destra in angolo vi è la torre campanaria, alla sinistra la compagnia a cui seguono altri edifici in linea. La strada presenta un leggero declivio, pertanto l’accesso alla chiesa avviene tramite il superamento di un dislivello.
In esterno, la chiesa presenta un esonartece porticato con tre arcate in marmo bicromo, un registro superiore con muratura in blocchi di arenaria squadrati e oculo centrale. La pianta, a croce latina, presenta una navata unica con presbiterio rialzato ed area absidale a pianta quadrata. -
- Pianta
- La chiesa ha pianta a croce latina, si sviluppa in un’unica navata. Dall’ingresso procedendo verso l’abside sono poste due nicchie affrescate con arco a tutto sesto di altezze differenti, in posizione mediana due confessionali, due cappelle con volta a crociera che si aprono verso l’aula per mezzo di un varco con arco a tutto sesto in laterizio. L’aula culmina in un presbiterio rialzato ed area absidale a pianta quadrata sormontata da volta a crociera. Dalla cappella laterale sinistra si accede alla Compagnia. Le dimensioni indicative dell’interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 24.70, lunghezza fino all’arco trionfale: m 18.50, larghezza totale m 6.00, larghezza transetto m 14.80 e presbiterio m 6.00 x 6.00.
- Facciata
- Facciata a capanna realizzata in filaretto romanico con blocchi squadrati di pietra forte; nel registro inferiore vi è un portico scandito da tre archi a tutto sesto con conci in marmo bicromo, alternati verde (serpentino) e bianco (Carrara), che poggiano su due pilastri laterali e due colonne con fusto monolitico in pietra serena con capitelli cubici con motivi decorativi, in posizione centrale. Sul registro superiore, in posizione centrale, è posto un oculo con vetrata policroma, al di sopra vi è un bassorilievo dedicato a San Cristoforo. La bicromia utilizzata per gli archi si ritrova all’imposta delle falde in una fascia che segue l’inclinazione della copertura, scandita da una doppia fila di elementi rettangolari alternati. Il colmo ospita una sottile croce in metallo. La loggia è intonacata lungo le due pareti trasversali e in corrispondenza delle tre volte a vela; la parete frontale, unico resto della facciata originaria, anch’essa in blocchi lapidei disposti a filaretto con pezzatura non omogenea e due inserti in intonaco, presenta, in posizione mediana, il portale di accesso caratterizzato da cornice in pietra arenaria, lunetta intonacata e ghiera in laterizio. Alla destra del portale è posta un’acquasantiera in arenaria e uno stemma in bassorilievo. I prospetti laterali risultano inglobati nel tessuto edilizio, quello tergale, a capanna, è realizzato con muratura mista a vista, pezzatura non omogenea composta da blocchi in lapideo di diversa matrice, dimensione e finitura, con elementi in laterizio.
- Campanile
- Il campanile, allineato alla facciata, nell’angolo destro, con pianta quadrata, si presenta suddiviso in tre registri, definiti da due fasce marcapiano a cui corrisponde la diminuzione della sagoma esterna. La cella campanaria presenta su ogni lato una lunga apertura definita da arco a sesto acuto in mattoni. La copertura è piramidale sormontata da croce metallica. Finitura in intonaco bicolore: color pietra serena in corrispondenza dei cantonali, del basamento e del sottogronda, rosa nel resto della superficie. Sul primo livello nel prospetto laterale destro è apposta una targa in marmo recante da scritta in lettere capitali: “TURRIN SACRO AERE SONANTEM QUAM CERNIS VIATOR AERE PROPRIO ERIGENDAM CURAVIT PETRUS PARENTI CURIO AN MDCCCXLIV”.
