(FIRENZE) SACRA FAMIGLIA A FIRENZE

🚩 VIA GIOBERTI 33 (FIRENZE), FIRENZE - 50121 (FI)
⌛ Orari delle Messe in SACRA FAMIGLIA A FIRENZE
In questa pagina potrai consultare gli orari delle celebrazioni all’interno della messa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni feriali, i festivi o le giornate precedenti a una festa.
Oggi Mercoledì 16 settembre 2026, l'orario della messa è: 07:00, 09:00, 18:00
| Lunedì | 07:00, 09:00, 18:00 |
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| Martedì | 07:00, 09:00, 18:00 |
| Mercoledì | 07:00, 09:00, 18:00 |
| Giovedì | 07:00, 09:00, 18:00 |
| Venerdì | 07:00, 09:00, 18:00 |
| Sabato | 07:00, 09:00, 18:00 |
| Domenica | 08:30, 10:15, 11:30, 18:00 |
➡️Come posso trovare la chiesa?
Se vuoi riferimenti per trovare la messa, qui sotto potrai vedere la mappa insieme a indicazioni per rendere semplicissimo giungere a questo luogo.
🔎Approfondimento sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa della Sacra Famiglia
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La chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia si trova in via Gioberti, a poca distanza da piazza Beccaria. La chiesa risulta libera su tutti i fronti, la facciata preceduta da portico è arretrata rispetto al filo stradale per dar luogo ad un ampio sagrato delimitato da una cancellata lungo l’allineamento del tessuto edificato limitrofo. Circondano l’edificio spazi aperti adibiti a campi e attrezzature sportive a disposizione dell’Oratorio. La chiesa con facciata a salienti, in pietra forte, presenta pianta a croce latina, con cappelle laterali, culminante in presbiterio ed abside poligonale affiancata da due torri.
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- Pianta
- L’accesso al pronao avviene attraverso il sagrato su via Gioberti, delimitato sul fronte da una cancellata in ferro ed ai lati dagli edifici limitrofi. Il pronao, rialzato di cinque gradini, ha pianta rettangolare. La sagoma corrisponde a quella della chiesa, si apre verso il sagrato con tre arcate ogivali che corrispondono ad altrettante campate. La chiesa, rialzata di due gradini, ha pianta a croce latina con una navata centrale su cui si affacciano cappelle laterali. Le quattro cappelle su ciascun lato, rialzate a loro volta di due gradini, sono collegate tra loro da una successione di portali in asse lungo le pareti trasversali. Sono dedicate a Sant'Antonio di Padova, Don Bosco, Maria Ausiliatrice, S. Cuore di Gesù, San Pietro e San Giuseppe. Dopo la quarta campata, rialzato di tre gradini, è impostato il transetto. Tre gradinate dalla geometria poligonale conducono all’altare maggiore a sua volta rialzato di un gradino. Le campate laterali del transetto attraverso portali conducono alla destra verso la Sacrestia, alla sinistra verso la cappella del Cenacolo. Dalla campata centrale un ultimo gradino conduce al presbiterio a pianta quadrata e all’abside poligonale. Ai lati dell’abside, uno per parte, sono poste le torri simmetriche con pianta poligonale, quella alla destra ospita la cella campanaria. La lunghezza dell’aula fino al transetto è di m 26.40, la totale di m. 49.40; la larghezza della navata centrale è di m. 10.90, la totale, comprese le cappelle laterali, è di m. 22.50. Le dimensioni del transetto sono m. 36.40 e m. 10.90.
