(TERZO DI AQUILEIA) S. MARTINO VESCOVO

📍 VIA GRAMSCI 10 SAN MARTINO (TERZO DI AQUILEIA), TERZO DI AQUILEIA - 33050 (UD)
🕎 Orario delle Messe in S. MARTINO VESCOVO
In questa pagina potrai consultare gli orari delle celebrazioni all’interno della messa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni lavorativi, i giorni festivi o le giorni antecedenti una festività.
Oggi Lunedì 14 settembre 2026, l'orario della messa è: 08:00
| Lunedì | 08:00 |
|---|---|
| Martedì | 08:00 |
| Mercoledì | 08:00 |
| Giovedì | 08:00 |
| Venerdì | 08:00 |
| Sabato | Orario non disponibile |
| Domenica | 10:00 |
📍Come arrivare alla chiesa?
Se cerchi orientamento per trovare la chiesa, in questa pagina potrai vedere la planimetria insieme a riferimenti per non avere alcuna difficoltà a arrivare a questo tempio.
📝Dettagli della parrocchia
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di San Martino Vescovo
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La chiesa di San Martino di Terzo ha origini molto antiche che potrebbero risalire anche all’XI secolo. Nacque come chiesa pievanale dipendente dal Monastero delle Benedettine di Aquileia, ruolo che mantenne fino alla chiusura della chiesa stessa per ordine dell’imperatore Francesco II nel 1788.
Non vi sono fonti in merito ai primitivi sviluppi della chiesa, probabilmente si trattava di un edificio ad aula, orientato, concluso da un’abside; sono tuttora conservati due cicli d’affreschi risalenti al XIII e XIV secolo. Alla fine del Quattrocento è stato costruito il presbiterio ed in seguito la chiesa fu nuovamente affrescata. Nella relazione della visita apostolica dell’abate Bartolomeo da Porcia viene notato che nel 1570 vi era l’altare maggiore dedicato al santo titolare della chiesa, ligneo con pala e figure lignee scolpite; vi erano inoltre gli altari di San Dionisio in cornu evangelii e sempre sul fianco sinistro quello di San Giacomo apostolo, sul fianco destro invece l’altare di San Lorenzo in cornu epistolae e quello di Santa Maria; la facciata era sormontata da un campaniletto a vela con due campane ed esternamente era circondata dal cimitero chiuso da un muretto. Tra Sei e Settecento la chiesa fu ampliata e sopraelevata; nella relazione della visita apostolica del 1758 vengono citati solo due altari laterali, quello in cornu evangelii dedicato a Santa Maria della Neve e San Dionigi l’Areopagita, quello in cornu epistolae a San Lorenzo. In seguito al rifacimento della facciata si rese necessaria la costruzione di un nuovo campanile: non vi sono notizie certe ma probabilmente l’attuale torre fu elevata nel corso del Settecento. La chiesa rimase chiusa dalla fine del Settecento agli anni Quaranta del Novecento; durante questo periodo, a inizio Novecento, furono scoperti gli affreschi. In seguito fu restaurata una prima volta nel 1946 in occasione della riapertura ed in seguito nel 1973; l’apparato pittorico fu oggetto di un restauro anche nel 1992. -
- Impianto planimetrico
- La chiesa si colloca su un terreno leggermente rialzato rispetto alla quota della strada, delimitato da un muretto in pietra con portale chiuso da cancelletto in ferro; vi è un altro accesso costituito da una rampa in leggera pendenza che dalla strada porta all’ingresso principale. L’edificio è orientato ad Est e presenta una configurazione planimetrica molto semplice: si compone di un’unica navata longitudinale, con una nicchia absidata sul fianco sinistro verso l’ingresso ed una quadrangolare sul lato destro, e di un presbiterio quasi quadrato, concluso sul fondo da un’abside pentagonale. Addossata al corpo della chiesa sul lato destro, tra il presbiterio e la navata, vi è la sacrestia. Le dimensioni massime della chiesa sono: lunghezza 19,20 ml (solo navata); larghezza 8,90 ml, altezza navata - colmo sotto trave 7,20 ml e altezza navata - catena di capriata 4,02 ml.
