(SCARPERIA) S. MARIA A FAGNA

📌 VIA DELLA CHIESA 35 (SCARPERIA), SCARPERIA E SAN PIERO - 50038 (FI)
⏳ Orari delle Messe in S. MARIA A FAGNA
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📍Come posso trovare la chiesa?
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📝Storia e dettagli della chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Pieve di Santa Maria a Fagna
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La pieve di Santa Maria a Fagna si trovava nel Comune di Scarperia, sulla cima di una collina alla cui base scotte il torrentello Levisone (idronimo derivante dal nome etrusco Luvisu). È orientata sudest-nordovest. Sul fianco destro si trovano la canonica ed il chiostro, su quello sinistro la Compagnia ed un edificio che si sviluppa ortogonalmente alla chiesa, forse già adibito ad uso agricolo ed oggi non più in uso. All'esterno la facciata è intonacata. La pianta si articola su tre navate con altari laterali e una sola abside centrale.
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- Pianta
- La chiesa ha pianta a tre navate divise da pilastri, terminanti con il presbiterio absidato. Una cappella si trova alla testata della navata laterale sinistra, la sacrestia nuova è sul lato opposto. Da una porta architravata lungo la navata destra si accede al chiostro, da altre tre poste lungo la navata sinistra si entra rispettivamente nella sede della Compagnia, nel campanile e nella sagrestia vecchia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 26,70, lunghezza fino all'abside semicircolare: m 24,10, larghezza della navata centrale: m 6,30, larghezza totale: m 14,70.
- Facciata
- La facciata è tripartita, intonacata, scandita verticalmente da quattro lesene tuscaniche; il frontone mediano triangolare (concluso nel vertice da un pinnacolo con sfera, banderuola e Croce) è raccordato mediante semplici volute alle lesene angolari, gravate da piramidi con sfere. Al centro è il portale con frontone centinato, di lato sono due finestre trabeate. Al di sopra del portale si trova una finestra con frontone centinato, sovrastata da un bassorilievo in stucco novecentesco con due angeli recanti l'emblema mariano. Ai lati sono murate due lapidi memoriali cinquecentesche. Anche gli altri prospetti sono intonacati, ad eccezione dell'abside, che presenta il filaretto a vista con alcune monofore romaniche; il suo settore superiore, immediatamente al di sotto della copertura a tetto semiconico, è però intonacata e presenta una serie di aperture ad archetti.
- Campanile
- Il campanile è posto sul retro della pieve, a pianta quadrata, intonacato, con quattro campane nella cella, qualificata da ampie monofore centinate inquadrate da lesene tuscaniche; è posto presso il prospetto sinistro nordorientale della chiesa, non distante dall'area absidale.
- Interno
- Nel suo complesso la chiesa è attualmente un tipico esempio di edificio tardobarocco. L'interno è articolato in tre navate, suddivise da due file di sei pilastri ciascuna, e terminanti con l'abside semicircolare catinata mediana, con una cappella a sinistra (cappella di Gesù morto, con la statua di Cristo del primo Ottocento) e con l'attuale sagrestia quadrangolare a destra. Il presbiterio è rialzato e preceduto da una balaustra in arenaria; l'altar maggiore è alla romana in marmi policromi. Un ordine maggiore composito marmorizzato scandisce la navata centrale, sormontato da una trabeazione, sopra la quale si imposta la copertura a botte; decori e cartigli in stucco color bianco e oro contraddistinguono i pilastri, l'intradosso degli archi e i loro colmi in chiave. I colori pastello delle pareti sono giocati sul bianco, sul vede tenue, sul rosaceo e sull'oro. Lungo la navata di sinistra si trova un altare provvisto di mensa poggiante su mensole, con la pala dell’Assunta di Santi di Tito entro una cornice in stucchi bianchi e oro (la crociera corrispondente della navata laterale è dipinta con Angeli settecenteschi recanti rose alla Vergine); lungo la navata destra vi sono due altari: quello di San Giuseppe (ora con una statua di Cristo nella nicchia quadrata parietali) e quello della Madonna (con a parete un frontone centinato spezzato, l'emblema di Maria e varie decorazioni in stucco); inoltre vi sono due confessionali per lato, sormontati da stucchi parietali. L'arcone absidale, inquadrato da due lesene composite e con un grande cartiglio in chiave, introduce nell'abside scandita in tre settori mediante due lesene ed è interamente ricoperta di stucchi, come il catino a lacunari. In controfacciata, in corrispondenza della navata sinistra, è il fonte battesimale marmoreo del XII secolo, con specchiature in marmo verde e bianco dai motivi geometrici, fitomorfi e zoomorfi a bassorilievo e a tarsia; a destra l'altare del Crocifisso (con pittura raffigurante San Francesco in adorazione del Crocifisso); al di sopra del portale è collocata la cantoria lignea con l'organo del 1761. Addossato al quinto pilastro destro è l'ambone romanico del XII secolo, sorretto da tre colonnine corinzie e con mostre in bicromia di marmi bianco e verde di Prato con motivi geometrici. Per la decorazione settecentesca voluta dal Raggioli recentemente è stata avanzata l'ipotesi per una sua lettura simbolica. Forse nell’idea del committente l’aspetto della navata centrale doveva richiamare l’idea dell’hortus conclusus, ovvero del giardino dell'Eden, con riferimenti alla Madre di Dio, alla quale la chiesa è dedicata: le decorazioni raffigurano la rosa, il cipresso, il cedro, la palma, il platano e l'olivo e frasi tratte dal Libro del Siracide (cap. 24, 13-17). Tali delicate simbologie della Vergine rimandano, infatti, al Libro del Siracide e ai suoi simboli sapienziali delle virtù della Saggezza divina ovvero Albero-Madre (“Sono cresciuta come il Cedro del Libano, come il cipresso sull’Ermon, come una palma in Engaddi, / come le piante di rose in Gerico, / come un ulivo maestoso nella pianura; / sono cresciuta come un platano”): Maria, profumato hortus conclusus, maternamente protegge come un alto albero, spande profumi, estende i rami di maestà e di bellezza, sazia con i suoi germogli. Inoltre, la rosa è simbolo per eccellenza di Maria. Il catino dell'abside è a forma di conchiglia, altro antico simbolo della Madonna, che contiene la "perla" di Cristo stesso. La chiesa prende luce da più finestre con vetrate policrome, una di forma rettangolare in facciata, sei monofore centinate ai due lati della navata centrale e una rettangolare nella cappella presso la testata della navata sinistra. L'altezza massima della navata centrale è m 9,70, la minima al cornicione della navata centrale m 6,90, l'altezza delle navate laterali m 5,60.
- Elementi decorativi
- Antico ambone e fonte battesimale marmorei, i cui elementi (in bicromia di tarsie marmoree esprimenti geometrie e simboli cristiani tipici del XII secolo) sono ora collocati intorno al fonte battesimale; tabernacolo quattrocentesco dei Della Robbia; affreschi ottocenteschi di Luigi Ademollo.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione delle navate è in cotto antico di piastrelle ottagonali aventi entro la loro maglia elementi quadrati in pietra bianca, con localizzati inserti di ripresa in conglomerato. Quella dell’area presbiteriale è in piastrelle cementine di colore bianco e nero.
- Coperture
- La navata centrale è coperta da una volta a botte lunettata, quelle laterali da una serie di crociere. Il manto del tetto a capanna è in coppi e tegole piane.
- Pianta
Notizie storiche
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- X ‐ XII (origini carattere generale)
- La prima notizia sulla pieve di Santa Maria a Fagna (dal personale romano Fannius e, meno probabilmente, da 'farnia', tipo di quercia), lungo la strada romea proveniente da Bologna, risale al 1018 (anche se verosimilmente la fondazione della chiesa è della seconda metà del secolo precedente); altre due citazioni risalgono al 1085 e al 1089. Conserva l'impianto romanico a tre navate con abside di derivazione lombarda e l'ambone ed il fonte battesimale marmorei del XII secolo (quest'ultimo del 1160/1175). Nell'XI secolo è di patronato degli Ubaldini, signori di quel territorio (Albizzo di Rustico, che nel 1089 cede vari suoi beni esistenti nel piviere alla mensa vescovile fiorentina, quando è vescovo Ranieri, tra il 1070 al 1113) e, sempre nel suo piviere, vi detiene proprietà una famiglia loro consorte, quella di Bernardo e di Teuderigo di Ugone. Il piviere di Fagna è ancora ricordato nel 1102 e nel 1170, quando ne è pievano un Giovanni e la chiesa è collegiata con canonici.