- Facciata
- La facciata della chiesa esposta a nord, su modello neogotico, è a salienti, realizzata in conci squadrati di pietra forte posati a filaretto. Il pronao è rialzato rispetto al sagrato, la gradinata prosegue sul lato sinistro dell’edificio, sul destro si sviluppa la rampa metallica. La facciata è suddivisa in tre spartiti verticali individuati da quattro paraste che corrispondono alla distribuzione interna. Tali paraste presentano inferiormente un basamento e culminano con pinnacoli. Sul colmo, all’interno di un’edicola, è la statua di Maria Ausiliatrice in marmo bianco di Carrara. Il pronao si apre verso il sagrato grazie a tre arcate ogivali impostate su capitelli corinzi, la centrale di maggiori dimensioni, corrispondono ciascuna ad un portale di accesso alla chiesa. La parete longitudinale del pronao così come le due trasversali è rivestita ad intonaco color bianco con membrature architettoniche in pietra quali paraste e peducci delle arcate trasversali e le nervature delle volte sulle tre campate. Tre portali in pietra serena con stemma centrale e portone ligneo a doppia anta si aprono verso la chiesa, in asse su ciascuna campata, altri due rispettivamente sulle pareti trasversali del portico, quello alla destra è oggi tamponato. Il portale verso la navata centrale è di maggiori dimensioni, al di sopra una lunetta a sesto acuto incorniciata al cui interno è affrescata la “Sacra Famiglia”, opera di Ermanno Toschi. Sopra i restanti quattro, una monofora con cornice in pietra e all’interno quattro vetrate luminose raffiguranti Don Bosco, San Domenico Savio, Sant'Antonino di Firenze e Santa Maria Goretti. Nello spartito centrale della facciata, in asse col portale maggiore, si apre un rosone con colonnine e archetti in marmo bianco di Carrara, nello sguancio una scritta incisa in lettere capitali riporta: “DOMUS DEI AULA COELI”. Al di sotto uno stemma gentilizio in aggetto e di sopra l'incisione di una croce. Una scansione di archetti acuti pensili si sviluppa lungo la linea di gronda, al di sotto della cornice di coronamento, assecondando l’andamento delle falde. I restanti fronti presentano una muratura mista a vista, solo alcuni elementi di particolare rilevanza architettonica quali basamento, paraste e cornici delle monofore a sesto acuto sono realizzati in conci squadrati in pietra forte. Gli archetti pensili proseguono lungo tutta la sagoma dell’edificio, in corrispondenza dell’abside, del transetto e delle due torri, sono presenti anche al di sotto della cornice marcapiano. Esternamente le testate del transetto presentano ai lati paraste culminanti in pinnacoli e rosone colonnine e archetti in marmo.
- Campanile
- In posizione tergale, ai lati dell’abside sono due volumi a pianta centrale con geometria poligonale. Entrambi, in conci di pietra forte squadrata con basamento, sono suddivisi in due registri da una cornice marcapiano con archetti pensili, lo stesso motivo si ripropone in sommità, all’imposta della copertura. I due registri ospitano, in asse, una monofora ogivale su ciascun fronte. La torre alla destra della chiesa, non completa, ospita la cella campanaria con tre campane attualmente non in uso, la torre simmetrica è vuota.
- Interno
- L’interno a croce latina è rivestito ad intonaco color bianco avorio con basamento in lastre di pietra e membrature architettoniche in pietra a vista. La chiesa ha una navata centrale articolata in quattro campate coperte con volte a crociera con costoloni in pietra, vi si affacciano lateralmente e su un livello rialzato quattro cappelle per parte, coperte da volte a crociera costolonate. Le cappelle si aprono sulla navata attraverso quattro archi ogivali in pietra impostati su capitelli con motivi floreali su pilastri separati tra loro da paraste su cui si impostano archi ogivali che danno luogo alle campate. Al di sopra di ciascuna arcata è uno stemma gentilizio, oltre una monofora ogivale con cornice in pietra e vetrata istoriata policroma. Addossato al pilastro tra la terza e la quarta cappella sinistra è il pulpito con formelle raffiguranti gli Evangelisti in pietra serena di Giuseppe Cassioli. Le cappelle laterali presentano un portale in pietra al centro delle due pareti trasversali che ne consente l’attraversamento diretto. Sulla parete esterna un altare in pietra serena rialzato da due gradini e sormontato da una tela con cornice dorata, al di sopra una monofora con vetrata policroma di medesima fattura delle superiori. Un confessionale ligneo è posto al di sotto della monofora nella prima cappella sinistra, altri tre alla destra dei portali delle prime tre cappelle alla destra. Tre gradini ed un arcone ogivale in arenaria segnalano l’imposta del transetto articolato in tre campate a pianta quadrata suddivise da arconi ogivali, su cui al centro si imposta una volta ad ombrello con tamburo ottagonale coronata da lanterna. Sugli otto spicchi si aprono otto oculi vetrati, il tamburo è definito da due cornici decorate. Al di sopra dei capitelli dei quattro pilastri angolari si ergono quattro sculture opera di Giuseppe Cassioli. Nel transetto una gradinata dal profilo poligonale reca al centro l’altare maggiore in pietra serena ove sopra è il Crocifisso ligneo di Umberto Bartoli, ai lati due leggii con sculture di angeli. Un ulteriore gradino conduce al presbiterio