(MONFALCONE) SS. REDENTORE

🚩 VIA ROMANA 98 (MONFALCONE), MONFALCONE - 34074 (GO)
⏱️ Messe in SS. REDENTORE – Orario
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Oggi Giovedì 17 settembre 2026, l'orario della messa è: Orario non disponibile
| Lunedì | Orario non disponibile |
|---|---|
| Martedì | Orario non disponibile |
| Mercoledì | 18:30 |
| Giovedì | Orario non disponibile |
| Venerdì | Orario non disponibile |
| Sabato | 18:30 |
| Domenica | 10:30 |
🛐Come raggiungere la parrocchia?
Se cerchi indicazioni per trovare la messa, più in basso potrai trovare la mappa insieme a indicazioni per rendere semplicissimo giungere a questo sito.
🔎Descrizione della parrocchia
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa del Santissimo Redentore
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L'attuale chiesa parrocchiale del Santissimo Redentore, edificata ex novo nei tardi anni Cinquanta del Novecento, se dal punto di vista costruttivo è stata realizzata con tecniche dell’edilizia coeva, da quello formale si rifà ad uno stile storicista, nella fattispecie romanico. Esso è riscontrabile nell'impianto adottato, di tipo basilicale, costituito da una navata singola in linea con il presbiterio absidato, a costituire il corpo principale; lateralmente è affiancata da due volumi minori che includono le cappelle annesse alla navata e due vani ai lati del presbiterio, sopra i quali si sviluppano i matronei, elemento tipico dell'architettura ecclesiastica romanica, come anche il nartece interno che fa da filtro tra l'ingresso e la chiesa vera e propria; anche la presenza del pronao a precedere la facciata è ricollegabile al gusto romanico. Nella soluzione delle facciate si protende per un rivestimento del paramento murario esterno con pietra o mattoni, lasciando poche porzioni intonacate; l'ampio rosone che si staglia al centro della facciata e le serie di finestrelle centinate derivano anch'esse dal romanico. All'interno, piuttosto spoglio, spiccano le pitture che adornano il presbiterio e l'abside, opera recente di un pittore locale, in stile moderno-storicista seppur privo di particolari pregi.
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- Preesistenze
- A destra nei pressi dell'ingresso, sotto la cantoria, è custodita entro una teca in vetro la statua lignea di Sant'Antonio Abate. Riferibile al XVII secolo, essa proviene dall'altare dell'originaria chiesetta di Sant'Antonio Abate risalente al XII secolo ed andata completamente distrutta durante la prima guerra mondiale. L'edificio sorgeva in una zona diversa dall'attuale, sull’omonimo colle sovrastante le Terme Romane, indicata come Sant'Antonio dei Bagni nelle mappe antiche. Di origine votiva, si ricollegava ad una tipologia di chiesette ben diffuse sul territorio, costituita da un'aula rettangolare con copertura a capanna, la facciata sormontata da un campanile a vela con monofora con una sola campana; esternamente era circondata dal cimitero racchiuso da un muretto. L'interno aveva le pareti affrescate; sulla parete di sinistra spiccava l’affresco dell’Ultima Cena, mentre a destra c’era una Madonna della scuola di Bassano. Dal diario della visita pastorale effettuata dal patriarca Delfino nel febbraio 1660 emerge che la chiesa era dotata di tre altari, tutti consacrati: il maggiore dedicato a Sant’Antonio - in marmo, con una sovrastruttura in legno dorato con al centro la statua di Sant’Antonio Abate -, quelli laterali dedicati a San Carlo Borromeo e a San Floriano, quest'ultimo sostituito successivamente da Sant'Osvaldo - come emerge nella relazione della visita pastorale del 30 aprile 1736 effettuata da mons. Domenico Fistulario. Nel corso dei secolo fu soppressa con editto napoleonico del 1806 e riacquistata all’asta dal parroco e dalla popolazione. Dopo la prima guerra l'edificio non fu mai più ricostruito. Le due pale degli altari laterali, costituite dalle statue lignee dei santi titolari, provengono invece dalla vecchia chiesa del Redentore, che sorge a sinistra dell'attuale: costruita negli anni Trenta del Novecento, pochi decenni dopo risultò insufficiente ad accogliere la popolazione del rione aumentata di numero per cui si decise di costruire un edificio più grande, mentre la precedente chiesa fu in parte adibita ad oratorio.
