(BAGNO A RIPOLI) S. GIUSTO A EMA

🚩 VIA VACCIANO (BAGNO A RIPOLI), BAGNO A RIPOLI - 50012 (FI)
⏳ Messe in S. GIUSTO A EMA – Orario
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⛪Dove si trova la chiesa?
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🔎Chi è questa chiesa?
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Giusto
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La Chiesa ha una pianta rettangolare ad andamento longitudinale a unica navata oltre alla cappella della compagnia posta a destra. La Chiesa si presenta con un atrio frontale coperto da un'ampia loggia che poggia gli archi su colonne affiancate ai pilastri ornati da nicchie rimaste vuote.
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- Coperture
- La struttura di copertura è costituita da una triplice orditura, la primaria consistente in capriate lignee, la secondaria in travi e la terziaria in correnti, con sovrastante pianelle, guiana e coppi e embrici.
- Struttura
- La struttura della Chiesa è in pietrame misto poi intonacato con cupola centrale realizzata in laterizio. La navata principale è voltata a botte con un astruttura in cannicciato ed affrescato.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione interno chiesa è realizzata mediante cotto antico mentre le soglie e i gradini sono in pietra.
- Coperture
Notizie storiche
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- 1032 (citazione parte del bene)
- Il luogo di Mezzana, dove aveva sede San Giusto, appare ricordato per la prima volta in un documento notarile del 1032, insieme al vicino Vacciano che dà ancora il nome alla strada che sale al colle di Fattucchia.
- 1130 (citazione parte del bene)
- Nel 1130 un altro documento cita la chiesa di Santa Maria a Carpineto che si trovava sulla sommità della collina
- 1156 (citazione intero bene)
- Tanto Giusto a Ema che Santa Maria a Carpineto sono citate in una bollapapale del 1156 che conferma un precedente documento di Niccolò II. Le due chiese erano suffraganee, o dipendenti, della Pieve dell'Impruneta. Da allora le due chiesette ebbero vite parallele per arrivare infine, come vedremo, a una davvero ben singolare unificazione. Come era consuetudine del tempo, le due chiese erano sotto la custodia o patronato di una famiglia nobile e potente. In questo territorio dominava la famiglia degli Amidei, proprietaria della torre che poi divenne il campanile di Santa Maria a Montici. La rivalità tra Amidei e i vicini Buondelmonti fu all'origine delle sanguinose lotte nel comune di Firenze. Dagli Amidei si distinse e separò il ramo dei Gherardini o figli di Gherardo, ai quali passò il patronato di San Giusto e Santa Maria a Carpineto.
- 1156 (citazione intero bene)
- Un'ampia autonomia per le decisioni di carattere civile, come manutenzione di strade e così via, restava ai capofamiglia del luogo: San Giusto e Santa a Maria a Carpineto formarono un comunello rurale che poi fu unito all'Impruneta. Oggi il territorio appartiene al comune di Bagno a Ripoli. Dell'età più antica restano abbondanti documenti ma poco sappiamo sullo stato e l'aspetto della chiesa di San Giusto e di quelli di Santa Maria a Carpineto.
- 1529 ‐ 1530 (citazione intero bene)
- Tra il 1529 e il 1530 la campagna della Val d'Ema subì gli effetti disastrosi della presenza dell'esercito spagnolo che assediava Firenze. Può essere stato questo il tempo nel quale la collina prese il nome di Poggio Secco, dopo le devastazioni. Nel 1541 la chiesa di San Giusto non era stata ancora riparata dopo i guasti della guerra e in pessimo stato era anche Santa Maria a Carpineto. Al ritorno di tempi migliori contribuì Bernardo Vecchietti che a metà collina, sul luogo forse, del castello longobardo e della fortificazione comunale fece costruire un più pacifico uccellatoio per la caccia mediante grandi reti che imprigionavano abbondante selvaggina destinata alle mense signorili.
- 1590 (ristrutturazione intero bene )
- Nel 1590 un documento fa sapere che la chiesa di San Giusto era stata riparata ma le pareti presentavano di nuovo un eretto presso l'altare maggiore. E' un'indicazione che può rilevare una costante instabilità del terreno. Si apprende pure che era stato coperto per la prima volta l'atrio davanti alla chiesa. Nello stesso tempo si ha notizia di una lenta e progressiva rovina della chiesa di Carpineto.
- 1626 (costruzione intero bene)
- Nel 1626 si ha notizia che a San Giusto a Ema erano stati costruiti i due altari laterali. In questa età molte altre chiese toscane ebbero i nuovi altari alle pareti laterali delle navate, tutti in identico stile del tardo rinascimento.
- 1647 ‐ 1700 (costruzione intero bene)
- Nel 1647 la famiglio Gherardini cedè il patronato di San Giusto a quella dei Niccolini che vollero far notare la loro presenza con l'applicazione sulla facciata dello stemma, la costruzione dell'attuale portico con gli eleganti archi ribassati, le colonne e i pilastri ornati da nicchie rimaste vuote. Nello stile tardorinscimentale di quell'epoca anche il finestrone che dà forte luce alla chiesa.
- 1725 ‐ 1731 (citazione Compagnia del SS. Sacramento)
- Nel 1725 fu istituita la Compagnia del Santissimo Sacramento e della Concezione per iniziativa di un gruppo di giovani che decisero di continuare una forma di devozione di secolare origine. I capitoli della Compagnia o confraternita furono terminati nel 1731. Il culto per Immacolata Concezione si era diffuso in Toscana assai prima del riconoscimento del dogma di Fede.
- 1787 (operazione edilizia intero bene)
- Nel 1787 furono completati altri imponenti lavori. Il maestro muratore Giuseppe Casini e il legnaiolo Alessandro Lazzeni completarono la nuova intonacatura e altri abbellimenti. Fu trasferito a San Giusto il dipinto con la Vergine, proveniente da San Procolo in Firenze. In quello stesso anno l'opera forse più interessante fu la costruzione del campanile al posto di un precedente campaniletto a vela. Appenna tre anni dopo fu necessario riparare i danni di un fulmine.
- 1797 ‐ 1801 (oprazione edilizia intero bene)
- Nel 1797 ebbe inizio un'operazione edilizia davvero singolare che riunì per sempre le storie parallele di San Giusto e Santa Maria a Carpineto. Il priore Giovacchino Volpi chiese di poter costruire accanto a San Giusto un nuovo locale per la Compagnia del Santissimo Sacramento e della Concezione. A tale scopo chiese di utilizzare le Pietre di Santa Maria a Carpineto ormai in totale rovina. Furono necessarie un'autorizzazione ecclesiastica e una civile concessa dal podestà del Galluzzo. Ci resta tutta la documentazione, per così dire burocratica che anche allora richiese tempo e abilità pari a quelli necessari per le opere manuali e murarie. I lavori iniziarono dopo il 16 agosto. Quanto restava dell'antica chiesetta fu smontato pezzo a pezzo. Le pietre furono trasportate accanto a San Giusto e terminata la costruzione o meglio la ricostruzione, il nuovo oratorio fu benedetto nell'aprile del 1801.
- 1801 (citazione intero bene)
- La chiesa di San Giusto a Ema prese il caratteristico aspetto che ancora oggi presenta, con due facciate gemelle, affiancate. Chi osserva la muratura della Cappella della Compagnia scopre che le pietre di alberese hanno il taglio tipico di un'antica età, ricordano i secoli dello stile romanico, in contrasto con il gusto neoclassico dell'intera costruzione. Quell'insolito contrasto appare misterioso finché non si scopre l'altrettanto singolare storia di questa chiesa, anzi di queste due chiese. Non è soltanto nella nostra epoca che si fanno eccezionali traslazioni di monumenti.
- 1810 ‐ 1817 (citazione intero bene)
- Nel 1810 il pittore Luigi Sabatelli dipinse un grandioso affresco del quale parlò tutta Firenze tanto che il 21 marzo 1817 il granduca Ferdinando III volle visitare la chiesetta. Arrivato senza preavviso il granduca fu accolto con gentile semplicità dalla domestica che era anziana, sorda, ignara dei rituali di corte ma ben educata. Il granduca, piacevolmente sorpreso, donò il bel ciborio in legno.
- 1838 (inaugurazione organo)
- Nel 1838 fu inaugurato l'organo in sostituzione di uno più antico.
- 1930 (opere edili intero bene )
- Nel 1930 mentre era priore don Oreste Carmagnini furono compiuti altri radicali lavori di ingrandimento e di abbellimento. Ne ebbero l'incarico gli architetti Severino Crott e padre Raffaele Franci. Purtroppo andò sacrificato l'affresco del Sabbatelli ma in quegli anni si dava ancora poco interesse alla pittura accademica ottocentesca.
- 1032 (citazione parte del bene)
🕊️ Foto e informazioni giornaliere
| Popolazione: | BAGNO A RIPOLI |
| Abitanti: | 375 |
| Parroco: | REV. GIANNI CIOLI |
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