(BORGO SAN LORENZO) S. LORENZO A BORGO S. LORENZO

Índice
  1. ⏱️ A che ora sono le messe in S. LORENZO A BORGO S. LORENZO?
  2. 🗺️Dove si trova la chiesa?
  3. 📝Descrizione della parrocchia
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🕊️ Dati e foto del giorno

⏱️ A che ora sono le messe in S. LORENZO A BORGO S. LORENZO?

In questa pagina potrai consultare gli orari delle eucaristie all’interno della chiesa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni lavorativi, i giorni di festa o le giornate precedenti a una festa.

Oggi Martedì 15 settembre 2026, l'orario della messa è: 08:00

Lunedì 08:00, 18:00
Martedì 08:00
Mercoledì 08:00, 18:00
Giovedì 08:00, 18:00
Venerdì 08:00
Sabato 08:00, 18:00
Domenica 08:00, 10:00, 11:30, 18:00

🗺️Dove si trova la chiesa?

Se vuoi orientamento per trovare la messa, in questa pagina potrai consultare la piantina insieme a segnalazioni per rendere facile arrivare a questo luogo.

📝Descrizione della parrocchia

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Pieve di San Lorenzo

  • La Pieve di S. Lorenzo si trova a Borgo S. Lorenzo, in Mugello, lungo via San Francesco (ca 186,50 m s.l.m). La chiesa sorge al centro della cittadina omonima in Mugello. Sul lato destro è l'ex convento domenicano di Santa Caterina, ad oggi privo di uso, a ridosso del quale si trova il tabernacolo realizzato dalla Manifattura Chini. La torre campanaria sorge sul retro. Più oltre sono la canonica ed i locali parrocchiali. I prospetti visibili esternamente sono realizzati in conci d'arenaria. La facciata è a salienti, la pianta è a tre navate con presbiterio absidato.

