(POSITANO) S. MARIA ASSUNTA

📌 P.za Flavio Gioia, 84017 Positano SA, Italia
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➡️Qual è la posizione della chiesa?
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🧾Dettagli della parrocchia
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Collegiata di Santa Maria Assunta
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Il complesso monumentale di Santa Maria Assunta in Positano si trova alla sommità di una collinetta di probabile origine alluvionale, nelle immediate vicinanze della spiaggia. La sua posizione urbanistica ed ambientale è di grandissimo valore. Il complesso si trova alla fine della stradina pedonale che rappresenta l'asse principale (via dei Mulini) del Centro Storico di Positano. Esso comprende la chiesa parrocchiale, la chiesa dell'oratorio, la sacrestia, la cripta, un'area archeologica, il campanile e altri locali. La chiesa ha pianta a croce latina, a tre navate, con transetto, coro e abside poligonale. Sul fondo dell'abside si trova l'altare preconciliare, al di sopra del quale è collocata l'icona bizantina della Vergine, inserita in un artistico tronetto a parete in marmo e stucco. Il coro è impreziosito da stalli lignei di pregevole valore. Le navate sono suddivise da archi a tutto sesto poggianti su possenti pilastri a pianta quadrata, sul cui lato rivolto alla navata centrale sono appoggiate lesene ioniche. Al di sopra di esse, un alto cornicione funge da imposta alla soprastante volta a botte lunettata, all'interno della quale si aprono grandi finestroni a vetri istoriati. Un imponente arco trionfale unisce la navata centrale al transetto. Quattro piloni a pianta composita delimitano l'area centrale del transetto e reggono il tamburo e la cupola. Al primo pilone destro è addossato un monumentale pulpito ligneo. La chiesa prospetta con la sua facciata eclettica su di un caratteristico sagrato, sul quale si erge anche il campanile, separato dalla chiesa.
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- Pianta
- La chiesa ha pianta longitudinale a croce latina, a tre navate. Il transetto, al cui centro è situato il presbiterio, è contenuto nel perimetro di base. Oltre il transetto, il presbiterio si prolunga in un profondo coro terminante con l'abside dove è collocato l'altare preconciliare, mentre al lato destro sorge la cappella di Santo Stefano e al lato sinistro quella del Santissimo. Le navate laterali sono suddivise ciascuna in cinque campate e ospitano lungo la parete perimetrale cappelle intercomunicanti, coperte a botte, e altari marmorei. Anche alle due testate del transetto sono presenti altari. La campata centrale del transetto è definita da quattro piloni angolari a pianta composita. L'accesso alla chiesa è consentito da tre portali, di cui quello centrale immette in un atrio interno, sormontato da cantoria e organo. Un ingresso secondario è collocato nella prima campata della navata sinistra; in simmetria con questa, nella navata destra si apre il varco per la sacrestia.
- Facciata
- La nuova facciata, in stile eclettico tendenzialmente classicista, è in marmo di Trani. E' tripartita mediante paraste binate e trinate, impostate su di un basamento che corre lungo tutto il suo sviluppo. Il corpo centrale è a doppio ordine; al primo è presente il portale principale, in bronzo, con cornice e timpano a sesto ribassato; il secondo porta al centro un rosone a vetri policromi e termina con una teoria di finestrelle ad archetti a tutto sesto traforati, sormontati da un cornicione aggettante e una soprastante vela a cuspide, su cui si innalza la croce. I salienti laterali sono ad un solo livello; in essi si aprono i portali (inquadrati in cornici decorative), sormontati da lapidi commemorative. Una teoria di finestrelle ad archetti a tutto sesto ed un piccolo cornicione corrono lungo tutto il primo livello. Ai lati estremi dei salienti sono presenti vele a guglia.
- Pavimenti e pavimentazioni
- Il pavimento della chiesa è in marmo policromo a quadroni, in cui dominano il bianco e il grigio scuro. Nel presbiterio sono presenti decorazioni a forma stellare. E' stata portata in luce una piccola porzione dell'antico pavimento a mosaico nell'area presbiteriale (lasciata in loco e protetta da vetro calpestabile).
