(FIRENZE) S. MICHELE A ROVEZZANO

Índice
  1. ⏱️ A che ora sono le messe in S. MICHELE A ROVEZZANO?
  2. ⛪Come arrivare alla chiesa?
  3. 📖Storia e dettagli della chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🕊️ Informazioni e immagine del giorno

⏱️ A che ora sono le messe in S. MICHELE A ROVEZZANO?

In questa pagina potrai guardare gli orari delle messe all’interno della messa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giorni, sia nei giornate lavorative, i giorni festivi o le giornate precedenti a una festa.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

⛪Come arrivare alla chiesa?

Se vuoi riferimenti per trovare la chiesa, qui sotto potrai vedere la piantina insieme a indicazioni per rendere facile accedere a questo luogo.

📖Storia e dettagli della chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di San Michele a Rovezzano

  • La chiesa di S. Michele si trova a Rovezzano, frazione del Comune di Firenze e, come scrisse il Repetti, sorge "in pianura fra le estreme falde occidentali del poggio di Settignano e la ripa destra dell'Arno, dirimpetto alla pescaja di quel fiume". La chiesa di S. Michele è posta entro un contesto già suburbano, parzialmente inglobato nella più recente urbanizzazione; prospetta su una piazzetta interna lastricata. L’edificio ha addossata la canonica con chiostrina sul fianco destro, sul lato opposto sono la sagrestia ed un'abitazione di proprietà privata, sul retro si trova il giardino di Villa Favard (già 'palagio' dei Cerchi, poi villa Bartolini e Poniatowski). Sul lato destro è l'ottocentesca torre campanaria. La facciata è a capanna con loggiato antistante, la pianta a croce latina.

    • Pianta
      • La chiesa attuale neoclassica ha pianta a croce latina con presbiterio quadrangolare. L'orientazione (mantenutasi originaria della chiesa romanica absidata) è est/sudest-ovest/nordovest, ma assi vicina a quella est-ovest, verso l'alba dell'equinozio di primavera, denunciando in ciò la sua probabile origine longobarda. Nella parete laterale del transetto sinistro si apre l’accesso alla sacrestia, in quello destro l’accesso alla canonica, che ha un altro ingresso da sotto il loggiato antistante la facciata. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 25, lunghezza fino all'arco presbiteriale: m 17; larghezza della navata: m 5,60; dimensioni del transetto: m 13,30 x 5,30.
    • Facciata
      • La facciata, rivolta a ovest/nordovest, è a capanna, con al centro una finestra neoclassica semicircolare di tipo termale romano; è preceduta da un portico con tre arcate su pilastri in muratura con risalti nelle angolate. Il portale in facciata è architravato e in arenaria, con i conci bugnati lisci lavorati a bocciarda e con nastrino di rigiro e dilatazione; reca decorazioni negli angoli superiori dell'architrave. Il portone è ligneo. I rivestimenti esterni sono ad intonaco tinteggiato in bianco avorio. La sede dell'ex Compagnia ha facciata a capanna, intonacata, con una finestra rettangolare, un piccolo oculo ed un portale architravato.
    • Campanile
      • Il campanile è a pianta quadrata, terminante con una balaustra in muratura con balaustri in cotto ed è provvisto di quattro campane. Il sistema è elettrificato ed in funzione.
    • Interno
      • All’interno la navata ha le pareti scandite in tre campate mediante lesene tuscaniche e culmina in lieve salita nel presbiterio, rialzato di due gradini in arenaria (ora preceduti da una pedana lignea). Al centro del presbiterio è l’altare maggiore ottocentesco in marmi policromi e con due gradi alla romana, sul retro si trova la scarsella con un organo del XIX secolo addossato alla parete di fondo, avente una mostra lignea risaltata e lumeggiata d'oro, sormontato da una tela a stendardo settecentesca che rappresenta "San Michele che atterra il demonio". Nella parete laterale destra del presbiterio è un tabernacolo in arenaria primocinquecentesco per gli oli santi, qualificato da lesene laterali corinzie; sulla parete opposta è affissa una terracotta a tutto tondo, policroma ed invetriata, opera cinquecentesca della bottega di Giovanni della Robbia e raffigurante "San Michele che schiaccia il drago". Ai lati del presbiterio sono due cappelle provviste di altare con mensa in arenaria poggiante su mensole a volute; nella cappella destra è il tabernacolo in arenaria con il Santissimo, sormontato da un Crocifisso ligneo, in quella sinistra la "Madonna con il Bambino" duecentesca del Maestro della Maddalena. Le testate dei bracci del transetto recano in alto una finestra con vetrata policroma e nella parete, al di sotto, è incassato un confessionale ligneo entro una mostra trabeata in stucco, sormontato da una tela raffigurante la "Decollazione di San Giovanni" (transetto sinistro) e, nel transetto destro, da un Crocifisso ligneo. Al centro delle pareti laterali della navata sono un affresco staccato settecentesco a destra, rappresentante "San Michele" entro una quadratura prospettica con putti e festoni di fiori, ed un dipinto su tela ottocentesco sul lato opposto, raffigurante "Gesù con fanciulli e Angeli Custodi". La navata ha la volta a botte dipinta a lacunari con rosoni, analoghi a quelli presenti nelle volte del transetto, ed al centro la raffigurazione di "San Michele". Nella cupola si trova la rappresentazione de "La Fede" con "I quattro Evangelisti" raffigurati nei pennacchi. I rivestimenti interni sono ad intonaco tinteggiato nei toni del grigio. Al centro della controfacciata è una bussola lignea, a sinistra della quale è il fonte battesimale in marmo novecentesco, sorretto da tre colonnine. La chiese prende luce dalla vetrata semicircolare e policroma in facciata e da due analoghe neoclassiche nelle testate del transetto; vi sono inoltre due vetrate rettangolari e parimenti policrome alle pareti laterali della scarsella. L'altezza massima della navata è m 9,40, la minima (al cornicione d'imposta) m 8,20; l'altezza della cupola m 11,50.
    • Elementi decorativi
      • Decorazioni a stucco, pitture murali, tabernacolo in pietra, affresco staccato
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • La pavimentazione è in cotto arrotato in opera con mattoni rettangolari disposti a spinapesce. Quella del loggiato antistante la facciata è in cotto con listelli posati a spinapesce.
    • Coperture
      • Il presbiterio, le cappelle ed i bracci laterali del transetto sono voltati a botte; al centro del transetto è una cupola ribassata. Il tetto è a capanna in corrispondenza della nave, a capanna rialzato in corrispondenza della cupola depressa e a semipadiglione sul presbiterio; il manto di copertura è in coppi e tegole piane. Il loggiato antistante è voltato a crociera, con copertura ad unica falda a leggio.

