(FIRENZE) S. MARIA A QUARTO

📍 VIA DELL'OSSERVATORIO154 (FIRENZE), FIRENZE - 50141 (FI)
🕰️ Messe in S. MARIA A QUARTO – Orario
In questa pagina potrai guardare gli orari delle celebrazioni all’interno della messa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni lavorativi, i festivi o le giornate precedenti a una festa.
Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.
🗺️Come arrivare alla chiesa?
Se hai bisogno indicazioni per trovare la chiesa, qui sotto potrai trovare la piantina insieme a segnalazioni per non avere alcuna difficoltà a giungere a questo tempio.
ℹ️Chi è questa chiesa?
Descrizione
-
Tipologia
chiesa
-
Qualificazione
parrocchiale
-
Denominazione principale
Chiesa di Santa Maria a Quarto
-
La chiesa di S. Maria si trova a Quarto, frazione del Comune di Firenze. Sorge isolata (121.70 m s.l.m.) alle pendici dei colli posti a settentrione della via che da Firenze conduce a Sesto, "sulle falde esterne dei colli che scendono alla destra del torrente Serpiolle fra Cercina e Monte Morello in mezzo a ridenti campagne e a deliziose ville signorili " (Emanuele Repetti), su una "collinetta fertile e ridente che staccandosi dalla pendice di Monte Girello [toponimo derivante dal latino gyrus] va lentamente a declinare sulla sponda del torrente Terzolle" (Guido Carocci). Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica che vi sorge in adiacenza destra; distaccata è la parte residua di quello che fu l’Osservatorio astronomico realizzato da Don Stiattesi. I rivestimenti esterni sono ad intonaco tinteggiato in bianco avorio. La torre campanaria è inserita sul lato sinistro del corpo di fabbrica. La facciata è a capanna, la pianta ad aula.
-
- Pianta
- La chiesa ha pianta ad aula con scarsella orientata a est. Sul lato destro della scarsella la porta a filo muro conduce alla canonica. Nella parete destra della cappella posta a sinistra del presbiterio si apre l’accesso alla sagrestia, nella parete opposta è l’ingresso alla base della torre campanaria e, più oltre, a locali parrocchiali. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 22,80; lunghezza fino all'arco absidale: m 19,10; larghezza totale, inclusa la cappella laterale: m 10,50; larghezza della navata: m 5,40.
- Facciata e portico
- La facciata è a capanna, intonacata e tinteggiata color crema. Sul colmo è una croce metallica al di sopra di un monte. Nel fregio sottostante il frontone triangolare si trova l'iscrizione "BEATAE MARIAE VIEGINI DICATUM". Nel registro centrale le due finestre rettangolari e l’occhio centrale hanno le mostre in muratura dipinte in grigio. Le scansioni architettoniche in bianco sono dipinte. I corpi di fabbrica laterali, a guisa di torrette che rammentano quelle delle case coloniche valdarnesi d'età lorenese, ospitano alcuni locali parrocchiali. Il portico tripartito poggia su colonne tuscaniche in pietra serena, così come il ricco portale con frontone centinato. Sotto il portico sono numerose lapidi commemorative in marmo, poste alle pareti e risalenti all'Ottocento (di Nicodemo Vannini "nell'arte di edificar peritissimo", 1773-1815, e di sua moglie Luisa, m. 1838; di Teresa Cattani Sassi della Tosa, 1737-1818; del senatore Angelo di Stefano Pasquali, 1721-1799, e di sua moglie Elisabetta, 1729-1800, proprietari di una villa nelle vicinanze, poi passata ai Monfort; di Georgina di George Bell di South Leith in Scozia, vedova di Robert Vetch Grahame di Manila, 1838-1917).
- Campanile
- Il campanile è a pianta quadrata, con la cella provvista di una campana e coperta da una cuspide piramidale sormontata da una croce metallica con banderuola.