- Coperture
- La copertura della navata centrale è costituita da una volta a botte lunettata che termina con l'innesto nell'arco trionfale. Il transetto reca al centro una grande cupola e ai lati volte a botte. Il coro e l'abside sono coperti da una volta a botte conclusa da un catino. Le navate laterali sono coperte da cupolette ribassate su ciascuna campata; le cappelle laterali hanno copertura a botte. La cupola, a sesto rialzato, si imposta su un tamburo finestrato, a sua volta poggiante sui pennacchi angolari. All'esterno la chiesa ha coperture in parte estradossate, in parte coperte da tetto a falde spioventi e manto in cotto, con la presenza di aree terrazzate piane. La cupola ha estradosso caratterizzato da rivestimento in scandole maiolicate policrome tipiche della zona. Al vertice della cupola sorge un lanternino cilindrico finestrato e sormontato da cupoletta conica.
- Elementi decorativi
- Gli elementi decorativi sono costituiti da stucchi lucidi chiari e dorature che ricoprono tutta la superficie interna con una sovrapposizione di stile barocco e neoclassico. Le decorazioni sono essenzialmente basate su un insieme armonico di cornici, riquadri, tondi, festoni, corone, motivi geometrici e simbolici, teste d'angeli. Particolarmente ricche sono le decorazioni agli intradossi del catino absidale e della volta centrale. Sul fondo dell'abside, soprastante l'altare maggiore, è presente una grande edicola a tempietto, in muratura, marmi e stucchi, con colonne binate in stile corinzio, che incorniciano una antica icona. I capitelli della navata sono in stile ionico fiorito.
- Sacrestia
- La sacrestia è costituita da un ampio ambiente luminoso, a pianta rettangolare, coperto a volta, a cui si accede dalla prima campata della navata destra. Ad essa sono collegati altri locali.
- Cripta
- La cripta attualmente presenta uno spazio quadrangolare absidato con una colonna centrale, mentre sono visibili lateralmente le fondazioni dei piloni del soprastante presbiterio, che hanno ampiamente alterato l'ambiente originario. Tale spazio è suddiviso in due campate coperte a botte e separate mediante archi trasversali su piedritto. L'abside è coperta da due volte a crociera irregolari, a sesto acuto. Nella cripta sono ancora presenti resti murari di antiche sepolture. Dal lato sinistro parte una scala (oggi chiusa) che introduceva nella chiesa superiore. Dalla cripta si passa all'area archeologica della Villa Romana.
- Impianto strutturale
- La chiesa è realizzata in muratura portante (tufo e malta di calce, con intonaci a calce e stucchi), unita a pilastri e setti murari. Gli orizzontamenti sono per la maggior parte archivoltati in opera muraria, integrati da solai piani. Il tetto ha struttura in capriate lignee.
- Fondazioni
- Le fondazioni della chiesa insistono, al lato nord, in parte sulla cripta e in parte sull'area archeologica; al alto sud, dove il sito declina verso la spiaggia, esse sono più profonde e si intrecciano con gli edifici sottostanti.
- Scale
- Un'antica rampa di scale dal presbiterio della chiesa (lato destro) si ricollegava alla sottostante cripta. Attualmente essa non è più praticabile, ma l'accesso alla cripta e all'area archeologica avviene attraverso una rampa esterna collocata a tergo della chiesa.
- Sagrato
- Una piccola piazzola e un sistema di gradini corrono lungo tutta la facciata della chiesa, collegandosi lateralmente alla via pedonale principale (via dei Mulini) e digradando verso l'antistante sagrato. Questo è costituito da uno slargo a forma rettangolare su cui prospettano la chiesa e il campanile. Dal sagrato parte la grande scalea che si innesta nella stradina sottostante e conduce verso la spiaggia. Il sagrato ha la forma di un'ampia terrazza panoramica, inserita armoniosamente nel sistema viario pedonale del Centro Storico. Si tratta di un episodio di grande rilevanza dal punto di vista urbanistico e paesaggistico.
