(FIRENZE) S. PIETRO A QUARACCHI

🚩 VIA S. PIERO 9 (FIRENZE), FIRENZE - 50145 (FI)
⏳ Orario delle Messe in S. PIETRO A QUARACCHI
In questa pagina potrai guardare gli orari delle messe all’interno della chiesa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giorni, sia nei giornate lavorative, i giorni festivi o le vespri festivi.
Oggi Venerdì 18 settembre 2026, l'orario della messa è: 18:00
| Lunedì | 18:00 |
|---|---|
| Martedì | 18:00 |
| Mercoledì | 18:00 |
| Giovedì | 18:00 |
| Venerdì | 18:00 |
| Sabato | 18:00 |
| Domenica | 08:00, 11:00 |
➡️Come raggiungere la parrocchia?
Se vuoi riferimenti per trovare la messa, in questa pagina potrai consultare la mappa insieme a riferimenti per non avere alcuna difficoltà a accedere a questo tempio.
🔎Dettagli della parrocchia
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Pietro a Quaracchi
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La chiesa di S. Pietro si trova a Quaracchi, frazione del Comune di Firenze. Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica che, con i locali parrocchiali, vi è costruita presso il fianco sinistro. In adiacenza destra è la sede della Compagnia del SS. Sacramento, a tergo della quale si trova la torre campanaria. I rivestimenti esterni sono ad intonaco, fatta eccezione per la facciata centrale, ove sono a vista in conci in alberese. Alla destra della sede della Compagnia è il cimitero, dove si trovano la cappella cimiteriale e la Cappella del Padre Bernardo Dal Vaga. Il sagrato è lastricato in arenaria. La facciata è a capanna, la pianta ad aula.
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- Pianta
- La chiesa ha pianta ad aula. Nella parete destra il portale più prossimo al presbiterio dà accesso al vano sottostante la torre campanaria, l’altro alla Compagnia; nella parte opposta sono gli accessi a locali parrocchiali e, dal più prossimo al presbiterio, alla sagrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 24,50; lunghezza fino all'arco trionfale: m 15,50; larghezza della navata: m 6,50.
- Facciata e portico
- La facciata della chiesa è a capanna. Sul colmo è una croce metallica; le cornici d’imposta sono in cotto, con duplice ricorso di mattoni disposti per punta e con una sottostante spartitura a mensolette. Il rosone centrale, con una vetrata trasparente, ha la mostra in conci di pietra serena. Il portico addossato alla facciata presenta colonne tuscaniche in arenaria tinteggiata in grigio. Tre sono i portali, architravati ed in arenaria: sul lato destro è l’accesso alla Compagnia, sul lato opposto è quello a locali parrocchiali, sormontato da uno stemma lapideo secentesco dei Risaliti. Nell’architrave del portale centrale che dà accesso alla chiesa si trovano tre stemmi dell’Ordine di Malta, dei Capponi (a sinistra) e dei Pilli (a destra) ed un altro policromo, sempre dei Cavalieri di Malta, al di sopra di esso. La grande epigrafe del 1760 posta a destra dell’accesso alla sede della Compagnia è in arenaria. Nella parete ortogonale a sinistra, sotto il loggiato, è presente un ampio portale centinato medievale, ora tamponato; più oltre, all’estrema sinistra, si trova un ulteriore stemma in arenaria a scudo medievale, illeggibile. I portoni sono lignei, con specchiature nelle ante.
- Campanile
- Il campanile è a pianta quadrata ed ha la cella provvista di quattro campane azionate elettricamente, con una croce metallica sul colmo della copertura.
- Interno
- L’interno è a pianta rettangolare, ad aula che culmina nel presbiterio, delimitato da una balaustra in arenaria e rialzato di un gradino curvilineo, al centro del quale è la mensa eucaristica in pietra serena, costituente parte dell’originario altare maggiore, qui collocata con le opere realizzate per l’adeguamento liturgico. Oltre la sede lignea, sul lato destro della parete tergale è posto il tabernacolo in arenaria con il frontoncino centinato, lesene ioniche e con lo sportello in ottone dorato e lavorato a sbalzo raffigurante il Calice e l’Agnello. Il dipinto cinquecentesco raffigurante “La Madonna in trono con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo e San Giovannino”, appeso al centro, è su tavola, il Crocifisso alla sua sinistra è ligneo. Nel vano sul lato sinistro è posto l’organo. I due arconi presbiteriali sono in muratura tinteggiata, dei quali quello trionfale e dipinto in bianco e verde chiaro e reca decorazioni fitomorfe e un cartiglio in chiave in stucco al di sopra dell’arco; la volta a vela è decorata con le pitture murali settecentesche del Nannetti raffiguranti la “Gloria di San Pietro e San Paolo con la Trinità e Angeli” e le “Virtù” nei pennacchi (”Fede”, “Speranza”, “Carità” e “Giustizia”). Nel presbiterio, sul lato destro, è posto il fonte battesimale neomedievale in terracotta, con copertura in ferro battuto, della Manifattura Chini, risalente al 1926. Le moderne panche del coro sono in legno, le pareti del presbiterio sono rivestite ad intonaco, quelle dell’aula recano a vista i conci in alberese, riportati in luce con i restauri di don Peruzzi. I quattro portali trabeati settecenteschi aperti, due per parte, nelle pareti sono in arenaria. I due moderni altari laterali, posti alle pareti in posizione speculare, recano la mensa in arenaria; la nicchia nella parete destra è centinata ed in pietra artificiale, al suo interno è una sinopia, staccata, e una statua della “Madonna con il Bambino”; il grado d’altare è ligneo. Nella parete opposta, all’interno della nicchia sestiacuta, è il pregevole affresco del 1428 attribuito a Stefano d’Antonio di Vanni. La bussola in controfacciata è in legno, di fattura recente, l’acquasantiera sul lato sinistro è in arenaria. La volta in incannucciato, a botte ribassata, che copre l’aula è decorata dalle pitture murali del Sarti e del Rondoni con la “Gloria di San Pietro e Angeli” al centro di illusori lacunari e festoni a monocromo con teste alate di cherubini. La chiesa prende luce dalla finestra circolare in facciata e da una finestra aperta nella parete destra del presbiterio. L'altezza massima della navata è m 7,70, la minima m 5,70. In sagrestia è la porta laterale romanica, ora tamponata, con arco in conci di marmo bianco e grigio, che reimpiega il grande concio con incisioni zoomorfe del X secolo. In un ambiente contiguo sono da segnalare le colonne ioniche in arenaria rinvenute, con i restauri, nella muratura e di pertinenza di un loggiato quattrocentesco. Nella sede della Compagnia del SS. Sacramento, in adiacenza destra alla chiesa, la moderna mensa eucaristica è in arenaria, la pittura a tergo dell’altare è quella del Sarti con “Sant’Antonio Abate in meditazione con accanto il porcellino”, il dossale a parete è tinteggiato in grigio ed è qualificato da un frontone triangolare sorretto da paraste ioniche; il tabernacolo gotico a destra è in arenaria e con lo sportello ligneo. Il busto nella nicchia a sinistra reca la quattrocentesca “Vergine con il Bimbo” in terracotta detta “Maria Santissima delle Grazie”; il moderno fonte battesimale è in arenaria, l’acquasantiera in controfacciata è in marmo.
- Elementi decorativi
- Affreschi quattrocenteschi; affreschi settecenteschi; pitture muralo ottocentesche; fonte battesimale novecentesco della Manifattura Chini; dossale dell’altare nella sede della Compagnia.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione è in cotto, con mattoni rettangolari disposti in diagonale.
- Coperture
- La navata ha copertura a falsa volta a botte in stuoia di canne intonacata e dipinta. Il manto di copertura del tetto a capanna è in coppi e tegole piane. Il presbiterio è voltato a vela. La sede della Compagnia presenta un tetto a leggio, ma sorretto da due capriate. il portico addossato alla facciata ha una copertura con tetto a leggio.
