(PREDAPPIO) S. ANTONIO DI PADOVA

🚩 Piazza S. Antonio, 3, 47016 Predappio FC, Italia
⌛ Messe in S. ANTONIO DI PADOVA – Orario
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⛪Dove si trova la chiesa?
Se hai bisogno riferimenti per arrivare a la chiesa, più in basso potrai trovare la piantina insieme a indicazioni per non avere alcuna difficoltà a accedere a questo sito.
🧾Storia e dettagli della chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Sant'Antonio di Padova
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La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio da Padova domina con la sua imponenza l’omonima piazza, concludendo scenograficamente l’asse visivo di Via Matteotti, al centro della Nuova Predappio voluta da Benito Mussolini. L'edificio fu realizzato a partire da un concorso bandito nel 1926 dal Ministero dei Lavori Pubblici e vinto dall’architetto Cesare Bazzani. La costruzione della chiesa, dedicata a Sant’Antonio da Padova di cui ricorreva in quell’anno il settimo centenario, fu incominciata nell’ottobre del 1931 e inaugurata il 27 ottobre 1934.
L'edificio presenta un impianto a croce latina a tre navate con asse posto in direzione nord-sud. La struttura della chiesa è in mattoni di laterizio. La facciata tripartita, raggiungibile da una scalinata monumentale, è interamente rivestita da lastre di marmo. La parte centrale, più alta, è sormontata da un timpano triangolare e raccordata alle parti laterali da salienti curvilinei. Nonostante la mancanza d’interventi decorativi di qualche importanza, l’articolazione dello spazio interno risulta complessa e ben proporzionata. Il complesso è completato dal campanile, posto sul fianco sinistro della chiesa, e dalla casa canonica. -
- Pianta
- L’asse della chiesa coincide con quello della Via Matteotti, posto in direzione nord-sud. La chiesa presenta un impianto a croce latina a tre navate: le due laterali sono di larghezza contenuta, mentre la centrale è di ampie dimensioni. Le navate laterali terminano in due nicchie da una parte e in due ambienti, separati da pareti vetrate, dall’altra. Uno di questi ambienti, quello sull’angolo nord-occidentale, è usato come battistero. La navata centrale, dopo essersi aperta nel transetto, termina in un’abside emiciclico, fiancheggiato sull’angolo sud-occidentale da un ambiente laterale, coperto da cupolino emisferico, che funge da vestibolo per l’ingresso secondario e, sull’altro angolo, dalla sacrestia e dal vasto corpo della canonica. All’incrocio del transetto con la navata principale s’innalza un tiburio a pianta ottagonale, che sorregge una cupola di foggia bramantesca.
- Struttura
- La struttura della chiesa è in mattoni di laterizio.
- Coperture
- La struttura di copertura non è visibile, essendo tutti gli spazi coperti da volte: a botte con lunette la navata centrale, con crociere le navate laterali, con una volta a botte più catino l’abside. Il manto di copertura è in tegole, con gronde coperte dal muretto d’attico e pluviali di colore bianco terminanti nella parte bassa in tubi di rame.
- Facciata
- La facciata della chiesa, raggiungibile da una scalinata monumentale circondata da bitte marmoree, è interamente rivestita da lastre di marmo di Cagli e di Trani. Essa è suddivisa in tre parti, corrispondenti alle navate interne, con la parte centrale più alta, sormontata da un timpano triangolare, raccordata alle laterali da salienti curvilinei. Sulle partiture laterali compaiono piccole nicchie ad arco, racchiuse in cornici rettangolari sormontate da timpano, mentre la partitura centrale è interamente occupata dall’arcone profondamente strombato che racchiude il portale. Nella lunetta compare un rilievo bronzeo, opera dello scultore romano Publio Morbiducci, voluto espressamente da Mussolini. L’artista, tuttavia, non ha fatto che seguire molto da vicino il disegno dell'architetto Cesare Bazzani, che già aveva delineato gli intrecci fitomorfi di un ceppo di quercia che caratterizzano lo sfondo della lunetta. Attorno al rilievo compare, sulla cornice superiore, la scritta “UBI NON EST CHARITAS IBI ANGUSTIA”. Racchiudono la lunetta, nella forte strombatura del sottarco, discendendo poi sulle strombature laterali del portale, delle formelle cui anche collaborò lo scultore Sabatino Tarquini. Le nove formelle bronzee del sottarco rappresentano volti di angeli, mentre quelle degli strombi laterali, realizzati con la tecnica dello stiacciato, cinque per parte, rappresentano episodi salienti della permanenza di Sant'Antonio da Padova in Romagna. Nell’architrave del portale, sormontato da un timpano, compare l’epigrafe “PAX ET BONUM”, mentre sopra la lunetta si legge: “DIVO ANTONIO P. DICATUM A.D. MCMXXXIX E. F. XIII”. Sopra la scritta, nel colmo del timpano, un rilievo serpentiforme racchiude uno scudo con fascio.
- Prospetti laterali
- Il prospetto laterale sinistro presenta una campitura di risvolto, in marmo e con nicchia, come le sezioni laterali della facciata, essendo per il resto rivestito in laterizio, salvo il basamento, che continua quello anteriore. Si articola quindi nella successione della lunga parete esterna corrispondente alle navate, con tre finestre ad arco e due nicchie più basse, del prospetto terminale del transetto, con una finestra a lunetta, e del corpo terminale, con portone sormontato da un timpano e cupolino con piccola lanterna. Il portone costituisce l’ingresso laterale della chiesa ed è dotato di una rampa per l’accesso dei disabili. Il prospetto laterale sinistro, pur presentando le stesse caratteristiche di quello destro, è articolato dalla presenza del campanile, collegata alla chiesa da un passaggio dotato di arco, e in parte occultato dal lungo edificio della canonica.
- Prospetto posteriore
- L’abside ha la forma di un semicilindro, con alto basamento e suddivisione in tre campiture per mezzo di una trabeazione formata da lesene scanalate con capitelli corinzi di bel disegno e cornice superiore liscia. Ciascuna delle tre campiture si apre in un’alta finestra sormontata da arco a tutto sesto. Sopra le finestre compaiono tre stemmi scolpiti, fra i quali quello di Predappio, sormontato da corona turrita. Sopra la cornice, tutelata da uno stretto tettuccio sporgente, un tamburo si apre in tre oculi, in asse alle finestre sottostanti. L’abside è coperta con un tetto conico a monta modesta.
- Cupola
- La cupola a base ottagonale è alta e snella. Sul basamento, compare una cornice a vari salienti, sul quale le otto facce del tiburio si impostano ciascuna con un grande oculo racchiuso fra lesene corinzie. Sopra una cornice aggettante, si ergono poi la cupola a otto spicchi nervati e rivestiti di lastre rame e l’elegante lanterna, con una monofora per lato e un tettuccio di rame con piccola sfera e croce di coronamento.
- Campanile
- Il campanile risponde rigorosamente allo stile d’ispirazione bramantesca dell’architetto ed alla perentoria suddivisione del fusto in ben quattro ordini sovrapposti. I tre ordini inferiori, poggiati su un basamento di pietra e racchiusi da un unico pilastro angolare, presentano la successione di tre archi ciechi con minore finestra ad arco, poggiata su una larga cornice di pietra, l’ordine superiore, la cella campanaria, è caratterizzato da una trifora per lato. La cella contiene quattro campane. L’elaborata cornice di coronamento è completata su ciascun lato da un’edicola con timpano triangolare. La cuspide è rivestita con lastre rettangolari di rame e conclusa da un coronamento composto da vari solidi di rotazione sovrapposti, da una bandiera metallica e dalla croce.
