(SCARPERIA) SANTI JACOPO E FILIPPO A SCARPERIA

📌 VIA S. MARTINO 28 (SCARPERIA), SCARPERIA E SAN PIERO - 50038 (FI)
🕎 Orario delle Messe in SANTI JACOPO E FILIPPO A SCARPERIA
In questa pagina potrai vedere gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni lavorativi, i giorni festivi o le giorni antecedenti una festività.
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🗺️Come posso trovare la chiesa?
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🧾Storia e dettagli della chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo
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La chiesa, che ha asse di sviluppo sudest-nordovest, sorge al centro di Scarperia, in piazza dei Vicari, lungo il suo lato sudorientale, di fronte al Palazzo del Podestà o dei Vicari, ed è parte di un ampio complesso che include, a destra, verso sudovest, la torre campanaria, il chiostro e la canonica (ex monastero agostiniano).
All'esterno la facciata presenta una muratura in parte in pietrame a vista. La pianta si articola su una sola navata con altari laterali e tre cappelle terminali (la scarsella e due poste lateralmente ad essa). -
- Pianta
- L’interno, malgrado gli interventi otto-novecenteschi, mantiene, nel complesso, la pianta originaria, ad aula predicatoria, priva di transetto, conclusa da un presbiterio centrale rialzato di quattro gradini, con una cappella mediana conclusa da un'abside poligonale e affiancata da due cappelle laterali quadrate. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 33,90, lunghezza fino all'arco trionfale: m 24,30, larghezza fino alle pareti tergali delle cappelle laterali: m 28,80, larghezza totale: m 12,50.
- Facciata
- Il settore inferiore della facciata, rivolta a nordovest, è intonacata a finti conci su filari non isodomi, che divengono conci reali in pietra solo in corrispondenza degli stipiti del portale mediano architravato, sormontato da una lunetta sestiacuta con la raffigurazione novecentesca della Madonna con il Bambino tra San'Jacopo e San Filippo e cherubini (al di sopra un Christus Patiens) e da un protiro a mensola qualificato dall'intradosso dell'arco decorato a lobi e nasi. Il settore superiore della fronte è in pietrame spezzato e pillore di fiume a vista, senza ricorsi regolari di conci a filaretto, ad esclusione che nelle angolate; al centro si apre un oculo con mostra in muratura intonacata e con una vetrata nella quale è raffigurata una croce greca; sotto il cornicione terminale sono una serie di archetti ciechi trilobati. Il prospetto laterale sinistro nordorientale è intonacato e con tre alte monofore; su quello tergale sudorientale è ancora oggi leggibile il profilo di una precedente finestra ogivale (forse una bifora), tamponata, che si apriva nell’abside della chiesa.
- Campanile
- Il campanile è a pianta quadrata, non intonacato ad eccezione che nella base, con l'accesso al piano terreno architravato e dotato di lunetta sestiacuta, sormontato da tre monofore di ampiezza crescente ai diversi ripiani; la cella è qualificata da grandi bifore e la copertura piramidale è perimetrata da quattro cuspidi.
- Interno
- L'interno, a navata unica intonacata, presenta tre cappelle sul fondo ad arco cuspidato, parimenti intonacate. Quella mediana termina con un'abside poligonale e conserva il coro ligneo cinquecentesco; nella cappella di destra è il fonte battesimale, in quella di sinistra il tabernacolo marmoreo quattrocentesco della bottega di Mino da Fiesole e ambedue le cappelle hanno mostre di precedenti altari con colonne tuscaniche qualificate da rosette nel collare e sorreggenti la trabeazione, fregio della quale è una testa di cherubino alata centrale. Su ognuna delle due pareti longitudinali della nave sono due altari, attualmente privati delle loro mense, con colonne corinzie sorreggenti la trabeazione con iscrizione nel fregio e con stemmi familiari nei plinti (solo nei due altari di sinistra). Degli affreschi che dovevano decorare le pareti della chiesa trecentesca resta attualmente visibile solo un frammento sulla parete destra con Santi entro edicole cuspidate (una Maddalena e parte di una Crocifissione con affioramento a tratti di un sottostante affresco precedente). La chiesa prende luce dall'occhio in controfacciata, da un altro piccolo occhio al di sopra dell'arcone della cappella maggiore, da sei monofore nelle pareti laterali (tre per lato) e due monofore nell’abside. L'altezza massima della navata è m 15,50, la minima m 13,50. A destra della facciata, un breve andito introduce nel vasto chiostro porticato dell’antico convento agostiniano, nel cui lato verso la chiesa sono quattro colonne con capitelli fogliati e figurati, trecenteschi. Interessante è soprattutto il primo capitello antropomorfo di destra, i cui angoli presentano una teste mostruose con mitria episcopale. I restanti tre portici del chiostro presentano capitelli ionici quattrocenteschi.
- Elementi decorativi
- Lacerti di affreschi nella parete longitudinale destra.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione è in cotto arrotato a crudo di recente fattura, con mattoni quadrati disposti in diagonale; nell’area presbiteriale e nella sagrestia è in cotto arrotato, sempre di fattura recente, con mattoni di forma rettangolare e disposti a spina.
