(MONTELUPO FIORENTINO) S. MINIATO A SAMMINIATELLO

Índice
  1. ⏱️ A che ora sono le messe in S. MINIATO A SAMMINIATELLO?
  2. ⛪Come posso trovare la chiesa?
  3. 🧾Approfondimento sulla chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🙏 Immagine e dati del giorno

⏱️ A che ora sono le messe in S. MINIATO A SAMMINIATELLO?

In questa pagina potrai consultare gli orari delle messe all’interno della messa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giorni, sia nei giornate lavorative, i giorni di festa o le giorni antecedenti una festività.

Oggi Martedì 15 settembre 2026, l'orario della messa è: 09:00

Lunedì 09:00
Martedì 09:00
Mercoledì 09:00
Giovedì 09:00
Venerdì 09:00
Sabato 18:00
Domenica 11:00

⛪Come posso trovare la chiesa?

Se cerchi indicazioni per arrivare a la messa, in questa pagina potrai consultare la planimetria insieme a segnalazioni per rendere semplicissimo accedere a questo luogo.

🧾Approfondimento sulla chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di San Miniato a Samminiatello

  • La chiesa di S. Miniato si trova a Samminiatello, frazione del Comune di Montelupo Fiorentino. Sorge nel borgo omonimo, “sul dorso angusto di una lunga Collina” (Luigi Santoni), nel territorio comunale di Montelupo Fiorentino, “sul dischiudersi della gola della Golfolina […], appena discosta un miglio a levante” da Montelupo (Emanuele Repetti). Il complesso è costituito dalla chiesa, alla cui destra sono addossate quella che un tempo era la sede forse originaria della Compagnia della Natività di Maria Vergine e la canonica con i locali parrocchiali. I rivestimenti esterni sono ad intonaco tinteggiato in bianco crema. A tergo è la torre campanaria, in comune con la chiesa di S. Maria (altrimenti detta la Chiesa Nuova). Affiancata sul lato sinistro della chiesa, e con essa comunicante, è la predetta chiesa di S. Maria, la cui facciata sopravanza in altezza quella di S. Miniato. La facciata è a capanna, la pianta ad aula.

