(GONNOSFANADIGA) S. BARBARA

📌 VIA PARROCCHIA 78 (GONNOSFANADIGA), GONNOSFANADIGA - 09035 (SU)
⌛ Orario delle Messe in S. BARBARA
In questa pagina potrai vedere gli orari delle eucaristie all’interno della chiesa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni feriali, i giorni di festa o le vespri festivi.
Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.
⛪Dove si trova la parrocchia?
Se cerchi riferimenti per arrivare a la chiesa, qui sotto potrai vedere la planimetria insieme a segnalazioni per non avere alcuna difficoltà a accedere a questo tempio.
📝Approfondimento sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Santa Barbara
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L’edificio sacro è orientato secondo l’asse Est-Ovest: l'abside e l’altare a oriente il portale e la facciata a occidente. Il prospetto principale si presenta con il classico profilo a “lucerna di carabiniere” tipica delle chiese del sei-settecento (Santa Barbara a Villacidro ed altre) con una finestra vetrata e il portale d’ingresso in legno sormontato da una lunetta spezzata. Questo prospetto ha sostituito in origine una facciata gotico catalana definibile a terminale piatto come documentato dalle foto della chiesa fino a gli anni sessanta, con disegno geometrico quadrato sormontato da merlature del tipo a tridente ancora presenti nella torre campanaria che si erge a nord a canna quadra.
Sui muri perimetrali delle navate laterali sono addossati i paliotti e sono ancora visibili le sagome e l'impronta a terra degli altari rimossi, per l'assenza della pavimentazione nell'area dove questi poggiavano.
Dalla zona absidale si accede alla sacrestia , unica area del fabbricato, con il lato sinistro del transetto ad aver conservato la pavimentazione originaria realizzata con lastre in pietra giallo-ocra con venature lignee. -
- Impianto strutturale
- L’edificio è caratterizzato da una pianta a tre navate con muratura portante in blocchi di pietra, con schema planimetrico di impianto classico. La copertura della navata centrale è a volta a botte, le navate laterali hanno le volte a botte ortogonali alla volta centrale, come i bracci del transetto, solo l'ultima cappella della navata laterale sinistra ha una copertura a crociera con costoloni gotici (unica cappella rimasta della vecchia chiesa), mentre la parte centrale del transetto ha una copertura a vela.
- Struttura
- Le strutture verticali sono realizzate con muratura lapidea continua realizzata con pietre sbozzate e irregolari, tranne i quattro pilastri principali dell'incrocio del transetto formati da blocchi squadrati e lavorati in granito grigio, gli archi di rinforzo della volta a botte della navata principale, gli archi di accesso alle cappelle laterali, e il prospetto principale sono realizzati con conci squadrati e lavorati in arenaria giallo ocra. La struttura portante delle coperture a botte, della navata centrale, delle navate laterali, del transetto e dell'abside è realizzata in laterizio, con mattoni in cotto posizionati a coltello, mentre i locali parrocchiali, al primo piano, sopra la sacrestia, con solaio piano sono stati realizzati in latero-cemento.
- Coperture
- Le coperture esterne sono realizzate con manto in coppi curvi tipo sardo.
- Pavimenti e pavimentazioni
- Il pavimento della navata centrale, del presbiterio e il lato destro del transetto è realizzato con mattonelle quadrate a scacchiera bianche e nere. Le navate laterali hanno un pavimento rivestito con mattonelle in graniglia, quadrate ed esagonali, a disegni geometrici. Gli altri ambienti , il lato sinistro del transetto e la sacrestia hanno mantenuto il pavimento originario realizzato con lastre in pietra color ocra a venature lignee .
