(PALAZZUOLO SUL SENIO) S. STEFANO A PALAZZUOLO

🚩 P.ZZA DELLA CHIESA 1 (PALAZZUOLO SUL SENIO), PALAZZUOLO SUL SENIO - 50035 (FI)
🕎 Consulta l’orario delle Messe in S. STEFANO A PALAZZUOLO
In questa pagina potrai vedere gli orari delle messe all’interno della chiesa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giornate, sia nei giornate lavorative, i festivi o le giornate precedenti a una festa.
Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.
🛐Dove si trova la parrocchia?
Se hai bisogno orientamento per raggiungere la messa, più in basso potrai vedere la mappa insieme a riferimenti per rendere facile giungere a questo sito.
ℹ️Descrizione della parrocchia
Descrizione
-
Tipologia
chiesa
-
Qualificazione
parrocchiale
-
Denominazione principale
Chiesa di Santo Stefano a Palazzuolo
-
La chiesa di S. Stefano si trova a Palazzuolo sul Senio.
È posta "nella Valle del Senio sulla ripa destra del fiume medesimo, nella collina a cavaliere del Villaggio di Palazzuolo, piccola terra aperta" (luigi Santoni). Sorge in posizione isolata, vi si accede con una gradinata che conduce al sagrato lastricato in arenaria, con una fascia centrale ove i sassi di fiume, in arenaria, sono disposti a coltello. Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica, costruita in adiacenza destra, dove s'innalza pure la torre campanaria. Gli esterni (prospetti laterali ed abside) sono realizzati in conci d'arenaria non isodomi lasciati a vista. Sul fianco sinistro emergono i volumi delle cappelle laterali, sul retro è l’abside semicircolare, con amia gronda in aggetto. La facciata è a capanna, la pianta ad aula con cappelle laterali. -
- Pianta
- La chiesa ha pianta ad aula con cappelle laterali. Nella parete laterale destra si apre un accesso alla canonica. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 29,00; lunghezza fino all'abside: m 24,00; lunghezza fino all'arco trionfale: m 18,50; larghezza totale: m 11,20; larghezza della navata: m 8,30.
- Facciata
- La facciata, rivestita ad intonaco e tinteggiata di chiaro, è a capanna; le cornici d'imposta sono in arenaria, sul colmo è una croce metallica; la mostra della vetrata circolare è in arenaria. Il portico che la precede ha una copertura a semipadiglione, poggiante su cinque arcate, tre delle quali verso la fronte, scandite da pilastri in conci isodomi d'arenaria. La pavimentazione del portico è in cotto. Tre sono i portali in arenaria per l’accesso alla chiesa, dei quali quello centrale sormontato da uno stemma oggi illeggibile (ma del rettore della chiesa che rifece fare il portale trabeato: "[TE]MPORE [...] [A]NTONII D[...] RECTOR[IS] [...] ECCLESI[AE] ANNO SAL[UTIS] [M]DLXXX[...]") e con un'iscrizione marmorea sepolcrale che ricorda il parroco Vincenzo Bertozzi, morto il 16 agosto 1853, posta nello scalino; quello laterale destro da un'epigrafe in ceramica invetriata dedicata al milite ignoto e quello sul lato opposto da un gruppo scultoreo in resina trattata a simil bronzo, raffigurante "San Michele Arcangelo" e posto su una mensola in arenaria. Il portone è ligneo.
- Campanile
- Il campanile è realizzato in conci d'arenaria isodomi con bugne rustiche in aggetto in corrispondenza delle angolate; si eleva su tre livelli definiti da cornici marcapiano, con oculi nel registro inferiore e con la cella a quattro fornici centinati e dotati di balaustre a tre balaustri in pietra ciascuna; la copertura è a padiglione rivestita in piombo, sul colmo della quale è una croce metallica sopra una base in arenaria. È dotato di quattro campane elettrificate.
