(TERZO DI AQUILEIA) S. BIAGIO VESCOVO

Índice
  1. 🕎 Consulta l’orario delle Messe in S. BIAGIO VESCOVO
  2. 🛐Come posso trovare la chiesa?
  3. 🧾Storia e dettagli della chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🕊️ Immagine e dati del giorno

🕎 Consulta l’orario delle Messe in S. BIAGIO VESCOVO

In questa pagina potrai consultare gli orari delle celebrazioni all’interno della messa in questo 2026, con la disponibilità degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni lavorativi, i festivi o le giornate precedenti a una festa.

Oggi Venerdì 18 settembre 2026, l'orario della messa è: 08:00

Lunedì 08:00
Martedì 08:00
Mercoledì 08:00
Giovedì 08:00
Venerdì 08:00
Sabato Orario non disponibile
Domenica 11:15

🛐Come posso trovare la chiesa?

Se vuoi indicazioni per arrivare a la messa, più in basso potrai vedere la mappa insieme a indicazioni per rendere semplicissimo arrivare a questo tempio.

🧾Storia e dettagli della chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di San Biagio Vescovo

  • La chiesa di San Biagio deve la sua attuale configurazione ad un ampliamento realizzato a metà Ottocento per celebrare l’elevazione della chiesa a parrocchia avvenuta nel 1778, ma anche per necessità di adeguare l’edificio all’aumentata popolazione. Un primo progetto fu redatto già a fine Settecento ma quello attuato risale al 1831. I lavori di costruzione della nuova navata si svolsero tra il 1840 e il 1846; contemporaneamente fu restaurato anche il presbiterio delle precedente chiesa e realizzati gli affreschi delle volte del presbiterio e della navata. Nel 1846 la chiesa fu consacrata, ma lavori di completamento dell’interno, come la realizzazione del pulpito e della cantoria ed il completamento del ciclo pittorico, si susseguirono per tutta la seconda metà del secolo; a fine Ottocento fu rialzato il campanile, con la costruzione di una nuova cella e della copertura a cupola. In seguito ai danni riportati durante la prima guerra mondiale l’edificio fu restaurato e completato anche con la realizzazione di un nuovo affresco nella volta della navata andata distrutta. Durante il corso del Novecento furono realizzati dei lavori di manutenzione e restauro minori, mentre negli anni Novanta sia la chiesa che il campanile furono oggetto di un intervento consistente di restauro durante il quale fu condotta anche una campagna di scavi archeologici che portarono alla luce i resti della precedente chiesa.

    • Preesistenze
      • Durante il restauro degli anni Novanta della chiesa, fu effettuata una campagna di scavi archeologici che interessava l’area occupata dall’attuale navata. Lo scavo fu condotto dai volontari Gruppo Archeologico Aquileiese sotto la direzione della dott.ssa Paola Lopreato ed i rilievi furono realizzati dall’ing. Gianfranco Antonutti di Monfalcone. Lo scavo, realizzato in maniera non sistematica, ha consentito di portare in luce le strutture della precedente navata, su cui oggi insiste l’attuale edificio. Era costituita da un’aula rettangolare di dimensioni minori rispetto all’attuale; l'ingresso principale era sul lato Ovest e vi erano due ingressi laterali ubicati in corrispondenza degli attuali altari laterali. Presso l’altare laterale sul fianco sinistro nella pavimentazione è stata lasciata un’apertura, protetta da una lastra in vetro, che consente di vedere il pavimento in mattonelle di cotto della precedente chiesa ad un livello di 50cm inferiore rispetto all’attuale pavimentazione; al di sotto vi era un precedente pavimento di cocciopesto rosso, che poggiava su un sottofondo di malta grigiastra e a sua volta su uno strato vergine di argilla compatta. Nell’angolo Nord Ovest fu rinvenuta una tomba e nel centro due cripte con cinque gradini d'accesso, coeve al pavimento in coccio pesto; in questa zona fu inoltre trovato un blocco di pietra squadrata, di probabile fattura romana, reimpiegato. Tra la navata ed il presbiterio emerse anche la cresta di muro alta circa 50 cm e dello spessore di 85 cm che poggiava direttamente sul pavimento in mattonelle di cotto, di cui però non si conoscono gli scopi. Dalla descrizione contenuta nella relazione della visita apostolica dell’abate da Porcia nel 1570 risulta che gli interni erano interamente affrescati ed erano ospitati tre altari, di cui il maggiore dedicato a San Biagio con una sua statua antica in pietra e gli altari laterali a San Pietro e alla Beata Vergine; la facciata era sormontata dal campaniletto a vela con una campana ed esternamente era circondata dal cimitero chiuso da muretto. Nella visita del 1758 gli altari erano aumentati: oltre al maggiore, nella navata a destra vi era l’altare della Maria Vergine ed in posizione centrale quello delle Sante Lucia Agata e Apollonia, a sinistra l’altare di San Michele e dei Santi Pietro e Paolo; la chiesa era anche dotata del pulpito; furono però rilevate le precarie condizioni del tetto del presbiterio.
    • Impianto planimetrico
      • La chiesa è orientata ad Est - Nord Est. La configurazione planimetrica è molto semplice: l’edificio si compone di un’unica navata longitudinale e di un presbiterio, anch’esso a pianta rettangolare, concluso sul fondo da un’abside semicircolare. Ai lati dell’ingresso, compresi entro il perimetro esterno rettangolare, sono ricavati due vani chiusi: in quello a sinistra, absidato e chiuso da un cancelletto in ferro, è stata realizzata una cappella ove è stato collocato anche il vecchio meccanismo dell’orologio del campanile, in quello a destra è contenuta la scala della cantoria. Sul lato destro del presbiterio vi è la sacrestia a pianta rettangolare e, al piano superiore, un locale adibito a magazzino da cui si accede al pulpito. Esternamente la chiesa è preceduta da un breve sagrato definito da bassi pilastrini in pietra. Le dimensioni massime della chiesa sono: lunghezza 27,95 ml; larghezza 10,32 ml e altezza navata 12,52 ml.
    • Strutture verticali
      • Tutte le murature sono in pietra di Aquileia per i pezzi di grosso calibro, per la pietra di grandezza comune da cave naturali, sabbia e calce da Pradiziolo. L’edificio è interamente intonacato e tinteggiato color crema, mentre le modanature sono bianche. La facciata, in stile neoclassico, è scandita verticalmente da sei lesene tuscaniche impostate su un basamento continuo in pietra - vi sono cinque campate di cui le esterne più strette; sopra alle lesene corre una trabeazione con fregio liscio, su cui è impostato un frontone con cornice modanata aggettante ed un rosone centrale nel timpano. Al centro della facciata si apre il portale d’ingresso inquadrato in pietra, sormontato da un architrave protetto da una mensola; sopra al portale è immurata una lapide con iscrizione??. La modulazione della facciata prosegue per una campata anche sui fianchi dell’edificio, mentre la trabeazione definisce le facciate laterali in tutta la lunghezza della navata; in entrambi i lati vi si apre un ingresso minore. Le chiusure verticali della chiesa, esternamente ed in corrispondenza della navata, sono concluse da un piano attico liscio definito da una cornice aggettante, sopra a cui vi è un parapetto pieno che cela la copertura a falde; nelle facciate laterali, il piano attico presenta tre aperture rettangolari per parte; nel presbiterio invece ve ne sono due per parte in linea con quelle della navata ed altre due nella parte inferiore. Sul fronte principale, sopra al parapetto si ergono cinque statue.
    • Coperture
      • La copertura della chiesa è a falde con manto in coppi; all’intradosso la navata è sormontata da un controsoffitto piano, mentre il presbiterio presenta una volta a botte, lunettata in corrispondenza delle finestre laterali, a cui, sulla parete di fondo, si interseca una volta a catino che sovrasta l’abside.
    • Campanile
      • Il campanile, con una struttura assestante, si trova sul lato sinistro della chiesa, in linea con la facciata. È costituito da una torre a base quadrata, esternamente intonacata e percorsa da cornici marcapiano in pietra. Nel 1892 fu rialzata la cella campanaria: alla base della precedente cella fu creato uno zoccolo in pietra su cui, agli angoli, furono innalzate quattro colonne quadrangolari con capitello tuscanico che sorreggono una trabeazione continua con fregio liscio e cornice modanata aggettante; su ogni faccia fu aperta una monofora ad arco a tutto sesto, protetta da una balaustra; all’interno della cella sono ospitate tre campane. A conclusione vi è una cupola con copertura in rame impostata su un tamburo, alla cui sommità è posta una palla in ottone con croce. Sul fronte principale e su quello settentrionale, sotto alla cella campanaria, sono collocati i quadranti dell’orologio.
    • Apparato decorativo
      • L’interno della chiesa è intonacato e tinteggiato color crema lavorato a finto marmo, mentre le modanature si differenziano mediante una tinta grigia, con rifiniture lavorate sempre a finto marmo. Le pareti sono scandite da lesene impostate su un alto basamento in pietra e desinate con capitelli dorici, sopra cui corre un’alta trabeazione, con fregio decorato con metope e triglifi e cornice modanata e aggettante, che prosegue anche nel presbiterio, interrompendosi in prossimità dell’arco absidale. Nella navata lateralmente e in posizione centrale si aprono due nicchie per parte inquadrate da un arco a tutto sesto, in cui sono collocati gli altari laterali; sopra la trabeazione vi è un secondo ordine di lesene minori che sorreggono una cornice modanata. Il presbiterio, sopraelevato dalla navata mediante due gradini in marmo nero, presenta la pavimentazione originale a riquadri pietra bianca e rossa, posti in opera diagonalmente; la pavimentazione della navata invece è stata rifatta nel restauro del 1990 con lastre rettangolari di marmo grigio, divisa in quattro settori rettangolari da una doppia cornice in lastre di marmo rosso e grigio scuro che formano il disegno di una croce centrale che occupa tutta la navata. Presso l’altare sinistro è inserita una lastra di vetro che consente di osservare le preesistenze sottostanti. La chiesa è arricchita da affreschi realizzati dal pittore muranese Sebastiano Santi; domina l’affresco a tutta altezza del catino absidale in cui è rappresentata l’Incoronazione della Beata Vergine; la volta del presbiterio, decorata con motivi vegetali e con figure di angeli a grisailles divisi in spicchi da cornici dorate, al centro presenta l’affresco del Cristo exemplar virtutum racchiuso in una cornice ellittica mentre sulle pareti laterali, sopra le finestre inferiori, entro cornici rettangolari,sono raffigurati i quattro Evangelisti con i propri simboli. Lungo le pareti della navata, entro cornici rettangolari, sono dipinte le Virtù teologali in quattro scene: a destra, partendo dal fondo, è raffigurata la Carità spirituale, personificata da una donna che sorregge una croce e accanto a lei tre bambini inginocchiati; sempre a destra la Carità materiale - donna alata che offre il pane ad un bambino; a sinistra verso il fondo la Speranza - rappresentata da un angelo con l’ancora - ed infine la Fede, con una donna in trono che reca sul capo una corona e il velo e tiene in mano una croce ed il calice; nell’estradosso dell’arco santo e dell’arco di fondo, sono rappresentate le Virtù Cardinali a grisailles su fondo oro; il soffitto della navata, attualmente privo di pitture, presentava l’affresco della Gloria di San Biagio, sempre opera del Santi, distrutto nella prima guerra mondiale ed in seguito rifatto dal pittore Giulio Justolin, ma anche questo andò perduto in un restauro del 1980.
    • Apparato liturgico
      • Il presbiterio è dominato dall’altare maggiore settecentesco, realizzato in marmo di Carrara. Impostato su basamento di cinque gradini in marmo rosso, presenta una struttura a mensa con il paliotto decorato ad altorilievo con raffigurazioni di angeli; il tabernacolo è contenuto in una struttura a tempietto chiuso sul retro e nella parte anteriore costituito da quattro colonnine con capitello composito dorato, sopra a cui corre una trabeazione su cui è impostato il cupolino a cipolla; la trabeazione prosegue lateralmente aprendosi in due ali sorrette da una colonnina per parte. Ai lati del tabernacolo sono collocate le statue di San Biagio Vescovo e San Martino, mentre sui piedritti esterni vi sono statue di angeli; altre tre statue di dimensioni minori sono collocate sopra le ali del tempietto - San Pietro e San Paolo - e sulla sommità della cupola - Cristo Risorto. Gli altari laterali, collocati nella navata entro nicchie inquadrate da archi a tutto sesto, furono acquistati a Padova da Domenico Triniello, e successivamente furono tinteggiati dal coloraro Antonio Rossini da Palma; presentano la medesima struttura, costituita da una mensa impostata su un basamento di due gradini e l’alzata composta da due colonne composite che sorreggono un frontone triangolare. L’altare di destra è dedicato alla Madonna e nell’alzata porta il suo simulacro, l’altare di sinistra è dedicato ai Santi Pietro e Paolo, raffigurati nella pala d’altare. Sul fianco sinistro vi è anche la statua di San Giovanni Bosco con i Bambini. In fondo alla chiesa vi è la cantoria lignea sorretta da due colonne centrali e due paraste esterne, sotto cui è stata creata la bussola d’ingresso.

Notizie storiche


    • 1681 (preesistenza intero bene)
      • Fonte scritta in cui viene citata la chiesa di San Biagio (Libro dei Morti n. 843, I marzo). Si parla di una “chiesa vecchia di San Biasio”. Probabilmente all’epoca coesistevano due chiese affiancate: una vecchia adibita a cappella cimiteriale ed una chiesa più recente per il culto.
    • 1840 ‐ 1846 (rifacimento intero bene)
      • Rifacimento con ampliamento della chiesa per volontà del parroco don Giuseppe Calligaris. Fu mantenuto il precedente presbiterio, mentre la navata fu demolita e ricostruita ex novo con dimensioni nettamente maggiori; il progetto del 1831 è firmato dall’ingegnere Tarnoldo di Carnia. I lavori, eseguiti dall’impresa Vincenzo Delfior, iniziarono nel 1843 e terminarono, per quanto riguarda le opere murarie, nel 1844. I lavori di falegnameria furono realizzati da Giuseppe Musian, quelli di carpenteria da Raffaeli Luigi da Udine. L’interno della chiesa fu completato con la collocazione di due altari laterali, provenienti da Padova e successivamente tinteggiati dal coloraro Antonio Rossini da Palma. Le vasche per l’acqua santa son opera di Antonio Vittori di Sagrado, la lapide del portale d’ingresso è di Giovanni Battista Novelli mentre gli addobbi sono degli artisti Angelo Rossetti e Andrea Zara.
    • 1845 (presbiterio presbiterio)
      • In occasione dei lavori della navata fu restaurato il presbiterio ad opera del muratore Vincenzo Forte e il settecentesco altare maggiore.
    • 1845 (decorazione interno della chiesa)
      • Esecuzione dell’affresco del catino absidale, della volta del presbiterio e della navata - andato distrutto nel 1918 - ad opera di Sebastiano Santi.
    • 1846 (consacrazione intero bene)
      • Il 18 novembre 1846 la chiesa e l’altere maggiore furono consacrati dall’arcivescovo di Gorizia, Francesco Saverio Luschin - si veda la lapide in marmo nero immurata nella controfacciata a destra dell’ingresso.
    • 1847 (completamento interno della chiesa)
      • Costruzione della cantoria con l’organo.
    • 1850 (decorazione interno della chiesa)
      • Esecuzione degli affreschi delle pareti e della volta del presbiterio e delle pareti della navata, ad opera di Sebastiano Santi.
    • 1861 (completamento interno della chiesa)
      • Erezione del pulpito, realizzato da Pietro Iuri.
    • 1892 (rifacimento esterno della chiesa)
      • Sopraelevazione del campanile, realizzando una nuova cella campanaria e la copertura a cupola. Il progetto fu redatto dall’ingegnere Giacomo Antonelli mentre i lavori furono eseguiti dal muratore Antonio Parmeggiani di Cervignano, quando era parroco di Terzo don Antonio Donda.
    • 1920 ‐ 1930 (decorazione interno della chiesa)
      • Esecuzione dell’affresco del soffitto della navata, ad opera di Giulio Justolin, andato perduto nel restauro del 1980.
    • 1989 ‐ 1990 (restauro intero bene)
      • Intervento di restauro generale della chiesa, sotto la guida del parroco don Valentino Comar. L’intervento comprendeva il rifacimento del pavimento della navata, il ripristino del coro, la sistemazione della copertura del tetto e la sostituzione delle grondaie, la tinteggiatura delle murature esterne. In quest’occasione fu installato anche il nuovo impianto di riscaldamento.
    • 1989 ‐ 1990 (campagna di scavo intero bene)
      • Campagna scavo condotta in occasione dei lavori di restauro della chiesa, diretta dalla dott.ssa Paola Lopreato ed eseguita dai volontari del gruppo Archeologico Aquileiese. Sotto il pavimento del 1840 furono rinvenuti i muri perimetrali della precedente chiesa di dimensioni minori il cui presbiterio si trova sotto l’attuale.
    • 1992 (restauro interno della chiesa)
      • Restaurato dell’apparato decorativo della chiesa, con pulitura degli affreschi.
    • 1996 (restauro esterno della chiesa-campanile)
      • Intervento di restauro del campanile, con opere di consolidamento della struttura e rifacimento degli intonaci esterni; sostituzione dei solai di piano e delle scale lignee e dell’incastellatura di sostegno delle campane.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (1970 - 1980)
      • È stata rimossa la balaustra che delimitava lo spazio presbiterale; è stato collocato un nuovo altare ligneo rivolto verso il popolo e a sinistra un leggio anch’esso ligneo. È stata mantenuta l’antica sede, costituita da stalli lignei con inginocchiatoi disposti lungo i fianchi del presbiterio, ma è stato aggiunto un trono ligneo posto tra l’altare maggiore e quello rivolto al popolo che costituisce l’attuale sede.
    • navata ‐ aggiunta arredo (1970 - 1980)
      • Il fonte battesimale, un tempo collocato nella nicchia sul fianco sinistro in fondo alla chiesa, è stato spostato ai piedi del presbiterio, in cornu epistolae, sotto al pulpito.

🕊️ Immagine e dati del giorno





Popolazione:TERZO DI AQUILEIA
Abitanti:1922
Parroco:REV. SINUHE MAROTTA
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