- Impianto planimetrico
- La chiesa insiste su ampio lotto allungato ed in pendenza di proprietà parrocchiale, definito da tre strade - delle quali quelle sul fronte e sul retro, quasi parallele, giacciono a quote differenti, la prima ad un livello inferiore -: guardando il complesso dal fronte principale la chiesa sorge all'estremo destro, al centro vi è la chiesa vecchia, collegata alla nuova dalle rispettive sacrestie, alle spalle della chiesa vecchia sono state realizzate le opere parrocchiali, mentre sulla sinistra del fondo sorge la canonica. La chiesa, arretrata dal fronte stradale, è preceduta da una scalinata costituita da due serie rispettivamente di otto e sei gradini che portano ad un modesto sagrato in porfido. L'edificio, orientato a Nord Est, si compone di una navata longitudinale e di un presbiterio a base rettangolare, più stretto della navata, concluso sul fondo da un’abside semicircolare all'interno, semiottagonale all'estradosso. A sinistra del presbiterio vi è la sacrestia a base rettangolare, separata dal presbiterio da un atrio anch'esso rettangolare accessibile dalla navata, da una porta ai piedi del presbiterio; a destra del presbiterio vi è un altro vano, simmetrico all'atrio, adibito a cappella feriale. In linea con questi due ambienti nella navata si sussegue una serie di cinque cappelle per parte, mentre alle loro spalle sono annessi altri due vani nei quali sono contenute le scale che portano ai matronei che si sviluppano sopra le cappelle della navata e da li alla cantoria addossata alla controfacciata. Esternamente l'ingresso è preceduto da un pronao a pianta rettangolare disposto trasversalmente, leggermente più stretto del corpo della chiesa, definito sul fronte da tre arcate e nei lati corti da una per parte. Le dimensioni massime della chiesa sono: lunghezza 35,02 ml; larghezza 12,58 ml; larghezza - comprensiva delle cappelle 17,05; altezza navata 15,27 ml.
- Strutture verticali
- La struttura è mista pietrame, mattoni e c.a.; esternamente le pareti sono intonacate e tinteggiate di color beige chiaro nel pronao, nell'abside, nel muro di fondo della navata e nei vani alle spalle dell'atrio della sacrestia e della cappella feriale; le restanti porzioni murarie presentano un rivestimento in pietra o mattoni a vista. La facciata principale si caratterizza per una struttura a triplice saliente, seppur le falde laterali siano appena accennate. Nella parte inferiore è nascosta dal pronao in aggetto, leggermente più stretto del corpo della chiesa, con copertura ad un unico spiovente inclinata verso l'esterno: sul fronte principale si aprono tre archi a tutto sesto valorizzati da un profilo tinteggiato sui toni dell'ocra ed un arco per parte nei lati corti; la linea di gronda è caratterizzata da un assottigliamento dello spessore murario coronato da una cornice in mattoni, a tre corsi orizzontali. Sopra la copertura del pronao è impostata una serie di nove finestrelle centinate comprese in una fascia in mattoni a vista, sulla quale risalta il profilo delle finestrelle, anch'esso in mattoni in lieve aggetto. La parte soprastante è in pietra con delle cornici orizzontali in mattoni e dei profili intonacati che ridefiniscono la linea a capanna del comparto centrale. Lo spazio centrale è occupato da un ampio rosone circolare. Sotto il pronao si aprono tre portali rettangolari inquadrati in pietra grigia modanata, completati nelle fasce esterne da un rivestimento in mattoni in linea con i portali stessi. Le fasce esterne della facciata, corrispondenti al ribassamento della copertura in linea con le cappelle laterali interne, sono rivestite completamente in pietra a vista, come anche i fianchi, con delle cornici orizzontali in mattoni, una fascia orizzontale intonacata in linea con il coronamento del pronao e dei profili verticali, sempre intonacati, che riportano la scansione interna; i fianchi del corpo principale, sia nella navata che nel presbiterio, invece sono rivestiti in mattoni e riportano anch'essi la ripartizione inferiore: in ciascun comparto si apre una finestra centinata (sei finestre per lato) con profilo in mattoni in aggetto a creare un lieve gioco di ombre sul paramento murario, mentre la parte inferiore è cieca ad eccezione di un occhio circolare nella prima campata verso la facciata, anch'esso con profilo in mattoni che spicca sul paramento lapideo; altre due finte finestrelle centinate si aprono lateralmente nell'abside, ma all'interno risultano tamponate.
- Coperture
- La copertura della chiesa è a spiovente, con struttura in laterocemento e manto in coppi; in corrispondenza della navata e del presbiterio vi è una doppia falda (con la linea d'imposta ed il colmo ad un'altezza inferiore nel presbiterio) nelle navate laterali una falda singola che si protende fino agli ambienti annessi al presbiterio (atrio della sacrestia e cappella feriale) e falda singola disposta ortogonalmente alle precedenti negli ambienti che contengono le scale per i matronei e nel pronao; infine in corrispondenza dell'abside vi sono tre falde e due semifalde concentriche. All’intradosso nella navata il solaio di copertura a doppio spiovente presenta la struttura a vista, intonacato e tinteggiato di color beige, ritmata da arconi trasversali tinteggiati sui toni del rosa tenue a formare la nervatura; il presbiterio invece è sormontato da una volta a botte a cui sul retro è annessa una volta a semicatino in corrispondenza dell'abside.