- Coperture
- La navata è coperta da tetto su sei capriate lignee. Il coro è caratterizzato da una volta a crociera costolonata e da un'abside concluso da una volta a ombrello sestiacuta e costolonata; le cappelle laterali hanno volte a botte. Il tetto a capanna ha un manto in coppi e tegole piane.
- Pianta
Notizie storiche
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- 1306 ‐ 1351 (origini carattere generale)
- In origine la chiesa di San Simone alla Rocca (nota dal 1299), nel plebato di Fagna, cura il modesto popolo esistente a Scarperia, la terra murata lungo la strada per Bologna fondata nel 1306 dai Fiorentini con il nome di Castel San Barnaba (da quello del santo dell'11 giugno, "ad laudem et reverentiam" del quale è creata la 'terra' e in onore della vittoria a Campaldino dell'11 giugno 1289) dopo la distruzione del vicino castello di Montaccianico degli Ubaldini. Risale al XIV secolo l'esistenza della chiesa rettoria dei SS. Jacopo e Filippo a Scarperia, presso la piazza principale, secondo taluni dove era l'oratorio della SS. Trinità (che, però, nel 1748 risulterà altrove), e secondo alcune fonti dovrebbe essere stata costituita intra mœnia attorno al 1351 in occasione dell'assedio delle truppe di Giovanni Visconti da Oleggio. Ciò è in contraddizione con l'elenco dei 'popoli' redatto verso il 1343, nel quale compaiono separati i due 'popoli' di San Simone e dei Santi Jacopo e Filippo.
- 1320 ‐ 1327 (cenni storici carattere generale)
- Nasce la Compagnia della Natività o della Madonna di Piazza, con annesso 'spedale', fondazione ritenuta del 1327 da parte dell'agostiniano fra' Ventura da Firenze, ma con probabilità già esistente nel 1320. Sia la Compagnia sia il convento agostiniano rientrano ancora nella cura di San Simone alla Rocca. Al nome di Castel San Barnaba viene presto preferito quello precedente di La Scarperia (nell'accezione etimologica di pendio, alle falde degli Appennini).
- 1324 ‐ 1331 (cenni storici carattere generale)
- Nel borgo murato è fondato nel 1324 un convento agostiniano, su concessione di Giovanni XXII data con bolla del 26 maggio di quell'anno, dall'agostiniano bolognese Napoleone Galluzzi. La chiesa è dedicata a San Barnaba, ad unica navata, com'era tipico di quelle degli Ordini Mendicanti. Agli inizi vi sono proteste da parte della pieve di Fagna che non gradisce l'inserimento nel territorio di un convento agostiniano. Il papa il 17 settembre 1326 incarica il frate guardiano dell'Ordine dei Minori di Firenze di esaminare le doglianze del pievano e dei canonici di Fagna, il quale darà ragione al pievano. Il pontefice, con bolla del 1331, incarica l'inquisitore di Firenze di allontanate gli Agostiniani e di insediarli nella stessa pieve di Fagna, ma poi gli Agostiniani finiscono per rimanere a Scarperia. Di lato alla chiesa, verso sudovest, si sviluppa il convento con un primo chiostro dotato di un portico su colonne del quale resta testimonianza soprattutto in alcuni capitelli antropomorfi.
- 1343 (cenni storici carattere generale)
- Nella Tavola di tutti i Popoli, e Comunità dello Stato Fiorentino risalente forse al 1343, andato semidistrutto con l'alluvione del 1557 e trascritto nel 1560, sono rammentati il popolo di San Jacopo e San Filippo "della Scarperia" e quello di San Simone alla Rocca, distinti ed entrambi nel vicariato e potesteria di Scarperia.
- 1355 (cenni storici carattere generale)
- La chiesa dei Santi Jacopo e Filippo è ad unica navata coperta con tetto a capriate, con un portale architravato e sormontato da una lunetta sestiacuta in facciata e forse con un sovrastante oculo e con una monofora (o bifora) nella parete absidale rivolta a sudest. Il patronato lo esercitano dal 1355 i Consiglieri Generali della Lega di Scarperia.
- 1385 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1385 entra nel convento di San Barnaba Agostino di Naddo Lotini da Scarperia (n. 1320 circa), apprezzato oratore e curatore della volgarizzazione dei sermoni di Sant'Agostino, dottore della Sorbona ed uno dei primi teologi dello Studio Fiorentino.
- 1490 ‐ XV (cenni storici carattere generale)
- 1490 è investito della chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, per pochi mesi, Giovanni de' Medici, futuro papa Leone X. Nel convento di San Barnaba viene completato il preesistente chiostro porticato, elevando portici con colonne ioniche lungo i rimanenti tre lati.
- 1542 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1542 la chiesa dei Santi Jacopo e Filippo è forse danneggiata dal terremoto di quell'anno e certamente è sostanzialmente distrutta quella di San Simone alla Rocca, il cui territorio nel 1550 viene annesso alla chiesa parrocchiale di San Donato a Montecchio (secondo il Repetti, invece, inizialmente a Sant'Andrea a Cerliano, con bolla del pontefice Giulio III del 22 febbraio 1550) e che in seguito verrà riunito con quello dei Santi Jacopo e Filippo.
- 1560 ‐ 1575 (cenni storici altari laterali)
- Nella chiesa agostiniana di San Barnaba sono inseriti, negli anni Sessanta/Settanta del Cinquecento, lungo le pareti laterali, altari in arenaria con mostre trabeate ed in uno di essi è collocata la tela con San Tommaso da Villanova, attribuito a Mirabello Cavalori (1530/1540-1572). Anche lungo le pareti longitudinali della chiesa dei Santi Jacopo e Filippo sono realizzati, su ciascun lato, tre altari con frontoni triangolari spezzati, secondo i dettami della Controriforma.
- 1595 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1595 la chiesa dei Santi Jacopo e Filippo diviene prioria.
- XVII ‐ 1650 (cenni storici dipinto)
- Matteo Rosselli esegue per la chiesa dei Santi Jacopo e Filippo una Crocifissione con Santi e una Natività con i Santi Jacopo e Filippo.
- 1604 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1604 la chiesa dei Santi Jacopo e Filippo viene elevata a propositura.
- 1700 ‐ 1723 (cenni storici carattere generale)
- Agli inizi del Settecento, al tempo del proposto Zaffiri, Cosimo III dona alla propositura dei Santi Jacopo e Filippo il corpo di San Prospero martire.
- 1748 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1748 la chiesa dei Santi Jacopo e Filippo risulta essere chiesa parrocchiale entro il piviere di Fagna, già allora dotata del fonte battesimale ed è di patronato del popolo; il proposto in quell'anno risulta essere Domenico Romagnoli. Alla chiesa risulta oramai annessa quella di San Donato a Montecchio.
- 1808 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1808 avviene la soppressione napoleonica del convento agostiniano; nel 1812 il proposto Giovan Maria Pupilli ne ottiene in permuta la chiesa e la propositura viene trasferita nell'edificio sacro di quest'ultimo convento. La chiesa originaria, ridotta secondo taluni (ma poco verosimilmente) alla sola sede della Compagnia della SS. Trinità, che sarebbe stata qui traslata, viene in seguito sconsacrata e trasformata in un magazzino e poi, recentemente, diverrà una sala per piccole mostre e fiere.
- 1830 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1830 la chiesa è resa totalmente indipendente dalla pieve di Fagna.
- 1870 ‐ 1871 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1870/1871 la chiesa viene ristrutturata su disegno dell'architetto campigiano Mariano Falcini (1804-1885), cui si devono pure, tra l'altro, la chiesa di Santa Margherita a Cortona, il cimitero delle Porte Sante a Firenze, l'Osservatorio Astrofisico di Arcetri, e la sinagoga fiorentina.
- 1929 ‐ 1935 (cenni storici facciata e campanile)
- Negli anni 1929-1932 la chiesa viene dotati di una nuova facciata ed una torre campanaria in stile neogotico. Nel 1935 è concluso il campanile, esemplato su quello ottocentesco di Santa Croce a Firenze.
- 1965 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1965 vengono realizzati l'altar maggiore in arenaria, gli amboni e il fonte battesimale in arenaria posto nella cappella di destra.
- 1990 ‐ 2005 (vicende conservative intero bene)
- Nel periodo intercorso tra il 1990 ed il 1994 sono stati messi in opera il restauro della facciata ed una revisione delle coperture. Nell'anno 2005 sono stati effettuati il rifacimento di parte dei rivestimenti interni, tinteggiatura e completa revisione del manto di copertura. Nel corso dello stesso anno è stato inoltre realizzato il restauro del chiostro.
- 2010 ‐ 2013 (vicende conservative vecchia propositura)
- Dopo anni di sostanziale abbandono, è restaurata la vecchia sede della propositura ed è riaperta nel 2013.
- 2012 (vicende conservative canonica)
- Viene restaurata la canonica.
- 1306 ‐ 1351 (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1965)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato nel 1965. Altare in arenaria per la celebrazione versus populum, posto al centro della cappella maggiore, dimensioni complessive: cm 80 x 260 x 102 (h). Sede lignea, mobile, attualmente collocata dietro l'altare, su pedana, al centro dell'area absidale con coro ligneo del Cinquecento. Tabernacolo marmoreo del XV secolo in cappella laterale sinistra del presbiterio; fonte battesimale in arenaria, a pianta esagonale, in cappella laterale destra. In uso leggio mobile in ottone. Due amboni in arenaria ai lati del presbiterio. Un confessionale lignei addossato alla parete laterale sinistra, presso la controfacciata.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1965)
📿 Istantanea e informazioni del giorno
| Popolazione: | SCARPERIA |
| Abitanti: | 3500 |
| Parroco: | REV. ANTONIO CIGNA |
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