a pianta quadrata coperto da una volta a crociera, al centro è il tabernacolo in pietra serena, ai lati il coro ligneo seicentesco composto da ventuno stalli dono dei Cavalieri di Gerusalemme, l’organo e la pala d’altare del Cassioli raffigurante la “Sacra Famiglia”. Lateralmente, in sommità, sono due monofore. L’abside poligonale coperta da una volta tripartita con vele impostate su archi ogivali è illuminata da due ordini di monofore. Le due campate laterali del transetto, coperte con volta a crociera, presentano in testata un arcone ogivale in pietra addossato alla parete, in asse un rosone con vetrata policroma di gusto floreale e al di sotto una bifora, entrambi incorniciati e con vetrata policroma. Nelle pareti longitudinali due monofore e al di sotto due portali per parte. Dal braccio destro il primo portale è un accesso alla chiesa, il secondo conduce alla Sacrestia, quello sinistro alla cappella del Cenacolo. In controfacciata, nel registro superiore è il rosone principale con vetrata policroma raffigurante “Gesù adolescente benedicente”. Nel registro inferiore, in asse, il portale con arco ribassato in aggetto rispetto al filo della muratura, la lunetta ogivale ospita il dipinto dI Luigi Falai raffigurante “Don Bosco tra i giovani”. La porzione basamentale presenta un motivo decorativo policromo dallo sviluppo geometrico in stile. Alla destra del portale principale è collocato il Fonte battesimale. Il Fonte, opera del Cassioli, è in pietra serena dalla geometria esagonale con formelle in altorilievo, coperto da una scultura raffigurante San Giovanni Battista, delimitato da una cancellata in ferro battuto. Rialzato su due gradini in pietra esagonali, a far da sfondo, il Trittico del Cristo Risorto opera del pittore Dragoni. L'altezza massima della navata è di m 22.20, quella minima di m. 14.50. La cupola arriva ad un'altezza di m 32.10
- Elementi decorativi
- Il complesso delle vetrate policrome all’interno delle monofore ogivali è opera di Giovannozzi e De Matteis. Le otto vetrate della navata centrale, le cinque del coro e le sei del transetto raffigurano busti di Santi. Le otto delle cappelle laterali e le bifore del transetto raffigurano medaglioni con motivi floreali. La pala d’altare, di imponenti dimensioni, è un trittico olio su tela realizzato da Giuseppe Cassioli con la collaborazione di Aldo Dragoni raffigurante “La Sacra Famiglia”. La cornice dorata riporta nella porzione inferiore la scritta: “ERAT SUBDITUS ILLIS” riferita al Gesù bambino. Le cappelle laterali, sulla parete esterna, presentano altari in pietra serena con colonnini a sostegno della mensa. Al di sopra tele in forma cuspidata con cornici lignee dorate realizzate dai pittori Giuseppe Cassioli, Ugo e Ezio Marzi, Luigi Rossini. In prossimità del portale di sinistra è una statua di Son Bosco opera del Bartoli. Nella cappella, dal braccio sinistro del transetto, alle spalle dell'altare è esposta la tela “I discepoli di Emmaus” di Galileo Chini, datata 1926. Ai lati quindici tele con i Misteri del Rosario del pittore Emanno Toschi del 1963. All’inizio delle navate si alzano due pile per l’acqua santa in marmo.
- Pavimenti e pavimentazioni
- Il sagrato della chiesa è asfaltato. Il pronao presenta pavimentazione in lastre di arenaria quadrate posate in diagonale, la gradinata per accedervi è in blocchi di arenaria squadrati, così come i due gradini su ciascun portale. Una rampa angolare tra sagrato e pronao e una tra pronao e navata posta sul portale a destra permette il superamento dei dislivelli senza barriere. L’interno della chiesa presenta pavimentazione in cotto arrotato in opera, disposto a spina con ghirlanda perimetrale. I gradini sono realizzati in blocchi squadrati di arenaria. Una fascia continua di lastre rettangolari in arenaria corre lungo le navate laterali e il presbiterio parallela ai gradini e da loro separata, viene inoltre usata accoppiata nelle soglie dei portali che collegano le cappelle laterali. La pavimentazione è interrotta poco prima della gradinata verso il presbiterio da due specchiature di forma rettangolare poste ai lati. Al di sotto dell’altare maggiore è una lastra in pietra. Il fonte battesimale è posto su due gradini esagonali in arenaria.
- Coperture
- La chiesa internamente è organizzata su campate coperte da volte a crociera costolonate. Unica eccezione è la volta ad ombrello su tamburo ottagonale con lanterna nell’intersezione tra transetto e navata. Esternamente la navata e il transetto hanno copertura a due falde inclinate con colmo centrale. Le cappelle laterali hanno copertura a due falde inclinate poste ad un livello inferiore rispetto alla navata. Cupola e abside presentano falde inclinate corrispondenti agli spicchi interni delle volte. Il manto di copertura è in coppi e tegole
- Pianta
Notizie storiche
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- XIX (origini carattere generale)
- La Chiesa della Sacra Famiglia (Sacrae Familiae), collocata all’interno del tessuto urbano fiorentino, ha origine con la fine del XIX secolo. La chiesa, voluta da Don Bosco, sostituisce una preesistente di modeste dimensioni e si inserisce nel complesso gestito dai Salesiani del quale fanno parte, oltre alla chiesa, l’Oratorio con le attrezzature sportive, il collegio, la libreria e ulteriori ambienti di supporto.