    • Pianta
      • La chiesa ha pianta a tre navate, con l'abside rivolta ad est/sudest, molto prossima alla direzione dell'alba dell'equinozio di primavera. Sul lato destro del presbiterio è l’accesso alla sagrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 45,00, lunghezza fino all'arco absidale: m 41,10; larghezza totale: m 18,50; larghezza della navata centrale: m 8,60.
    • Facciata
      • La facciata, rivolta ad ovest/nordovest (molto prossima alla direzione del tramonto equinoziale), è a salienti in corrispondenza delle navate, con archetti ciechi in sottogronda in corrispondenza della nave mediana e un occhio centrale e due laterali, tre portali architravati, con quello centrale di maggiori dimensioni recante scolpita nell'architrave la graticola di San Lorenzo, sormontato da una lunetta con il busto di "san Lorenzo" e protetto da una tettoia.
    • Campanile
      • Il campanile è in mattoni, a pianta esagonale irregolare, impostato sull'abside e costituito da cinque piani sovrapposti qualificati da monofore e da bifore. Il sistema campanario è elettrificato, in funzione, ed è provvisto di sei campane.
    • Interno
      • L’interno è a tre navate, con la centrale che si apre sulle laterali mediante dieci arcate a tutto sesto scandite da colonne in arenaria verso la navata sinistra e da pilastri a pianta quadrata in parte alternati a colonne verso la navata destra. Le arcate sul lato sinistro sono in conci di pietra, quelle sul lato destro in laterizio. Il presbiterio è rialzato e termina nell’abside con la volta decorata dal Chini ed il grande arco absidale. Al centro è l’altare maggiore in arenaria, sul retro del quale sono la sede lignea ed il coro di fattura recente; sul lato destro è il tabernacolo in arenaria inserito a parete. Sul lato sinistro del presbiterio è un grande organo di fattura moderna. Lungo la parete longitudinale sinistra si apre un accesso dall’esterno. Alle pareti delle navate laterali sono addossati quattro altari per parte, con dossali in arenaria, privi di mensa, eccezione fatta per i due più prossimi al presbiterio. Inseriti nelle pareti sono inoltre quattro confessionali, due per parte, con un setto frontale in arenaria. Nella seconda campata della navata laterale destra è Il fonte battesimale del XVI secolo, a pianta esagonale in arenaria e marmo, con la copertura in ottone. In controfacciata i due portali laterali sono preceduti da bussole lignee; ai lati del portale maggiore, sormontate da lunetta con gli altorilievi in grès del Cipolla, vi sono due acquasantiere in arenaria. I rivestimenti interni sono ad intonaco tinteggiato di bianco. La chiesa prende luce da venti monofore, dieci per parte, con alabastri e con un singolo elemento vitreo policromo, aperte nel claristerio, dalle tre vetrate policrome in controfacciata, da cinque monofore lungo la parete laterale sinistra, con alabastri e con un singolo elemento vitreo policromo, come le due monofore ai lati del presbiterio e le tre aperte nell’abside. Oltre alle opere d'arte già citate nelle note storiche e di pertinenza da sempre della chiesa, vanno segnalati il grande Crocifisso ligneo del XVI secolo, attribuito a Jacopo Sansovino (1486-1570), ora presso l'altar maggiore, proveniente dalla chiesa di San Francesco e qui postatovi dopo la soppressione del convento nel 1808; la tavola con la "Madonna con il Bambino", attribuita a Giotto su un pilastro della chiesa e proveniente dall'oratorio di Sant’Omobono; la "Madonna con il Bambino ed i Santi Giovanni Battista e Tommaso", attribuita a Piero di Cosimo (circa 1461-1522), ora collocata nella controfacciata e proveniente dal santuario settecentesco del Santissimo Crocifisso dei Miracoli di Borgo e precedentemente forse da una chiesa fiorentina in seguito alle soppressioni granducali delle Compagnie alla fine del Settecento; una Croce dipinta, della fine del XIV secolo e di scuola fiorentina prossima a Lorenzo Monaco (circa 1370-1425), presso la testata della navata destra, concessa alla pieve dal Seminario Maggiore di Firenze, per essere originariamente collocata al centro dell’abside dopo il rifacimento in seguito alla riforma liturgica. L'altezza massima della navata centrale è m 16,30, la minima m 14,40; l'altezza della navata destra è m 6,90, quella massima della navata sinistra m 10,00 e la minima m 8,70.
    • Elementi decorativi
      • Capitelli romanici a due ordini di foglie e a dado; base di colonna con elementi zoomorfi; dossali di altari con semipilastri corinzi sorreggenti archi a pieno centro con acroteri; tabernacolo primocinquecentesco presso la testata della navata destra, qualificato da lesene strigilate e frontone centinato; fonte battesimale a pianta poligonale in pietra.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • La pavimentazione delle navate è realizzata in riquadri di cocciopesto. Il presbiterio ha pavimentazione in cotto arrotato, disposto a spinapesce.
    • Coperture
      • La navata mediana ha copertura poggiante su undici capriate, un'orditura primaria e secondaria lignee. La navata laterale destra è voltata a crociera, quella sinistra ha una copertura ad unica falda poggiante su undici travi ed un'orditura primaria e secondaria anch'esse lignee. Il manto di copertura del tetto a capanna è in coppi e tegole piane.