- Campanile
- ll campanile si presenta come manufatto isolato e sorge staccato dalla chiesa sul lato nord del sagrato, antistante la facciata. Esso ha pianta quadrata e si erge per quattro livelli. Il primo livello ospita, sulla faccia sud, l'ingresso ad arco pieno, sormontato da lastre e lapidi marmoree. Sulle varie facce dei livelli superiori sono presenti ampie monofore. Le superfici sono rifinite ad intonaco civile bianco, mentre gli spigoli, le cornici e i marcapiani dei primi tre livelli sono in pietra t\ufacea scura. Il quarto livello presenta superficie e modanature interamente intonacate. La sommità è a terrazzo, circondato da parapetto sormontato da elementi t\ufacei cruciformi.
- Pianta
Notizie storiche
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- I a.C. ‐ I d.C. (preesistenze (villa romana) carattere generale)
- Nei pressi del sito dove ora sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, tra il I secolo a.C e il I secolo d.C., fu costruita dai Romani una villa patrizia a ridosso della spiaggia e il fiume Valle Pozzo. Essa doveva far parte della serie di "ville marittime" (residenze per villeggiatura), che i Romani eressero lungo le coste sorrentine e amalfitane, a Capri ed Ischia in quel periodo. Dotata di numerosi ed articolati ambienti, la villa di Positano doveva avere aspetto imponente. Venne distrutta dall'eruzione del 79 d.C. e da altri eventi calamitosi successivi. Caduta nell'oblio, dopo essere diventata cava per materiali di recupero, è stata riscoperta nel 1758, ma solo ultimamente sono in corso lavori di scavo che ne hanno portato alla luce, tra l'altro, i pregevolissimi affreschi policromi originari.
- VIII ‐ X (preesistenze (abazia benedettina) carattere generale)
- Al di sopra della Villa Romana iniziò, forse fin dall'VIII secolo, un insediamento monastico, prima basiliano poi benedettino. Nel IX-X secolo troviamo un'Abazia benedettina che sorgeva nei pressi della spiaggia e si sviluppava, secondo una recente ricostruzione, a nord dell'attuale Collegiata. La sua costruzione si avvalse forse dei ruderi della Villa Romana e nel corso del tempo riporta i titoli di "San Benedetto", "Santa Maria di Positano", "Santa Maria e San Vito Martire". I monaci che vivevano nel monastero si occupavano anche della cura pastorale degli abitanti del posto. L'Abazia benedettina comprendeva una chiesa, ad essa attigua, con il titolo di "Santa Maria Assunta in Cielo", in cui si può riconoscere il nucleo originario della successiva chiesa Collegiata. Tutt'ora ancora non è chiaro se la costruzione di questa primitiva chiesa fosse precedente o successiva all'Abazia.
- X ‐ 1748 (preesistenze (chiesa di San Vito) carattere generale)
- L'antica chiesa di San Vito, sorta probabilmente nel X secolo, al lato nord dell'Abazia, divenne sede parrocchiale e fu sempre strettamente legata alla chiesa abbaziale di Santa Maria. L'Abazia, infatti, assunse, fin dal XII secolo, il singolare ruolo di abazia-parrocchia e il suo abate aveva funzioni di parroco di Positano. La parrocchia aveva il titolo di "San Vito". Spesso le attribuzioni e le funzioni parrocchiali erano svolte in entrambe le chiese, non lontane tra loro. Tuttavia, col tempo, la chiesa abbaziale ebbe sempre maggior importanza rispetto a quella parrocchiale di San Vito, che gradualmente venne lasciata nell'incuria, e le funzioni parrocchiali dal 1586 passarono esclusivamente nella chiesa abbaziale. A partire dal XVI secolo la chiesa di San Vito cadde in precarie condizioni e nel 1627 fu interdetta. Nel 1727 e nel 1748 era allo stato di rudere e non verrà più ripristinata. Attualmente se ne è persa ogni traccia.
- XI ‐ XV (preesistenze (abazia benedettina) carattere generale)
- I primi documenti relativi all'Abazia risalgono al 994, 1009, 1071. Da essi si apprende che l'Abazia avesse già possedimenti su un vasto territorio (da Sorrento ad Amalfi) e godesse di ricchezze, diritti sul mare circostante, vassallaggi sui villaggi vicini, cospicue rendite e privilegi concessi da vescovi e sovrani. L'Abazia divenne florida e potente, estese il suo dominio anche su territori lontani (Napoli, Cilento, Sicilia) ed ebbe una grande influenza all'interno della stessa Arcidiocesi di Amalfi. Dopo circa quattro secoli di prestigio, l'Abazia iniziò un graduale declino a partire dagli inizi del XV secolo, con l'abbandono da parte di molti monaci che, per ragioni non chiare, ripararono presso la Badia di Cava. Nel 1441 l'Abazia di Positano venne dichiarata Commenda Secolare ed affidata ad Abati Commendatari (di nomina pontifica), che ne percepivano le rendite ma che raramente la visitavano, lasciandola nelle mani di vicari curati (che svolgevano anche le funzioni di parroci).
- XII ‐ 1159 (ricostruzione e consacrazione intero bene)
- Con tutta probabilità, nella prima metà del XII secolo, periodo di maggiore floridezza dell'Abazia, la chiesa abbaziale fu interamente rinnovata o, forse, ricostruita. La nuova chiesa assunse così l'aspetto di un edificio in stile romanico a pianta basilicale (secondo la ricostruzione della Di Giacomo), in cui emergevano notevoli opere in mosaico (pavimento, plutei e altre decorazioni) e marmo scolpito. Alcuni di questi materiali (marmi policromi, colonne e capitelli) provenivano da reperti della sottostante Villa Romana. La chiesa era legata ad un'icona bizantina della Vergine, giunta Positano in epoca imprecisata (forse nel contesto delle lotte iconoclaste) e custodita al suo interno. La vecchia chiesa, forse, divenne la cripta (o "soccorpo") del nuovo edificio e in essa rimasero alcuni precedenti altari. Al termine dei lavori di ricostruzione, la nuova chiesa fu consacrata il 14 giugno 1159 e dedicata alla Beata Vergine Maria (come attesta un antico documento).
- XV ‐ XVIII (preesistenze (abazia benedettina) carattere generale)
- Durante il periodo di floridezza, l'Abazia fu ampliata fino a divenire un vasto ed imponente edificio e si arricchì di opere d'arte. Ebbe anche alcuni monasteri (grancie) alle sue dipendenze. Tuttavia il malgoverno degli Abati Commendatari danneggiò irreparabilmente l'Abazia e la pose in contrasto sia con l'Arcidiocesi di Amalfi sia con gli abitanti del luogo (angariati da tasse e dazi), avviandola alla decadenza e al definitivo declino. In questi anni andarono disperse numerose sue opere. Tra gli Abati Commendatari si annoverano personaggi illustri, vescovi e cardinali (tra cui il futuro papa Benedetto XIII). Non conosciamo l'esatta conclusione della vicenda dell'Abazia (forse soppressa o forse ceduta al clero secolare) verso il 1784. La sua chiesa abbaziale venne incamerata dal Regno nel 1791 e le sue rendite passarono dapprima al clero secolare e poi allo Stato (nel 1860). Il monastero, successivamente adibito a vari usi, cadde in rovina. Attualmente non restano che poche vestigia.
- 1441 (restauri intero bene)
- Si sa che nel 1441 la chiesa versava in un preoccupante stato di degrado e alcuni cittadini chiesero al re il suo intervento al fine di ripararla. E' probabile che negli anni immediatamente successivi siano stati condotti essenziali lavori di restauro dell'edificio sacro, interessando forse solo l'interno con la soppressione di altari fatiscenti.