- Interni
- L’interno della chiesa è spoglio, anche se i progetti ne prevedevano la decorazione. Nonostante la mancanza d’interventi decorativi di qualche importanza, l’articolazione dello spazio interno è sufficientemente complessa per renderne la vista piacevole. La parete di controfacciata è caratterizzata dal terrazzo della cantoria, poggiato su due colonne di ordine ionico e decorato con una balaustra marmorea in parte sporgente in un balcone centrale. Il coro ospita un grande organo a canne (Mascioni opus 516), costruito nel 1938. Sotto il coro si apre la controporta lignea, decorata nella parte alta da archetti vetrati. Le acquasantiere a vasca rettangolare e base formata da due plinti accostati sono state progettate dallo stesso architetto Bazzani. La navata centrale si sviluppa poi maestosa, fiancheggiata da tre fornici ad arco per ogni lato e conclusa nell’arco che introduce al transetto. Sui pilastri dell’arco sono appese una “Crocifissione” e una “Resurrezione” dello scultore predappiese Carlo Camporesi. La navata è coperta da una volta a botte, sulla quale s’innestano le lunette che consentono agli oculi sopra la cornice, tre per lato, di illuminare la chiesa. Le navate laterali si sviluppano in parallelo ai tre fornici della navata centrale. In corrispondenza del coro, sugli angoli anteriori della chiesa, compaiono due ambienti, chiusi da una vetrata, uno dei quali è adibito a battistero. L’imponente fonte battesimale marmoreo, che reca la scritta “EGO TE BAPTIZO” e una palma di bronzo sul fusto, ha un coperchio, anch’esso di bronzo, un tempo coronato nella parte centrale da una statuetta di San Giovanni Battista, oggi non più presente, realizzata dalla fonderia fiorentina di Ferdinando Marinelli. Tutta l’opera risponde in ogni dettaglio al disegno originale di Bazzani. Dalla parte opposta, le navate laterali terminano in due nicchie semicircolari. La nicchia di destra è dedicata alla Madonna, la cui statua è ospitata da un’edicola sormontata da timpano spezzato, la nicchia di sinistra espone invece, all’interno di un tempietto a base circolare, la reliquia della Sacra Spina, donata dalla famiglia dei principi Antici Mattei a Benito Mussolini affinché venisse venerata nella chiesa di Predappio. Le pareti laterali espongono pregevoli formelle della Via Crucis, opera di Publio Morbiducci, che le realizzò in terracotta nel 1934. Ogni navata laterale ospita inoltre due confessionali per parte. Il transetto è sopraelevato di tre gradini rispetto alle navate e completato da due altari che espongono due pale appositamente commissionate per la chiesa. Il presbiterio è innalzato di due gradini rispetto il transetto ed è illuminato da tre vetrate policrome, simili a quelle che compaiono nelle lunette sulle pareti terminali del transetto. L’altar maggiore, interamente realizzato in marmi policromi, con imponente ciborio, è quello stesso disegnato da Cesare Bazzani. Dinanzi a quest’altare è stato realizzato nel 1975 circa la nuova mensa rivolta versum popolum e, in quell’occasione è anche stata dismessa la balaustra marmorea, identica a quelle degli altari del transetto.
- Pavimenti e pavimentazioni
- Il pavimento è in lastre di marmo di vario cromatismo.
- Pianta
Notizie storiche
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- 1931 ‐ 1934 (costruzione intero bene)
- L'edificio fu realizzato a partire da un concorso bandito nel 1926 dal Ministero dei Lavori Pubblici e vinto dall’architetto Cesare Bazzani. La costruzione della chiesa, dedicata a Sant’Antonio da Padova di cui ricorreva in quell’anno il settimo centenario, fu incominciata nell’ottobre del 1931 e inaugurata il 27 ottobre 1934. La chiesa fu data in gestione ai Minori Osservanti.
- 1940 (notizia giurico-istituzionale intero bene)
- Divenne parrocchia il 7 dicembre 1940 e il “parroco” ufficiale era la Provincia minoritica di S. Caterina di Bologna, che nominava un vicario parrocchiale, il quale aveva tutte le funzioni del parroco.
- 1997 (notizia giuridico-istituzionale intero bene)
- La comunità francescana lascia la parrocchia.
- 1931 ‐ 1934 (costruzione intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1975)
- L’area presbiteriale è stata adeguata con l'installazione, nel 1975 circa, di un nuovo altare collocato versus populum e la contestuale rimozione della balaustra. Come tabernacolo viene tuttora utilizzato quello dell’altare originale.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1975)
🕊️ Informazioni e immagine del giorno
| Popolazione: | PREDAPPIO |
| Abitanti: | 2250 |
| Parroco: | REV. MASSIMO BONETTI |
| Telefono: | +39 0543 922104 |
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