- Interno
- L’interno è a pianta rettangolare, ad aula, culminante nel presbiterio, rialzato di un gradino e recante al centro l’altar maggiore in arenaria, con la mensa poggiante su quattro colonnine con capitelli ionici e recante verso la fronte un paliotto ligneo dorato, sul retro del quale è l’abside semicircolare con il coro ligneo e, al centro, il tabernacolo frontonato in arenaria, con lo sportello sestiacuto in metallo dorato, poggiante su una mensa sorretta da due balaustri in pietra. Sul lato sinistro del presbiterio si trova un leggio in arenaria. Posto sul lato destro del presbiterio è il primo fonte battesimale in arenaria, moderno, a pianta circolare con una copertura in pietra serena terminante con la rappresentazione di un battistero. Il catino absidale e l’abside sono decorati con pitture murali di Chini: nel catino è "La Croce con il Calice e l'Ostia ed in alto l'occhio di Dio Padre", accompagnato da due versetti tratti dall'Apocalisse. Anche la mostra dell’arcone trionfale ed il suo intradosso sono decorati, con motivi geometrici e croci. Nella parete laterale sinistra del presbiterio è un tabernacolo frontonato cinquecentesco per gli oli santi, in terracotta invetriata policroma di tipo robbiano (proveniente dalla pieve di Misileo), nella parete destra l'altro tabernacolo per gli oli santi è in arenaria. Le pareti laterali dell’aula sono scandite da tre cappelle laterali per parte, con archi a tutto sesto decorati con pitture murali a girali e motivi floreali, opera dei Chini; nelle due cappelle centrali e nella terza a destra gli altari sono in arenaria; nella seconda cappella di sinistra il dossale è dipinto. Nella prima cappella di destra è a parte la statua policroma di "Santo Stefano" entro una decorazione lignea settecentesca scolpita e dorata; Tra la prima e la seconda cappella di destra si trova il quadro secentesco con la "Madonna del Rosario con il Bambino, tra Santi e Cherubini", sotto cui è una nicchia coperta a botte recante una statua policroma di "San Francesco d'Assisi" e un Crocifisso portatile settecentesco. Nella seconda cappella l'altare ha una mensa in arenaria su due mensole a volute. Sopra l'altare è la tavola del 1511 con "Madonna in trono con il Bambino e Santi". Nella terza cappella, sopra l'altare in arenaria si trova una nicchia centinata recante la statua policroma di "San Giuseppe con il Bambino Gesù". Nella prima cappella di sinistra si trova un secondo fonte battesimale in conci isodomi d'arenaria, a pianta esagonale e con una copertura lignea, sormontato a parete da una piccola statua su mensola raffigurante "San Giovanni Battista" e preceduto da cancellata in ferro battuto. Tra la prima e la seconda cappella si trova una nicchia speculare rispetto a quella lungo la parete destra, sormontata da una tela secentesca esprimente l'"Adorazione del SS. Sacramento da parte di San Benedetto". Nella seconda cappella sopra l'altare, analogo a quello speculare, entro un dossale dipinto en-trompe-l'oeil, trabeato su lesene laterali corinzie, si trova la tavola cinquecentesca con la "Madonna con il Bambino tra San Domenicano e San Pietro Martire", data a Paolo di Bernardino di Antonio del Signoraccio, noto come fra' Paolino da Pistoia (1488-1547). Nella terza cappella laterale sinistra è collocato un armonium e vi si trova una lapide in marmo del 1897. Un confessionale ligneo è posto in una nicchia lungo la parete laterale sinistra, tra la seconda e la terza cappella. In controfacciata le due acquasantiere sono in arenaria; sopra la porta è una tela con la "Madonna con il Bambino e Santi". La chiesa prende luce dalla vetrata circolare e policroma in controfacciata, da sei monofore centinate, con vetrate policrome, aperte tre per parte nelle pareti laterali, da due vetrate circolari nelle pareti del presbiterio e dalla monofora centinata aperta al centro dell’abside e recante nella vetrata la raffigurazione di "Santo Stefano". L'altezza massima della navata è m 11,30, la minima m 9,60.