- Pianta
Notizie storiche
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- VIII ‐ IX (origini carattere generale)
- Presso Quaracchi (Quaraclae, Quaracla, Quaracule, toponimo derivante da “quadratulae”, "quadratum", in riferimento alla "centuria quadrata" romana) esiste l’antica chiesa di S. Pietro, eretta prima del Mille. Risale al 866 una citazione del monastero di S. Marlio “ad Quaracle”, donato cento anni prima da Carlo Magno al monastero di Nonantola. Sempre nella seconda metà dell’VIII secolo (780) Carlo Magno aveva assegnato il piccolo borgo di Quaracchi (“fiscus publicus Quaraclae”), con una sua “curtis”, alla mensa vescovile fiorentina. La tradizione, già riportata nel noto “Bullettone” della Curia fiorentina dei secoli X-XIII, vorrebbe la chiesa di S. Pietro legata anch’essa a Carlo Magno.
- X (cenni storici elementi scultorei e architettonici più antichi )
- La testimonianza materiale più antica è rappresentata da un architrave in pietra del X secolo, recante incisi un pavone, un pellicano, un gallo e vari pesci, tutti simboli cristiani di Cristo, della Resurrezione e della comunità dei fedeli. Altrettanto antichi sono alcuni altri grandi conci poi reimpiegati nel portale laterale romanico e quindi parzialmente nella sua tamponatura forse nel Settecento.
- XI ‐ XII (cenni storici edificazione della chiesa romanica )
- La chiesa viene ricostruita forse tra XI e XII secolo: a navata unica absidata e, oltre al portale principale, con uno secondario nella parete longitudinale sinistra, centinato e con un arco in bicromia di conci grigi e bianchi (ora tamponato). Inizialmente ne hanno il patronato i Catellini Da Castiglione, signori del castello di Cercina e possessori di numerosissimi beni tra Monte Morello e Quaracchi-Brozzi-Peretola. La chiesa è suffraganea della pive di S. Martino a Brozzi.
- 1288 ‐ 1399 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1288 è vicario del vescovo fiorentino, Andrea de’ Mozzi (m. 1296), Lamberto da Quaracchi. Nel Duecento il vicino monastero di S. Luca rappresenta un’importante realtà territoriale, ma nel 1316 il vescovo fiorentino Antonio d’Orso (m. 1321) unisce le monache a quelle di S. Jacopo in Campo Corbolini a Firenze. Nel 1314 il ‘popolo’ di S. Pietro, nell’ambito della tassazione fiorentina dei vari ‘popoli’, deve di censo 385 libbre. Nella prima metà del Trecento la chiesa deve annualmente di censo al vescovo fiorentino 3 fiorini piccoli nel giorno di S. Giovanni Battista. Il patronato della chiesa passa ai Pilli, possessori di vari beni nella zona, almeno dal 1371. Nel 1399 il patronato spetta agli Schiattesi da Peretola.
- 1418 ‐ 1435 (cenni storici affreschi e loggiato )
- Nel 1418 il patronato di S. Pietro spetta ai Dell’Antella, che poi lo cederanno ai Corsini e di nuovo ai Pilli. Su probabile committenza della Compagnia di S. Antonio Abate, esistente in chiesa, è realizzato per l’altare di sinistra l’affresco con “Sant'Antonio Abate in trono con angeli e tra i Santi Giovanni Battista e Ignazio d’Antiochia” e con sei figure nell’imbotte, delle quali restano oggi “San Lorenzo” e forse un “Evangelista o Profeta”; datato 1428, già dato a Bicci di Lorenzo (circa 1373-1452), è attribuibile a Stefano d’Antonio di Vanni (cieca 1405-1483). Nel 1435 il rettore, prete Vanni, chiede al vescovo di poter accedere ad un prestito di 100 libbre per il rifacimento di una costruzione contigua alla chiesa e per l’erezione di un portico antistante la facciata della medesima chiesa.
- 1450 ca ‐ 1465 ca (cenni storici carattere generale)
- Forse Lazzaro Cavalcanti detto Il Buggiano (1412-1462) realizza il bassorilievo in terracotta invetriata policroma raffigurante la “Madonna con il Bambino con due cherubini al di sotto”, che verrà posta sull’altare di destra. Un’altra terracotta policroma (ora nella sede della Compagnia) rappresentante sempre la “Madonna con il Bambino”, detta poi “Maria Santissima delle Grazie”, è localmente attribuita alla bottega di Lorenzo Ghiberti (1378-1455) o di Donatello (1383/1886-1466); ambedue negli Anni Venti del Novecento si credevano copie ottocentesche, allora molto ridipinte, da originali di Donatello e di Jacopo della Quercia (cieca 1374-1438). Il borgo di Quaracchi appartiene alla Lega di Brozzi.
- 1541 ‐ 1530 ca (cenni storici Commenda di Quaracchi, Compagnia)
- Nel 1514 è per la prima volta citata nei documenti la Compagnia di S. Antonio Abate, che in quel secolo realizza la sua sede a destra della chiesa e a ridosso del campanile, pur continuando a tenere l’altare presente in chiesa. Sempre nel Cinquecento e segnatamente nel 1528, in seguito alla rinuncia del parroco Pietro di Ricciardo Ciardi, su istanza dei patroni, Girolamo Pilli e Filippo di Latino Pilli, cavaliere gerosolimitano, papa Clemente VII de’ Medici concede che la chiesa sia incorporata in una commenda dell’Ordine di Malta. Il beneficio, oltre alla chiesa, comprende pure un originario palazzetto o ‘casa da signore’ con podere annesso. Alcune stanze sono concesse ad un rettore secolare della chiesa, che si prende cura anche delle anime del ‘popolo’. Nel Primo Cinquecento è innalzato il portico tuscanico di fronte alla facciata della chiesa e della sede della Compagnia e viene dipinto il quadro della "Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Pietro e Paolo e con S. Giovannino"
- 1567 ‐ XVI (cenni storici carattere generale)
- Nel febbraio del 1567 (stile moderno) i Pilli cedono la commenda di Quaracchi a Gino Capponi e ai suoi discendenti, ma dopo la morte di Alessandro Capponi i Pilli la concederanno ai Risaliti.
- 1606 ‐ 1692 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1606 la commenda di Quaracchi spetta a Ludovico Risaliti. Ancora nel 1619 è documentato in chiesa l’affresco dell’altare di S. Antonio Abate. Dal 1640 al 1692 è commendatario di Quaracchi Ludovico Galilei.
- 1692 ‐ 1720 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1692 la commenda di Quaracchi è ceduta a Vincenzo Vettori e nel 1713 passa a fra’ Luigi Vettori, che la detiene sino alla propria morte nel 1720. Da un inventario del 1720 risulta che sotto il loggiato antistante la facciata vi siano tre portali, gli stemmi dei Pilli, di S. Pietro, dell’Ordine di Malta, dei Capponi e dei Risaliti. Presso la sede della Contigua Compagnia esiste il refettorio dei confratelli, su un terreno concesso dalla chiesa.
- 1713 ‐ 1720 (cenni storici carattere generale)
- Alcune prime trasformazioni della chiesa sono forse finanziate da fra’ Luigi Vettori nel secondo decennio del Settecento.
- 1721 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1721 la commenda di Quaracchi torna ai Capponi.
- 1742 ca ‐ 1770 (cenni storici carattere generale)
- Prima del 1752 (forse nel 1742-1743) diviene commendatario di Quaracchi fra’ Ferdinando Carlo (1721-1806) di Ferrante Maria (1682-1752) di Camillo Capponi, agostiniano, che lo sarà fino al 1759 (sebbene rinuncerà alla commenda solo nel 1770, quando, divenuto senatore nel 1763, lasciato l’abito, si era oramai sposato con Lucrezia di Filippo Corboli, m. 1793). Nel 1742 l’arcosolio di destra con l’affresco di Stefano d’Antonio risulta oramai del tutto scialbato.
- 1748 ante ‐ 1748 (cenni storici trasformazione barocca )
- Entro il 1748 e non più tardi (nel 1750, come riportano alcune fonti) la chiesa è ristrutturata per volontà dei Capponi. Sono aperte due finestre in controfacciata e costruiti la cantoria con l’organo, due altari laterali (di S. Giovanni Battista a sinistra, al posto di quello di S. Antonio Abate, e della Madonna a destra, eretto da Agostino delle Burella, presso cui è una cappellania dei Picchianti di Peretola, sul quale è la Madonna del Buggiano), i portali interni e il pulpito fatto da Filippo di Girolamo Ducci, del quale è attualmente memoria in un’iscrizione posta sopra uno dei portali laterali. La navata è controvoltata a botte, è demolita l’abside e creati una più profonda scarsella, introdotta da un arcone in stucchi marmorizzati, l’altar maggiore e i confessionali incassati; il presbiterio è controvoltato e affrescato da Niccolò Nannetti (1674-1749), allievo di Alessandro Gherardini e che spesso lavorò con Giovan Domenico Ferretti.
- 1748 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1748, al tempo del rettore don Giovanni Meoli, l’arcivescovo Francesco Gaetano Incontri (1704-1781) consacra ed eleva la chiesa a prioria, che, quale chiesa parrocchiale, viene separata dalla commenda dell’Ordine di Malta, il quale ne rimane sempre il patrono; i commendatari (allora i Capponi) devono al parroco per il suo sostentamento 80 scudi d’oro annui.
- 1752 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1752 sull’altar maggiore in pietra è presente il quadro cinquecentesco con “La Madonna in trono con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo e San Giovannino”, mentre sull’altare a sinistra, di S. Giovanni Battista, si trova un recente quadro raffigurante “Il Battista con altri Santi dell’Ordine gerosolimitano”, fatto dipingere a Francesco Gambacciani (noto 1734-1768) da Ferdinando Capponi. Sull’altare di destra della Madonna è presente il busto quattrocentesco del Buggiano, contornato dalla tela raffigurante “San Benedetto e Santa Scolastica con le anime del Purgatorio”. Il ciborio è ligneo, filettato in oro. Vi esistono i quadri di “Sant’Antonio da Padova”, “San Niccolò da Tolentino”, “San Girolamo” e “San Francesco d’Assisi”. Il campanile possiede due campane. Al di sopra di due dei portali laterali si trovano altrettante cimase con stemmi laterali, all’interno delle quali sono le dediche a S. Antonio di Padova e a S. Niccolò da Tolentino.
- 1752 ‐ 1755 (cenni storici carattere generale)
- Due lapidi ora scomparse, ma già presenti in chiesa, del 1752 e del 1755, ricordano le importanti trasformazioni interne e l’ampliamento in profondità finanziati dal commendatario dell’Ordine di Malta, fra’ Ferdinando Carlo Capponi. Prima del 1754 è anche ammattonato il loggiato di fronte alla facciata e sono rifatti i portali (almeno quello mediano di chiesa, con gli stemmi dell’Ordine di Malta, dei Capponi e dei Pilli). La sagrestia è ampliata, riammattonata e “stojata”, è ristrutturata la casa per il curato, realizzato il palazzetto per i commendatari a sinistra della chiesa e rifatta la ‘casa da lavoratore’ del podere della commenda. Tutti i precedenti lavori descritti sono certamente definiti come oramai eseguiti “di nuovo” (recentemente) nel 1754, al tempo dei Capponi.
- 1760 ‐ 1765 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1760 è apposta in facciata, sotto il loggiato, una grande lapide a memoria dei lunghi lavori eseguiti negli anni precedenti e da poco terminati del tutto, in occasione della visita del granduca Francesco III di Lorena; in quell’anno diviene commendatario di Quaracchi Vincenzo Vettori, ma nel 1765 risulta esserlo fra’ Alessandro Capponi.
- 1785 ‐ 1792 (cenni storici Compagnia)
- Nel 1785 Pietro Leopoldo sopprime anche la Compagnia di Quaracchi, che verrà ricostituita nel 1792.
- 1808 ‐ XIX (cenni storici commenda di Quaracchi)
- Nel 1808, con le ordinanze napoleoniche, è soppressa anche la commenda di Quaracchi, ma i Capponi ricomprano il vecchio palazzetto già del commendatario, con il relativo podere, e in seguito lo rivenderanno a madre Giuseppa Burchi (1823-1890). Nel 1808 risulta essere parroco don Carlo Falchini.
- 1833 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1833 il ‘popolo’ di S. Pietro conta 501 anime, nel 1847 sono 540. Dal 1841 è parroco don Angiolo Scaffi. Allora il patronato spetta sempre ai Capponi. Annessa alla chiesa esiste la sede della Compagnia del SS. Sacramento. Nel 1846 madre Giuseppa Burchi crea il convento femminile delle suore francescane di S. Giuseppe, vicino alla chiesa. La chiesa ricade entro la Comunità di Brozzi.
- 1860 ca ‐ 1863 (cenni storici campane, pitture murali)
- Don Scaffi fa fondere le tre campane nuove per il campanile. Nel 1863 Paolo Celestino di Giuseppe di Giovanni Sarti (1794-post 1863), un pittore fiorentino attivo anche nel Pratese, tra i più noti collaboratori nei cantieri del pittore Luigi Catani e dell'architetto neoclassico Giuseppe Valentini, e Ferdinando Rondoni (1808-1880), originario di S. Miniato (Pisa) allievo all'Accademia di Firenze di Pietro Benvenuti e di Giuseppe Bezzuoli, Ispettore della Commissione sopra i Monumenti delle Provincie di Firenze e di Arezzo e che nel 1861 aveva partecipato alla I Esposizione Nazionale a Firenze, dipingono la volta della navata con una “Gloria di San Pietro” entro decorazioni a monocromo. Il Sarti affresca anche un “Sant’Antonio Abate in meditazione con accanto un maiale” nel dossale dell’altare della sede della Compagnia.
- 1876 ‐ 1890 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1876-1886 risulta essere parroco don Serafino Paoli; allora la parrocchia conta 600 anime. Quindi è parroco don Attilio Cottadini e nel 1894 don Giuseppe Guidotti, al quale poi per 43 anni s\uccederanno solo vicari economi. Alla sua morte nel 1890, madre Giuseppa Burchi, patrona della chiesa, lascia sua erede suor Cristina Del Panta (m. 1940), la cui famiglia eredita il patronato.
- 1925 ‐ 1928 (cenni storici carattere generale)
- Dal 1925 al 1928 è vicario economo don Pietro Santoni. La Soprintendenza cura il restauro degli affreschi settecenteschi del Nannetti ritrovati sotto varie scialbature nel presbiterio (l’intervento è curato da Giuseppe Dini, restauratore di fiducia della Soprintendenza fiorentina). La manifattura Chini di Borgo S. Lorenzo esegue il nuovo fonte battesimale neomedievale, inaugurato il 3 ottobre 1926, ed il pannello neorobbiano retrostante con la raffigurazione del “Battesimo di Gesù” (andato perduto), posti allora nell’oratorio della Compagnia. Nel 1925-1927 su un secondo altare di sinistra, della Madonna delle Grazie, si trova il busto omonimo in stucco quattrocentesco, mentre sul primo è sempre il quadro con “San Giovanni Battista” e su quello di destra il busto del Buggiano, contornato dalla tela raffigurante “San Benedetto e Santa Scolastica”. Allora il cimitero risulta recentemente ricostruito in gran parte.
- 1928 ‐ 1934 (cenni storici carattere generale)
- Dal 1928 al 1934 è vicario don Narciso Galletti. Nel 1928 il territorio costituente il Comune di Brozzi entra a far parte di quello di Firenze. Nel 1933 viene restaurato il campanile; allora la parrocchia conta 1.944 anime.
- 1935 ‐ 1937 (cenni storici presbiterio e altare maggiore)
- Dal 1935 al 1937 è vicario economo don Gaetano Petrarchi, originario di Lecce. Per volontà del nuovo vicario la chiesa subisce altre trasformazioni nello stesso 1935, quando viene prolungato il presbiterio su un terreno acquistato dai Del Panta e ricostruito l’altar maggiore. Per la realizzazione di tali lavori, il costo dei quali ammonterà a 22.000 lire, si costituisce un apposito comitato. L’iniziativa è appoggiata dall’arcivescovo Elia Dalla Costa (1872-1961) e parzialmente finanziato da Vittorio Emanuele III.
- 1938 ‐ 1942 (cenni storici carattere generale)
- Dal 1938 al 1944 diviene priore di S. Pietro don Bruno Vignozzi, che trova la chiesa e la sede della Compagnia in non buone condizioni (cantoria e organo sono cadenti, gli affreschi deteriorati). In occasione della visita pastorale dell’arcivescovo Elia Dalla Costa nel 1939 il parroco comunica che la parrocchia conta allora 1.141 anime (ma il dato riferito nel testo della Nucci pare contenere un altro errore, non parendo verosimile che i parrocchiani dal 1933, in soli sei anni, fossero diminuiti di 803 unità). Nel 1940 il Comune di Firenze contribuisce con 1.500 lire al alcuni restauri da farsi alla chiesa. Nel 1942 sono sequestrate le tre campane per motivi bellici inerenti alla raccolta di metallo.
- 1944 (cenni storici carattere generale)
- Dal 1944 al 2005 diviene parroco don Marcello Peruzzi (n. 1915) da Montespertoli, architetto, autore del restauro di varie chiese e del progetto di realizzazione di numerosi nuovi edifici sacri. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa subisce gravi danni e anche l’organo, già in cattivo stato negli Anni Venti, va distrutto.
- 1948 (vicende conservative interno bene)
- Nel 1948, con i restauri eseguiti da don Peruzzi, è riscoperto l’affresco di Stefano d’Antonio di Vanni dietro l’altare laterale sinistro settecentesco dedicato a S. Giovanni Battista e ai Santi dell’Ordine Gerosolimitano. Si cerca di riportate la chiesa almeno in parte alle sue linee originarie, ma vengono inopportunamente eliminati molti elementi del passato, come i due altari frontonati tuscanici laterali settecenteschi in arenaria dedicati a S. Giovanni Battista e alla Madonna del Rosario (o alla Purificazione di Maria), le lapidi funerarie e memoriali e i frammenti di un’antica bifora. L’inaugurazione avviene il 24 ottobre 1948.
- 1959 ‐ 1962 (vicende conservative interno bene)
- Nel 1959-1962 ad opera di don Peruzzi è restaurato il loggiato antistante la facciata, della quale viene riportato a vista il filaretto originario; vi sono chiuse le due finestre settecentesche ed è aperto un nuovo oculo centrale. Viene demolita anche la cantoria in controfacciata, sono rifatte la pavimentazione e le coperture, il presbiterio subisce una nuova sistemazione e viene innalzato il campanile. Nel 1970 la parrocchia di S. Pietro conta 1.900 anime.. RELS 1959 REVS 1962
- 1988 ‐ 1995 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1988 è completato l’adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare. Nel 1992 è restaurato il campanile. Nel 1995 è restaurato l’affresco di Stefano d’Antonio di Vanni.
- VIII ‐ IX (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1988)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nel 1988, la mensa eucaristica in arenaria è collocata al centro del presbiterio e consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 93 x 230 x 99(h). Tabernacolo in pietra serena, con sportello in ottone dorato e lavorato a sbalzo, posto in parete tergale del presbiterio, sul lato destro. Sede lignea posta al centro del presbiterio, sul lato sinistro è in uso un leggio mobile in legno. Fonte battesimale in terracotta, con copertura in ferro battuto, posto nel presbiterio, sul lato destro. Un confessionale è addossato alla controfacciata, sul lato destro.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1988)
🙏 Immagine e dati del giorno
| Popolazione: | FIRENZE |
| Abitanti: | 3000 |
| Parroco: | REV. CLAUDIO FATTORI |
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