(SAN GAVINO MONREALE) S. LUCIA

📌 Via Convento, 119, 09037 San Gavino Monreale VS, Italia
🕰️ Messe in S. LUCIA – Orario
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🛐Come posso trovare la chiesa?
Se vuoi riferimenti per arrivare a la messa, qui sotto potrai vedere la mappa insieme a indicazioni per non avere alcuna difficoltà a accedere a questo luogo.
📝Informazioni sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Santa Lucia
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La Chiesa di Santa Lucia, acquistata nel 2017 dall'Ente Parrocchia di Santa Lucia, fa parte del complesso del Convento di Santa Lucia, che appartenne alla "Provincia di Sardegna di Santa Maria delle Grazie dei Frati Minori".
Il Complesso si compone del convento che costituisce il nucleo storico, della chiesa che chiude a nord ovest il chiostro del convento, un salone parrocchiale poggiato al lato nord ovest della chiesa, dei locali di costruzione più recente destinata a locali di ministero, un campetto da calcio, orti e alcuni fabbricati accessori.
La chiesa di Santa Lucia è disposta con asse nord-est, sud-ovest con facciata a oriente e abside a occidente, presenta una navata unica con volta a botte, abside in asse con volta a botte più bassa e tre cappelle per lato. In facciata è presente un ampio arco di accesso ad un atrio di ingresso sul quale si aprono oltre il portale della chiesa, l’accesso al convento sul lato sud e l’accesso al salone parrocchiale a nord. Sopra l’atrio di ingresso è localizzato lo spazio per il coro. In facciata è presente un piccolo campanile a vela.
Il convento presenta un chiostro sul quale si affacciano gli edifici sviluppati su due livelli. Il corpo nord-est presenta al piano terra il loggiato con sei archi ed alcuni vani destinati del a studio, salone e servizi igienici, al piano superiore sei celle ed alcuni servizi igienici. Il corpo sud-est oltre il loggiato con cinque archi in arenaria presenta al piano terra la cucina, un ampio refettorio, e un vano scala al piano superiore vi è un andito centrale e tre camere con servizio igienico su entrambi i lati. Nel corpo sud-ovest a piano terra accanto al loggiato sono presenti quattro camere e servizi igienici, al piano superiore un andito affacciato al chiostro e quattro camere con bagno. A nord-ovest addossati alla chiesa sono presenti al piano terra un loggiato con sette piccoli archi, al piano superiore una galleria di collegamento.
Giustapposto a nord-ovest della chiesa è presente un fabbricato sviluppato su un livello con un ampio salone con palco per recite alcuni ripostigli, servizi igienici e una cucina. -
- Impianto strutturale
- L'attuale forma della chiesa è frutto delle successive modifiche intervenute nel tempo. Originariamente mono navata a croce latina, l'apertura dei setti murari fra le cappelle laterali di fatto hanno generato due pseudo navatelle laterali.
- Struttura
- Le strutture verticali dell'edificio ecclesiastico sono costituite da muratura in pietra locale mista, arenaria a basaltica murata con malta di sabbia e calce. Le porzioni ascrivibili agli ampliamenti realizzati negli anni '70 del secolo scorso son realizzati prevalentemente in pietra arenaria di Serrenti. La copertura della navata centrale è sorretta da un'ampia volta a botte con sottarchi di rinforzo. I bracci del transetto e le cappelle laterali, oggi collegate fra loro presentano anch'esse copertura con volta a botte.
- Facciata
- La facciata orientata a nord-ovest è impostata su una pianta verticale e si sviluppa su un unico livello È caratterizzata da una predominante bicromia a fasce verticali alternate di giallo chiaro e bianco crema che decorano la finitura a intonaco, con le fasce chiare in rilievo rispetto a quelle gialle. Al centro della facciata si apre un ampio portale ad arco a tutto sesto, profondo e leggermente arretrato rispetto al piano della facciata, che funge da ingresso principale. L'arco è sottolineato dalla continuità delle fasce verticali. All'interno dell'arco, un cancello, in ferro battuto, che chiude l'accesso. Sopra il portale, in asse con esso, si apre una finestra centrale, anch'essa di forma rettangolare ma con la parte superiore ad arco. Questa finestra è incorniciata dalle fasce bicolori e al suo interno un elemento decorativo o votivo. La parte superiore della facciata è delimitata da un cornicione orizzontale, al di sopra del quale si innalzano due volute laterali stilizzate che raccordano il corpo centrale della facciata con il campanile. Questo si erge sopra il cornicione ed è del tipo "a vela", ovvero una parete piatta con due aperture ad arco, destinate ad ospitare le campane. Il campanile è sormontato da una piccola croce.
- Coperture
- Le strutture di copertura sono in muratura e costitute da volte a botte. La copertura della navata principale è impostata a circa sei metri di altezza che si abbassa di circa un metro nel presbiterio. Le volte delle cappelle , ortogonali rispetto a quella della navata principale sono impostate a 3 metri. Un grande tetto a capanna con finitura in coppi curvi, tipo sardo, copre con le sue falde la navata principale e le cappelle.
- Pavimenti e pavimentazioni
- Il pavimento interno è uniforme realizzato con mattonelle realizzate con inerti di marmo in matrice cementizia, il tutto nelle cromie del giallo ocra in cui spiccano elementi di marmo bianco.
- Impianto strutturale
Notizie storiche
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- 1580 (costruzione intero bene)
- Nel 1580, la comunità religiosa di San Gavino si arricchì di una nuova e importante istituzione: il Convento di Santa Lucia, fondato dal vescovo francescano Lorenzo di Villa Vincenzo grazie alla cessione di alcuni beni immobili attigui alla chiesa e a una solida offerta in denaro del fondatore stesso, dando ospitalità ad alcuni Frati Minori. Non si hanno documenti scritti attinenti alla fase di costruzione del convento, ma sembrerebbe assodata la preesistenza di una chiesa dedicata a Santa Lucia ingrandita e poi consacrata il 10 febbraio 1581 o 1582. Le opere di ampliamento effettuate dai francescani consistettero nell'aggiungere all'edicola una navata di forma rettangolare con quattro piccole cappelle. Alla navata s\uccedettero probabilmente atrio e campanile.
- XVII (costruzione intero bene)
- Una volta fondato, il convento divenne un importante punto di riferimento religioso e culturale per la comunità locale, che continuò a svilupparsi e ad adattarsi alle nuove esigenze del tempo. Inizialmente il convento prosperava, diventando non solo un luogo di culto, ma anche un centro educativo e sociale per la comunità. Tuttavia, con il passare del tempo, eventi come le epidemie e le riforme influirono sulla vita e sull'organizzazione interna. Nella prima metà del 1600, la comunità religiosa era composta da circa 10 frati, ma la peste, presente a San Gavino dal 1652 al 1654, decimò i frati nel convento. Successivamente, dal 1667 al 1687, il convento divenne casa di noviziato, modello di disciplina regolare con religiosi selezionati, e studio di teologia. Già da molti anni scuola per ragazzi e analfabeti del paese, divenne presto lo studentato di Belle Lettere.
- XVII ‐ XIX (progettazione intero bene)
- Non si hanno notizie di un singolo progettista, poiché il complesso è stato edificato nell’arco di un lungo periodo e per iniziativa di diversi soggetti. Le varie fasi di costruzione e restauro, infatti, sono state portate avanti da differenti religiosi e maestranze locali, con obiettivi che spesso si adattavano alle necessità del momento. La mancanza di un progettista centralizzato riflette la natura evolutiva dell'edificio, che ha subito trasformazioni e ampliamenti a seconda delle esigenze storiche e funzionali del convento.
- 1661 ‐ 1674 (costruzione intero bene)
- Nel 1661 il braccio sud-ovest non era stato ancora ultimato e la chiesa, la cappella di S. Antonio, il coro e il campanile erano ancora oggetto di interventi. Le strade che conducevano alla chiesa e al convento dovevano essere piuttosto anguste poiché nel 1674 il guardiano p. Giovanni Antonio Pascalis chiese al rettore parrocchiale un nuovo itinerario per raggiungere la chiesa.
- 1717 (completamento intera chiesa)
- Nel 1717 comincia la devozione alla Vergine delle Meraviglie nella chiesa di Santa Lucia: il sacerdote don Giovanni Antioco Aroffu fece scolpire un simulacro in legno composto da 5 statue in legno dorato e oro zecchino. Furono anche collocate accanto alla Madonna le statue di S. Lucia e S. Raffaele.
- 1800 ‐ 1853 (completamento intero bene)
- Alla fine del 1700 il governo sabaudo aumentò le oppressioni contro gli istituti regolari, e rimasero nel convento solo 3 sacerdoti e 2 fratelli laici. Nonostante la presenza di pochi frati, essi continuarono la loro attività, specialmente l'insegnamento. Nel 1825 fu aperta la scuola normale con la sede presso i religiosi ma fu spostata solo due anni dopo vicino alla parrocchia. Nel 1848 andarono a risiedere nel convento 6 sacerdoti, 13 fra laici e terziari e 3 servi. I frati si occupavano della manutenzione della chiesa che aveva tutti gli altari in legno e le cui cappelle furono dipinte a spese di benefattori intorno al 1844. Si occupavano anche del braccio sud-ovest del convento, che subì ingenti danni nel 1846 a causa di un forte temporale. Solo nel 1850, dietro sollecitazione del ministro provinciale Lodovico Pistis, sul braccio furono completati i muri del piano superiore e realizzati i tetti. Ne 1853 iniziarono a intonacarlo e collocarono le porte e le finestre delle celle.
- 1884 ‐ 1898 (variazione d'uso intero bene)
- A metà del 1800 i frati vivevano di sola elemosina spontaneamente offerta dai benefattori, e contavano sul bestiame e alcuni appezzamenti di terreni. Unificata l'Italia, fu approvata la legge sull'abolizione degli ordini religiosi e gli istituti pii, e così il demanio si appropriò di tutti i beni dei frati: beni immobili, mobili, terreni, fabbricati, oggetti d'arte, archivi, biblioteche, arredi. Nel 1872 non c'erano più sacerdoti nel convento. Il Comune, a cui interessava ricavare profitti, cominciò ad affittare l'orto e gli ambienti del convento: nel 1884 furono affittati la cantina, il refettorio, la dispensa, la cucina e l'orto, per la realizzazione della conceria di Pietro Uras. In questo periodo furono fatti pochi lavori di manutenzione: si ha notizia di un lavoro eseguito nel 1898 dal muratore Luigi Collu per conto del sindaco Battista Sanna Corrias, che consistette nel rifacimento di metà del tetto del braccio sud-est e parte del tetto del braccio sudovest.
- 1900 ‐ 1932 (variazione d'uso intero bene)
- Con l’inizio del XIX secolo, il convento attraversò un lungo periodo di declino, durante il quale fu destinato a usi diversi, tra cui attività produttive. Tuttavia, alcuni tentativi di recupero iniziarono a emergere. Durante i primi anni del 1900 alcuni locali del convento furono utilizzati dal caseificio Bertolli Berio e successivamente dal caseificio Roberto Castelli e C. di Roma e dal caseificio Battista Melis di Samatzai. Dopo questo sfruttamento ad opera di civili, il Comune deliberò, in data 26 agosto 1923, di vendere convento e orto perché si trovava in rovina e così venne messo all'asta ma, non riuscendo a venderlo, fu ancora utilizzato da un altro caseificio, quello di Gavino Cherchi e C. di Oristano. Nel 1932 l'edificio era fatiscente, devastato dai vandali, frequentato da soli indigenti e persone di malaffare. Nello stesso periodo la chiesa era chiusa a parte il giorno della festa di Santa Lucia.
- 1936 ‐ 1937 (variazione d'uso intero bene)
- Nel 1936 il podestà Amerigo Sanna restituì gratuitamente il convento e la chiesa con cortile e orto ai frati minori di Sardegna, molto desiderati dalla popolazione di San Gavino. Quando, nel 1937, i frati minori rientrarono in convento, l'edificio era decadente: gli intonaci erano ormai completamente degradati o crollati, le finestre murate o senza infisso, alcune pareti in macerie, altre in procinto di crollare, le tegole dei tetti erano sconnesse o spezzate. Anche il chiostro versava in condizioni disastrose. La chiesa aveva il tetto deteriorato, l'arredamento e la biancheria logori, molte statue erano danneggiate, gli arredi lignei attaccati dai tarli. La mancanza dei vetri della finestra del coro aveva permesso l'entrata dell'acqua con conseguenze disastrose.
- 1938 (ristrutturazione intero bene)
- Dopo decenni di abbandono e trascuratezza, il convento vide finalmente un'importante fase di restauri nel XX secolo, guidata dal desiderio di riportarlo al suo antico splendore. Dopo aver eretto in Provincia il Commissariato della Madonna delle Grazie, venne eletto ministro provinciale p. Pio Piu e custode il p. Ilario Orrù, che fu incaricato del restauro del convento di San Gavino Monreale. La Provincia intendeva fare del convento di Santa Lucia la sede fissa del noviziato, nel braccio sud-ovest. I lavori che furono fatti alla fine del 1938 riguardarono i tetti della chiesa e dei bracci nord-est e sudest, la realizzazione di tramezzature di varie camere e il rifacimento dei pavimenti, sistemato l'impianto elettrico e la cisterna del centro del chiostro.
- 1939 ‐ 1942 (ristrutturazione intero bene)
- Nel 1939 fu reso agibile il salone del Terzordine al piano terra del braccio nord-est in seguito fu rifatto il muro esterno del braccio sud-ovest, demolito un tratto di struttura in mattoni crudi di quel braccio dalla parte del chiostro per ricavare nuove stanze. Nella chiesa furono restaurate le tre cappelle, acquistate nuove statue e consacrate le campane. Fu riparato il tetto del braccio sud-ovest, risanato il refettorio e costruita la nuova cucina sull’antica. Venne sostituito l'altare in muratura della chiesa con uno in marmo. Il convento fu re-inaugurato nel 1942
- 1943 ‐ 1952 (ampliamento intero bene)
- Nel 1943 arrivarono, a seguito dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale i confratelli da santa Rosalia e san Mauro di Cagliari, ormai insicuri. Poiché si necessitava di un salone più grande, nel 1945 si fecero dei lavori per realizzarne uno maggiore, che venne inaugurato nel 1952.
- 1947 (completamento intero bene)
- Nel 1947 il convento e il comune rinunciavano al campo sportivo per cedere l'area alla fonderia. Durante gli anni successivi vennero sistemati il salone, il piccolo collegio degli aspiranti fratelli laici, fu impiantata la vigna, ripulita l'oratorio della Confraternita della Vergine delle Meraviglie, riaperta l'antica portineria e inaugurato il salone parrocchiale
- 1950 ‐ 1956 (restauro Chiesa)
- Nel 1950, grazie alla donazione della signora Peddis Ariu, vennero fatti i lavori di ampliamento alla chiesa: vennero eretti muri in pietra di Serrenti per sorreggere l'abside e i due ambienti accanto, che furono anche consolidati con una cordonata in cemento armato, su fondamenta in ghiaia e cemento per prolungare il presbiterio. Venne rimosso anche l'altare maggiore e poi si iniziò la costruzione degli archi per le nuove cappelle, una nell'antica sagrestia e l'altra di fronte. Poiché le cappelle non erano comunicanti vennero aperti degli archi. L'arco del presbiterio e parte della volta furono demoliti e ricostruiti con i blocchi originali. Nel 1955 fu intonacata la navata e sistemati i tetti, l’ampliamento e i restauri terminarono nel 1956: con il nuovo presbiterio e le 6 cappelle intercomunicanti divenne più spaziosa e accogliente. Uno zoccolo di marmo scuro correva lungo tutto il perimetro e le pareti erano intonacate. Il pavimento viene piastrellato con marmo giallo di Siena.
- 1953 ‐ 1956 (restauro Convento)
- Nel 1953 un nuovo restauro interessò il convento, ad opera del capomastro Ermoro Azeni che adoperò la pietra di Serrenti. I lavori finirono il 25 maggio del 1956.
- 1964 ‐ 1965 (restauro convento)
- Tra l'agosto 1964 e i primi mesi del 1965 furono fatti altri lavori grazie al vicario provinciale p. Paolo Cocco che fece riparare il braccio sud-est: asportarono il tetto, e rifatto il muro maestro esterno del piano superiore, venne realizzata una terrazza belvedere in cemento armato e vennero ampliate le finestre (ancora originali sono quelle del lato nord-est e nel chiostro).
- 1972 (ristrutturazione convento)
- Nel febbraio 1972, ad opera di Venazio Curreli, furono fatti altri lavori di risanamento di una parte del tetto del braccio sud-est non eseguito precedentemente, in cui sulla terrazza fu realizzata la copertura in tegole, ricavando l’accesso alla terrazza.
- 1975 ‐ 1976 (ristrutturazione intero bene)
- Ancora il braccio nord-est fu restaurato nel 1975-76: disfacimento del tetto, spianamento dei muri a corpo, cordolo in calcestruzzo con armatura in ferro, soffitto in travetti e laterizi, copertura in tegole, scrostamento dell'intonaco del prospetto esterno e rifacimento, intonaco interno completo di rinzaffo, tinteggiatura interna ed esterna, grondaia zincata e pluviali in plastica. A quella facciata fu addossata un loggiato per il servizio di ristoro durante la festa di Sant’Antonio nel 1976.
- 2023 ‐ 2025 (restauro intero bene)
- Nel 2018 il parroco Don Piero Angelo Zedda, a seguito dell'acquisto dell'edificio dai Frati Minori, al fine di iniziare una ristrutturazione completa dell'edificio ha inoltrato richiesta di finanziamento alla CEI. Il finanziamento è stato accordato per €555.644,44 cui si sommano € 238.133,00 cofinanziati dalla Diocesi. Dopo le autorizzazioni i lavori iniziarono a fine 2023, protraendosi per fino a maggio 2025. I lavori hanno riguardato: la bonifica dall'eternit e il rifacimento della copertura della chiesa e del salone parrocchiale; rifacimento dei prospetti del salone; realizzazione di impianto di condizionamento del salone; ripristino degli intonaci e tinteggiature degli interni della chiesa comprese cappelle e sacrestie. Revisione di tutte le restanti coperture del complesso. Rifacimento dei prospetti interni del chiostro e del camminamento perimetrale coperto. Rifacimento del pavimento del chiostro e del camminamento coperto. Rifacimento dell'impianto elettrico del chiostro.
- 1580 (costruzione intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1975)
- Grazie ai ripetuti interventi di ristrutturazione eseguiti nella seconda parte del secolo scorso, e significativamente quelli realizzati nel decenni fra il 1970 e il 1980, che hanno interessato anche l'area presbiteriale, la chiesa di Santa Lucia presenta un impianto liturgico pressoché adeguato alle disposizioni conciliari. IL presbiterio è ampio, l'altare, la sede e l'ambone sono posizionati correttamente. La custodia è posizionata in cima ad una colonna di marmo in posizione sufficientemente distante degli altri fuochi liturgici.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1975)
✝️ Informazioni e immagine del giorno
| Popolazione: | SAN GAVINO MONREALE |
| Abitanti: | 1300 |
| Parroco: | REV. ELVIO TUVERI |
| Telefono: | +39 070 937 5570 |
| Sito Web: | http://www.sangavinomonreale.net/2014/06/04/la-chiesa-di-santa-lucia/ |
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