- Elementi decorativi
- Tabernacolo in terracotta invetriata, pitture murali novecentesche.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione è in gres porcellanato, con mattonelle quadrate di color bianco sporco disposte in diagonale nella fascia centrale e con mattonelle quadrate simil-cotto disposte a correre a guisa di fascia perimetrale lungo le pareti e nelle cappelle laterali. Il presbiterio ha una pavimentazione analoga, il coro è pavimentato in arenaria.
- Coperture
- La copertura a tetto dell’aula poggia su quattro arcate in muratura e sull’arco trionfale, presenta travi di colmo ed arcarecci lignei e uno scempiato in cotto. Il manto del tetto a capanna è in coppi e tegole piane.
- Pianta
Notizie storiche
-
- XI ‐ XIII (origini carattere generale)
- La chiesa di S. Stefano è di antica origine e "si crede che la sua fondazione sia fino dai tempi degli Ariani, giacché nel 1825 [...] fu trovata una pietra in vetta all'arco superiore al presbiterio dell'altar maggiore, in cui era incisa con scalpello una Croce latina con un pajo di forbici mezz'aperte; secondo il parere di uomini scienziati, questi due emblemi indicano la recisione della setta Ariana dalla Chiesa Cattolica Romana" (Luigi Santoni, 1847). Da questa falsa interpretazione deriva la notizia che essa "risalga al IV secolo". La rettoria, forse anteriore al Mille, dipende dalla pieve di Giovanni Decollato a Misileo. Non molto distante vi esiste un castello dei Pagani (poi degli Ubaldini da Susinana, loro eredi), posto entro il territorio che viene definito come il Podere dei Pagani e dopo Podere degli Ubaldini. La chiesa è forse in origine di patronato dei Pagani.
- 1362 ‐ 1371 (cenni storici carattere generale)
- Nel Trecento la chiesa è forse di patronato degli Ubaldini. Nel 1362 Giovacchino, figlio di Ottaviano di Azzo degli Ubaldini da Susinana (m. 1362) e genero di Maghinardo de' Pagani - da non confondersi, come talvolta accade, con Maginardo Novello (m. 1373) di Giovanni (m. 1337) di Ugolino IV da Senni (m. 1293) di Azzo V degli Ubaldini, ribelle, decapitato dai Fiorentini - lascia per testamento al Comune di Firenze buona parte del Podere degli Ubaldini o Podere di Maghinardo, che prenderà il nome di Podere Fiorentino, comprendente fra l'altro Bibbiana, Montebovaro, Campanara, Crespino, Mantigno, Susinana, Rocchetta, Tirli, Lozzole e Salecchio, ma non si nomina nessun Palazzuolo. Nel 1371 Ottaviano di Maghinardo, oltre alla "curtis" di Piedimonte, vende alla Repubblica fiorentina un altro castello per 5.250 fiorini d'oro, posto entro il territorio del Comune di Salecchio.
- 1373 ‐ XIV (cenni storici carattere generale)
- Dopo la morte di Maginardo Novello di Giovanni nel 1373, acquisiti gli ultimi otto castelli degli Ubaldini ancora presenti nel Podere, la Repubblica fiorentina vi fa erigere il palazzo del Vicario, da cui forse il toponimo di Palazzuolo.
- 1407 ‐ XV (cenni storici carattere generale)
- Nel 1407 una provvisione della Repubblica interdice agli Ubaldini di risiedere nel Podere Fiorentino. Nella 'villa' aperta di Palazzuolo la chiesa di S. Stefano è allora di patronato del 'popolo'.
- 1551 ‐ 1594 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1551 il popolo' di S. Stefano conta 473 anime. Nel 1583 sono approvati i capitoli della Compagnia del SS. Sacramento, istituita presso la chiesa. Sempre in quel secolo il rettore di S. Stefano ricostruisce il portale principale di chiesa. Nel 1594, essendone rettore prete Francesco Eschini (famiglia di Palazzuolo ancora documentatavi nel Settecento: nel 1748 don Tommaso Giuseppe sarà parroco di S. Maria a Montefloscoli), grazie all'interessamento di monsignor Ludovico Martelli (m. 1607), canonico fiorentino, già pievano di Misileo e futuro vescovo di Chiusi dal 1597, nonostante l'avversità espressa dall'allora pievano Milano Cavini, viene concesso alla chiesa il fonte battesimale.