- Campanile
- La chiesa non è dotata di campanile ed il suono di campane è emesso da registrazioni elettroniche diffuse da trombe installate sulla copertura della facciata.
- Apparato decorativo
- L’interno della chiesa è spazioso, dominato da un senso d'altezza enfatizzato dalle falde di copertura a vista. Le pareti sono lisce, intonacate e tinteggiate di colore beige, con le modanature differenziate sui toni del rosa; la pavimentazione è realizzata in lastre rettangolari in gres porcellanato sui toni del beige con due tappeti marroni dove trovano posto i banchi per i fedeli. La navata vera e propria è preceduta da una zona filtro della stessa larghezza del corpo della chiesa, separata da due robusti pilastri centrali che sorreggono la cantoria soprastante; lateralmente trovano posto le statue lignee di Santa Teresa del Bambin Gesù a sinistra e Sant'Antonio Abate a destra. Lo spazio della navata è ampliato lateralmente con l'annessione di cinque cappelle su entrambi i fianchi, introdotte da un portale inquadrato da una cornice in lieve aggetto e da una fascia superiore modanata da un doppio scanso dell'intonaco; le cappelle tra loro sono collegate da una serie di aperture centinate sormontate da una finestra, anch'essa ad arco, che interessano anche il muro che le separa dalla zona d'ingresso e quello che porta ai vani ai lati del presbiterio. Le cappelle laterali sul muro di fondo, presentano un profilo ad arco modanato con uno scanso dell’intonaco che incornicia le statue di Sant'Antonio di Padova e Santa Rita da Cascia che trovano posto nella prima coppia di cappelle verso l'ingresso, rispettivamente a sinistra e a destra, e i due altari ospitati nelle cappelle centrali; la seconda coppia di cappelle è occupata dai confessionali mentre le restanti sono vuote. Sopra le cappelle si sviluppano i matronei, protetti sul fronte da una ringhiera in ferro, dai quali si accede alla cantoria ribassata di un paio di gradini. I matronei riportano la partizione delle cappelle sottostanti: dai pilastri che lo separano dalla navata si innalzano degli arconi trasversali che ritmano la copertura. L'arco santo a tutto sesto introduce allo spazio presbiterale rialzato dalla navata di quattro gradini. Questa parte si discosta nettamente dalla navata, sia per una differente pavimentazione in lastre di marmo sui toni del beige sia perché è arricchita da affreschi che risaltano su uno sfondo giallo dorato che riveste le pareti e la volta; anche l'arco santo è valorizzato da una fascia affrescata: sulla sommità vi è un altare su cui poggia il libro della vita e la colomba dello Spirito Santo e dietro corre un nastro stellato con il sole e la luna tenuto lateralmente da due angeli, sulla sinistra è raffigurato l'arcangelo Gabriele e a destra la Madonna in trono con alle spalle la vecchia chiesa. Nei fianchi del presbiterio, che presentano la parte inferiore vetrata, vi sono due grandi quadri affrescati dove sono rappresentate la scena delle nozze di Cana a sinistra e l'Ultima Cena a destra; sopra a questi sono raffigurate due schiere di santi, a sinistra relativi alla chiesa di Aquileia, a destra quelli della chiesa d’Alessandria; al centro della volta si inserisce una scena tratta dalla Genesi, di tre personaggi raccolti ad una mensa, raffigurazione della Trinità. Il basamento dell'abside fino ad altezza d’uomo è trattato come un velario, sopra al quale sono rappresentati i dodici apostoli, inseriti in una quinta architettonica colonnata, con un piccolo timpano triangolare al centro a simulare una porta nella quale è compreso l'altare maggiore e sopra cui si staglia la figura del Redentore al centro del catino absidale, affiancata dagli arcangeli Raffaele e Michele. Dall'arco che introduce all'abside, lungo il quale corre l'iscrizione OGNI GINOCCHIO SI PIEGHI NEI CIELI, SULLA TERRA E SOTTO TERRA E OGNI LINGUA PROCLAMI CHE GESÙ CRISTO È IL SIGNORE, emerge la mano del Padre che indica il Figlio alle sue spalle. Sopra le vetrate del presbiterio sono inseriti due pannelli con un'iscrizione relativa alle due precedenti chiese del Redentore, quella antica di Sant'Antonio e quella omonima vecchia a sinistra e alla consacrazione della nuova a dest
- Apparato liturgico