- 1252 ‐ 1303 (cenni storici carattere generale)
- Nel piviere di Santa Maria di Fagna esiste il palatium Sanctæ Crucis de Fagna, presso l'omonima chiesa, di proprietà del cardinal Ottaviano di Ugolino Ubaldini (1214-1273/1275), ricevendovi nel 1252 Innocenzo IV e nel 1272 Carlo d'Angiò. Egli, morto a Bologna, verrà sepolto nella pieve di Fagna entro un sepolcro marmoreo esterno alla chiesa. Attorno al 1300 un documento attesta che "Ubaldini habent ab Episcopu Florentino feudum in Plebatu Plebis de Fagna, et de hoc habentur plura instrumenta manu plurium notariorum". Nel 1299 la pieve aveva otto chiese suffraganee; nelle Rationes Decimarum degli anni 1302-1303 sono associate a questa pieve 10 chiese suffraganee. Nel 1303 uno dei canonici è un certo Donato.
- 1379 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1379 è pievano Benedetto di Jacopo Adimari.
- XV (cenni storici carattere generale)
- Nel Quattrocento la pieve passa in patronato da Ugolino Ubaldini a Ristoro Machiavelli. Nel 1450 ne è pievano Buoninsegna Machiavelli e la pieve diviene un beneficio del canonico urbinate Gentile de' Becchi (1420/1430-1497), che nel 1454 sarà tutore di Lorenzo il Magnifico e di Giuliano ed in seguito diverrà vescovo di Arezzo e cardinale. Nel 1497 Niccolò Machiavelli difende tale loro patronato di Fagna in una lettera inviata a Roma. Nella seconda metà del Cinquecento i Machiavelli ne vengono momentaneamente privati, avendo Cosimo I dichiarato ribelle Ristoro di Lorenzo di Niccolò ed essendo il patronato stesso preso direttamente dal Granduca.
- 1542 (cenni storici carattere generale)
- Il terremoto del 13 giugno 1542 reca vari danni alla pieve ("la Pieve di Fagna con 7 poderi rovinata", come attesta un documento dell'epoca).
- 1581 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1581 muore il pievano della chiesa Angelo Nannucci da Montespertoli (lapide terragna ancora esistente).
- 1587 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1587 Santi di Tito dipinge per l'altare maggiore la grande pala dell’Assunzione della Vergine; committente è forse il nuovo pievano Giuliano Dei (dal 1583 al 1607), raffigurato in un angolo della tavola. L'opera, si trovava attualmente sul primo altare di sinistra.
- 1592 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1592 il pievano Giuliano Dei pone in facciata, di lato al portale principale, un'iscrizione marmorea in ricordo del sepolcro di Ottaviano Ubaldini, fatto rimuovere da Pio V (papa dal 1566 al 1572), ed un'altra in memoria del giureconsulto Dino Rosoni (1253 circa-1298/1303), la cui famiglia era originaria di Fagna ed il cui sepolcro era stato parimenti rimosso. Le spoglie dell'Ubaldini sono poste in chiesa, a destra entrando.
- 1614 ‐ 1624 (cenni storici carattere generale)
- Dal 1614 al 1624 è pievano il fiorentino Antonio di Mariotto Speziali, maestro di scrittura dei figli di Ferdinando III ed in stretto contatto epistolare con Galileo Galilei.
- 1717 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1717 muore il pievano Anton Francesco Raggioli da San Cassiano (lapide terragna in loco).