- 1664 ‐ 1684 (cenni storici carattere generale)
- Risale al 1664 un Chronicon esistente nell'archivio parrocchiale. Nel 1684, durante la visita pastorale di Jacopo Antonio Morigia (1633-1708), arcivescovo di Firenze dal 1683 al 1699, la chiesa viene elevata a propositura, annettendovi le rettorie di Piedimonte, Bibbiana, Mantigno e Campanara.
- 1709 ‐ 1746 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1709 è citato in chiesa un quadro raffigurante "Il Battesimo di Cristo". Don Giovan Battista Strigelli da Palazzuolo, priore di S. Martino a Quona, vi erige l'altare dedicato al SS. Rosario; gli Strigelli sono una famiglia di Palazzuolo cui nel 1748 appartiene anche don Marco Annibale, pievano di S. Giovanni Maggiore in Mugello, autore della riedificazione in S. Stefano della seconda cappella di destra. Nel 1726 il 'popolo' di Palazzuolo fa fare il nuovo pulpito di chiesa, realizzato da Domenico Moralla da Lugano. Nel 1733 i popolani eleggono quale proposto don Giovanni Maria Filipponi. Nel 1745 il 'popolo' di S. Stefano conta 684 anime. Nel 1746 la chiesa è interamente ritinteggiata al suo interno e poi viene rifatto anche l'intonaco alla facciata.
- 1783 ‐ 1792 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1783 Antonio Martini (1720-1809), arcivescovo di Firenze dal 1781 al 1809, concede al proposto di poter portare il roccetto (una sopravveste liturgica, indossata da alti prelati sull'abito talare). Nel 1785 il Granduca Pietro Leopoldo fa restaurare la chiesa; sono rifatti le coperture ed il campanile. Nel medesimo anno viene soppressa la Compagnia del SS. Sacramento, che poi sarà ricostituita nel 1792. Nel 1791 è realizzato un nuovo organo e nel 1792 è restaurato il loggiato della chiesa.
- 1820 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
- Dal 1820 e fino alla morte è parroco di S. Stefano don Vincenzo Bertozzi (1772-1853). Nel 1820 la chiesa minaccia rovina per problemi alle fondazioni, situazione che peggiora negli anni seguenti: nel 1824 si lesionano le volte e la chiesa viene chiusa, trasferendo le funzioni nell'oratorio dei Santi Carlo e Antonio. Spettando il patronato al Granduca "per le ragioni del popolo", questi nel 1825 la fa ricostruire "quasi tutta dai fondamenti per cura del detto Sig. Proposto" Bertozzi (Luigi Santoni). Viene ritrovata la presunta pietra d'età ariana ed è "posta nella colonna del detto altare [maggiore] in Cornu Epistulae ove è attualmente" (1847). "Vi si venera con somma venerazione del popolo una bella Immagine di Maria SS. del Rosario, giudicata pregevole assi" (Luigi Santoni), tela ancora esistente in chiesa. Nel 1833 il 'popolo' di S. Stefano conta 853 anime, nel 1839 sono 941 e nel 1847 sono 956.
- 1850 ‐ 1898 (cenni storici carattere generale)
- La terza cappella di sinistra della chiesa è di patronato del sacerdote Pietro Tedeschi (1801-1872) di Palazzuolo, che verrà sepolto nel vicino cimitero insieme al fratello, don Annibale (1805-1877), e alle sorelle Margherita (1814-1892) e Barbera (1810-1895), ultima della sua famiglia. Nel 1898 risulta parroco di S. Stefano don Antonio Simonetti.
- 1900 ca ‐ 1907 (cenni storici carattere generale)
- La chiesa viene restaurata agli inizi del Novecento. Monsignor Alfonso Maria Mistrangelo (1852-1930), arcivescovo fiorentino dal 1899 al 1930, la consacra il 4 ottobre 1907.
- 1936 (cenni storici carattere generale)
- Verso il 1936 Tito Chini (1898-1947) e le Fornaci San Lorenzo dei Chini eseguono alcune nuove decorazioni nella chiesa. Viene dipinto il catino absidale della chiesa, come pure i sott'archi della navata. Una vetrata è sempre dovuta alle Fornaci San Lorenzo e rappresenta "Santo Stefano".
- 1946 ca ‐ 1955 ca (cenni storici carattere generale)
- La chiesa subisce un nuovo restauro nel Secondo Dopoguerra. Durante tale restauro sarebbe andata stranamente dispersa la pietra presunta del IV secolo. Nella cappella a sinistra viene ritrovato un frontale dipinto, con medaglione centrale, opera antecedente al lavoro del Chini. Tali opere furono date in deposito alla chiesa dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Firenze che concede alla chiesa vari quadri, tra i quali uno "Sposalizio di Santa Caterina", opera di ambito fiorentino, databile alla fine del Cinquecento o agli inizi del Seicento, una "Madonna con il Bambino, San Domenico e San Pietro Martire" degli inizi del Cinquecento e una "Visitazione" risalente alla seconda metà del Seicento.
- 1966 ‐ 1970 (cenni storici carattere generale)
- Dal 1966 è parroco di S. Stefano don Paolino Paoli (n. 1923) da Campi Bisenzio. Nel 1970 la parrocchia conta 1.050 anime.
- 1986 ‐ 1999 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1986 sono annessi al territorio parrocchiale di S. Stefano quelli di Bibbiana, Campanara, Fantino, Lozzole, Mantigno, Piedimonte, Susinana, della Rocca, Salecchio e Visano. Da quell'anno diviene parroco don Luigi Oropallo (n. 1949). Nel corso degli Anni Novanta avviene l'adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare.
- 2020 ‐ 2021 (vicende conservative dipinto su tavola)
- Nel 2020 è rimossa, per un restauro, la tavola del 1511 raffigurante la "Madonna in trono con il Bambino e i Santi Benedetto, Michele, Cassiano, Zanobi, Andrea e Domenico", proveniente dalla pieve di S. Giovanni Decollato a Misileo e attribuita alla bottega di Domenico Ghirlandaio (1448-1494), a Sebastiano Mainardi (1460-1513), ma più probabilmente del Maestro di Marradi (documentato tra il 1498 e il 1513). La tavola, dopo il restauro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, viene riportata in chiesa con cerimonia solenne del 2 luglio 2021.
- XI ‐ XIII (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
-
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1990 (?))
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato nel corso degli anni ’90. Al centro del presbiterio è stata collocata una mensa eucaristica in arenaria che consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 108 x 211 x 105 (h). Tabernacolo in arenaria, con sportello in metallo dorato, posto al centro dell’abside. Sede lignea posta sul lato destro del presbiterio. Leggio in arenaria, posto sul lato sinistro del presbiterio. E’ inoltre in uso un leggio ligneo, mobile. Fonte battesimale in arenaria, a pianta circolare con copertura in pietra serena, posto sul lato destro del presbiterio. Un fonte battesimale in arenaria, a pianta esagonale e copertura lignea, è collocato in cappella dedicata nella parete laterale sinistra e preceduto da cancellata in ferro battuto. Uconfessionale ligneo è collocato in una nicchia in parete laterale sinistra.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1990 (?))
📿 Dati e foto del giorno
| Popolazione: | PALAZZUOLO SUL SENIO |
| Abitanti: | 1000 |
| Parroco: | REV. PIERRE MVUBU BABELA |
Se ritieni che ci sia un errore negli orari visualizzati su questo sito, ti preghiamo de farcelo sapere compilando direttamente il modulo sottostante:
