(BARDINO VECCHIO) S. GIOVANNI BATTISTA

🚩 Via Queirolo, 3, 17047 Vado Ligure SV, Italia
⌛ Orario delle Messe in S. GIOVANNI BATTISTA
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⛪Come arrivare alla chiesa?
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ℹ️Storia e dettagli della chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Giovanni Battista
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La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista sorge su un crinale da cui si dominano le valli del Maremola e del Bottasano; fu edificata in parte su roccia (la torre campanaria e la metà dell’edificio rivolta a ponente) e in parte su terreno morbido che, a causa di un lento processo di scorrimento verso la valle del Bottasano, rende la struttura instabile. L’accesso è agevolato da due vie carraie che partono da P.zza S. Carlo dove è ubicato l’omonimo Oratorio; in adiacenza si trova il cimitero di Bardino, il cui muro chiude la piazza antistante la Chiesa.
La chiesa è costituita da un’unica aula alla quale si accede dallo spiazzo antistante tramite un unico portone centrale. A lato del campanile però vi è un secondo ingresso. Sempre sul prospetto nord, dalla parte opposta del campanile, si trova la porta di ingresso che, attraverso un disimpegno, permette di accedere alla sacrestia ed al campanile stesso. Sul lato destro si colloca il corpo della sacrestia, questo presenta copertura ad una falda che si addossa all’apparato murario della chiesa; la muratura è in pietra faccia a vista. Dalla parte opposta, a sinistra, vi è un piccolo magazzino sormontato da una copertura a due falde, le pareti di questo sono anch’esse nella quasi totalità in pietra a vista, sono presenti però tracce di intonaco poste in continuità con il basamento della chiesa. -
- Pianta
- La chiesa è ad aula unica rettangolare, spaziosa e lanciata verso l'alto. Conclusa da un presbiterio quadrangolare leggermente più stretto e rialzato rispetto all’aula e separato da questa da due balaustre in marmo. La parte absidale, per utilizzare le strutture antiche, è rettilinea, aperta alla luce da un tipico finestrone trilobato. Finestroni semicircolari posti in asse sulle cappelle esaltano lo slancio verticale oltre la cornice, nella volta a botte lunettata. Esternamente la zona coro, rivolta a ponente, grazie alla mancanza d'intonaco rivela l'originaria forma e dimensione della precedente chiesa tardogotica: una chiesa più larga dell'attuale poiché il tessuto murario omogeneo prosegue oltre le dimensioni dell'abside, fino a fondersi nel basso corpo aggiunto lato mare. Vi si osservano due monofore murate sovrastate da finestre circolari, una grande, svasata verso l'esterno, l'altra più piccola a causa di una parziale chiusura posteriore. Sopra l’ingresso è posto il coro con l’organo.
- Elementi decorativi
- La semplicità e la povertà che si presentano all’esterno non rispecchiano la ricchezza di cornici e lesene che troviamo al suo interno. Il presbiterio è collegato alla navata un po’ più larga attraverso un gioco di lesene che fuoriescono l’una dall’altra e che prolungano il motivo ai ricchi capitelli, alla trabeazione sovrastante, al contr’arco. La trabeazione modanata con cornicione aggettante risvolta anche nel presbiterio, dove si arricchisce della profilatura dorata nella sottocornice, che nell’abside va a comporre il fastigio in stucco della cornice della pala d’altare. Le pareti laterali, come la volta, sono suddivise in tre settori scanditi da ricche lesene sormontate da preziosi capitelli ionici dorati e decorati con elementi ornamentali; al di sopra di questi vi è un ‘importante cornice che separa le pareti perimetrali dalla volta di copertura. Anche il presbiterio è scandito da lesene impreziosite da capitelli dorati sormontati dalla cornice, arricchita in questa parte da elementi dorati. Nella navata si aprono sei cappelle poco profonde, incorniciate da archi a tutto sesto, tre per parte disposte simmetricamente fra loro, che aprono la superficie muraria con una modularità ben ritmata da lesene doriche sovrapposte. La decoratività è affidata ad incastri di o colonne addossate alle pareti, alle cornici su cui compaiono motivi ornamentali in rilievo, alle glorie d'altare tardo settecentesche in stucco di gradevole fattura.A L’altare è in marmo bianco con intarsi in giallo e rosso, ascrivibile al XVIII secolo.
- Facciata
- La facciata principale è completamente intonacata, scandita solo da linee geometriche molto semplici, cornici e lesene angolari, che richiamano una sovrapposizione di ordini. Anche il portone di ingresso è incorniciato da un portale decorato che richiama la semplicità di tutta la facciata. Alla sommità il prospetto è concluso da una semplice cornice che segue le falde della copertura a capanna; nella parte alta del prospetto trova spazio un rosone polilobato, unico elemento curvilineo presente.
- Prospetti
- Sul prospetto nord, quello prospiciente la piazza, si attesta il campanile in mattoni. Da questo lato dell’edificio si trova anche il corpo della sacrestia. Il prospetto è completamente intonacato ed è movimentato dalle finte finestre che scandiscono la navata della chiesa. Sopra la porta laterale di ingresso alla chiesa si trova una lunetta che mostra una porzione dello strato di intonaco sottostante, forse un tempo decorato. Il retro della chiesa (prospetto est) nella parte alta risulta essere privo di intonaco, a differenza della base, dove è ancora presente. Questo prospetto appare più maestoso della facciata in quanto si imposta ad un livello inferiore rispetto alla facciata ed al prospetto nord. Qui si trova un rosone uguale a quello della facciata. Al piede è presente un basamento in cemento, realizzato nella prima metà degli anni Ottanta durante l’intervento di palificazione della fondazione. Il prospetto sud, analogamente a quello opposto, è molto semplice e risulta completamente intonacato. La parte alta è scandita dalla successione di sporgenze e rientranze legate alla presenza delle nicchie interne, al di sopra delle quali sono poste le finte finestre. Il prospetto appare in parte a tutta altezza (verso est), mentre procedendo verso la facciata, risulta mascherato dalle fasce del terreno che si addossano all’edificio.
- Coperture
- Copertura a due falde con manto in tegole marsigliesi.
- Campanile
- La chiesa è dominata, sul lato destro, dalla possente torre campanaria medievale cuspidata, impostata su archi ogivali oggi murati. È ripartita in due livelli di aperture finestrate con bifore racchiuse entro archi a sesto acuto in laterizio; i capitelli, di fattura trecentesca, sono in pietra del Finale con decorazione fitomorfa. Gli archetti pensili che marcano il libello delle aperture, sono posti a coltello e non hanno funzione di sostegno in quanto lasciano sopra loro uno spazio vuoto. Numerose ciotole in terracotta non smaltata sono ancora murate sopra gli archetti, nella parte alta della torre, nei pinnacoli angolari e sopra le bifore.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione è in marmo, a scacchiera bianca e nera sia nell’aula che nel presbiterio
- Pianta
Notizie storiche
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- 1400 ‐ 1438 (costruzione intero bene)
- Un elemento importante per risalire al periodo dell’edificazione si trova nel “Sacro e Vago Giardinello” redatto dal canonico G. A. Paneri nella prima metà del XVII sec in cui l’autore parla di una lapide che riportava due date: 1400 e 1438 die XV marty”. La chiesa sorse molto probabilmente lungo una via di transito e il campanile sarebbe stato forse progettato per dare ospitalità e ricovero ai viandanti; ciò si può dedurre dalla presenza dei bacini murati, indice di accoglienza. La chiesa fu probabilmente costruita ad una sola navata (1400) a cui fu in seguito aggiunta un’ala (1438)
- 1742 ‐ 1753 (ricostruzione intero bene)
- Nel XVIII sec la chiesa venne restaurata a causa delle precarie condizioni dovute ai continui cedimenti del terreno; i lavori furono affidati al maestro Francesco Bagutti ed iniziarono il 27 aprile 1742 e terminarono il 250 giugno 1753. Tra gli interventi più importanti ci fu il ridimensionamento della chiesa in larghezza; ancora oggi si può vedere, esternamente al coro verso levante, grazie alla mancanza di intonaco, come la chiesa originaria fosse più larga poiché il tessuto murario prosegue oltre le dimensioni dell’abside fondendosi nel piccolo edificio lato mare (che forse rappresentava l’antica sacrestia). Gran parte dell’edificio venne ricostruita; tra i lavori effettuati troviamo il restauro delle “vecchie ferrate” e del pavimento, la costruzione di due altari e l’apertura di un finestrone sulla facciata.
- 1832 ‐ 1843 (restauro intero bene)
- Nel 1832 furono effettuati altri lavori di rilievo: “Si è rifondato palmi 18 il pilastro di Sancta Sanctorum vicino alla cappella di Nostra Signora del Carmine, si è riconstrutto l’altare di essa, la cornice dell’ancona, l’arco di detta cappella, il cornicione, l’arco della facciata, il volto e il tetto sopra la medesima, si sono chiuse tutte le spaccature della muraglia…..e riattato il tetto della chiesa.” Da questa nota di spesa s’intuisce che dopo circa ottant’anni dal termine dei grossi lavori di restaruo, o meglio riedificazione, la chiesa era di nuovo in condizioni pericolanti dal momento che fu necessario chiudere “le spaccature nelle muraglie” e risistemare tutto il resto della chiesa. Tra le ultime spese figura nel 1843 il rifacimento del tetto che nonostante i continui lavori non è mai in buone condizioni.
- 1974 (restauro intero bene)
- A seguito dei movimenti tellurici che nel 1972 hanno colpito la zona, sono stati danneggiati la volta della navata, la copertura a tetto a due falde e la muratura della torre campanaria; si sono resi pertanto necessari lavori di rifacimento della copertura con orditura in legno e manto in lastre di ardesia e restauro della muratura della torre campanaria con il rifacimento degli archi, delle cornici e delle lesene; è stato eseguito altresì un intervento di consolidamento del terreno a sostegno delle strutture murarie della facciata est della Chiesa mediante la realizzazione di una “micropalificazione con tubi in ferro riempiti in calcestruzzo collegati tra loro mediante una grossa cordolatura emergente ai piedi della muratura del coro ad est, e tirantanti.
- 1983 (rifacimento presbiterio)
- Sostituzione della vecchia e sconnessa pavimentazione del presbiterio con nuovo pavimento in marmo.
- 1985 ‐ 1991 (consolidamento statico intero bene)
- La Chiesa parrocchiale è stata interessata, negli anni, da una frana dello strato superiore del cappellaccio su cui insiste l’edificio, che ha causato un grave del dissesto delle fondazioni, con apertura di lesioni gravi nei muri perimetrali, nel soffitto e nella copertura. Per ristabilire la stabilità dell’edificio e a salvaguardia della pubblica incolumità, il Provveditorato Regionale alle OO.PP. per la Liguria procedette alla esecuzione di lavori di consolidamento delle fondazioni della Chiesa, ristabilendo l’equilibrio statico dell’edificio e riprendendo le lesioni più importanti con opportune murature a cuci e scuci. I lavori sono stati completati internamente con il rifacimento degli intonaci delle pareti e dei soffitti, la ripresa di stucchi e cornici, la ristrutturazione dei collegamenti elettrici preesistenti, le tinteggiature interne ed esterne e la ripassatura generale della copertura. I lavori sono stati ultimati il 20/04/1991.
- 1998 (rifacimento copertura)
- Con autorizzazione 415 del 19/06/1998 la Soprintenza per i beni ambientali e architettonici della Liguria ha autorizzato i lavori di rifacimento della copertura della navata destra consistenti nella sostituzione della piccola orditura lignea e del manto di copertura costituiti rispettivamente da listelli in abete e tegole marsigliesi con abbadini in ardesia.
- 2003 (restauro e consolidamento facciata)
- Con autorizzazione prot. 2076/MON 1 del 03/026/2003 la Soprintenza per i beni ambientali e architettonici della Liguria ha autorizzato i lavori di restauro e consolidamento della facciata su progetto dell’arch. P. Tortarolo di Pietra L. consistenti in: risanamento del prospetto principale della chiesa con la totale rimozione dell’intonaco di facciata fino al nudo della muratura ed il rifacimento a rinzaffo a base calcica naturale e finitura in marmorino pigmentato, restauro del portone in legno, sostituzione del serramento,. recupero della chiave in ferro deformata dagli assestamenti provocati da scosse di terremoto e movimenti franosi antecedenti il consolidamento geotecnico del terreno retro/circostante. I lavori sono iniziati il 28/04/2003 e terminati il 14/07/2003.
- 2018 ‐ 2019 (risanamento conservativo e consolidamento intero bene)
- Con autorizzazione MBAC-SABAP-LIG 1004 del 11/01/2018 la Soprintenza per i beni ambientali e architettonici della Liguria ha autorizzato i lavori di risanamento e consolidamento della chiesa su progetto dell’arch. R. Musso di Ceriale consistenti in: consolidamento fondazionale mediante “iniezioni controllate” e barre di ancoraggio negli angoli rientranti della muratura; risarcitura delle lesioni delle murature in pietra con iniezioni a pressione di calce idraulica e sabbia fine; stuccatura della pavimentazione nelle zone interessate dalle lesioni. I lavori sono iniziati il 11/03/2019.
- 1400 ‐ 1438 (costruzione intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1970)
- L’adeguamento alla liturgia del Concilio Vaticano II è stato effettuato mediante il distacco della mensa dall’altare, mantenendola nelle forme e nei materiali originali. La mensa è in marmo bianco intarsiato con marmi policromi, così come l’altare contenente il tabernacolo. La vecchia e sconnessa pavimentazione del presbiterio è stata successivamente con nuovo pavimento in marmo bianco e nero posato a scacchiera. E’ stato altresì realizzato un ambone in legno. Per tali opere non è stato rinvenuto documento di autorizzazione.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1970)
🕊️ Istantanea e informazioni del giorno
| Popolazione: | BARDINO VECCHIO |
| Abitanti: | 435 |
| Parroco: | REV. PIERLODOVICO ROCCATAGLIATA |
| Telefono: | +39 019 880204 |
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