Notizie storiche


    • VII ‐ XIII (origini carattere generale)
      • "Dai roveti che coprivano la pendice del piccolo colle di Montalbano e la sottoposta pianura nacque il nome di Rovezzano". Così introduce il Carocci, nei suoi Dintorni di Firenze, il capitolo dedicato a Rovezzano. In realtà, il toponimo è memoria del "praedium" romano di un Rubetius o di un Ravetius, che si trova lungo il raccordo congiungente la "porta orientalis" di "Florentia" con la "Cassia Vetus". In età longobarda il "limes" tra Bizantini e Longobardi passa per il Guarlone (da "gardingo", torre di avvistamento) e il torrente Mensola. Verosimilmente allora è fondata la chiesa di San Michele Arcangelo a Rovezzano, sebbene non esistano documenti in merito (è citata solamente nel XIII secolo). Il toponimo "Rubetianu" è rammentato per la prima volta nel 1043 e nel 1077 sappiamo che hanno beni nella zona Ubaldo e Adimaro di Bernardo (detto Benzo) del conte Adimaro da Cintoia (Figline Valdarno), che li dona alla Canonica fiorentina, e i Cerchi.
    • 1278 ‐ 1290 (cenni storici carattere generale)
      • Prima del 1278 dal 'popolo' di S. Michele è scorporato il settore orientale che va a formare quello nuovo della chiesa di S. Andrea. Nel 1284 è citata la “strata publica qua itur versus Rovezanum” (il vecchio raccordo d'età romana) ed il borgo di Rovezzano si sviluppa prevalentemente sul lato settentrionale della via, a ridosso della chiesa di S. Michele, posta su un modesto rilievo alto poco più di 2 metri rispetto alla strada. Dopo che era stata forse di patronato dei Tedaldi (signori della vicina rocca) o dei Cerchi, passa alle dipendenze della Badia Fiorentina. Allora, verso il 1280-1290, vi è posta una "Madonna con il Bambino", attribuita dal 1937 al Maestro della Maddalena, attivo nell'ultimo quarto del XIII secolo (ora sull'altare sinistro della chiesa). Tale opera è stata messa in relazione con il culto verso la "Madonna col Bambino" di S. Maria Primerana a Fiesole e al fatto che la chiesa si trova lungo un'arteria ricollegantesi a Fiesole attraverso via della Torre.
    • 1313 ‐ 1323 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1313 il rettore Dino, essendo vacante l'ufficio di chierico beneficiato, elegge Dono. Nel 1320 la strada per Rovezzano viene rettificata dal Comune di Firenze nel tratto compreso tra la Porta alla Croce al Gorgo (Piazza Beccaria) e il borgo di San Michele a Rovezzano, "non potendo essere più servibile la vecchia strada a causa dei danni arrecati dal fiume Arno". Il nuovo borgo si sviluppa in maniera lineare lungo il nuovo tracciato e sempre con edifici posti lungo il lato settentrionale. Nel 1323 Filippo di Niccolò de' Cerchi vende la sua porzione di terreni, case, torri e palazzi posti nel 'popolo' di S. Michele. La chiesa fa parte del piviere di S. Pietro a Ripoli.
    • 1356 ‐ 1366 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1356 il rettore della chiesa partecipa ad un raduno del clero fiorentino. Nel1366 la Badia Fiorentina, al tempo dell'abate commendatario Giovanni I di Guiduccio di Lando Albergotti d'Arezzo (m. 1375), giurista e amico del Petrarca, cede il patronato della chiesa in cambio di alcuni terreni e questo passa agli Albizi, proprietari fin dal 1327 di un complesso di mulini da loro costruiti e di vari beni nella zona in parte ereditati dai Cerchi.
    • XV (cenni storici carattere generale)
      • Fin dal 1482 è documentata una Compagnia di S. Michele Arcangelo o Compagnia di S. Agostino e S. Monica (le carte proseguono fino al 1725), di fondazione certamente precedente. È posta ad occidente della chiesa e per essa, attorno al 1400, viene realizzato un "Crocifisso" dipinto su tavola sagomata (ora sull'altar maggiore di chiesa). Sempre nel Quattrocento divengono copatroni della chiesa il popolo (che così risulta nel 1478) e gli Albizi, proprietari dei mulini sull'Arno (le "mulina di San Michele a Rovezzano") che erano già stati dei Cerchi. In quell'anno (1478) viene confermata da parte di Antonio degli Umidi da Gualdo, vicario dell'arcivescovo Rinaldo Orsini (vescovo dal 1474 al 1508), la nomina a rettore di Luca degli Albizi, eletto dal popolo. Nel 1490 è rettore "commendatario" della chiesa Niccolò di Luca Antonio di Niccolò degli Albizi, "dottore in Decreti", canonico della Cattedrale e protonotaro apostolico (m. 1518).