    • Pianta
      • La chiesa ha una pianta ad aula. Le due porte laterali presenti nel presbiterio danno accesso ad un vano tergale dal quale, sul lato sinistro, si accede poi all’adiacente chiesa di S. Maria o Chiesa Nuova. Nei pressi della controfacciata si apre, nella parete destra, un accesso a quella che un tempo era forse la sede dell’originaria Compagnia, nella parete sinistra è invece un accesso alla chiesa di S. Maria. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 17,90; lunghezza fino all'arco presbiteriale: m 12,50; larghezza della navata: m 6,70.
    • Facciata
      • La facciata, intonacata e tinta in bianco crema, è a capanna; reca sul colmo una croce metallica e due vasi in terracotta forse settecenteschi agli estremi laterali della cimasa orizzontale della presunta sede originaria della Compagnia, posta a destra. Le imposte di copertura sono in muratura. Sotto ad una piccola apertura cruciforme (illuminate il sottotetto) vi sono due finestre circolari con vetri opachi. Il portale trabeato è in arenaria, con il cornicione sorretto da due mensolette a volute laterali. Il portone è ligneo.
    • Campanile
      • Il campanile è a torre, a pianta quadrata, intonacato, con il secondo dei tre livelli di sviluppo in verticale recante fornici centinati qualificati da mostre in laterizio; la cella campanaria è provvista di quattro campane azionate elettricamente. La copertura cuspidata, perimetrata da una ringhiera, è rivestita in rame e reca sul colmo una banderuola metallica.
    • Interno
      • L’interno è costituito da una singola aula, che culmina oltre un arcone ed una balaustra lignea nel presbiterio, rialzato di due scalini e recante al centro la mensa eucaristica in arenaria (sotto la quale e raffigurata una “Cena in Emmaus”), esito del riuso di elementi dell’originario altar maggiore, un tempo addossato alla parete tergale ove al centro è oggi posto il tabernacolo ligneo, scolpito e dorato. Il dossale è in legno dipinto a guisa d’arenaria, con semicolonne tuscaniche e frontone triangolare spezzato; al centro, il dipinto del Nigetti con la “Natività della Vergine Maria” è su tela. Di lato all’altre i due portali, sormontati da una finestra lucifera ovale, sono dipinti. Nel presbiterio, lungo la parete sinistra, è il tabernacolo per gli oli santi, con lo sportello ligneo, ed il dipinto della “Trinità” del Foschi è su tela; nella parete destra il pregevole dipinto del XVI secolo, attribuito alla bottega del Ghirlandaio o ad un allevo di Piero di Cosimo, è su tavola. Tutte le scansioni architettoniche (arcone, lesene, cornicioni, ecc.) sono dipinte; i rivestimenti interni sono ad intonaco tinteggiato in verde acqua. Nella parete destra, vicino all’arcone, è collocata la lapide marmorea memoriale ottocentesca del patrono Tommaso Corradini. Al centro della parete laterali dell’aula, ed in posizione speculare, i due altari sono interamente in arenaria e nei dossali (qualificati da semicolonne corinzie e da un frontone centinato, spezzato e risaltato) recano tracce di dorature; il dipinto nel dossale dell’altare destro è su tela e raffigura “Santi oranti e Cristo in Gloria”, in quello sull’altare dal lato opposto (dedicato alla Madonna della Cintola) è la tavola quattrocentesca di Per Francesco Fiorentino; il “Cristo morto” collocato sulla mensa è in terracotta dipinta. Gli stalli addossati alle pareti sono lignei e provengono dall’ex Compagnia. La cantoria in controfacciata è in muratura e vi trova sede l’organo Agati del 1866. La chiesa prende luce dalle due finestre circolari in controfacciata e da una finestra rettangolare, con vetri piombati, aperta nella parete destra del presbiterio ove, dagli ovati posti nella parete tergale, proviene luce anche dal vano tergale. Un’ulteriore finestra rettangolare è posta in corrispondenza della facciata dell’originaria sede della Compagnia, a destra. L'altezza massima della navata è m 7,20, la minima m 5,70. A destra si eleva la vecchia sede della Compagnia, con pitture neoromaniche novecentesche nelle pareti ed una tela raffigurante “San Giuseppe con il Bambino e due Santi”.
    • Elementi decorativi
      • Due altari secenteschi in arenaria; decorazioni murali ottocentesche; cantoria lignea policroma; lapide memoriale marmorea ottocentesca.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • La pavimentazione è in cotto, con quadroni disposti in diagonale.
    • Coperture
      • La copertura della navata è una volta a botte ribassata, al centro della quale è collocata la pittura su tavola secentesca con la “Deposizione di Cristo dalla Croce”. Il presbiterio è voltato a vela, decorata con pitture murali. La vecchia sede della Compagnia è voltata a botte ribassata. Il manto di copertura del tetto (a capanna sopra la chiesa, a leggio in corrispondenza della sede della Compagnia) è in coppi e tegole piane.