- 1550 ‐ 1600 (visite pastorali intero bene)
- Dalle visite pastorali del periodo 1550-1599 si ricava che la chiesa, decorosamente mantenuta, era ad una sola navata con transetto e arricchita da numerose cappelle laterali. Il pavimento era in mosaico con alcune lastre marmoree sepolcrali. A sinistra del presbiterio si apriva una scala che immetteva nella cripta. La chiesa era dotata di un chiostro (costruito in epoca imprecisata precedente al XIV sec.), che la precedeva nella parte anteriore e ospitava tre altari laterali. Nell'area del chiostro sorgeva il campanile. L'unica navata era fiancheggiata da ambienti di incerta destinazione. L'altare maggiore era staccato dalla parete absidale e posto più avanti di essa. Nel 1599 la chiesa versava nuovamente in condizioni precarie tali da richiedere urgenti lavori. Anche in un documento del 1600 si deplora lo stato di degrado della chiesa.
- 1602 ‐ 1617 (restauri intero bene)
- Nei primi anni del XVII secolo la chiesa è in ricostruzione e i lavori, iniziati forse nel 1602, terminarono nel 1617, a cura dell'Abate Campanile. A seguito di questi lavori la chiesa assunse le dimensioni attuali. Gli interventi furono radicali. La chiesa venne ampliata con l'inclusione parziale del chiostro al suo interno. All'incrocio tra navata e transetto furono eretti la cupola e i quatto piloni che la reggono; essi modificarono sensibilmente la pianta della chiesa e della sottostante cripta, che venne chiusa e adibita a cimitero. Sul lato sud del transetto fu ricavata la nuova sacrestia, riducendo le precedenti cappelle ivi collocate. Fu rimaneggiata anche la zona absidale. La chiesa presentava murature in tufo a vista, ma non mancavano rivestimenti e marmi pregevoli che la decoravano parzialmente, forse provenienti dalla precedente decorazione. Durante questi lavori, le funzioni pastorali furono sposate presso la vicina chiesa di San Vito.
- 1650 ‐ XVIII (notizie generali intero bene)
- Nella seconda metà del XVII secolo furono costruiti numerosi altri altari laterali, ma nel 1692 ritroviamo la chiesa in uno stato di degrado che peggiora agli inizi del '700 (tetto sfondato, cupola cadente, pavimento dissestato, campanile pericolante). Il vescovo amalfitano, mons. M. Bologna, aveva utilizzato materiali provenienti dalla chiesa di Positano per i lavori di restauro della chiesa Cattedrale di Amalfi negli anni 1711-1712. Nel periodo successivo, la chiesa fu sommariamente riparata e restaurata.
- XVIII (restauro intero bene)
- Nella prima metà del XVIII secolo la chiesa si trovava di nuovo in rovina e alcuni interventi realizzati in questo periodo servirono solo a tamponare la situazione sempre critica. Nel 1740 fu costruito l'altare maggiore in marmo. Nel 1766 fu rinnovato il presbiterio con la realizzazione della balaustra e di una nuova pavimentazione.
- 1707 (costruzione campanile)
- Nel 1707 fu edificato il nuovo campanile, in sostituzione del vecchio che, con l'inclusione del chiostro nella chiesa, era andato in rovina verso il 1670.
- 1777 ‐ 1783 (restauri intero bene)
- Nel 1777 il clero secolare, guidato dal canonico F. Montuori e col consenso dell'arcivescovo amalfitano, mons. Puoti, si fece carico di integrali lavori di restauro che si conclusero nel 1783. La chiesa subì profondi cambiamenti, pur conservando la struttura precedente. Furono costruite le due navate laterali: quella sinistra ricavata nello spazio dell'Oratorio (spostato più a nord), quella destra ricavata nei vani esistenti a sud della chiesa. Esse furono costruite demolendo le pareti delle cappelle, che furono a loro volta arretrate in fondo ai nuovi spazi; in esse, tra il 1780 e il 1782, furono eretti nuovi altari. Fu costruita la nuova cantoria sull'ingresso principale. L'intera chiesa fu decorata con stucchi e dorature in stile barocco. Al di sotto della copertura a capriate fu costruita la volta a botte riccamente decorata. Nell'abside fu eretta una nicchia per l'antica icona bizantina (1779); il pavimento musivo fu sostituito da uno in piastrelle maiolicate.