- Interno
- L’interno è a pianta rettangolare, ad aula che culmina nel presbiterio, preceduto da tre gradini curvilinei in arenaria e recante sotto l’arco absidale la mensa eucaristica in arenaria poggiante su cinque pilastrini a pianta quadrata. Nella pavimentazione che precede il presbiterio la lastra in marmo copre un ossario delle suore Montalve della Quiete. L’abside è a pianta rettangolare; il coro alle pareti, con la sede al centro sormontata dal monogramma mariano, è dipinto a finto intarsio neoquattrocentesco tra cornici lignee. I due tabernacoli a parete, per gli oli santi, hanno lo sportello ligneo e la mostra in bardiglio. Al centro della pavimentazione del presbiterio la lapide marmorea con cornice in bardiglio copre quella che è tradizionalmente ritenuta una cripta. Oltre l'arcata a pieno centro e i due fornici rettangolari posti sul lato sinistro del presbiterio è una cappella ove è conservato, sopra l'altare con la mensa sorretta da due balaustri torniti, un grande dipinto secentesco su tela di scuola fiorentina raffigurante l'"Apparizione della Madonna con il Bambino a due Santi", dei quali uno è S. Francesco. Addossati alle pareti laterali dell’aula ed in posizione speculare i due altari secenteschi sono in pietra serena, con la mensa che poggia su due balaustri. I dossali in arenaria sono trabeati su semicolonne laterali; in quello di sinistra, dedicato a Maria (avente nel fregio della trabeazione l'iscrizione "AVE SINE LABE CONCEPTA"), è collocata, entro una nicchia rettangolare, la statua policroma tardotrecentesca che raffigura la "Madonna con il Bambino", circondata da una tela tardottocentesca-primonovecentesca con "Due Angeli che suonano". Sull'altare di destra, dedicato a S. Antonio da Padova (nel fregio della trabeazione è l'altra iscrizione "AVE MIRACULOR[UM] PRODIGIUM"), entro una tela sei-settecentesca rappresentante "Sant'Antonio da Padova e San Pietro Martire", è un'elaborata nicchia in legno scolpito e dorato recante un antico Crocifisso ligneo su una croce raggiata settecentesca, Lungo la parete sinistra si trova pure un ovale secentesco entro una cornice rettangolare che rappresenta "San Giovanni Gualberto (?) che prega di fronte al Crocifisso". Le epigrafi e i monumenti sepolcrali a parete sono in marmo, compresi quelli di don Andrea Cuber e di Michele da Castiglione lungo la parete destra. In controfacciata la bussola è lignea; la cantoria, sorretta da una trave policroma su mensolette a volute laterali, ospita il pregevole organo del XVII secolo. L’acquasantiera è in marmo; la nicchia nella parete destra ospita un presepe. La chiesa prende luce da otto finestre circolari aperte, quattro per parte, nel registro superiore delle pareti laterali. Vi sono inoltre un occhio posto nel soprarco absidale ed una trifora nella parete absidale, recanti raffinate vetrate policrome della prima metà del Novecento. L'altezza massima della navata è m 9,50, la minima m 8,70.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione è in lastre di arenaria. La pavimentazione del portico è in cotto.
- Coperture
- La copertura dell’aula poggia su cinque capriate, con orditura primaria e secondaria lignee e con scempiato in cotto. Tutti gli elementi recano decori a tempera. L’abside è voltata a botte; la cappella laterale presenta una volta a crociera. Il manto di copertura è in coppi e tegole piane.
- Pianta
Notizie storiche
-
- XII ‐ XIII (origini carattere generale)
- La chiesa di S. Maria a Quarto (toponimo derivante dall'essere presso il quarto miglio della Cassia Vetus romana, dove era sorto un "vicus", al quale forse si riferisce la lapide sepolcrale rinvenuta nelle vicinanze e di pertinenza di un Caius Seianus) è documentata dal XIII secolo, sebbene nella zona vi posseggano beni i vescovi fiorentini fin dal 1089. Nelle vicinanze un pellegrino francese, secondo la tradizione di nome Buldrone o Boldrone di Guardino, e sua moglie Salapilla fondano nel 1193 un monastero, poi passato ai Camaldolesi, dedicato a S. Giovanni Evangelista. S. Maria è dipendente dalla pieve di S. Stefano in Pane come semplice cappellania per divenite rettoria e quindi parrocchia nel Duecento, essendone forse il primo rettore prete Rosso. La chiesa è di patronato del popolo.
- XIV (statua lignea arredi)
- Nel Trecento è scolpita in legno una "Madonna con il Bambino".
- 1468 (cenni storici - patronato carattere generale)
- Nel 1468 detiene parte del patronato di S. Maria la famiglia Rosselli.