Notizie storiche


    • 1024 ‐ 1025 (origini carattere generale)
      • Nel 1029 (da talune fonti poi travisato in 1079) il vescovo fiorentino Ildebrando, donerebbe al monastero di S. Miniato al Monte un piccolo oratorio già esistente presso l’Arno, dipendente dal borgo di Capraia, con le sue pertinenze, ma tale data riportata dal Calzolai non è attendibile in quanto Ildebrando era già morto nel 1025, quando risulta essere vescovo Lamberto, che in quell’anno conferma la donazione delle terre e degli altri beni concessi dal suo predecessore al convento di S. Miniato, tra i quali, appunto, quelli nella località predetta. La data corretta della donazione è quella riportata dal Manni, dal Targioni Tozzetti e dal Repetti, cioè il 1024. Per le modeste dimensioni della chiesa (riedificata se non edificata ex novo nel XII secolo) questa ed il piccolo nucleo urbano che vi sorgerà prenderanno il nome di Samminiatello.
    • 1251 ‐ 1299 (cenni storici carattere generale)
      • Dopo il 1251 il vescovo Giovanni de’ Mangiadori (m. 1273) avoca a sé la chiesa di S. Miniato e la concede in patronato ai Bosticci (Repetti), famiglia forse non da identificarsi con i Bisticci (come ritiene il Calzolai e poi riportano altre fonti), ma con i guelfi Bostichi o Bostici (il cui stemma era “di rosso, a tre spade – o pugnali – d'oro, poste in banda basse e ordinate l'una sull'altra; con il capo d'oro”). Dopo il 1286 il vescovo fiorentino Andrea de’ Mozzi (m. 1295/1296) si dichiara “dominus et patronus” della chiesetta e pertanto la chiesa dipende oramai dalla mensa vescovile di Firenze. S. Miniato è suffraganea della pieve di S. Jacopo in Val di Pesa. Nel 1299 Samminiatello dipende dal vicino Montelupo.
    • 1412 ‐ 1482 (cenni storici carattere generale)
      • Nel ‘popolo’ di Samminiatello possiede alcuni beni lo Spedale di S. Maria Nova di Firenze, ricevuti nel 1412 per testamento di Giovanni di Serotto detto Bosco. Nel 1455 (altre fonti meno attendibili riportano la data del 1445) alla chiesa di S. Miniato è annessa quella di S. Lorenzo a Cacciacane o Cacciacani (posta lungo la strada che collega la porta urbana di Montelupo alle prime case del borgo di Samminiatello) ed in seguito l’edificio sacro viene ingrandito. Nel 1482 il patronato della chiesa risulta essere delle monache di S. Giorgio a Capraia. In un nucleo del borgo di Samminiatello hanno i loro laboratori numerosi fornaciai. Forse Pier Francesco Fiorentino (1444/1445-post 1497) esegue una “Madonna con il Bambino del Latte tra San Lorenzo, Sant’Ansano, altri due Santi e la donatrice” (altare di sinistra, dedicato alla Madonna della Cintola).
    • 1523 ‐ 1550 ca (cenni storici dipinti su tavola e su tela )
      • Nel 1523 (o nel 1524, a seconda delle fonti) forse la bottega di Ridolfo del Ghirlandaio (1483-1561) esegue una tavola raffigurante la “Madonna con i Santi Lucia, Sebastiano, Bartolomeo e Pietro Martire”, da altri data ad un seguace o allievo di Piero di Cosimo (circa 1461-1522), viste alcune similitudini compositive con la Tavola Tedaldi della SS. Annunziata del 1505 circa (“Incarnazione di Cristo e Santi”, ora agli Uffizi). A metà del secolo, invece, Pier Francesco Foschi (1502-1567) dipinge per un altro altare laterale una “Trinità con i Santi Sebastiano, Nicola di Bari, Barbara e Rocco”.
    • XVII (cenni storici dipinto su tavola )
      • Nel Seicento è dipinta una “Deposizione di Cristo dalla Croce”, di anonimo pittore fiorentino. Nel 1676 la Compagnia della Sacra Cintola edifica il proprio altare lungo la navata a sinistra; sul lato opposto è innalzato un altare simile, di patronato di una famiglia.
    • 1742 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1742 il Targioni Tozzetti, nel suo “viaggio dalla Golfolina all’Ambrogiana”, rammenta la chiesa, che sorge a ridosso del podere Chiusura degli Antinori (dove è “una sorgente d’acqua calda limpidissima”), ed i fornaciai del borgo (“una gran parte degli abitanti con molto loro profitto si occupano in lavori di Terre cotte, e specialmente di Orci, e Giare da olio, che per Arno si mandano a Pisa ed a Livorno”).
    • 1785 ca ‐ 1796 (cenni storici carattere generale)
      • Secondo il Villani-Cirri la chiesa verrebbe elevata a prioria dall’arcivescovo Antonio Martini (1721-1809). Forse allora viene eretta la nuova torre campanaria. Nel 1796 la tavola tardocinquecentesca con l’“Ultima Cena” è sistemata al di sotto del predetto “Crocifisso” ligneo, mentre le pareti interne sono probabilmente ridipinte già allora con colori tipicamente tardobarocchi.
    • 1864 ‐ 1866 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1831 diviene parroco della chiesa di S. Miniato a Montelupo o a Samminiatello don Giovan Battista Tozzi. Nel 1847 il patronato della chiesa spetta a Tommaso Corradini (1796-1861) di Samminiatello, priore (1849) e poi gonfaloniere del Comune di Montelupo. La chiesa “conserva un’Immagine del SS. Crocifisso in legno di valente artefice all’altar maggiore in una custodia di cristalli, ed ornamenti ad intaglio con due mantellini fissi. Sotto la medesima vi si vede un Cenacolo fatto da Jacopo da Pontormo [sic!]: si scuopre nella Pasqua di Resurrezione, nel primo dell’anno, e nelle calamità con somma venerazione del popolo” (Luigi Santoni). Accanto alla chiesa sorge sempre la sede della Compagnia della Natività di Maria Vergine. Nel 1833 la parrocchia di S. Miniato conta 828 anime, nel 1847 sono 850.
    • 1886 ‐ 1898 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1886 risulta essere parroco di S. Miniato sempre don Arrigoni, che lo è ancora nel 1898. La parrocchia nel 1886 conta 800 anime.
    • 1930 ‐ 1939 (cenni storici carattere generale)
      • Negli Anni Trenta la chiesa viene ulteriormente modificata. La sede parrocchiale è traslata nella contigua e più grande sede dell’ex Compagnia della Natività di Maria Vergine o Chiesa Nuova e, secondo talune fonti, vi sono trasferiti anche gli arredi mobili, compreso il “Crocifisso” tardocinquecentesco, collocato sull’altar maggiore, mentre il quadro con la “Natività della Vergine Maria” ivi esistente, opera di Giovanni Nigetti (circa 1573-1652), viene portato sull’altar maggiore della chiesa di S. Miniato. La sede della vecchia Compagnia a destra della chiesa riceve decorazioni neoromaniche, costituite da decorazioni parietali a false fasce marmoree dipinte in bianco e nero.
    • 1945 ‐ 1956 (cenni storici carattere generale)
      • RENN Nel Dopoguerra forse la fonderia “Lorenzo Lera” di Lammari (Capannori di Lucca), ditta nata nell’Ottocento, fonde le campane per il campanile. Dal 1956 diviene parroco di S. Miniato don Guido Cosi (n. 1920) da Pontassieve, che vi rimarrà fin’oltre il 1993.
    • 1970 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1970 la parrocchia conta 1.100 anime.
    • 1999 ‐ 2000 (vicende conservative dipinto su tavola e dipinto su tela )
      • Nel 1999 è restaurata la tavola raffigurante la “Madonna con i Santi Lucia, Sebastiano, Bartolomeo e Pietro Martire” attribuita alla bottega di Ridolfo del Ghirlandaio o ad un allievo di Piero di Cosimo, nel 2000 la tela con la “Trinità con i Santi Sebastiano, Nicola di Bari, Barbara e Rocco” di Pier Francesco Foschi.
    • XVI fine ‐ XVII inizi (cenni storici carattere generale)
      • La chiesa è forse rimaneggiata già tra lo scadere del Cinquecento ed il Seicento. Sono probabilmente allora realizzati un Crocifisso ligneo e un’“Ultima Cena”.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ intervento strutturale (1969 (?))
      • Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato sul finire degli anni ’60. La mensa liturgica posta al centro del presbiterio consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni cm 241 x 68 x 103 (h). Altare maggiore in arenaria, con la mensa che poggia su elementi in pietra serena. Tabernacolo ligneo, scolpito e dorato, posto al centro della parete tergale del presbiterio. Sede lignea, mobile, addossata alla parete destra del presbiterio. Leggio ligneo, mobile, attualmente collocato sul lato sinistro del presbiterio.

🙏 Immagine e dati del giorno





Popolazione:MONTELUPO FIORENTINO
Abitanti:1000
Parroco:REV. PAOLO BROGI
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