- 1783 (erezione a Collegiata e consacrazione intero bene)
- Il 12 aprile 1783 (o forse già prima, nel 1781), la chiesa fu eretta a Collegiata e dotata di un Capitolo Collegiale con relative funzioni e col compito di coadiuvare il parroco nel governo pastorale della parrocchia. I canonici prestavano servizio anche presso le numerose altre chiese del paese. Per questa circostanza fu ristrutturato il presbiterio con il rinnovamento dell'altare maggiore e la costruzione degli stalli lignei del coro. Il 10 agosto dello stesso anno, al termine dei precedenti lavori di ristrutturazione, il tempio venne nuovamente consacrato.
- 1791 ‐ 1796 (giurisdizione intero bene)
- Nel 1791 la chiesa abbaziale, con la fine del potere degli Abati Commendatari, passa sotto la proprietà del Regno e nel 1796 (oppure nel 1781 o nel 1791) viene istituita la nuova parrocchia con titolo di "Santa Maria Assunta" ed affidata al clero secolare dell'Arcidiocesi di Amalfi, costituito in Capitolo presso la stessa chiesa di Santa Maria Assunta, che diviene a tutti gli effetti la nuova chiesa parrocchiale.
- 1882 ‐ 1890 (restauri e situazione generale intero bene)
- Tra il 1882 e il 1883 fu rifatta la decorazione interna della chiesa, in stucchi lucidi e dorature, sulla base della decorazione precedente barocca ma rinnovandola in stile neoclassico (opera di maestranze locali guidate da Alfonso Cinque). Nel 1889 il pavimento in cotto maiolicato fu sostituito da quello in marmo attualmente esistente; la base dei pilastri fu rivestita di marmo grigio. Nel 1890 la chiesa è un buono stato e le attività pastorali della parrocchia sono svolte regolarmente.
- 1927 (rifacimento facciata)
- Nel 1927 l'antica facciata barocca fu sostituita da quella attuale, in travertino, di gusto eclettico, che riprendeva alcuni elementi di quella demolita. L'autore della nuova facciata fu l'ingegnere Michele Chioccarelli.
- 1955 ‐ 1978 (completamenti intero bene)
- Nel 1955 fu costruita la nicchia per la custodia della statua della Vergine all'interno della cappella di Santo Stefano (a destra dell'abside). Nel 1960 fu costruita la nuova cantoria, in sostituzione di quella lignea precedente, e modificato l'endonartece. Nel 1963 è stato restaurato il campanile ad opera della Soprintendenza ai Monumenti della Campania. Nel 1978 è stato realizzato l'adeguamento liturgico del presbiterio.
- I a.C. ‐ I d.C. (preesistenze (villa romana) carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1978)
- L'adeguamento liturgico è stato realizzato nel 1978. L'altare maggiore preconciliare ed i suoi gradini e predella sono stati lasciati inalterati e in loco (sul fondo dell'abside). Il nuovo presbiterio è stato ricavato nella campata centrale del transetto, sotto la cupola, dove è stato creata una grande predella circolare, al centro della quale è stato collocato il nuovo altare marmoreo rivolto al popolo. Sul lato sinistro della predella è collocato il nuovo ambone. Anche il coro è stato rialzato di un gradino e su di esso è posta la sede del celebrante e dei ministri (comuni sedute in legno movibili). Il nuovo altare si compone di due coppie di pilastrini, uniti su base comune, con mensola soprastante. L'ambone è formato da una composizione di quatto balaustri raccordati ad un elemento unico soprastante e leggio in sommità. Un frammento dell'antico pavimento musivo è lasciato in loco, visibile e protetto da lastra di vetro. I lavori di adeguamento liturgico furono inaugurati il 20 maggio 1978.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1978)
🙏 Informazioni e immagine del giorno
| Popolazione: | POSITANO |
| Abitanti: | 2840 |
| Parroco: | REV. DANILO MANSI |
| Telefono: | +39 089 875480 |
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