- 1658 ‐ XVII (cenni storici carattere generale)
- Nel 1658 viene eretto l'altare di S. Antonio da Padova e verosimilmente è allora costruito anche quello analogo della Madonna. Al 1694 risale la lapide fatta apporre da Eleonora ed Elisabetta Ramirez di Montalvo in occasione della traslazione delle spoglie di nove "Minime Ancille della SS. Trinità" o "montalve" del conservatorio fondato nel 1650 da Eleonora di Elisabetta Ramirez di Montalvo (1602-1659) presso l'acquisita villa granducale della Quiete, che erano state qui sepolte prima della creazione nel 1886 da parte dell'architetto Pier Francesco Silvani della chiesa della SS. Trinità presso il predetto conservatorio della Quiete, inaugurato solo nel 1688, dove era già stato traslato anche il corpo della fondatrice. Nel Seicento viene realizzato per S. Maria l'organo posto sulla cantoria in controfacciata.
- 1797 (cenni storici carattere generale)
- Il 27 luglio del 1797 la chiesa viene elevata a prioria dall'arcivescovo Antonio Martini, dopo essere stata riconsacrata il giorno precedente dallo stesso arcivescovo, in seguito ad un intervento di restauro.
- 1798 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1798 lungo la parete destra della chiesa è apposta la lapide marmorea di don Michele Cuber d'Aragona (1741-1798) dell'Ordine Gerosolimitano, che dal 28 settembre 1795 era stato ministro plenipotenziario del re di Spagna presso la corte granducale toscana, lapide posta da Francesco Sassi della Tosa, politico, affarista e banchiere, figlio di un giudice e della marchesa Cattani, che nel 1798 ottiene il titolo di principe del Sacro Romano Impero dall'imperatore Francesco II e sarà presidente della Colombaria dal 1800 al 1806. Maggiordomo della regina d'Etruria Maria Luigia di Borbone-Spagna, il Sassi della Tosa verrà imprigionato per ordine della autorità napoleoniche per aver partecipato con Gaspare Chifenti (1758-1811) ad una cospirazione tesa a restaurare il soppresso regno d'Etruria. Condannato alla fucilazione, sarà graziato da Napoleone ma morirà in carcere nel 1811.
- 1801 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1801 viene realizzato dal padre il monumento sepolcrale di Michele di Niccolò da Castiglione (1782-1798).
- 1833 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
- Dal 1838 è parroco di S. Maria don Filippo Chiti. Il patronato spetta al Granduca "per le ragioni del popolo". Vi esiste la Compagnia del SS. Sacramento. Nel 1833 il 'popolo' di S. Maria conta 546 anime, nel 1845 678 e nel 1847 634.
- 1886 (cenni storici carattere generale )
- Nel 1886 è parroco di S. Maria don Giuseppe Fanfani e la parrocchia conta 870 anime.
- 1895 ‐ 1898 (cenni storici carattere generale)
- Don Raffaello Stiattesi (1867-1963), dopo essere stato educatore del conte Pietro di Giovan Angelo Bastogi, nipote del noto banchiere Pietro (1808-1899), e aver terminato la sua educazione scientifica presso l’Osservatorio Metereo-Sismico impiantato nel palazzo Bastogi di via Cavour, divenuto dal 1895 parroco di S. Maria, fonda quell'anno un suo Osservatorio con alcuni strumenti datigli dal Bastogi in una costruzione eretta a destra della chiesa. L'Osservatorio ha la forma di una torretta, che rammenta la torre ottocentesca del giardino Torrigiani Oltrarno, a sua volta un osservatorio astronomico. L’Osservatorio viene dotato di vari tipi di sismografi (famosi i suoi pendoli orizzontali, che gli valsero invidie ed il nomignolo di "nero piattolone di Quarto"). Egli si dota anche di sofisticati strumenti francesi ed tedeschi e di un laboratorio chimico. Nel 1898 egli amplia e abbellisce la chiesa.
- XX ‐ 1906 (cenni storici osservatorio)
- Nei primi anni del Novecento don Stiattesi colloca sulla torre dell'Osservatorio una lampada a luci verde e rossa, che avrebbero dovuto avvertire i Fiorentini dell’avvicinarsi di un sisma. Così lo ricorda Giuseppe Carocci nel 1906: "nell'annessa canonica, il parroco attuale P. Stiattesi, egregio scienziato, ha istituito un osservatorio meteorologico ricco di molti e perfetti istrumenti".
