(TORRIA) S. MARTINO

🚩 SP29, 25, 18023 Torria IM, Italia
⏳ Orari delle Messe in S. MARTINO
In questa pagina potrai vedere gli orari delle messe all’interno della chiesa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni feriali, i giorni di festa o le vespri festivi.
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🛐Qual è la posizione della chiesa?
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🔎Informazioni sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Martino
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La chiesa parrocchiale di Torria si presenta oggi come una grandiosa costruzione settecentesca, che suscita particolare interesse perché si colloca atipicamente ai margini degli schemi architettonici del barocco ponentino; essa prospetta sulla ampia piazza di Torria ed è circondata nei quattro lati da strade, i prospetti laterali rivelano con chiarezza la struttura interna dell’edificio, i muri son in pietra a “sacco” in parte finemente intonacati ed in parte ricoperti con un intonaco piuttosto grezzo che lascia intravvedere la pietra retrostante. Ad aula poligonale con copertura a vela la chiesa risulta interamente decorata secondo il gusto ottocentesco, che nulla concedeva al vuoto pittorico.
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- Pianta
- Secondo lo stile neoclassico ha una pianta centrale di forma poligonale con quattro cappella laterali, due per parte, un profondo atrio di accesso coperto da una volta a botte a cui corrisponde nella parte opposta un ampio presbiterio con catino absidale, ai lati si trovano due locali più bassi destinati a sacrestie; sul lato Sud-Est si erge il campanile
- Elementi decorativi
- L’autore, il pittore piemontese Borgna, dipinse un ciclo pittorico piuttosto elaborato: nella volta del presbiterio la Gloria di Maria Vergine Assunta al cielo; nel catino absidale, affrescò a vivacissimi colori il motivo ricorrente dell’Adorazione del Ss.mo Sacramento: un ostensorio dorato sta al centro in alto, sorretto da una nube e attorniato a semicerchio dal volto di 16 Angioletti, mentre quattro altri, due per parte, occupano il resto del campo, uno con il turibolo e gli altri diversamente atteggiati in adorazione; nella volta centrale eseguì il riuscito affresco della “Gloria di San Martino”, inscritto in una elegante doppia cornice dipinta. Negli angoli della volta, infine, il Borgna dipinse come degno corollario alla Gloria di San Martino i quattro Evangelisti, raffigurati entro una barocca cornice ovale. Le parti affrescate sono impreziosite da ampie porzioni di finta tappezzeria e di fregi decorativi.
- Arredi
- Nella zona presbiteriale spicca l'altare maggiore, opera marmorea del secondo Settecento, che ha tuttavia subìto rimaneggiamenti nel XIX sec. con l'integrazione di elementi diversi quali il tabernacolo inferiore e il terzo gradino del dossale. Consacrato nel 1783 dal vescovo mons. Stefano Giustiniani, nel 1805 l'altare fu danneggiato - non sappiamo come - nelle sculture e nella mensa che fu sostituita e reimpiegata nel coro come mensola per il tabernacolo degli Oli Santi. Un particolare risalto al paliotto dell'altare è dato dall'altorilievo con le insegne pontificali, che ne connotano la dedicazione al Santo vescovo di Tours. La scultura del Cristo Risorto posta a coronamento del tabernacolo maggiore, già fratturata nel 1808 e nuovamente danneggiata in più punti nel 1887, era stata tolta dal suo piedistallo dopo il terremoto e solo in occasione del restauro del 1988 è stata ricollocata al suo posto. Sovrasta l'altare maggiore il grande Crocifisso ligneo, proporzionato ed umanissimo studio anatomico di ignoto scultore del secolo XVIII. Il baldacchino o «sopracielo» si deve all'intagliatore onegliese Domenico Perasso, che nel 1856 sostituì con l'attuale il «nuovo» baldacchino di trent'anni prima. La grande nicchia laterale in cornu Evangelii racchiude la grande statua di San Martino a cavallo, opera dello scultore Ferdinando Stuflesser di Ortisei (1926). Questa «cassa» processionale sostituì la statua di San Martino che era stata acquistata nel 1834. La sede del celebrante, situata in cornu Epistulae, nasconde alla vista un grazioso tabernacolo murato nella parete. È di pietra nera con intarsi di marmo rosso, attribuibile per fattura al secolo XVII e forse proveniente dall'oratorio dei Disciplinanti. Vi sono scolpiti in bassorilievo il Crocifisso, la Vergine Ss.ma, San Carlo Borromeo, alcuni Angeli e due vasi di fiori stilizzati. Nel fondo dell'abside, sopra il coro una modanata cornice barocca inquadra la tela raffigurante San Martino vescovo, rivestito degli abiti pontificali e con in mano il bastone pastorale. La tela, forse riadattata e ritoccata dal Borgna, è certamente opera di un pittore del secondo Seicento o del primo Settecento, con la quale fu sostituita quella icona decens che stava sull'altare maggiore agli inizi del Seicento. Il pulpito, essenzialmente barocco pur nella linearità della forma, fu costruito nel 1810 da mastro Marco Ghersi , mentre le statue raffiguranti le Virtù Teologali (Fede, Speranza e Carità), che gli corrispondono sugli altri lati dell'aula poligonale, sono settecentesche e forse attribuibili allo stuccatore Gio. Andrea Casella, che nel 1774 ne modellava di consimili nella parrocchia di Ville San Pietro. La chiesa è inoltre dotata di quattro pregevoli altari: la prima cappella a destra dell'altare maggiore accoglie un altare marmoreo, nel cui paliotto risalta il bassorilievo della Madonna del Rosario, cui l'altare è dedicato, sopra questo si eleva una architettura sobriamente barocca, sorretta da due colonne di stucco dipinto, marmorizzato rosso con venature di bianco. Sul lato sinistro della chiesa, l'altare un tempo dedicato a San Mauro fu dedicato all' Angelo Custode nel terzo decennio del secolo XIX, risale forse a questo periodo l'acquisto della statua marmorea dell' Angelo Custode; le colonne marmorizzate, le cornici e gli altri stucchi formanti l'architettura che inquadra la nicchia dell' Angelo Custode e in cui è inserito l'altarino settecentesco, sono di chiaro gusto neoclassico. Separa questa cappella da quella dedicata alla Madonna del Suffragio, detta comunemente delle Anime Purganti, la statua di San Pietro apostolo. Questa cappella è la più ricca di marmi, l'impianto architettonico dell'altare è secentesco, con colonne di marmo nero e capitelli corinzi di marmo bianco
- Facciata
- L'alta facciata, di stile neoclassico è a due ordini, con frontone ad angolo ottuso, è scandita da una doppia serie di paraste, che nell'ordine inferiore terminano con il capitello corinzio e in quello superiore con un ornato composito di foglie d'acanto con frutta. Sopra il cornicione, che raccorda i due ordini, si apre una grande finestra con vetri policromi, mentre nell'ordine inferiore campeggia, al di sopra del portale, il bassorilievo raffigurante San Martino a cavallo. Le due nicchie, attualmente vuote, accoglievano le statue di San Rocco e di San Sebastiano, e si trovano ai lati del portale. La facciata si presenta una decorazione con diversi colori: il bianco delle cornici, degli stucchi, dei capitelli e delle paraste; il grigio-azzurro degli specchi; il rosso venato di giallo del marmorizzato nella grande trabeazione che separa i due ordini.
- Campanile
- Il campanile, scandito in più ordini è finemente decorato con lesene e cornici nella parte più alta e con fasce longitudinali (rosso su bianco) in quella sottostante. L’ordine inferiore, al di sotto della zoccolatura, è decorato sugli angoli con finti conci dentati, di color bianco e giallo su campo rosa ligure. Sovrasta la torre una caratteristica cuspide a bulbo che poggia sull'alto e mosso tamburo, nel quale si apre l'occhio ovale della lanterna e che è rinforzato a sua volta da quattro robusti contrafforti un tempo culminanti con pinnacoli a fiamma.
- Coperture
- Il tetto è in tegole marsigliesi con gronde in ardesia, è formato da un ottagono centrale che copre l’aula e da una seria di falde più basse: due tetti a capanna per il vano di ingresso e il presbiterio, una seria di falde laterali, di limitate dimensioni, a copertura delle cappelle e dei locali sacrestia.
- Pianta
Notizie storiche
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- 1281 (citazione intero bene)
- La prima notizia che fa riferimento alla chiesa di San Martino risale al 9 marzo 1281, ma pare esistesse già da almeno un secolo; la tradizione secentesca riportata dal prevosto Alassio precisa anzi, che ci fosse una chiesa precedente a questa dedicata a San Maurizio. Si trattava di un edificio protoromanico, che sulla base di dati successivi si ritiene fosse di proporzioni assai modeste e ad una sola navata.
- 1477 (ristrutturazione intero bene)
- Ristrutturazione della parrocchiale in una chiesa a tre navate. Di quest’edificio che aveva l’abside rivolta a levante restano indizi nelle pietre angolari di quella che era la facciata, tuttora visibili sul lato sinistro della struttura attuale e il portale quattrocentesco, dotato di architrave a mensola, che reca incisa la data 10 marzo 1477. La chiesa era a pianta basilicale, divisa in tre navate da due ordini di colonne i cui rocchi e le basi ora si trovano sparse e reimpiegate tutt’intorno al sagrato ed anche al centro del paese. Il soffitto dell’abside maggiore era in volta, mentre nelle navate era a capriate lignee, una bifora illuminava l’interno della navata centrale.
- XVII (restauro intero bene)
- Nella prima metà del XVII secolo la chiesa subisce interventi di restauro quali il consolidamento dell’ala sinistra, ed il rifacimento del tetto.
- 1678 (costruzione coro)
- Il 16 ottobre 1678 fu autorizzato il progetto di finanziamento per la “fabrica” del coro di cui oggi non rimane altro che la memoria storico – documentaria.
- 1690 ‐ 1702 (trasformazione intero bene)
- Tra il 1690 ed il 1702 la chiesa subì una nuova e radicale trasformazione; i lavori furono affidati a mastro Francesco Gandolfo, capo d’opera.
- 1713 ‐ 1715 (costruzione campanile)
- Ripresero i lavori per la costruzione del campanile ai quali contribuì la confraternita della SS.ma Annunziata con un prestito di 200 lire genovesi.
- 1721 ‐ 1726 (decorazione intero bene)
- Furono acquistate le campane e ripresero i lavori per la realizzazione dei capitelli del cornicione e degli ornati in stucco delle cappelle e degli altari
- 1760 ‐ 1837 (decorazione facciata)
- La facciata si ritiene conclusa nel 1760 come lascerebbe intendere la data incisa sul bassorilievo marmoreo raffigurante San Martino a cavallo ed il povero, con l’iscrizione “HAC ME VESTE CONTEXIT 60”. Essa è opera composita, risultato di diversi rimaneggiamenti intervenuti nel corso del XIX secolo ad opera di Domenico e Paolo Sertorio, capimastri originari del Varesotto. Nel 1837 si pose mano alla facciata per completarne la decorazione a stucco a cura dello stuccatore Andrea Adami coadiuvato dallo stuccatore Giovanni Boscetti e da maestranze locali.
- 1840 ‐ 1851 (restauro torre campanaria)
- 1851 A seguito di una lesione provocata da un fulmine il 28 giugno 1840, il campanile fu restaurato dapprima in economia nel 1843 da mastro Giuseppe Drago e solo nel 1851 ne fu affidato l’integrale restauro al capomastro Francesco Tiragallo di Oneglia
- 1888 ‐ 1891 (restauro intero bene)
- A seguito del terremoto del 1887 si resero necessari ulteriori interventi sulla chiesa che furono eseguiti dall’impresario Nicola Fassone su progetto dell’ingegnere Domenico Trincheri. I restauri non comportarono modifiche strutturali dell’edificio interessando le volte del coro e dell’orchesrta, la trabeazione, i capitelli e alcuni stucchi e decorazioni sugli altari; al Borgna venne affidata la decorazione del sacro edificio. Il pittore piemontese dipinse nella volta del presbiterio la Gloria di Maria Vergine Assunta al cielo, in vesterossa e manto azzurro assai drappeggiato e in amoroso atteggiamento, a braccia aperte, sollevata dagli Angeli verso l'alto. L'accostamento dei colori arreca vivacità a questa scena di classica ispirazione e di composta devozione Successivamente, nel catino absidale, affrescò a vivacissimi colori il motivo ricorrente dell'Adorazione del Ss.mo Sacramento: un ostensorio dorato sta al centro in alto, sorretto da una nube e attorniato a semicerchio dal
- 1930 (restauro decorazione)
- Alcune porzioni di finta tappezzeria e fregi decorativi furono restaurati dal pittore locale Giovanni Bracco
- 1955 (restauro campanile)
- Restauro del campanile mediante sostituzione delle ardesie del cornicione, ripresa degli intonaci, riparazione delle decorazioni a stucco, riprese delle tinteggiature a cura del pittore Mariano Muratorio.
- 1980 (restauro copertura)
- Riparazione del tetto mediante rifacimento del manto di copertura e sostituzione dei canali di gronda e dei pluviali
- 1987 (restauro intero bene)
- Riparazione degli intonaci interni
- 1988 (restauro intero bene)
- La chiesa è stata oggetto di un accuratissimo restauro che ha valorizzato non solo il complesso degli affreschi e delle decorazioni, ma anche le linee genuinamente barocche di tutto il sacro edificio. A ricordo del globale restauro interno della chiesa, sulle pareti laterali del presbiterio vennero dipinti gli stemmi del Papa Giovanni Paolo II e di S.E. Mons. Alessandro Piazza, allora vescovo diocesano. Il restauro pittorico è stato curato Mariano Muratorio.
- 1997 (restauro facciata)
- Restauro della facciata mediante sostituzione delle ardesie di copertura del timpano e dei due cornicioni sottostanti; riparazione e consolidamento dei cornicioni e degli ornamenti in stucco; consolidamento degli intonaci ammalorati; tinteggiatura.
- 2016 ‐ 2020 (restauro copertura e volte interne)
- Con autorizzazione 14560 del 09/06/2016 la Soprintedenza belle arti e paesaggio della Liguria ha assentito il progetto di restauro e risanamento conservativo delle coperture e delle volte interne che comprende i seguenti interventi: ricostruzione delle lacune dei cornicioni e degli intonaci crollati lungo gli archi di scarico delle volte; consolidamento delle parti di intonaco rigonfiate e in parte staccate dal supporto murario; restauro delle parti interessate dalle infiltrazioni d'acqua, dove erano presenti fenomeni di cristallizzazione dei sali in superficie con parziale perdita della pellicola pittorica; restauro di tutte le coperture mediante rimozione e reimpiego delle tegole, demolizione dei listelli, sostituzione della grossa orditura delle sole parti completamente degradate con travi in larice, rifacimento dei travetti in larice, da affiancare ai legni esistenti per irrobustire l’orditura e renderla complanare, posa di un tavolato continuo in larice protetto da tessuto traspir
- 1281 (citazione intero bene)
🕊️ Immagine e dati del giorno
| Popolazione: | TORRIA |
| Abitanti: | 192 |
| Parroco: | REV. DEVASAHAYARAJU ARULANANDHAM |
| Sito Web: | http://www.mialiguria.it/ |
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