Notizie storiche


    • IV ‐ X (origini chiesa)
      • Fonti leggendarie la vorrebbero fondata da Sant'Ambrogio nel IV secolo (393) sulle rovine di un tempio dedicato a Bacco, ma la sua esistenza, lungo l'importante strada transappenninica, dovrebbe risalire solamente alla fine del IX secolo - inizi del X, quando viene eretta vicino al castello costituente un feudo dei vescovi fiorentini. A tale epoca (X secolo) risalgono quattro conci scolpiti a bassorilievo con motivi geometrici, poi reimpiegati nella muratura successiva. In origine la zona doveva essere acquitrinosa a causa delle frequenti esondazioni della Sieve. Lungo un fianco della chiesa, in corrispondenza dell'odierna via Cocchi, esiste un cimitero, le cui tracce sono rinvenute nel 1953.
    • 934 ‐ 1073 (cenni storici chiesa)
      • La chiesa è storicamente ricordata per la prima volta nel 934 e poi ancora nel 941, quando sono citati la "curtis et ecclesia Sancti Laurentii, judiciaria [= giurisdizione] florentina" in un atto con cui il vescovo fiorentino Raimbaldo (dal 930 al 964) dà in locazione alcuni beni posti nel suo territorio ai figli di Atriperto. In altri due documenti, risalenti al 1062 e al 1073 (altrettante bolle papali di Alessandro II e di Gregorio VII), viene rammentata come pieve e collegiata di canonici dipendente dalla Curia fiorentina. Nei locali annessi ospita la contessa Beatrice di Lotaringia (1019-1076), madre di Matilde di Toscana (1046-1115). Nel 1076 è nominato il "castellum plebis Sancti Laurentii", che nel 1059 era stato ceduto dal vescovo Gherardo di Borgogna (circa 980-1061), futuro papa Niccolò II, ai canonici del capitolo fiorentino.
    • 1150 ‐ 1263 (costruzione chiesa)
      • Il nome del primo pievano noto è Ruggieri e risale al 1175; nel 1217 è pievano Sigieri e nel 1218 fra' Lorenzo, un domenicano poi morto a Lucca. La chiesa è ricostruita ed ampliata in due fasi tra la seconda metà del XII ed il XIII secolo, con pianta a tre navate, divise da colonne in arenaria (tra la nave centrale e quella sinistra, risalenti al secolo XII, aventi fondazioni su palizzate, a causa del terreno originariamente inconsistente e acquitrinoso, e sorreggenti archi in pietra) e pilastri quadrangolari (tra la nave centrale e quella di destra, della metà del Duecento, sorreggenti archi in mattoni) e una sola abside centrale. Nella base della quinta colonna di sinistra sono raffigurati a bassorilievo elementi zoomorfi risalenti al XII secolo.
    • 1263 ‐ 1286 (costruzione campanile)
      • Al 1263, al tempo del pievano Parenti (documentato dal 1258), secondo la tradizione dovrebbe risale la torre campanaria (o almeno la sua ristrutturazione, come da un'iscrizione presente nel capitello di una sua bifora), poggiante sul catino absidale e sul suo arcone, contemporanea all'incirca al rifacimento del settore destro della chiesa, suggellandone forse la conclusione del cantiere. Nel 1274 è pievano Guelfo di Marzoppino di Azzo dei Della Tosa (la potente famiglia guelfa che aveva le proprie case in Mercato Vecchio a Firenze: quella di suo padre era nel 'popolo' di San Salvatore, il quale vide distrutti i suoi edifici dopo Montaperti), che nelle "rationes decimarum" di quell'anno paga a Roma "libbre XXV". Si deve a quest'ultimo il definitivo assoggettamento degli Ubaldini: di fronte all'altar maggiore essi rinnovano semestralmente la loro fedeltà al vescovo fiorentino, come fanno anche al tempo di Andrea de' Mozzi (vescovo dal 1286 al 1295, morto nel 1296) e poi ancora nel 1299.
    • 1310 ‐ 1348 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1303 i Fiorentini, ai quali il vescovo cede la difesa del castello, pur riservandosi sempre i diritti di vassallaggio e la nomina del podestà, presidiano il castello medesimo e le sue torri. Nel 1310 è pievano messer Pietro di ser Ottaviano di ser Tino della Casa, canonico fiorentino. Ancora nel 1348 risulta essere una collegiata. Dalla pieve dipendono nove edifici sacri suffraganei (che nell'Ottocento costituiranno cinque chiese e quattro loro "annessi").