- Impianto strutturale
Notizie storiche
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- XIV ‐ XVII (preesistenze carattere generale)
- La chiesa di Santa Barbara, prima parrocchiale di Gonnosfanadiga, è stata realizzata sulle spoglie dell'antica chiesa di Sant’Antonio Abate (S. Antoni de is proccaxius) che risaliva ai tempi dei monaci greci. Nella sua originaria costruzione il fabbricato avrebbe avuto una lunghezza di circa 10 metri ed una larghezza di 5. La cappella a nord, unica con volta a crociera, vicino all’attuale pulpito, con una cappella simmetrica a sud, ora non più esistente, formava la primitiva chiesa, realizzate con volta solida di stile gotico a costoloni incrociati. Questo stile fa supporre la costruzione del primo impianto intorno all’anno 1300, sul monumento si sovrappone la storia di tre chiese con planimetrie complementari.
- XVI ‐ XVII (ampliamento carattere generale)
- A fine 1500 la chiesa fu rimaneggiata secondo modalità architettoniche e costruttive tardo gotiche in uso in quell’epoca in Sardegna. Il prospetto col caratteristico frontone piano merlato dei modelli delle chiese "Fortezze medievali" subì un primo intervento con l' intonacatura del paramento in pietra da taglio del prospetto principale dell’edificio. Poco dopo il 1600, quando veniva completata la chiesa di Guspini e ampliata la parrocchiale di Villacidro, e arrivando tanti esperti muratori verso i paesi di montagna, anche Gonnos volle modificare la propria chiesa, dandole la forma che potremmo chiamare intermedia. Fu conservato il fianco nord del precedente edificio con la cappella del Cristo e l’Altare Maggiore di allora, mentre fu demolito tutto il fianco sud e ricostruito con una cappella di nuovo stile fornita di volta solida a botte. Questa chiesa (intermedia) era lunga 17 metri, larga 6,5 e alta 8 metri, con volta solida ad arco a tutto sesto.
- 1600 ‐ 1683 (nuova costruzione cappelle)
- La cappella, dedicata originariamente a Nostra Signora del Rosario, come sede di quella confraternita, in tempi recenti ebbe il titolo dell’Immacolata come sede della Pia Unione delle figlie di Maria, ed oggi è dedicata a San Benedetto, devozione della famiglia Porcella. Risulta inoltre che il 14 marzo del 1754 in quella cappella, fu seppellito il bambino Porcella Benedetto di anni 5, figlio di Gerolamo e Marianna Garau. Nel libro dei defunti si parla delle cappelle come luogo di sepoltura. Qui Il 28 gennaio 1683 vi fu seppellito Giovanni Paulis.
- 1600 ‐ 1919 (sopraelevazione campanile)
- L’ alto muro che circondava la chiesa, ha costituito, la roccaforte del paese nei momenti più pericolosi delle incursioni barbaresche o delle bande armate dei predoni sardi, ed il suo campanile, alto allora solo otto metri, ne costituiva il posto di vedetta (questo nel periodo sabaudo e tardo spagnolo, perché prima la chiesa aveva solo un piccolo campanile a vela). Dalla sua sommità si poteva spaziare agevolmente su tutta la vallata sottostante, considerato il punto elevato in cui si trova la chiesa. Nel 1919 il campanile venne portato all’altezza di 12 metri.
- 1700 ‐ 1733 (nuova costruzione cappelle laterali)
- Nei primi anni del 1700 furono aggiunte altre tre cappelle: Santa Maria Maddalena, alla parte nord; alla parte del cimitero, in linea con l’attuale cappella di San Benedetto che era allora del Rosario, fu eretta la cappella di Sant’Antonio da Padova (dedicata oggi a S. Francesco); ultima la cappella delle Anime, detta anche di S. Nicolò da Tolentino.
- 1900 ‐ 1910 (sistemazione Sagrato)
- Il piazzale della chiesa era circondato da un alto muro, vi si poteva entrare solo quando era aperto il grande portale, (Questo portale scomparve solo quando, verso il 1900, fu fatto lo stradone tra la chiesa e la vecchia casa parrocchiale) sormontato da un grande arco che si prospettava monumentale con la sua facciata di fronte alla ripida salita de “Su Imperdau”. L'area del piccolo Cimitero confinante con la chiesa, attualmente è diventato un cortile abbandonato.
- 1905 ‐ 1917 (restauro carattere generale)
- 1905. Ingrandita la nicchia dell’altare delle cappella dedicata (allora) all’Immacolata, per collocarvi la nuova statua in legno, acquistata dall’Associazione “Le figlie di Maria”. 1909. Fu restaurata la cappella dedicata all’Immacolata. 1910. Fu restaurata la cappella dedicata a S. Francesco. 1913. Fu collocata una balaustra in ferro battuto all’ingresso della cappella dell’Immacolata. 1915. Fu restaurato e riverniciato il portone maggiore dell’ingresso principale. 1917. Deliberata e nel 1919 eseguita la chiusura del lato sinistro della facciata della chiesa, facente angolo con la prima cappella di sinistra.
- 1954 ‐ 1971 (restauro carattere generale)
- 1954-56 Demolizione antica sacrestia a volta curva e ricostruzione a volta piana, con piano sopraelevato di due vani, accesso esterno; Demolizione di tutti gli altari antichi delle cappelle, compreso quello in legno della Cappella del Crocefisso; 1960 Rinzaffatura della copertura; intonacatura della facciata, in malta di cemento e calce; copertura dell’antico pavimento della Navata Centrale, fatto di lastroni di arenaria-veneta, con mattonelle di cemento bianco-nero. 1965 Trasferimento dell’antico Fonte Battesimale dall’ingresso alla prima cappella sinistra; aggiunta di una bussola all’ingresso secondario; nuovo impianto elettrico incassato; tramezzatura del transetto dell’ingresso secondario. 1966. Installazione di impianto di amplificazione sonora interna. 1968 Costruzione di un nuovo altare di marmo nella cappella del Rosario. 1971. Intonacatura esterna di tutto l’edificio e ristrutturazione della facciata rimozione dell’antica balaustra e allungamento del presbiterio.
- 1980 ‐ 1981 (restauro copertura)
- 1980. Ricostruzione del tetto nella parte più recente dell’edificio, con accorgimenti antiumidità e con la sostituzione delle tegole marsigliesi con tegole tonde; ripristino di alcune lesioni negli archi dell’incrocio delle navate. 1981. Apertura di un varco interno per accesso ad un ripostiglio, angolo sinistro della facciata.
- 2015 ‐ 2016 (restauro carattere generale)
- A causa di problemi di distacco di grosse porzioni di intonaco delle volte con la Ordinanza del Sindaco n° 15 del 25.06.2012, è stata disposta la chiusura della Chiesa. Nel 2015 si è avviato uno stralcio funzionale di lavori, finalizzato alla messa in sicurezza e riapertura della chiesa al culto. L’intervento ha previsto il consolidamento strutturale del monumento, ed particolare la navata centrale nel transetto e nella zona absidale, è stata eseguita una fasciatura in fibre rinforzate, svuotamento e riempimento con massetto alleggerito, impermeabilizzazione posa di manto esterno in coppi sardi Sulle navate laterali è stato effettuato un semplice ma accurato lavoro di manutenzione, pulizia e sostituzione delle tegole deteriorate. Si è poi intervenuti sul prospetto principale, il rifacimento degli intonaci, delle tinteggiature interne esterne e il restauro conservativo degli infissi, inclusi i portoni esterni, le bussole e le porte interne.
- XIV ‐ XVII (preesistenze carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ aggiunta arredo (2016)
- In ossequio alla liturgia del Concilio Vaticano II il presbiterio è stato predisposto per la celebrazione coram popul. In occasione di quest'ultimo restauro è stato predisposto ed elaborato il progetto per una nuova mensa in marmo bianco Carrara, e un nuovo ambone ancora in fase di approvazione dalla soprintendenza.
- presbiterio ‐ aggiunta arredo (2016)
🙏 Immagine e dati del giorno
| Popolazione: | GONNOSFANADIGA |
| Abitanti: | 2350 |
| Parroco: | REV. LUCA PITTAU |
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