- Interno
- All’interno della chiesa è visibile la struttura muraria originaria delle pareti longitudinali e della controfacciata, con blocchi squadrati di modeste dimensioni e disposti a filaretto. Porzioni con elementi in laterizio sono frutto di integrazioni presumibilmente non coeve all’impianto, così come successivi sono gli inserti ad intonaco. Due nicchie affrescate sono aperte con altezze diverse nelle pareti laterali presso la controfacciata, quella a destra ospita una statua della Vergine in terracotta policroma. Due confessionali lignei sono inseriti al centro delle pareti laterali. Più oltre le due cappelle sono a pianta rettangolare, voltate a crociera e rivestite ad intonaco; si aprono sull’aula per mezzo di’aperture con arco in laterizio a sesto ribassato, impostato su due pilastri intonacati con capitello cubico in pietra. Le cappelle prendono luce da due finestrature circolari. Nella cappella laterale destra, un altare in pietra serena ed un dipinto: la Madonna in trono col Bambino. Precede la cappella laterale un vano tamponato con architrave ligneo. Nelle pareti longitudinali sei monofore sono aperte in quota, tre per parte e con arco a tutto sesto; su entrambe le pareti la terza è parzialmente inglobata dagli archi delle cappelle laterali; tra la seconda e la terza monofora, in parete sinistra, un arco a sesto acuto in laterizio è tamponato, con porzione sottostante intonacata e muratura mista non uniforme. Presso il presbiterio, nell’ordine superiore delle pareti è posta una trifora per lato con archetti a tutto sesto, cornice in pietra serena e inferriata metallica; al livello inferiore due porte contornate da una mostra in pietra serena danno accesso sulla destra alla sacrestia e sul lato opposto alla cappella con il fonte battesimale. L’abside è preceduta da un arco a tutto sesto su pilastri in conci squadrati di pietra, prende luce da due monofore con vetrate policrome ed ospita il Crocifisso ligneo di Neri di Bicci. La controfacciata è doppia, con un vano posto sopra il loggiato esterno che è definito dalla facciata attuale e dalla parete che costituisce parte residua della facciata originale ed ha un arco a tutto sesto, in laterizio, aperto verso l’aula. Questo ambiente prende luce dal rosone in facciata. L’altezza massima dell’aula è di m 8.30, quella minima di m 7.20.
- Elementi decorativi
- La cappella del fonte battesimale sulla destra dell’altare maggiore, si differenzia rispetto agi altri ambienti poiché risulta completamente decorata alle pareti ed al soffitto con pitture policrome a motivi seriali geometrici. Il registro inferiore con bicromia verde-grigio su fondo beige vede la presenza di ricorsi orizzontali e riquadri rettangolari con motivi geometrici; il registro superiore, con la prevalenza del color porpora su fondo chiaro, con cornice perimetrale, presenta motivi circolari a intreccio; la decorazione prosegue negli sguinci della monofora invetriata policroma. Nell’ambito dei lavori di restauro del 1973 sono stati riscoperti due affreschi: nella nicchia lungo la parete destra, vi sono lacerti di pittura con cromie vivaci raffiguranti S. Romolo e S. Jacopo con angeli e colomba, databile tra la fine del XV secolo e inizio del XVI, firmata dal fiorentino “Romolo pictor”, qui è posta una stata della Vergine. Nella nicchia di fronte, un secondo affresco anonimo raffigurante “l’Eden, l’albero della vita e due palme ai lati”, con lacerti di decorazioni sugli stipiti, databile al XV secolo e riconducibile alla maniera di Paolo Schiavo. In occasione dello stesso restauro è stato ricollocato nell’abside l’antico Crocifisso quattrocentesco, dipinto da Neri di Bicci ed opera lignea del camaldolese Romualdo, abate di Candeli. Alle pareti laterali della Compagnia, in corrispondenza dell’altare rialzato in lapideo, si trovano sulla destra un tondo in terracotta invetriata e policroma con l’immagine della Madonna col Bambino entro ghirlanda, sulla sinistra una tela alla maniera di Cristoforo Allori con la “Madonna con Rosario”, opera restaurata nel 1983.
- Pavimenti e pavimentazioni
- All’interno dell’aula il pavimento è in cotto, arrotato a crudo, disposto a spina con fascia perimetrale e di fattura recente. Soglie e pedate in pietra arenaria, così come il piano rialzato su cui poggia l’altare maggiore; l’ambone è portato alla quota dell’altare tramite una pedata lignea semicircolare. All’interno della cappella sul lato destro che ospita il fonte battesimale, la pavimentazione è realizzata con piastrelle quadrate di cotto. Nella Compagnia si ripresenta il cotto a spina con bindello laterale, di recente posa. Il porticato è pavimentato a sua volta in cotto a spina, con al centro della campata sulla sinistra un inserto in pietra, di forma ovale e con stemma scolpito.
- Coperture
- La navata ha copertura a capanna, realizzata con cinque capriate lignee, travi, travetti e scempiato in cotto. La zona absidale e le cappelle laterali sul transetto sono coperte da volte a crociera intonacate. La cappella che ospita il fonte battesimale ha solaio piano con decorazione parietale policroma, il disegno geometrico e seriale riproduce un motivo a cassettoni. La Compagnia presenta una copertura a falda inclinata, con doppia orditura, travetti in legno, scempiato in cotto; le quote d’imposta sono inferiori rispetto alla navata. Manto di copertura in coppi e tegole.
- Pianta
Notizie storiche
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- 1083 ‐ 1125 (origini carattere generale)
- La prima menzione della chiesa di San Cristoforo a Strada (“S. Christophori de Strata”) è riconducibile alla pergamena di una donazione di Rizo ed Ermenegarda dell’inizio del 1083. La sua collocazione, lungo una deviazione della chiantigiana, nel percorso tra Firenze e Greve in Chianti, cade in un territorio ove i primi insediamenti religiosi risalgono probabilmente all’età carolingia, tesi avvalorata dal fatto che la devozione per San Cristofano sia di origine franca; qui vi sono diversi esempi di architettura romanica religiosa, di cui tracce sono manifeste all’interno della chiesa. La parrocchia, edificata secondo la tradizione, sopra un fortilizio, dal 1083 al 1125 circa, fu suffraganea della pieve dell’Impruneta; oggi appartiene alla diocesi di Firenze.
- 1156 (menzione carattere generale)
- La chiesa compare una seconda volta nella Bolla Pontificia del 1156, diretta ad Ugo, pievano dell’Impruneta e riconfermata dai successori Adriano IV, Gregorio IX e Niccolò IV.
- 1300 ‐ XIV (cenni storici carattere generale)
- Come riporta anche il Villani, all’inizio del XIV secolo il patronato era passato alla famiglia Bardi, signori della zona.
- XV (cenni storici carattere generale)
- Il Crocifisso ligneo policromo posto nell’abside è quattrocentesco, attribuito a Neri di Bicci ed a Romualdo, abate di Candeli, per l’opera lignea.
- XV fine ‐ XVI inizio (decorazioni ad affresco interno)
- Gli affreschi nelle due nicchie laterali sono riconducibili al periodo che intercorre tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI.
- XVI ‐ 1571 (cenni storici carattere generale)
- La chiesa fu elevata a prioria e nel 1571 ebbe il privilegio del fonte battesimale.
- 1850 ‐ XIX (cenni storici carattere generale)
- Nel 1850 il patronato passa ai Lorena. Risale a quel periodo la costruzione di una torre campanaria in luogo del precedente campanile a vela.
- 1926 ‐ XX (vicende conservative intero bene)
- Un primo ed importante restauro è datato 1926, su progetto dell’architetto francescano Raffaello Franci. In questa occasione si realizza un vero e proprio ampliamento dell’edificio, costruendo una doppia facciata in linea con l’edificato limitrofo e prospiciente il fronte strada. All’interno, al di sopra del nartece fu creato uno spazio che si proietta verso l’aula grazie ad un’apertura arcuata ed ospita l’organo con il coro; vennero inoltre costruiti tre altari in pietra ed una cappella.
- 1973 (vicende conservative intero bene)
- Nel corso del 1973 sono stati realizzati Interventi per l’adeguamento alla riforma liturgica e per il recupero in vista di elementi del romanico all’interno della chiesa. Contestualmente furono riportati alla luce due affreschi all’interno delle nicchie lungo la navata, restaurata la tela della “Madonna del Rosario” e ricollocato nell’abside il Crocifisso quattrocentesco. Un nuovo tabernacolo in statuario di Carrara, adornato da una porticina in bronzo, fu opera dell’artigiano Giuseppe Giannoni.
- 1976 ‐ 1983 (vicende conservative intero bene)
- Negli anni successivi, dal 1976 al 1983, la chiesa è oggetto di ulteriori interventi, quali la sistemazione del campanile, la rifondazione dell’abside ed il restauro della sacrestia.
- 2000 ‐ 2018 (vicende conservative intero bene)
- Nel corso degli anni 2000 è stata restaurata la Compagnia che versava in stato di totale degrado. Nel 2011 sono stati eseguiti interventi sulla torre campanaria in seguito alla caduta di un fulmine avvenuta nel 2009. Infine, nel 2017-2018 è stato restaurato il rosone in facciata e collocato un confessionale ligneo di grandi dimensioni nella cappella laterale sinistra.
- 1083 ‐ 1125 (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1973)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato nell'ambito degli interventi di restauro della chiesa messi in opera nel 1973. L'altare maggiore fu rimosso e nel presbiterio venne collocato un altare in pietra serena, con mensa per la celebrazione verso i fedeli poggiante frontalmente su quattro elementi a colonna che recano decori a doratura; dimensioni cm 113 x 228 x 97 (h). Tabernacolo in lapideo collocato sul lato destro del presbiterio, al centro del quale, sotto l'arco absidale, è posta la sede, lignea, mobile, di fattura recente. Ambone ligneo collocato sul lato sinistro del presbiterio. Fonte battesimale mobile, in cappella dedicata, con bacile in ceramica su base in bronzo. In uso leggio mobile. Due confessionali lignei al centro delle pareti longitudinali della navata ed un confessionale in cappella laterale sinistra.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1973)
🕊️ Dati e foto del giorno
| Popolazione: | STRADA IN CHIANTI |
| Abitanti: | 1400 |
| Parroco: | REV. RICCARDO SANTI |
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