- 1912 ‐ 1914 (cenni storici carattere generale)
- Nel novembre 1912 don Stiattesi inizia le pratiche per l’installazione di una radio a galena atta a ricevere Parigi, il cui permesso gli è dato nel febbraio del 1914, ma poi revocato nell’agosto dello stesso anno.
- 1916 ‐ 1923 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1916 don Stiattesi, simpatizzante degli ambienti liberali e irredentisti, tiene al teatro Goldoni di Firenze una conferenza dal titolo "La nostra guerra", che gli attira numerose critiche da parte dei cattolici conservatori. Nel 1923 don Stiattesi ottiene il permesso per una stazione di ascolto a scopi scientifici.
- 1917 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1917 è sepolta presso la chiesa di S. Maria Georgina (1838-1917) di George Bell (1795-1864) di South Leith in Scozia, vedova di Robert Vetch Grahame, detto di Manila. Georgina era figlia di George e Ann Robertson (n. 1800) e zia di Kenneth Grahame, l'autore di "Il vento tra i salici". Nel 1857, a 19 anni, aveva sposato Robert Vetch Grahame (1824-1890), figlio di Thomas Grahame (1793-881) e Agnes di Robert Vetch (1801-1878). Robert era stato un commerciante che aveva trascorso gran parte della sua vita a Manila e in seguito era vissuto a Draycott Lodge (Londra). La coppia aveva avuto due figli, Annie (1859-1937) e Thomas George (1861-1922), nati nelle Filippine. Verso il 1885 avevano preso in affitto una villa dal barone Horace de Landau (vicino a Villa Finaly) in via Bolognese, dove Georgina aveva vissuto fino al 1903, per poi risiedere nella villa del Bel Gioiello di Quarto. Ella scrisse due libri allora assai noti, "In un giardino toscano" (1902) e "Sotto la Petraia" (1909).
- 1931 (vicende conservative intero bene)
- La chiesa è oggetto di un nuovo restauro nel 1931. Vengono realizzate la grande vetrata policroma della scarsella e le altre vetrate.
- 1944 ‐ 1955 (danni bellici osservatorio)
- Durante la Seconda Guerra Mondiale le truppe tedesche si insediano nell'edificio che ospita l’Osservatorio e, credendo contenesse una stazione radio clandestina, distruggono tutto. Nel 1955 don Stiattesi fa una petizione al Governo per avere i fondi per riattivare il laboratorio, ma non ottiene niente. In quegli anni si continua ad occupare di radioestesia, cosa che gli viene fortemente criticata dal mondo scientifico.
- 1963 ‐ 1970 (cenni storici carattere generale )
- Dal 1963, dopo don Stiattesi, diviene parroco di S. Maria don Renzo Forconi (1929-2008) da Montespertoli, già cappellano a S. Martino a Gangalandi dal 1955 al 1957 e parroco di Santa Lucia a Ostale in Mugello dal 1957 al 1963, che per oltre quarant’anni (1976-2008) sarà presidente dell’Opera Diocesana di Assistenza. Nel 1970 la parrocchia conta 1.233 anime. La chiesa è di libera collazione.
- 1972 ‐ 1993 (cenni storici carattere generale )
- Dopo la creazione della parrocchia di S. Pio X al Sodo nel 1962 e l'ultimazione della chiesa nel 1972 buona parte del territorio parrocchiale di S. Maria passa a quest'ultima chiesa, la cui parrocchia nel 1993, essendo sempre parroco don Forconi, è ridotta a 350 anime. Nel 1975 è completato l'adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare.
- XII ‐ XIII (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
-
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1975)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nel 1975. Rimosso l’originario altare maggiore, al centro del presbiterio è stata collocata una mensa eucaristica in arenaria che consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 101 x 183 x 100 (h). Il tabernacolo ligneo, scolpito e dorato, è posto in parete destra del presbiterio, sul lato sinistro l’ambone è in legno, sul lato destro il leggio in legno è su basi in arenaria, riuso di elementi dell’originario altare maggiore. La sede lignea, mobile, è attualmente collocata sul lato destro del presbiterio. Un confessionale ligneo è addossato alla controfacciata, sul lato sinistro.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1975)
📿 Istantanea e informazioni del giorno
| Popolazione: | FIRENZE |
| Abitanti: | 350 |
| Parroco: | REV. ANGELO PELLEGRINI |
Se ritieni che ci sia un errore negli orari visualizzati su questo sito, ti preghiamo de farcelo sapere compilando direttamente il modulo sottostante:
