(BORGO SAN LORENZO) SS. CROCIFISSO A BORGO S. LORENZO

Índice
  1. 🕎 Orario delle Messe in SS. CROCIFISSO A BORGO S. LORENZO
  2. 🗺️Dove si trova la chiesa?
  3. 🧾Approfondimento sulla chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🕊️ Dati e foto del giorno

🕎 Orario delle Messe in SS. CROCIFISSO A BORGO S. LORENZO

In questa pagina potrai consultare gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni lavorativi, i giorni di festa o le giornate precedenti a una festa.

Oggi Mercoledì 16 settembre 2026, l'orario della messa è: Orario non disponibile

Lunedì Orario non disponibile
Martedì 18:00
Mercoledì Orario non disponibile
Giovedì Orario non disponibile
Venerdì 18:00
Sabato 17:00
Domenica 10:30

🗺️Dove si trova la chiesa?

Se vuoi orientamento per trovare la messa, in questa pagina potrai consultare la mappa insieme a indicazioni per rendere facile accedere a questo tempio.

🧾Approfondimento sulla chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa del Santissimo Crocifisso

  • La chiesa del Santissimo Crocifisso sorge isolata lungo il percorso della Faentina, ai margini orientali di Borgo San Lorenzo. La facciata, arretrata rispetto alla via, è preceduta da un ampio sagrato delimitato a destra dai locali parrocchiali ove ha sede il Centro Giovanile nel Mugello, spazi dedicati ad attività ludiche e sportive si sviluppano a destra e a tergo della chiesa e sulla sinistra è un piccolo vano quadrangolare in cui si apre la porta di accesso alla Compagnia. Oltre la recinzione sinistra del sagrato è la chiesa di San Francesco con il convento annesso.
    La chiesa presenta un portico a tre luci architravate sormontato da un frontone triangolare, i rivestimenti esterni sono ad intonaco tinteggiato in ocra. La pianta è a croce greca culminante in abside semicircolare e catino absidale orientata a sud ovest, all’intersezione dei bracci è una cupola con tiburio ottagonale.

    • Pianta
      • La chiesa è preceduta da un ampio sagrato a pianta rettangolare il cui accesso dalla pubblica via è chiuso da una cancellata. Il portico ha pianta rettangolare con tre luci architravate in asse con gli ingressi alla chiesa. L’apertura centrale ha dimensioni maggiori. Nelle pareti laterali sono due porte speculari. La chiesa presenta pianta centrale a croce greca. I bracci, con profondità ridotta, hanno medesima geometria e sono voltati a botte, all’intersezione è la cupola con tiburio ottagonale impostata su quattro pilastri angolari. Superato il transetto, all’imposta del quarto braccio, il presbiterio con pianta rettangolare e sopraelevato di due gradini curvilinei è preceduto da una balaustra e reca al centro l’altare maggiore. Oltre, è l’abside a pianta semicircolare con catino absidale che ospita il monumentale altare a gradini e colonne che conservata l’immagine del SS. Crocifisso all’interno di una nicchia. due altari laterali, speculari, sono addossati alle testate dei bracci laterali. Nelle pareti corte dei quattro bracci si aprono passaggi centinati che conducono a quattro piccoli vani a pianta quadrata e voltati. Dai due ingressi laterali, superati i passaggi centinati e i bracci laterali, si giunge alla sagrestia, posta alla destra del presbiterio e all’archivio della Compagnia del Santissimo Crocifisso alla sinistra. Il Fonte battesimale è presso il doppio pilastro che precede il presbiterio sul lato destro. La lunghezza dell’aula fino all’arco presbiteriale è di m 20,10, quella totale di m 25,50, la larghezza totale è di m 19,60 e quella dei singoli bracci di m 11,20.
    • Facciata e portico
      • La facciata della chiesa a salienti è rivolta a nord est. La geometria simmetrica è caratterizzata da un apparato architettonico composto da lesene, cornici modanate e frontoni enfatizzato dall’uso della bicromia. La muratura è rivestita in intonaco con tinteggiatura color crema, gli elementi decorativi sono in ocra. Nel registro inferiore è il loggiato con tre luci architravate, la centrale è preceduta da una struttura a colonne binate in muratura con capitelli che sostengono un architrave e un frontone ad arco ribassato. Le due luci laterali con dimensioni ridotte sono inquadrate da lesene con semplici capitelli sagomati e da un doppio architrave, il secondo è allineato a quello centrale. Tra le luci è una partitura di modeste dimensioni inquadrata da lesene. I tre accessi alla chiesa sono rialzati e mantengono l’allineamento e la gerarchia delle luci del portico. I portali architravati in pietra sostengono un frontone triangolare, il timpano dei due laterali presenta un motivo a conchiglia, quello centrale il calice con l’ostia, i portoni sono in legno a doppia anta. Tra gli accessi vi sono lesene sormontate da un architrave nelle partiture murarie piene e da archi a tutto sesto in corrispondenza degli ingressi. Sulla parete destra del portico si trova una nicchia centinata con al centro una porta. Nella lunetta è inserita una composizione in maiolica invetriata policroma che raffigura gli stemmi dei Comuni mugellani realizzata da Augusto Chini. Le due coppie di lesene inferiori sono presenti anche nel registro superiore della facciata al di sopra del portico. La facciata è conclusa superiormente da un frontone triangolare in aggetto. Sotto, al centro della partitura muraria, è un’apertura dalla forma a conchiglia. Arretrati rispetto alla facciata sono visibili i volumi del transetto e del tiburio ottagonale. Addossato alla sinistra del portico è un volume con apertura centinata, sul lato opposto i locali parrocchiali. I fronti esterni della chiesa e dei fabbricati limitrofi presentano medesimo trattamento della facciata.
    • Interno
      • L’interno è costituito da un’aula con pianta centrale a croce greca culminante in abside semicircolare. La struttura è in muratura con rivestimento ad intonaco tinteggiato in ocra, le scansioni architettoniche quali cornici, capitelli e lesene sono in muratura e gesso tinteggiate color crema, una zoccolatura grigia è lungo le pareti laterali e nelle basi delle paraste e dei pilastri. Lungo il perimetro della croce in posizione angolare sono le paraste con capitello di ordine composito su cui è impostato un cornicione modanato continuo. I quattro bracci della croce sono voltati a botte e hanno medesimo sviluppo, sui lati corti è un passaggio centinato che conduce a quattro piccoli vani posti in posizione angolare. Sopra i passaggi sono esposte le tavole opera di Luigi Sabatelli con le “Storie della Passione”. All’incrocio dei quattro bracci è una cupola sorretta da quattro doppi pilastri angolari. Il presbiterio rialzato di due gradini curvilinei e definito da una balaustra in marmo statuario di Carrara. Al centro dell’abside semicircolare si trova l’altare maggiore con due gradini in marmi policromi con al centro il tabernacolo in marmo. Il maestoso dossale è caratterizzato da quattro alte colonne rivestite in marmo scagliola verde, capitelli e trabeazione con cornice in scagliola che sostengono un frontone spezzato ad arco ribassato e coronamento ad arco inflesso con stucchi. Al centro la pala dipinta da Giuseppe Bezzuoli raffigurante “L'Angelo consolatore del popolo” chiude la nicchia centinata con il SS. Crocifisso. Un meccanismo consente di scoprire il Crocifisso. I due altari laterali in muratura sono addossati alle testate del transetto e rialzati di due gradini, presentano una mensa su due volute inclinate e dossale con colonne rivestite in scagliola su cui insiste un frontone ad arco ribassato spezzato con cherubini alati a stucco posti nel coronamento. Quello destro è dedicato a San Silvestro e reca il dipinto raffigurante il “Battesimo di Costantino” di Ignazio Hugford, quello di fronte, dedicato a San Giuseppe, reca l’immagine del “Transito di San Giuseppe” opera di Ferdinando Folchi. I quattro confessionali lignei sono ai lati dei due altari, addossati alla parete. Il Fonte battesimale in marmi policromi con vasca coperta e fusto a base ottagonale è davanti al pilastro destro che precede il presbiterio. Sopra è esposta una raffigurazione di “S. Giovanni Battista” in formelle di ceramica policroma, opera di Galileo Chini. L’aula prende luce da tre finestre a conchiglia con vetrata piombata policroma e cornice tinteggiata in grigio, aperte in posizione centrata ed elevata nelle testate del transetto e della controfacciata. In controfacciata, la cornice superiore è interrotta in corrispondenza dell’accesso principale con portale architravato in pietra, ove doveva esservi in origine la cantoria. Dai due ingressi laterali, superati i passaggi centinati e i bracci laterali, si giunge alla sagrestia, posta alla destra del presbiterio e all’archivio della Compagnia del Santissimo Crocifisso a sinistra. L’altezza massima dell’aula, presa nella chiave della cupola è di m 23,60, all’imposta è di m 16,70.
    • Elementi decorativi
      • Sono numerosi gli elementi architettonici e pittorici che caratterizzano la chiesa. In esterno le tre porte in facciata, opera di Gaetano Pietrai (1764), sono in legno di noce intagliato a due ante, su ogni anta è una formella mistilinea con cornici modanate a rilievo. Nel lato destro del loggiato, sopra il passaggio è una lunetta ceramica che raffigura tutti gli stemmi dei Comuni Mugellani, opera di Augusto Chini. In interno, la balaustra marmorea è costituita da una base modanata su cui poggiano le colonnine a forma di vaso interrotte da pilastrini con pannelli di marmo nero venato. (1795) L’altare maggiore realizzato su disegno di Girolamo Ticciati (1740-’43) è costituito da una mensa sostenuta da due volute decorate con motivi vegetali. Sopra è il tabernacolo in marmo e tre ordini di gradini marmorei al di sopra dei quali è la nicchia centinata al cui interno si conserva l’immagine del Santissimo Crocifisso. L’immagine del Cristo Crocifisso è inchiodata ad una cornice in legno, il Cristo presenta capelli e il perizoma realizzati in tela dipinti, come le colature rosse di sangue. L’opera era tradizionalmente attribuita ad un autore tedesco, ma in seguito è stata ricondotta alla scuola di Giovanni Pisano. La nicchia ha cornice marmorizzata ed è affiancata da due serie di colonne rivestite in marmo scagliola verde con capitelli compositi dorati. Le colonne sostengono una trabeazione modanata con fascia in scagliola, un timpano curvilineo spezzato è sulle due in avanti, uno cuspidato sulle due arretrate. Al centro del timpano si trova lo stucco raffigurante l’Eterno benedicente circondato da raggi dorati. I due altari laterali propongono un disegno simile seppur semplificato rispetto al quello maggiore. L’altare dedicato a San Giuseppe presenta una mensa su due volute con decorazioni vegetali. La pala centinata è affiancata da due colonne marmorizzate con capitello composito sormontate da un timpano ad arco spezzato con cherubini alati a stucco posti nel coronamento. Ai lati della mensa sono scolpiti due stemmi di Lorenzo Maria Lupi: lo scudo con cornice a voluta, sormontata da galero a tre ordini di nappe. L’altare dedicato a San Silvestro fu realizzato uguale al frontale.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • Il sagrato presenta una pavimentazione in acciottolato di piccola pezzatura, la fascia centrale che dal cancello maggiore conduce all’ingresso principale è in lastre di arenaria a correre posate con un’inclinazione che accompagna verso la chiesa. Il portico è in mattoni in cotto posati a spina con ghirlanda perimetrale in arenaria, le soglie dei tre accessi sono in pietra, su quello laterale sinistro è una rampa mobile in acciaio. All’interno della chiesa la pavimentazione è in riquadri di bardiglio e marmo bianco disposi a scacchiera e posati a 45° rispetto alle pareti perimetrali. La porzione tra i doppi pilastri nell’intersezione dei bracci è realizzata con tre fasce di lastre rettangolari, due laterali in bardiglio e una centrale in marmo bianco. I gradini curvilinei di accesso al presbiterio e quelli su cui insistono i tre altari sono in marmo bianco. La pavimentazione è interrotta al centro dell’aula da una targa in marmo che ricorda la realizzazione della balaustra, posta in prossimità del presbiterio, e da una lapide quadrata di dimensioni minori che indica l’ubicazione del pozzo all’interno dell’antico chiostro.
    • Coperture
      • La chiesa presenta un sistema di coperture strettamente correlato alla geometria della pianta. I quattro bracci sono voltati a botte con tinteggiatura in bicromia ocra e crema che ripropone un disegno a griglia. Nell’intersezione è una cupola dipinta, la tinteggiatura bianca riproduce otto nervature, gli spicchi sono ocra. Tra gli archi a tutto sesto e l’imposta della cupola vi sono quattro pennacchi tinteggiati in ocra con decorazione bianca. Sull’abside a pianta semicircolare è il catino absidale con tinteggiatura uniforme in ocra. I quattro vani quadrati posti in posizione angolare sono voltati. In esterno i quattro bracci hanno copertura a capanna, un tiburio ottagonale con copertura a falde inclinate è in corrispondenza della cupola centrale. Il manto è in coppi e tegole. La copertura del portico è costituita da un solaio orizzontale in cemento armato. Le travi intonacate sono visibili nell’intradosso.

Notizie storiche


    • IX ‐ 1348 (origini carattere generale)
      • L’oratorio del Santissimo Crocifisso a Borgo San Lorenzo (SS. Crucifixi de Burgum) deve la sua origine al culto dell’immagine sacra del Santissimo Crocifisso, scultura lignea trecentesca, custodita dalla plurisecolare Compagnia dei “Battuti”, che si stabilì nei locali presso la chiesa e il convento di San Francesco. La Compagnia dei “Battuti”, nome dovuto alla pratica della flagellazione, fu istituita a Borgo San Lorenzo probabilmente a seguito della peste nera del 1348, dal 1427 possedeva l’intitolazione al Corpus Domini, e in seguito fu nota anche come Compagnia “de’ Neri”. L’antico oratorio è stato dapprima ampliato, poi sostituito da un edificio settecentesco collocato nella medesima area.
    • 1400 ‐ 1501 (cenni storici carattere generale)
      • Secondo la tradizione, l’immagine sacra del Santissimo Crocifisso apparteneva a un gruppo di pellegrini tedeschi in viaggio verso Roma per il Giubileo del 1400. Durante il loro soggiorno presso la Compagnia dei Battuti, molti pellegrini perirono a causa di un’epidemia di peste. Il Crocifisso fu abbandonato e divenne oggetto di devozione da parte della popolazione. L’antico oratorio, ruotato di circa 90° rispetto all’esistente, era costituito da un’aula rettangolare sviluppata tra la facciata e i primi due pilastri di imposta della cupola dell’edificio attuale, aveva copertura a travi lignee e facciata a capanna. L’altare maggiore era rivolto ad oriente. A meridione c’era il chiostro, a pianta quadrangolare con loggiato voltato su colonne. Tra il 1481 e il 1501 fu eretta la Cappella su un terreno concesso dai francescani, che ospitava l’immagine del SS. Crocifisso, coperto alla vista dei fedeli da teli di seta.
    • 1579 (cenni storici carattere generale)
      • Con Breve Pontificio del 14 luglio 1579 di papa Gregorio XIII il Crocifisso venne denominato “Crocifisso De’ Miracoli”, a causa del gran numero di miracoli che gli si attribuirono.
    • 1640 ‐ 1647 (realizzazione loggiato)
      • Dal 1640 si intraprese la realizzazione di un loggiato in facciata, sono documentate sei colonne in pietra con relativi capitelli, muri e la tettoia. Il 15 aprile 1647 il maestro Domenico de Bono dipinse “San Giovanni e la Madonna e altre (…) cose che ci sono nell’armadio del Santissimo Crocifisso”.
    • 1685 ‐ 1690 (realizzazione campanile a vela)
      • Il campanile a vela fu costruito nel 1685. Alla fine del secolo i confratelli erano ottocento con esponenti delle famiglie più autorevoli come gli Ubaldini, i Della Casa, i Falcucci, i Da Rabatta e i Pecori. Per consentire un maggior afflusso di fedeli, nel 1690, la Cappella fu allungata di tre braccia (circa 175 cm) e dietro fu edificata una piccola sagrestia. L’altare di Santo Stefano posto nel chiostro venne restaurato e spostato in una cappella”.
    • 1710 ‐ 1711 (progetto del nuovo edificio intero bene)
      • Il 25 dicembre del 1710 novantadue confratelli deliberarono all’unanimità l’edificazione di un tempio più ampio: “Acciocché questa fabbrica sia fatta con quell’architettura che più adeguatamente convenga a luogo santo, e con il miglior ordine possibile, eleggono come soprintendente alla fabbrica istessa l’illustrissimo sig. Conte Anton Francesco Pecori confratello della Compagnia dando e consentendo al medesimo ogni più ampia facoltà e autorità sopra di ciò, fino a tanto che detta fabbrica non sia terminata e perfezionata”. L’Arcivescovo Tommaso della Gherardesca autorizzò la realizzazione della nuova chiesa e concesse un’indulgenza a coloro che avessero contribuito a realizzarla. Un gruppo di confratelli fu incaricato di seguire i lavori e disporre dei fondi provenienti da elemosina, lasciti e rendite della Compagnia per finanziarli. L’architetto Girolamo Ticciati presentò il progetto il 12 agosto 1711.
    • 1714 ‐ 1715 (avvio della ricostruzione intero bene)
      • I lavori cominciarono il 29 dicembre 1714 sotto la guida del capomastro Giuseppe Cini e grazie alle donazioni e ai lasciti in favore della Compagnia, lo stesso Granduca Cosimo III de’ Medici donò il ferro necessario alla costruzione. Per consentire l’utilizzo del vecchio oratorio il più a lungo possibile, la costruzione del nuovo, destinato ad occupare la superficie dell’antico compreso il chiostro, iniziò presumibilmente dall’abside verso la facciata. Nel 1715 era terminato “il fondamento della chiesa e l’altro è a metà”, ancora era presente il chiostro. A giugno “è già terminato un pilastro e l’altro speriamo terminarlo pronta(men)te… poi alzeranno l’altro pilastro fino al consaputo termine”.
    • 1743 ‐ 1747 (inaugurazione e realizzazione altari intero bene e altari)
      • Il 25 luglio 1743 il pievano Innocenzio Giannetti benedisse la nuova chiesa e il Santissimo Crocifisso venne collocato nel nuovo altare maggiore. In seguito, la Compagnia concesse a Don Lorenzo Lapi, priore di San Felice a Ema, e Antonio Lapi lo spazio sulla parete sinistra della chiesa per erigere un altare disegnato da Girolamo Ticciati fornito di “tavola dipinta e finimento necessario e con la facoltà di porvi la di loro arme ed iscrizione”. Nel 1747 venne edificato un altare dedicato a San Silvestro papa di fronte al primo e con medesimo disegno.
    • 1754 ‐ 1764 (realizzazione loggiato e altre opere intero bene)
      • Nel 1754 la Compagnia affidò a Giuseppe Ruggeri l’incarico di realizzare il loggiato sulla facciata, concluso nel 1771. Il 30 settembre 1755 un fulmine devastò il campanile, entrò in chiesa e si scaricò sull’altare maggiore, danneggiando una cornice, due dei capitelli delle colonne e i raggi intorno al rilievo col Padre Eterno. Nel 1758 Francesco Quadalti realizzò i quattro confessionali lignei, pochi anni dopo fu collocato l’organo acquistato dalle monache di San Francesco di Sales a Firenze (1761) e venne allestita la cantoria opera del fiorentino Gaetano Pietrai. Giovanni Corti realizzò quattro porte in noce, con finiture in metallo opera di Lorenzo Bani, si tratta di quelle di accesso alla Compagnia, all’attuale sagrestia e al corridoio che conduce al Centro Giovanile. Nel 1764 furono poste in opera i tre portoni della facciata realizzati da Gaetano Pietrai.
    • 1770 ‐ 1771 (realizzazione compagnia)
      • Nel 1770 il capomastro Venanzio Pozzi fu incaricato di costruire una sede definitiva per la Compagnia, conclusa l’anno seguente. La sede era articolata in un’aula rettangolare con volta a botte, la porta di collegamento con la chiesa era in corrispondenza dell’atrio quadrangolare di quest’ultima e l’altare fu dedicato alla Gloria di Dio. Il dipinto raffigurante “Il Battesimo di Costantino” viene realizzato nel ’71 per mano di Ignazio Hugford.
    • 1783 (realizzazione decorazioni pittoriche interno)
      • Dal 1783 i pittori Agostino Fortini e Giuseppe Maria Terreni iniziarono a dipingere l’interno della chiesa. La cupola era divisa in settori al centro dei quali si trovavano dei rosoni, nei quattro peducci erano raffigurati i simboli della Passione, mentre nelle volte laterali si trovavano dei motivi vegetali con al centro l’emblema della Compagnia del Corpus Domini.
    • 1785 ‐ 1799 (realizzazione pavimento e balaustra in marmo interno)
      • La Compagnia del Corpus Domini venne soppressa con decreto del 21 marzo 1785 emanato dal granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena, gli oggetti furono assegnati al pievano di Borgo Luigi Benvenuti affinché potesse continuare ad officiare nella chiesa, i beni immobili furono in parte venduti. Per coadiuvare il Benvenuti, il 12 aprile 1792 l’Arcivescovo di Firenze Antonio Martini affidò a Giuseppe Maganzi, in qualità di Operaio, il compito di sovrintendere alla fabbrica e di amministrare le elemosine e a Don Carlo Lombardi, in qualità di Custode, quello di garantire lo svolgimento delle funzioni liturgiche e la conservazione degli arredi sacri. Sotto l’operato del Maganzi fu realizzato il pavimento in marmo bianco e grigio (1795) e la balaustra di accesso al presbiterio composta di colonnine in marmo statuario di Carrara. La chiesa fu consacrata da Monsignor Martini nel 26 settembre 1795. Nel 1799 l’organo dell’oratorio venne scambiato con quello della Compagnia di Sant’Ombrono.
    • XIX ‐ 1854 (realizzazione di varie migliorie intero bene)
      • Giuseppe Ulivi, successore di Maganzi, incaricò Paolo Colli di affrescare la volta della Compagnia con la “Gloria di San Lorenzo”. Dopo di lui Luigi Monti fece ampliare l’organo e la cantoria in controfacciata e pavimentare il piazzale con un lastricato in pietra e ghiaia. Nel 1836, in ricordo del terremoto dell’anno precedente, fu commissionato al pittore Giuseppe Bezzuoli un dipinto raffigurante “l’Angelo consolatore del popolo” che fu collocato sopra l’altare maggiore a coprire il SS. Crocifisso. Un meccanismo consentiva di abbassare il dipinto per mostrare il Crocifisso. Le otto “storie della Passione”, oggi lungo le pareti dell’aula, vennero realizzate tre il 1844 e il 1850 dal milanese Luigi Sabatelli. Nel 1851 alcuni locali vennero assegnati alle suore Stimmatine di Firenze. Nel 1854 il vescovo Ferdinando Minucci approvò la costituzione della Compagnia del SS. Crocifisso sotto il titolo di San Lorenzo Martire, con sede nella Cappella posta di fianco all’oratorio del Crocifisso
    • 1862 ‐ 1882 (realizzazione cancellata e altre opere intero bene)
      • Giuseppe Romanelli fu Operaio dal 1862 per i dieci anni successivi, nel ‘69 fece realizzare la cancellata che chiude il piazzale e la loggetta posta alla sinistra della facciata, ove si trovava in origine la prima cappella. Nel 1881 il pittore Ferdinando Folchi dipinse la pala raffigurante il “Transito di San Giuseppe”, l’anno successivo i fratelli Bargagni realizzarono le due bussole lignee alle porte laterali.
    • 1919 (danni causati dal sisma intero bene)
      • Nel 1919 l’Operaio Giuseppe Maganzi Baldini si adoperò per incentivare i restauri della chiesa che doveva trovarsi in cattive condizioni, la situazione divenne drammatica nel mese di giugno quando una serie di scosse telluriche colpì il Mugello. “Alle ore undici, andando in chiesa per fare le solite preghiere, raccattammo alcuni pezzi di calcinaccio sparsi a suolo e guardammo da dove erano caduti e così potemmo anche vedere le tante lesioni fattesi nelle volte laterali e nella grande cupola … Alle 13 si rinnovò una considerevole scossa e alle 17 ebbe compimento la straziante catastrofe … il rimbombo delle pietre che cadevano in chiesa, il chiarore del cielo apparso all’improvviso al nostro sguardo per essere precipitata parte della cupola e dell’ala destra della chiesa, un denso fumo di calcina...” L’edificio ormai era divenuto inaccessibile, la facciata, il loggiato e il campanile erano lesionati, la volta a botte della Compagnia con l’affresco di Paolo Colli era crollata.
    • 1921 ‐ 1922 (ricostruzione intero bene)
      • Si costituì un comitato con lo scopo di provvedere alla ricostruzione, attingendo in parte ai finanziamenti statali per la ricostruzione, in parte alle donazioni private. Nel 1921 l’ingegner Niccolò Niccolai e l’architetto fiorentino Enrico Lusini furono incaricati di redigere il progetto per ricostruire la chiesa “com’era e dov’era”. I lavori iniziarono il 22 ottobre e furono condotti dalle Imprese Pontello di Firenze e Cipriani di Borgo San Lorenzo. Insieme alla chiesa si ricostruì la Compagnia, anch’essa distrutta, all’interno della Cappella a pianta quadrata e soffitto a lacunari furono poste in opera le tre vetrate donate da Chino Chini (1922). Agli anni ’20 risale la realizzazione del pannello ceramico dipinto raffigurante “San Giovanni Battista” da parte delle Formaci San Lorenzo su disegno di Galileo Chini. I quattro confessionali vennero sostituiti con altrettanti nuovi.
    • 1927 ‐ 1936 (realizzazione cupola e altre opere intero bene)
      • Nel 1927 venne eretta la cupola a struttura lignea e con decorazione interna a semplici lacunari. Il 20 novembre il cardinale Monsignor Mistrangelo benedisse la nuova chiesa, il Santissimo Crocifisso fu posizionato nella nicchia dell’altare. Il pavimento con piastrelle in marmo bianco e grigio fu completato solo nel ‘33. La cantoria non venne mai ricostruita. In facciata la loggia fu realizzata in laterizio e cemento armato, i tre archi d’accesso spartiti da lesene furono sostituiti da grandi trabeazioni. Nel 1935 la cura della chiesa fu affidata ai salesiani. Nel 1936 furono poste in opera le tre grandi vetrate, eseguite dalle Fornaci San Lorenzo e Chino Chini che raffigurano “San Giovanni Bosco” e “San Domenico Savio”.
    • 1967 (cenni storici carattere generale)
      • Dal 1967 i Figli della Divina Provvidenza di Don Luigi Orione sostituirono i salesiani e si dedicarono alla costruzione del Centro Giovanile del Mugello e alle funzioni parrocchiali fino al 1992.
    • 1968 (istituzione della parrocchia carattere generale)
      • Il 1° maggio 1968 il cardinale Ermenegildo Florit, Arcivescovo di Firenze, eresse la chiesa a parrocchia, assegnandole parte del territorio della pieve.
    • 1970 ‐ 1980 (realizzazione tinteggiatura e vetrate interno)
      • Nel corso degli anni’70 l’intagliatore Giuseppe Stuflesser di Ortisei realizzò le stazioni della Via crucis in legno. Nel 1975 furono collocate le tre nuove vetrate policrome prodotte dalla vetreria Mellini di Firenze. Infine, venne messa in opera una tinteggiatura complessiva degli interni.
    • 1990 ‐ 2000 (restaurato facciata e portico)
      • Nel 1992 la parrocchia è stata unita alla pieve di San Lorenzo. Durante gli anni ‘90 venne realizzato il restauro della facciata con il portico.
    • 2000 ‐ 2010 (pavimentazione sagrato)
      • Alle fine degli anni duemila è stata rifatta nelle forme attuali la pavimentazione del sacrato.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (1970 ? )
      • Non sono stati messi in opera interventi a carattere strutturale. L’adeguamento è stato realizzato negli anni ’70 mediante aggiunta di arredi. Al centro del presbiterio è stata collocata la mensa eucaristica lignea che consente la celebrazione rivolta verso i fedeli. Misure mensa eucaristica: larghezza cm 119, lunghezza cm 283, altezza cm 100. Tabernacolo in marmo, con sportello in argento e avorio, posto al centro dell’originario altare maggiore. Ambone in marmo posto sul lato sinistro del presbiterio. Leggio mobile in legno attualmente posto sul lato destro del presbiterio. Sede lignea collocata sul lato destro del presbiterio. Fonte battesimale in marmi policromi su fusto a base poligonale posto presso il presbiterio sul lato destro. Quattro confessionali lignei, addossati due parte alle pareti laterali.

🕊️ Dati e foto del giorno





Popolazione:BORGO SAN LORENZO
Abitanti:3000
Parroco:REV. LUCIANO MARCHETTI
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