- I principali elementi liturgici sono ospitati nel presbiterio, rialzato dalla navata mediante quattro gradini. Arretrato sul fondo dell'abside trova posto l'altare maggiore, innalzato su una pedana marmorea di un gradino ed affiancato lateralmente da un velario dipinto che fa da basamento per le pitture dell'abside, ricoprendone la parte inferiore. Di fattura novecentesca, realizzato in marmi sui toni del beige, è stato modificato nel suo aspetto originale con la rimozione della mensa impiegata come altare rivolto verso il popolo, posizionato al centro del presbiterio. Si caratterizza per forme semplici e lineari; è composto dal solo gradino d'altare, valorizzato nella parte inferiore da un pannello quadrato in marmo marrone a contrasto che fa da sfondo al bassorilievo dorato raffigurante la scena biblica della cerva che anela ai corsi d'acqua. Il gradino è sormontato da un colonnato, con colonnine marroni che sorreggono una trabeazione, interrotto in posizione centrale dal tabernacolo, anch'esso marmoreo, costituito da un'edicola a tempietto definita lateralmente da due colonnine in marmo rosso. L'altare rivolto al popolo è costituito da una mensa a parallelepipedo in pietra grigia, valorizzata sul fronte da due pannelli marmorei sui toni del marrone con screziature ed un pannello centrale in pietra lavorata in rilievo appiattito a motivi vegetali in cui si inserisce il monogramma di Cristo entro un tondo; quest'ultimo motivo è ripreso anche ad ornare i fianchi, completati con altri monogrammi. A destra dell'altare, in posizione leggermente avanzata, si colloca il fonte battesimale costituito da un monoblocco in marmo grigio a pianta esagonale, completato su ciascuna faccia da dei disegni, di cui sono tracciati solo i contorni, che rappresentano degli episodi biblici o dei motivi religiosi; a coronamento corre un'iscrizione. Sul lato opposto vi è il leggio in pietra grigia, sostenuto da un pilastrino racchiuso al basamento tra due quadri lapidei disposti frontalmente che riprendono i motivi ornamentali dell'altare al popolo. Nel muro dell'abside, lateralmente, sono ricavate due nicchie centinate in cui sono custoditi gli olii santi e le sacre reliquie, rispettivamente a sinistra e a destra. Nella navata, nelle cappelle centrali, vi sono altri due altari, dedicati alla Madonna e a San Giuseppe, rispettivamente quello di sinistra e quello di destra; presentano la medesima struttura, con una mensa sostenuta da due pilastrini frontali e sormontati da una mensola che funge da base per il bassorilievo ligneo raffigurante l'effigie dei santi titolari.
- Preesistenze
Notizie storiche
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- 1958 (costruzione intero bene)
- Costruzione ex novo della chiesa a destra della precedente chiesa del rione, su un terreno donato qualche anno prima dal Comune di Monfalcone. Della antica chiesa, anch'essa novecentesca, eretta tra le due guerre, mantenne l'intitolazione al Redentore. Il nuovo edificio di culto fu aperto il 26 ottobre 1958.
- 1999 (decorazione interno della chiesa)
- Decorazione dell'abside con l'esecuzione degli affreschi, ad opera dell’iconografo monfalconese prof. Paolo Orlando. Le sacre pitture furono benedette dall'arcivescovo di Gorizia Antonio Vitale Bommarco il 3 settembre 1999.
- 2000 (rifacimento interno della chiesa)
- Rifacimento della pavimentazione della navata con installazione del nuovo impianto di riscaldamento a pavimento.
- 1958 (costruzione intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1980)
- Le balaustre che in origine delimitavano lo spazio presbiterale dalla navata sono state smantellate ed i pilastrini che la componevano sono stati parzialmente reimpiegati come sostegno per le due statue ai lati dell'ingresso. L'altare maggiore è stato smembrato nella parte antistante ed arretrato sul fondo dell'abside per far posto all'altare rivolto verso il popolo, collocato al centro del presbiterio; alle spalle dell'altare al popolo sono state aggiunte tre sedute mobili con trono centrale che costituiscono l'attuale sede. A destra dell'altare nuovo vi è il fonte battesimale, spostato dalla sua posizione originale, mentre sulla sinistra il leggio lapideo.
- navata ‐ intervento strutturale (1980)
- Il fonte battesimale è stato spostato dalla sua posizione originale in corrispondenza dell'ingresso e collocato sulla destra del presbiterio.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1980)
🕊️ Dati e foto del giorno
| Popolazione: | MONFALCONE |
| Abitanti: | 4000 |
| Parroco: | REV. FLAVIO ZANETTI |
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