- 1865 ‐ 1867 (origini carattere generale)
- Don Giovanni Bosco, fondatore dell’ordine dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, soggiornò più volte a Firenze tra il 1865 e il 1887, periodo in cui la città fu proclamata capitale d’Italia e in cui si ebbe una forte espansione urbana e demografica. Nel 1881, su espresso invito dell’arcivescovo Cecconi, Don Bosco mandò in città alcuni dei suoi religiosi. I salesiani scelsero di insediarsi nell’area oltre Porta Santa Croce, oggi Piazza Beccaria, dove il tessuto urbano si stava espandendo verso aree a prevalenza agricola. Costoro, a partire dal 1882, fondarono un collegio in via Fra’ Giovanni Angelico e un oratorio in via Cimabue. L’edificazione di una nuova chiesa divenne necessaria sia per le esigenze dei religiosi che per l'aumento degli abitanti nella zona e nel 1887 Don Bosco stesso, durante il suo ultimo viaggio, espresse in tal senso la sua volontà.
- 1902 ‐ 1903 (origini carattere generale)
- L’8 dicembre 1902 il suo successore, Don Michele Rua comunicò al Direttore delle case salesiane di Firenze che avrebbe avviato i lavori per la costruzione della nuova chiesa. Nell'aprile successivo Don Rua, il Cardinale Svampa di Bologna e il Prof. Augusto Conti firmarono la pergamena della prima pietra nella quale è scritto: “Non esistono fondi speciali: tutti si spera nella Divina Provvidenza rappresentata dalla carità”. Il progetto in stile neogotico toscano fu a cura dell'Ingegner Pietro Tincolini, in seguito l’Ingegner Ugo Giovannozzi seguì i lavori. La chiesa della Sacra Famiglia fu costruita in posizione adiacente rispetto all'originaria chiesetta salesiana che venne in gran parte demolita per dar luogo al sagrato.
- 1902 ‐ 1903 (cenni storici carattere generale)
- Durante i lavori, l’8 dicembre 1911 venne emesso il Decreto di erezione della parrocchia. Due anni più tardi furono completate le coperture. Negli anni della Prima guerra mondiale la navata centrale fu adibita a magazzino per l'esercito.
- 1922 (cenni storici pulpito)
- Nel 1922 Giuseppe Cassioli realizzò il pulpito in pietra serena che è addossato ad un pilastro della navata e reca nei pannelli raffigurazioni degli Evangelisti.
- 1930 ‐ 1939 (cenni storici pala d'altare e fonte battesimale)
- La chiesa fu completata nel 1930, inaugurata e benedetta in forma solenne l'11 maggio. Con l'anno successivo era compiuto anche il polittico della “Sacra Famiglia”, pala d'altare che è opera di Giuseppe Cassioli con la collaborazione di Aldo Dragoni. Pochi anni più tardi, nel 1939, il Cassioli portò a termine anche la realizzazione del fonte battesimale, in pietra serena.
- 1963 (cenni storici affresco)
- Nel 1963, Ermanno Toschi affrescò la “Sacra Famiglia” nella lunetta sopra il portale principale verso il pronao.
- 1990 ‐ 2016 (vicende conservative intero bene)
- Nel corso degli anni Novanta la chiesa è stata oggetto di interventi che hanno incluso il rifacimento complessivo dei rivestimenti interni e l'adeguamento degli impianti. Nel 2004 è stata realizzata la rampa di accesso dal sagrato al portico e tra il 2009 ed il 2010 sono stati restaurati gli elementi lapidei in pietra forte della facciata e del fianco laterale sinistro. Nel 2016 è stato messo in opera un intervento di revisione del manto di copertura, compresa la predisposizione di linee vita e il rinnovo delle calate di gronda. Nello stesso periodo sono stati restaurati gli elementi lignei a sostegno della copertura.
- XIX (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1979 (?))
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare messo in opera sul finire degli anni Settanta. La mensa eucaristica in pietra serena, poggiante su otto colonne, consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 110 x 317 x 100 (h). Tabernacolo in pietra serena, su quattro colonne e basamento rialzato a pianta ottagona, posto al centro del presbiterio ove sul lato destro è la sede lignea, mobile. Due leggii in lapideo con sculture d'angelo sono posti ai lati del presbiterio. Il fonte battesimale in pietra serena, a pianta esagonale e con formelle in altorilievo, è collocato presso la controfacciata, sul lato sinistro, preceduto da una cancellata in ferro battuto. Sette confessionali legnei sono collocati nelle cappelle laterali.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1979 (?))
📿 Informazioni e immagine del giorno
| Popolazione: | FIRENZE |
| Abitanti: | 6000 |
| Parroco: | REV. FRANCESCO DE RUVO |
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