- 1738 ‐ 1774 (cenni storici carattere generale)
- La pieve viene interamente ristrutturata in forme tardobarocche al tempo del pievano Giuseppe Maria Raggioli (pievano dal 1738 al 1781) ed è ricostruita la facciata attorno al 1770. I lavori si concludono nel 1774. Giuseppe Maria Raggioli era uomo di cultura, amava scrivere e comporre sonetti. Nel 1781 la tavola di Santi di Tito è documentata oramai nella collocazione attuale, sul primo altare della navata sinistra. Il patronato è dei Rangoni di Modena, eredi dei Machiavelli, secondo il Repetti attorno al 1781, ma il Brocchi ce li documenta come tali già nel 1748. Infatti, erano subentrati per eredità ai Machiavelli fin dal 1717.
- 1748 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1748 è sempre pievano Giuseppe Maria Raggioli. In quell'anno già esiste, di lato alla chiesa, la sede della Compagnia del SS. Sacramento, che "è molto magnifica".
- 1761 (cenni storici organo)
- Nel 1761 viene realizzato il nuovo organo in controfacciata.
- 1768 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1768 viene apposta una lapide in memoria di Ottaviano Baldini all'inizio della navata destra.
- 1901 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1901 viene decorata in stucchi neobarocchi la facciata, come evidenzia il cartiglio appostovi ("Ornaverunt / faciem Templi / A. S. MDCCCCI").
- 1908 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1908 viene apposta all'inizio della navata sinistra la lapide in memoria del sacerdote Marsilio Casini.
- 1919 ‐ 1929 (vicende conservative intero bene)
- Con il terremoto del 1919 subisce vari danni; le scosse causano ampie fenditure nel suolo anche a Fagna. Nell'Archivio Centrale dello Stato di Roma (Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale Antichità e Belle Arti, IV versamento, Divisione Prima, 1908-1924, b.823), sono conservati i documenti relativi ai lavori di sistemazione del fonte battesimale nello stesso 1919 (lettere del Soprintendente ai Monumenti di Firenze, Agenore Socini, al Ministero della Pubblica istruzione del 13 settembre e del 15 ottobre 1919). I danni vengono restaurati negli anni seguenti e sono promossi dal parroco, don Stefano Casini.
- 1985 ‐ 1989 (vicende conservative intero bene)
- La chiesa viene interamente restaurata negli Anni Ottanta. Nel 1985 sono rifatte tutte le vetrate, è revisionato il manto di copertura ed è realizzato l'impianto di riscaldamento alimentato a gasolio (con la caldaia installata nella vecchia sacrestia).
- 1991 ‐ 1999 (vicende conservative intero bene)
- Nel corso degli Anni Novanta viene rifatto l'impianto elettrico.
- 2001 ‐ 2003 (vicende conservative intero bene)
- Nel periodo 2001-2003 è messo in opera un intervento di restauro complessivo della chiesa, che include sia i rivestimenti esterni (facciata e vari annessi) sia i rivestimenti e le decorazioni interni (stucchi, cartigli, altari). Anche la torre campanaria viene restaurata (rifacimento dei rivestimenti esterni, revisione del sistema campanario, impianto elettrico).
- 2006 (vicende conservative intero bene)
- Nel 2006 è rifatto il manto di copertura della navata centrale, ivi inclusa la posa in opera di una guaina impermeabilizzante. Contestualmente, è verificato lo stato di conservazione della sottostante struttura lignea.
- X ‐ XII (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1980)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare messo in opera negli anni '80 del Novecento senza il ricorso ad interventi di carattere strutturale. Mensa eucaristica in legno e collocata davanti all'altare maggiore preconciliare per la celebrazione versus populum, dimensioni complessive: cm 76 x 198 x 94 (h). Tabernacolo posto al centro dell'altare maggiore. In uso leggio mobile in legno. Ambone romanico addossato al quinto pilastro destro della navata centrale, sorretto da colonnine corinzie, con mostre in bicromia di marmi e motivi geometrici. Fonte battesimale romanico, in bicromia di tarsie marmoree, presso controfacciata in navata laterale sinistra. Sede lignea mobile, attualmente collocata sul lato destro del presbiterio. Quattro confessionali lignei alle pareti laterali (due per parte).
- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1980)
✝️ Istantanea e informazioni del giorno
| Popolazione: | SCARPERIA |
| Abitanti: | 980 |
| Parroco: | REV. ANTONIO CIGNA |
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