(COSIO D'ARROSCIA) S. PIETRO

🚩 PIAZZA CHIESA (COSIO D'ARROSCIA), COSIO D'ARROSCIA - 18023 (IM)
🕎 Orari delle Messe in S. PIETRO
In questa pagina potrai guardare gli orari delle messe all’interno della messa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni lavorativi, i giorni festivi o le giorni antecedenti una festività.
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🗺️Qual è la posizione della chiesa?
Se hai bisogno riferimenti per raggiungere la messa, qui sotto potrai trovare la mappa insieme a indicazioni per non avere alcuna difficoltà a giungere a questo luogo.
🔎Approfondimento sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Pietro
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La chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo sorge nell’alta valle Arroscia, sul margine meridionale del centro storico di Cosio, nella Piazza della Chiesa. Si raggiunge attraverso la strada del Colle di Nava, da Pieve di Teco in direzione Torino, deviando a sinistra dopo circa 7 km, per la strada Cosio-Mendatica e quindi scendendo a piedi nell’abitato di Cosio per la via Cavour fino alla sede del municipio. L’edificio si colloca nella parte a valle del borgo e si vede a distanza provenendo dal comune di Mendatica. Ha una unica navata coperta da volta a crociera e abside semicircolare; lo spazio interno è scandito da otto cappelle laterali e da quattro coppie di paraste che visivamente si allungano nella decorazione della volta sopra il cornicione. Anche la facciata è ripartita e scandita da quattro colonne che sorreggono la trabeazione su cui si imposta il timpano.
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- Pianta
- L’edificio ha uno sviluppo planimetrico di m 34 di lunghezza per m 26,50 di larghezza; l’altezza al colmo del tetto è di m 14,50, mentre il campanile raggiunge i m 34,50 alla base della croce. L’edificio è composto da una navata unica rettangolare con presbiterio profondo e absidato (di forma semicircolare) orientato a sud, notevolmente più stretto dell’aula e spostato verso Est di circa m 1,20 rispetto al suo asse. Il campanile, a pianta quadrata, è ispirato a quello dell’Oratorio di Nostra Signora Assunta; altri volumi di pertinenza sono addossati al presbiterio. L’edificio internamente è articolato da otto cappelle laterali, disposte simmetricamente quattro per parte, ricavate nello spessore del muro perimetrale. La copertura dell’aula è caratterizzata da una volta a botte affrescata e lunettata in corrispondenza delle otto finestre, quattro per lato. A destra dell’altare si trova un locale adibito a deposito, avente copertura con volta a botte: a sinistra invece si trova la sacrestia, con volta a padiglione.
- Elementi decorativi
- L’impianto barocco risente della tradizione tardo-medioevale, evidente nelle forme rigide squadrate e dagli scarsi effetti chiaroscurali. Lo spazio è scandito da quattro coppie di paraste collegate da un cornicione perimetrale risvoltato nel presbiterio Sulla parete di fondo si trova un maestoso crocifisso sotto il quale affiora lo stemma di Giorgio Fieschi, vescovo di Albenga dal 1440 al 1459. La committenza del ciclo di affreschi presente sulla volta di copertura si può attribuire alla Famiglia Lengueglia, feudataria del luogo; per quanto riguarda l'autore degli affreschi, si tratta di un anonimo definito "Maestro di Cosio", collocabile nella corrente dei pittori itineranti di matrice piemontese che nel XV-XVI secolo, percorrendo le strade marenche, scendevano nelle valli del Ponente Ligure alla ricerca di commissioni.
- Arredi
- L’altare maggiore di tipo dorsale è collocato su un piano rialzato rispetto al piano di calpestio dell’aula è realizzato in marmo e divide la sala dall’abside. Nella parte retrostante è collocato un ampio coro ligneo. A sinistra dell’altare si trova il pulpito marmoreo decorato con stucchi. Nei muri laterali di notevole spessore si aprono su ciascun lato 4 grandi nicchie di circa 3 m di larghezza per una profondità di circa 1,20 m in cui sono alloggiati 5 altari laterali (altare San Giuseppe, altare Santa Croce, altare Giacomo Oddo, altare San Giovanni Battista, altare Santo Stefano). L’organo è collocato sull’ingresso, mentre a sinistra dell’ingresso si trova il fonte battesimale.
- Facciata
- La facciata intonacata è caratterizzata dalla presenza di quattro colonne di ordine dorico poggiate su quattro parallelepipedi e sormontate da un timpano triangolare. Gli sfondi, compresi tra le colonne, sono riquadrati e dipinti con figure di santi. Mancano notizie storiche a riguardo ma si tratta chiaramente di una composizione neoclassica, influenzata dai modelli del Cantoni, sperimentati nel Duomo di San Maurizio a Imperia e nella chiesa collegiata di San Giovanni a Pieve di Teco. Si può quindi presumere che sia stata realizzata in una fase molto più tarda rispetto alla data di consacrazione della chiesa: probabilmente nei primi decenni dell’Ottocento a ridosso della facciata originaria, coerente con i caratteri dell’impianto barocco. La porta d’ingresso è posta al centro della facciata, di chiara impostazione neo-classica e databile nei primi decenni dell’Ottocento.