    • XVI (cenni storici carattere generale)
      • La chiesa viene citata nel 1518. Il patronato passa ai Bartolini Salimbeni (documentati patroni in occasione della visita pastorale del 1575), proprietari della vicina villa, già 'palagio' fortificato dei Cerchi. Il loro stemma è presente nel portale in pietra della chiesa, attribuito (ma poco verosimilmente) a Baccio d'Agnolo (1462-1543), che ristruttura anche la loro villa negli anni Venti di quel secolo. Sempre attorno al 1520 la bottega di Giovanni della Robbia (1469-1530) esegue un "San Michele" in terracotta policroma per un tabernacolo posto all'esterno della canonica.
    • XVII (cenni storici carattere generale)
      • Nel Seicento la chiesa è elevata a prioria; viene eretto il loggiato antistante la chiesa, poggiante su pilastri, e viene forse realizzato solo allora, a spese dei Bartolini, il predetto portale. Sotto il loggiato sono eseguite alcune pitture murali. Continua ad esistere la Compagnia dei Santi Agostino e Monica, con sede posta ad occidente e di fronte alla chiesa.
    • 1840 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
      • L'edificio sacro, ridotto allora "quasi a spelonca" (Repetti), è ricostruito quasi internamente nel 1840, al tempo del priore Leonardo De Angelis, parroco dal 1821. La chiesa, condotta a pianta a croce latina, è rialzata di oltre sei braccia (circa m 3,50); l'aula è voltata a botte e viene ricostruito l'altar maggiore marmoreo alla romana. Sulle volte sono realizzati stucchi ed affreschi raffiguranti "San Michele" (volta della navata), la "Fede" e i "Quattro Evangelisti" (cupola con pennacchi), opera del "giovine pittore Michelangelo Buonarroti". La tavola del Maestro della Maddalena, sull'altare a destra di quello maggiore, in seguito è spostata in canonica, venendo sostituita con un quadro raffigurante "S. Antonio Abate". Nel 1845 il 'popolo' di S. Michele conta 564 anime, nel 1847 550. Il patronato spetta al Granduca "per le ragioni del popolo"; continua ad esistervi la Compagnia dei SS. Santi Agostino e Monica, soppressa a fine Settecento e ripristinata con la Restaurazione.
    • 1889 ‐ 1906 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1889 la tavola del Maestro della Maddalena si trova sempre conservata in canonica, in attesa di essere ricollocata in chiesa, al di sopra della porta che immette in sagrestia. Nel 1898 è priore della chiesa don Giuseppe Mirto. Nel la tavola 1906 si trova oramai in chiesa. In quest'ultimo anno il Crocifisso ligneo sagomato è sempre nella sede della Compagnia, mentre la statua robbiana si trova ancora nel tabernacolo esterno posto nella facciata della canonica.
    • 1947 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1947 viene realizzato il fonte battesimale marmoreo.
    • 1970 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1970 è parroco della chiesa don Pietro Tirinnanzi (n. 1921); il 'popolo' conta 4.000 anime.
    • 2010 ‐ 2019 (vicende conservative intero bene)
      • Nel 2010 sono restaurate le coperture della chiesa e nel 2013 sono rifatti i rivestimenti e le tinteggiature all'esterno e viene restaurato l'organo ottocentesco; nel 2015 la vetrata policroma in facciata, che era andata distrutta per un evento atmosferico. Nel 2019 è rinnovato l’impianto di riscaldamento.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (1978 (?))
      • Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato sul finire degli anni '70 senza il ricorso ad interventi di carattere strutturale. Al centro del presbiterio è l'altare maggiore originario davanti al quale è stato collocato un altare ligneo di recente fattura che consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 68 x 220 x 88 (h). Tabernacolo in arenaria nella cappella laterale destra, in posizione centrale sopra l'altare. Leggio in ottone posto sul lato sinistro del presbiterio. Sede lignea rivestita in raso, mobile, collocata di fronte all’altare maggiore. Fonte battesimale in marmo, con vasca circolare poggiante su tre colonnine e collocato presso la controfacciata, sul lato sinistro. Due confessionali lignei inseriti nelle testate dei bracci del transetto.

🕊️ Informazioni e immagine del giorno





Popolazione:FIRENZE
Abitanti:2700
Parroco:REV. EMMANUEL KUFRE ETIM
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