    • 1374 ‐ 1385 (restauri e opere pittoriche intero bene)
      • Nel 1374 è pievano sempre Pietro della Casa, che provvede a restaurare il tetto a capriate. Nel 1376 è pievano ser Pennone di Bellozzo di Bambo da Olmi. Negli anni 1375-1380 Niccolò di Pietro Gerini (doc. 1368 - m. 1415) dipinge una "Madonna col Bambino", facente parte di un polittico del quale un altro settore è conservato in un museo straniero, mentre gli altri tre sono andati distrutti nel 1913. Forse la bottega di Agnolo Gaddi (circa 1350-1396) esegue tra il 1380 ed il 1385 una "Madonna in trono con il Bambino" detta la "Madonna del cardellino", facente parte di un originario polittico forse destinato all'altar maggiore (attorno alla quale poi si riunisce la Compagnia della Madonna).
    • 1432 ‐ 1447 (realizzazione e altri lavori busto di "San Lorenzo")
      • Nel 1432 diviene pievano Jacopo di Giovanni Ugolini, canonico di Volterra, che la reggerà fino al 1447. Egli avrebbe fatto eseguire a Donatello un busto di "San Lorenzo". Secondo quanto ricostruito da Francesco Caglioti, l’originale donatelliano, eseguito per la pieve, sarà replicato in epoca imprecisata, realizzando un busto che corrisponderebbe a quello attualmente sistemato sull’altare di San Michele Arcangelo. Inoltre l'Ugolini fa realizzare la piccola porta in pietra scolpita, aperta nell’abside, che in origine conduce in ambienti attigui alla chiesa e reca sull’architrave lo stemma del pievano. Egli fa anche edificare, sul fianco sinistro della chiesa, una vasta sacrestia, demolita nel corso dei restauri novecenteschi.
    • 1505 ‐ 1514 (rifacimento coperture e altri lavori intero bene)
      • Nel 1503 viene creato pievano Damiano Manti da Imola (m. 1543), nominato dall'arcivescovo fiorentino Rinaldo di Jacopo Orsini (vescovo dal 1474 al 1508, morto nel 1509). Allora la chiesa necessita di vari rifacimenti. Vengono ricostruite le coperture delle navate e le capriate in quella mediana (impiegando nella carpenteria 610 tronchi di castagno) e nel 1514 la pavimentazione, sono innalzati gli otto altari laterali ed il fonte battesimale, è ricostruito in legno scolpito e dorato l'altar maggiore. Sono innalzati anche i due altari laterali (oggi scomparsi) posti in corrispondenza delle testate delle navate laterali e vengono realizzate le volte a crociera della navata destra.
    • 1515 ‐ 1518 (il Bachiacca dipinge "S. Sebastiano tra i SS Benedetto e Domenico")
      • Su committenza delle suore tra il 1515 ed il 1518 il borghigiano Francesco Ubertini detto il Bachiacca (1494-1557) esegue la tavola con i "San Sebastiano tra i Santi Benedetto e Domenico" (da altri identificati con i Santi Romualdo e Vincenzo Ferrer) per uno degli altari di sinistra.
    • 1516 ‐ 1543 (costruzione del convento convento e chiesa)
      • Di lato, nel 1516 viene edificato su preesistenze, a destra della pieve e per iniziativa di don Manti, il convento domenicano femminile di Santa Caterina da Siena. Nel 1523 le terziarie domenicane passano al secondo ordine e ottengono il patronato della pieve con bolla di Paolo III del 1539, rimanendo all'arcivescovo di Firenze l'autorità di confermare il pievano prescelto dalle suore o di rimuoverlo. Un anonimo pittore fiorentino affresca su uno dei pilastri di destra una "Madonna con il Bambino", che taluni hanno accostato alle opere di Francesco Granacci (1469-1543) o Giuliano Bugiardini (1474-1555).
    • 1543 (cenni storici carattere generale)
      • Con la morte di don Manti nel 1543, viene eletto pievano Niccolò di Jacopo di Simone de' Romoli da Scarperia. L'amministrazione della pieve e dei suoi beni passa ai fiduciari delle suore domenicane, che la terranno fino alla soppressione napoleonica.
    • 1591 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1551 il 'popolo' della pieve conta 1.889 anime.
    • 1615 (Matteo Rosselli dipinge "Vergine e i SS Domenico e Francesco")
      • Nel 1615, su committenza sempre delle suore domenicane, Matteo Rosselli (1578-1650) dipinge la "Vergine e i Santi Domenico e Francesco che intercedono presso Cristo" (per uno degli altari di sinistra).
    • 1630 ‐ 1639 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1630, con l'arrivo della peste a Borgo, il pievano Jacopo Alfei chiude la pieve.
    • 1648 ‐ 1660 (realizzazine quadri)
      • Nel 1648 Jacopo Vignali (1592-1664) esegue la "Pentecoste" con gli Apostoli e Maria (ora in controfacciata a sinistra), una "Madonna Assunta in gloria fra Angeli e Santi" (ovvero San Giovanni Evangelista che nell'isola di Patmos ha la visione dell'Immacolata Concezione tra i Santi Antonino, Caterina da Siena e Margherita da Cortona), nell'ultimo altare a sinistra, con l'"Annunciazione" nella lunetta, e, forse, per un altare di destra, una "Madonna con il Bambino tra Angeli e con i Santi San Carlo Borromeo, San Domenico e Santa Caterina da Siena" assieme a fedeli e ai committenti ("Madonna del Rosario"); altri però hanno riferito anche quest'ultima a Matteo Rosselli oppure a Fabrizio Boschi (1572-1642), all’inizio della sua attività. Un anonimo pittore fiorentino sempre del Seicento esegue un "Gesù Bambino tra i Santi Antonio Abate e Antonio da Padova" (per un altare a sinistra).
    • 1659 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1659 è pievano don Andrea Paolini.
    • 1667 ‐ 1705 (cenni storici carattere generale)
      • Dal 1667 al 1705 è pievano don Biagio Nannicini.
    • 1714 ‐ 1744 (rifacimento complessivo pavimentazione chiesa)
      • Nel 1713 è pievano Francesco Consorti, "amovibile a volontà delle Suore" domenicane. Una lapide, risalente al 1714 e apposta lungo un muro esterno del convento domenicano, riporta alcune proibizioni di giocare attorno al convento stesso (lapide attualmente ricollocata all'interno della pieve). Nel 1744, sotto la direzione dell'architetto e scultore Girolamo Ticciati (1676-1744), un allievo di Giovan battista Foggini, la pieve viene ripavimentata e sono tolti i quattro gradini che si trovavano nel settore mediano. Il settore più prossimo all'area presbiteriale vie ribassato di circa 60 centimetri e quello antistante delle navate rialzato.
    • 1745 (cenni storici parrocchia)
      • Nel 1745 il 'popolo' della pieve conta 3.168 anime.
    • 1780 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1780 la chiesa è resa collativa, cioè soggetta a collazione, al conferimento di un beneficio ecclesiastico vacante.
    • 1803 (cenni storici carattere generale)
      • Al tempo del pievano Giovan Gualberto Catani, nel luglio del 1803 vengono traslate nella pieve le reliquie del Beato Giovanni da Vespignano.
    • 1805 ‐ 1815 (rifacimento stilistico chiesa)
      • Fra il 1805 ed il 1815, su iniziativa del pievano Catani, la pieve viene rimodellata in forme neoclassiche. Egli fa anche ingrandire la canonica e la sacrestia e fa distruggere il coro, liberando la navata destra. Le colonne sono trasformate in pilastri, le pareti intonacate e dotate di modanature, la pavimentazione rialzata di circa un metro, le capriate celate da una controsoffittatura dipinta a finti lacunari, le originarie monofore trasformate in finestre rettangolari; è anche ricostruito in marmo rosa l'altar maggiore. Don Catani si oppone pubblicamente a monsignor Antoine Eustache Osmond (1754-1823), vescovo di Nancy, imposto da Napoleone come arcivescovo di Firenze e per questo è condannato all'esilio in Corsica nel 1811. Al suo ritorno nel 1813 prosegue i lavori interrotti.
    • 1814 (P. P. Colli da Sansepolcro dipinge "San Michele Arcangelo")
      • Pietro Paolo Colli da Sansepolcro (1768-1822) dipinge nel 1814, per un altare di destra, un neoclassico "San Michele Arcangelo"
    • 1815 ‐ 1817 (cenni storici chiesa)
      • La pieve viene riconsacrata il 1° ottobre 1815 dall'arcivescovo fiorentino Pier Francesco Morali (1758-1826) e nel 1817 torna ad essere di libera collazione nelle mani dell'arcivescovo.
    • 1826 (realizzazione campane)
      • campane RENS realizzazione RENN Nel 1826 Santi Gualandi da Prato (autore di svariate fusioni in Toscana e soprattutto nel Pratese tra il 1815 ed il 1835) fonde le sei campane del campanile.
    • 1833 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1833 il 'popolo' della pieve conta 3.235 anime. Nel 1835, al tempo del pievano Pietro Marcelli (eletto tale nel 1822), un terremoto danneggia il campanile. Inizialmente il podestà di Borgo ne ordina l'abbattimento, che poi non verrà mai realizzato. Dal 1836 diviene pievano Luigi Giovannetti e nel 1847 il 'popolo' della pieve conta 3.696 anime. Il patronato della pieve spetta al Granduca "per le ragioni delle Monache di S. Caterina al Borgo". "Vi si onora un'Immagine di Maria SS. sotto il titolo della Purità [è il quadro secentesco del Vignali], tenuta in venerazione dal popolo e si fa la festa la terza Domenica di Ottobre con processione" (Luigi Santoni). Presso la chiesa esiste la Compagnia del SS. Sacramento e Gesù Salvatore.
    • 1875 ‐ 1906 (sostituzione busto di S. Lorenzo)
      • Tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX l’originale busto raffigurante "San Lorenzo" di Donatello, allora collocato sulla facciata della pieve, viene riconosciuto dall’antiquario Stefano Bardini (1836-1922) che riesce ad impadronirsene, sostituendolo con una copia appositamente eseguita, posta in luogo dell'originale.
    • 1898 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1898 è preposto della chiesa don Emanuele Magri.
    • 1906 (realizzazione pitture murali e cancellata presbiterio)
      • Nel 1906, al tempo del pievano don Canuto Cipriani (parroco dal 1904 al 1928), Galileo Chini (1873-1956), appena giunto a Borgo San Lorenzo per fondare col cugino Chino le Fornaci San Lorenzo, esegue le pitture murali dell'abside, comprendenti il "Cristo Pantocratore tra i Santi Lorenzo e Martino". A lui si deve anche il disegno delle cancellate in ferro battuto poste tra le navate ed il presbiterio, eseguite dalla ditta Torelli & Sterpos di Luco di Mugello (frazione del Comune di Borgo San Lorenzo). Sempre nel 1906, demolendo un muro esterno del convento domenicano, torna alla luce una "Madonna in trono con il Bambino ed i Santi Domenico, Lorenzo, Antonio e Caterina da Siena", opera di fra' Sebastiano Misuri dipinta nel 1596; dopo essere stata traslata in un vano del Comune, verrà collocata all'interno della pieve nella navata sinistra.
    • 1919 ‐ 1922 (restauri conseguenti il terremoto campanile e facciata)
      • Nel 1919, in seguito al terremoto del 29 giugno di quell'anno, il campanile resta gravemente danneggiato. Viene restaurato nel 1921. Nel 1922 la facciata è ricostruita in forme neoromaniche, reimpiegando il materiale originario crollato con il terremoto, sotto la direzione dell'architetto Giuseppe Castellucci (1863-1939). Le tre vetrate degli oculi sono realizzate dalle Fornaci Chini in memoria dei caduti durante la Prima Guerra Mondiale. È allora sempre parroco don Cipriani.
    • 1926 (realizzazione tabernacolo esterno)
      • A destra della facciata, nel 1926, in occasione delle celebrazioni del settimo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, è realizzato un tabernacolo in terracotta policroma, opera delle Fornaci Chini su progetto di Chino Chini (1870-1957); la statua del Santo si deve ad Augusto Chini (1904-1998) e la parte pittorica a Tito Chini (1898-1947).
    • 1937 ‐ 1939 (restauro complessivo intero bene)
      • Nel 1937-1938, su iniziativa del pievano, monsignor Ugo Corsini da Ronta (1887-1953, parroco dal 1928), la pieve viene interamente restaurata e riportata alle presunte forme originarie, cancellando sia le testimonianze sei-settecentesche superstiti, sia quelle primo-ottocentesche. Viene demolita la cantoria, sono rimesse in luce le antiche colonne, è riabbassato il piano di calpestio e la pavimentazione è ricostruita in cocciopesto; viene demolita la controsoffittatura ottocentesca; è rimesso in luce il filaretto del prospetto longitudinale sinistro e sono rifatte le cinque monofore; vengono aperte due nuove monofore presso la tribuna, nella testata delle navate laterali, ed è ricostruita secondo i principi del 'ripristino' la monofora absidale. Nel 1939 la Manifattura Chini esegue le vetrate policrome laterali.
    • 1950 ‐ 1963 (collocazione opere artistiche interno chiesa)
      • Nel 1950 sempre il Chini esegue (ma non per questa chiesa) un "San Giovanni Battista", che poi, acquistato dalla Cassa di Risparmio di Firenze, è concesso alla pieve borghigiana e posto presso il fonte battesimale nella navata destra. Carlo Parigi realizza i pannelli della Via Crucis. Dal 1953 al 1958 è pievano monsignor Gino Bonanni (1913-1995), in seguito canonico della metropolitana fiorentina e parroco di Santa Maria nella Badia Fiorentina dal 1964. Nel 1958 e fino al 1963 segue nella carica don Fedro Dei, poi parroco di Sant'Jacopino a Firenze. Nel 1959 è realizzato il nuovo altar maggiore, donato dal canonico fiorentino Giulio Lorini.
    • 1963 ‐ 1992 (cenni storici parrocchia)
      • Dal 1963 al 1992 è parroco don Rodolfo Cinelli (n. 1916).
    • 1992 (cenni storici parrocchia)
      • Nel 1992 diviene parroco monsignor Giancarlo Corti (n. 1946).
    • 1993 ‐ 2000 (vicende conservative intero bene)
      • Negli anni 1993-2000 sono attuati vari interventi di restauro, compresi alcuni sulle coperture. Nel 1996 è riportata in chiesa la tela raffigurante a "Madonna Assunta in gloria tra Angeli e Santi" del Vignali e nel 1997 il grande Crocifisso cinquecentesco, assente fin dal 1960. Nel 2019 è rifatto l’impianto di riscaldamento; nel 2000 sono restaurate le coperture con le capriate e le vetrate.
    • 2000 (collocazione opere artistiche interno chiesa)
      • Nel 2000 il catanese Salvatore Cipolla (1933-2006) esegue la lunetta a bassorilievo in grès con la "Simbologia battesimale" (l'Agnus Dei e la Colomba), posta al di sopra del "San Giovanni Battista" del Chini, e l'altro bassorilievo, sempre in grès, con "San Lorenzo che accoglie l'umanità", collocato in controfacciata. Altre opere sono degli artisti Marco Bongiovanni (pittore, amico di Mario Bini) e di Marco Lukolic (1927-2019), scultore originario di Antìvari/Bar (Montenegro).

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ intervento strutturale (1970 (?))
      • Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato nel corso degli anni ’70. Al centro del presbiterio l'altare maggiore di fattura moderna è in arenaria, ha la mensa poggiante su basamento centrale e consente la celebrazione rivolta verso i fedeli. Sul fronte del basamento è scolpita in bassorilievo la graticola di San Lorenzo; sul retro è riportata la data del 1959. Dimensioni indicative cm 128 x 280 e altezza cm 98. Tabernacolo in arenaria posto in parete sul lato destro del presbiterio. L’ambone in arenaria è collocato sul lato sinistro del presbiterio. La sede lignea è posta al centro dell’abside e preceduto da un leggio in metallo. Fonte battesimale in arenaria, a pianta esagonale, posto presso la parete laterale destra. Quattro confessionali sono inseriti due per parte nelle pareti laterali e preceduti da un setto frontale in arenaria. Un confessionale, ligneo, è posto nella settima campata della navata laterale destra.

🕊️ Dati e foto del giorno





Popolazione:BORGO SAN LORENZO
Abitanti:6850
Parroco:REV. LUCIANO MARCHETTI
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