- Pavimenti e pavimentazioni
- L’esterno dell’edificio presenta un sagrato rialzato rispetto alla quota stradale, mentre un altro gradino in corrispondenza del portone d’ingresso consente l’ingresso nell’edificio. Il pavimento è costituito da piastrelle quadrate bianche e nere.
- Coperture
- La copertura è a capanna con struttura in legno e manto in ciappe di ardesia. L’impermeabilizzazione è stata realizzata con lastre di zinco e la posa delle ciappe è avvenuta su una doppia listellatura incrociata.
- Pianta
Notizie storiche
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- 1618 ‐ 1636 (costruzione intero bene)
- Dall’iscrizione scolpita sul portale d’ingresso, si deduce la possibile datazione della Chiesa edificata a seguito dell’inagibilità, e del successivo crollo, della vecchia Chiesa Parrocchiale di S. Pietro. Documenti del 1303 citano espressamente una chiesa dedicata a San Pietro Apostolo, denominata anche "Chiesa del Fossato", logorata a tal punto che gli abitanti ne costruirono un'altra chiamata "Chiesa della Costa", dove venivano sepolti i defunti.
- 1624 ‐ 1635 (citazione intero bene)
- Nel Sacro e Vago Giardinello, succinto riepilogo delle raggioni delle Chiese e Diocesi di Albenga iniziato dal Vescovo Pier Francesco Costa nel 1624 e completato dal Canonico Paneri, si cita la Chiesa di San Pietro Apostolo. Il Paneri, a differenza dell’iscrizione, colloca l’edificio tra il 1619 ed il 1635 e lo descrive composto “d’un nave, in volta moderna e maestosa architettura di dorico e corinto ingenuamente costrutto… il choro in forma rotonda verso mezzogiorno e facciata a settentrione, con due porte ai fianchi e figura del santo protettore in mezzo alla volta vagamente dipinto… fu da noi benedetto in visita il 28 aprile 1635”.
- 1638 (consacrazione intero bene)
- 29 settembre 1638 consacrazione della nuova Chiesa Parrocchiale dal Vescovo Pier Francesco Costa
- 1705 (realizzazione altare maggiore)
- Realizzazione dell’altare maggiore
- 1755 (realizzazione decorazioni)
- Esecuzione delle decorazioni a stucco dell’interno dell’artista Gio Andrea Casella
- 1760 (elevazione intero bene)
- Il 24 ottobre 1760 la Chiesa di San Pietro Apostolo viene elevata ad arcipretura dal Vescovo Costantino Serra a seguito dell’emissione di un decreto da lui stesso firmato
- 1766 ‐ 1788 (realizzazione balaustra)
- Nel 1766 e nel 1788 vengono realizzate le balaustre in marmo del presbiterio
- 1775 (realizzazione dipinto volta)
- Realizzazione del dipinto della volta del coro da parte dell’artista Carega
- 1776 (installazione organo)
- Installazione dell’organo
- 1885 (restauro altari)
- Gli altari furono eretti nel tempo dalle varie Confraternite presenti nel paese trasferendo gran parte delle pale di altare in loro possesso dalla Chiesa di N.S. Assunta (Oratorio) nella nuova Parrocchiale, consacrata il 29 settembre 1638. Con il ridursi delle Confraternite subentrarono nel tempo alcune famiglie più abbienti che demolirono e sostituirono gli altari originari con altri diversi per forma e stile. La manutenzione degli altari in questione fu spesso problematica in quanto più volte furono eseguiti interventi di restauro e di rifacimento delle mense degli altari da parte di artigiani non all’altezza, che alterarono la forma originale con sovrapposizione di intonaci e stucchi di fattura discutibile. Nel Giugno 1885 venne incaricato il Capo Mastro Fia Giovanni del restauro degli otto altari presenti perché “erano rotti, sdruciti in parti varie”: il risultato dell’intervento fu tale che tutti gli altari risultarono alterati nella sostanza, secondo il gusto del tempo, il tutto
- 1928 (riparazione tetto)
- Riparazione del tetto e posa di una croce al centro della piazza antistante in ricordo di una missione
- 1946 ‐ 1950 (restauro altari)
- Negli anni 1946-1950 fu eseguito un nuovo intervento di restauro agli altari: le mense vennero dipinte a smalto.
- 1985 ‐ 1987 (restauro altari)
- Dopo un’attenta analisi delle cause del degrado degli altari, viene eseguito un nuovo restauro
- 2000 (restauro tetto e facciate)
- Restauro del tetto e delle facciate laterali: il progetto di restauro ha subito modifiche in fase esecutiva, a seguito di indicazioni suggerite dalla Soprintendenza, relativamente a tecniche già impiegate in altri casi di tetti in “ciappe” di ardesia sia per il consolidamento delle strutture lignee del tetto, sia per l’impermeabilizzazione con lastre di zinco. Gli intonaci sono stati consolidati e fissati con appositi collanti per impedire infiltrazioni d’acqua tra uno strato e l’altro
- 1618 ‐ 1636 (costruzione intero bene)
🕊️ Dati e foto del giorno
| Popolazione: | COSIO D'ARROSCIA |
| Abitanti: | 204 |
| Parroco: | REV. LUCIANO MASSAFERRO |
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