(SANT'ANTIOCO) S. ANTIOCO MARTIRE

📍 Piazza Parrocchia, 22, 09017 Sant'Antioco CI, Italia
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🗺️Come arrivare alla chiesa?
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📝Storia e dettagli della chiesa
Descrizione
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Tipologia
basilica
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Basilica di Sant'Antioco Martire
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L’edificio prospetta la piazzetta antistante con una facciata timpanata dalla struttura semplice, scandita, in senso verticale, da tre specchi, di cui i due più esterni, dalle dimensioni assai contenute, appaiono raccordati a quello centrale mediante piccole porzioni murarie che simulano e ricordano volute laterali. La porzione centrale contiene il portale di accesso sormontato, a sua volta, da un timpano appena accennato nelle sue porzioni estreme e da motivi decorativi realizzati a rilievo sulla muratura; immediatamente al di sopra è ricavato un oculo finestrato di forma ovale. Internamente l’edificio presenta una struttura articolata, la cui complessità planimetrica è dovuta alle numerose modifiche intervenute nei secoli. Presenta un impianto longitudinale con aula centrale dotata di transetto e affiancata, su entrambi i lati, da una sequenza di spazi dall’andamento irregolare, parzialmente aperti gli uni sugli altri, che, nel complesso, possono essere considerati alla stregua di navate secondarie. Sul versante di fondo del transetto si innesta centralmente il profondo presbiterio absidato, sopraelevato rispetto all’aula; sul lato sinistro, invece, mediante un ingresso centinato, si apre uno spazio parallelo a quello del presbiterio, e posto in diretto collegamento con questo, di dimensioni inferiori e concluso, a sua volta, da una piccola abside. Nella porzione destra del transetto è posto l’accesso alle sottostanti catacombe. Per quanto riguarda le coperture, l’edificio è connotato dalla presenza di volte a botte in pietra; all’incrocio dei suoi bracci si innalza il tamburo a pianta quadrata con quattro finestrelle, in cui si inscrive la base della cupola emisferica realizzata con blocchetti di arenaria. Nella struttura del tamburo sono inoltre da rilevare le quattro scuffie a quarto di sfera, contraddistinte dalla presenza di mensole dalla singolare decorazione simbolica a zampa di leone rovesciata. Il pavimento è stato realizzato ex novo, in occasione del restauro appena concluso, in lastra di calcare sardo.
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- Impianto strutturale
- La struttura è costituita da murature continue realizzate con blocchi di arenaria compatta chiara su basamento formato da grandi blocchi di trachite provenienti da antiche fabbriche romane. L'impianto è a croce latina con la navata e il transetto coperti da volta a botte, mentre il presbiterio si chiude con l’abside coperta da catino emisferico. Nel transetto destro sono presenti due bassi arconi ad angolo, in corrispondenza dell'accesso alla catacomba. All’incrocio della navata col transetto si innalza il tamburo a pianta quadrata con quattro finestrelle, in cui si inscrive la base della cupola emisferica realizzata con blocchetti di arenaria.
- Impianto strutturale
Notizie storiche
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- V ‐ VI (impianto originale intero bene)
- L'impianto originale è stato realizzato sulla tomba del Santo con pianta a croce allungata in forma di pseudo basilica con un’unica abside centrale; all’incrocio dei bracci, coperti da volta a botte, si innalzava la cupola emisferica su scuffie di raccordo, mentre un ambiente secondario, anch’esso coperto da volta a botte, era unito all’aula principale attraverso due bei fornici
- XI ‐ XII (ampliamento e ristrutturazione intero bene)
- Ricostruzione di parti crollate con le stesse pietre originali e aggiunta, probabilmente, dell’ambiente absidato a sinistra del presbiterio e il basso ambiente voltato, a sinistra della navata centrale, in cui sono presenti antiche sepolture. I lavori furono eseguiti dai monaci Vittorini.
- 1765 (ampliamento e nuova facciata intero bene)
- L'intervento ha riguardato l'ampliamento della chiesa, di cui fu allungata la navata centrale e realizzata la nuova facciata in tardo barocco piemontese. I lavori vennero seguiti molto probabilmente dall’ing. Militare Saverio Belgrano di Famolasco che operò in Sardegna dal 1761 al 1769 (o Giuseppe Viana anch’egli operante in Sardegna).
- 1966 ‐ 1990 (ristrutturazione intero bene)
- Intorno al 1966 è stato realizzato un altro intervento che ha riguardato la demolizione dell’intonaco interno e la messa a vista della tessitura muraria in blocchi di arenaria di spoglio proveniente da più antichi edifici. E’ invece probabile che l’interno fosse intonacato, già dall’origine, con malta a base di calce o in coccio pesto. Nello stesso periodo è stata demolita la tribuna con un organo a canne positivo del ‘700 e realizzata una nuova pavimentazione in lastre di travertino. Quell’intervento cancellò ogni traccia della sistemazione settecentesca compresa l’altare maggiore ligneo che conteneva il reliquiario dorato di Sant’Antioco. Nel 1990 sono stati eseguiti i lavori di ripavimentazione del presbiterio; demolizione e rifacimento del tonachino autentico; realizzazione di impianto di illuminazione; omogenea trattazione di tutte le superfici murarie; pavimentazione industriale in metallo su zona scavata nell’ambiente laterale sinistro.
- 2019 ‐ 2020 (consolidamento e restauro intero bene)
- Gli interventi hanno riguardato fondamentalmente la verifica e risanamento della pareti interne e loro consolidamento, restauro e riutilizzo a sacrestia dell’ambiente posto a destra dalla navata centrale, sostituzione del pavimento interno con altro in lastricato più appropriato, ad una corretta valorizzazione dei reperti presenti, restauro della facciata principale, la realizzazione di nuovi infissi esterni e interni in castagno sardo e realizzazione di un nuovo impianto elettrico.
- V ‐ VI (impianto originale intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1955-65)
- Le trasformazioni avvenute nella zona prebiteriale riguardano l’evoluzione di una sistemazione sempre provvisoria che si è mantenuta tale per quasi cinquant’anni. Le demolizioni iniziano a metà degli anni ’50 del novecento, con una decisione di carattere archeologico dettato dal fatto che si voleva mettere in evidenza la muratura a vista della conca absidale e del catino di chiusura. Fu eliminato l’altare ligneo monumentale tridentino per far posto ad un altro altare marmoreo, sempre per la vecchia liturgia tridentina, più basso per mettere in evidenza la conca absidale posteriore. E’ in questa fase che viene traslato, sull’altare, il crocefisso ligneo seicentesco che era collocato nell’altare posto nel transetto destro (che sarà poi demolito). Negli anni successivi continuano i lavori di demolizione dell’intonaco interno della chiesa e la ripulitura e demolizione degli altari laterali, tribuna e organo settecentesco, fino a portare la chiesa alle condizioni attuali in cui la vediamo oggi. Con l’inizio della nuova liturgia conciliare del Vaticano II (5 marzo 1965) viene allestito un’altare provvisorio rivolto verso l’assemblea pur mantenendo l’altare marmoreo ove viene custodita l’eucaristia nel tradizionale tabernacolo. Nei decenni che si sono s\ucceduti non è cambiato molto, a parte la demolizione dell’altare marmoreo di recente costruzione. Non è stato mai affrontato il problema dell’adeguamento liturgico definitivo e si è continuato fino ad oggi a celebrare su un altare provvisorio ligneo. Unico dato positivo fu che con la demolizione dell’altare fu definitivamente portata la riserva eucaristica nell’absidiola laterale.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (2000)
- Nella zona presbiterale sono presenti l’altare marmoreo ove è inserito il reliquiario di Sant’Antioco, traslato di poco verso l’assemblea al fine di una migliore visibilità e partecipazione. Nell’area absidale sono stati collocati la sede del celebrante e gli scranni dei concelebranti o ministranti, realizzati in legno di castagno con finitura anticata. L’ambone è posizionato a cerniera tra aula e presbiterio. Ai due lati della scalinata di accesso al presbiterio sono posizionati due candelabri in legno. Al centro dell’abside viene mantenuto il Crocefisso ligneo, come viene mantenuta la dislocazione della riserva eucaristica. Il battistero a pianta ottagonale ritorna ad essere posizionato nell’ultima cappella a sinistra di fronte alla zona della penitenzieria. A filtro dell’ingresso principale sarà realizzata una bussola in legno e cristallo. La vecchia sacrestia sarà destinata a deposito, mentre la nuova sarà ricavata all’interno di un vecchio ambiente posto nel lato sinistro della navata centrale. Da qui si potrà accedere al presbiterio in modo processionale e utilizzare per il traffico di servizio la porta posta nel fronte catacomba.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1955-65)
🕊️ Immagine e dati del giorno
| Popolazione: | SANT'ANTIOCO |
| Abitanti: | 5000 |
| Parroco: | REV. MARIO RIU |
| Sito Web: | https://basilicasantantiocomartire.it/ |
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