- Strutture verticali
- Tutte le murature sono in pietrame; mentre la navata è intonacata e tinteggiata color crema, il presbiterio presenta un paramento di mattoni a vista, arricchito con archetti ciechi alti e stretti ed una cornice a dente di sega che corre sotto l’attacco della copertura. La facciata principale a capanna è liscia: l’unica modanatura è dettata dalla cornice del frontone; al centro si apre il portale d’ingresso, inquadrato in pietra e sormontato da un architrave protetto da una breve mensola, lateralmente due finestre ad arco e sopra al portale un occhio circolare. Sopra al portale, a destra, è immurata una lapide in cui è ricordata la soppressione della chiesa nel 1788 e la sua riapertura al culto avvenuta il 1.o gennaio 1944. Le facciate laterali sono anch’esse lisce, ad eccezione delle sporgenze dettate dalla cappella quadrangolare e dalla sacrestia sul fianco destro e della nicchia absidata su quello sinistro; sul lato meridionale si aprono due feritoie di epoca medievale, una mezzaluna rinascimentale ed un accesso secondario definito seriormente da un arco in mattoni a vista nella navata e due finestre ad arco alte e strette nel presbiterio, mentre sul lato sinistro vi sono solo due feritoie.
- Coperture
- La copertura della chiesa è a falde - due nella navata e nel presbiterio, tre nell’abside - con manto in coppi. All’intradosso la navata presenta la struttura a capriata lignea costituente sette campate, travetti e sottomanto in tavelle policrome, con decorazione a rombi rossi su fondo bianco, a vista. Il presbiterio invece è sormontato da una volta a crociera costolonata a cui si interseca una volta ad ombrello troncata a tre quarti, anch’essa costolonata.
- Campanile
- Il campanile, con una struttura assestante, si trova di fronte alla facciata della chiesa, ad una distanza di circa metri ?. Il fusto, a base quadrata, è in pietra a vista con gli spigoli messi in evidenza da conci di pietra sbozzata regolarmente e tre cornici marcapiano in pietra che lo percorrono orizzontalmente; all’interno i solai sono lignei e le scale a pioli sono in ferro. La cella campanaria, intonacata, presenta una bifora per lato ed al suo interno sono ospitate tre campane. A conclusione vi è un tamburo ottagonale, realizzato a fine Ottocento in sostituzione della precedente copertura a falde: è in mattoni a vista con archetti e occhi e copertura a falde con manto in coppi. Sul fronte meridionale, sotto alla cella campanaria, è collocato il quadrante dell’orologio.
- apparato decorativo
- L’interno della chiesa si presenta affrescato per tre quarti della lunghezza della navata e per due terzi dell’altezza, ossia nelle dimensione della chiesa prima dell’ampliamento sei-settecentesco. Sul fianco sinistro vi rimangono due scene del ciclo di affreschi del XIII secolo, molto lacunose: vi si riconoscono San Cristoforo con Gesù bambino in spalla e la Madonna in trono col Bambino, affiancata da un Santo monaco e Santa Elisabetta d’Ungheria e da due Santi vescovi. Sempre su questo fianco vi sono due scene non consecutive riferibili al registro inferiore del ciclo di affreschi trecenteschi riferibile alla scuola di Vitale da Bologna - il ciclo era organizzato su due registri sovrapposti composti da cinque scene ciascuno, ma di quello superiore si sono conservate solo alcune cornici - mentre le due scene centrali, nei restauri del 1992, sono state staccate e ricomposte sul fianco opposto: vi sono rappresentate a sinistra la crocifissione e l’ascensione, a destra la resurrezione e la discesa agli inferi. Un altro frammento potrebbe corrispondere alla pala dell’altare di San Giacomo in cornu evangelii. Gli affreschi che ricoprono l’arco santo ed il fianco destro della navata, fino alla cappella della Madonna, il presbiterio e l’abside sono stati realizzati da mani diverse e in periodi successivi a partire dal primo Cinquecento. Gli affreschi dell’arco santo sono suddivisi in tre registri orizzontali: quello superiore si riferisce all’episodio biblico di Caino e Abele, quello mezzano all’Annunciazione di Maria, mentre di quello inferiore rimane solo la parte a destra con San Lorenzo Martire; sul fianco destro della navata sono rappresentati Adamo ed Eva ed il sacrificio di Isacco; nel registro inferiore vi sono raffigurazioni di santi, come anche nelle pareti e nella volta della cappella della Madonna e all’intradosso dell’arco santo. Nella volta del presbiterio, divisa in quattro settori dagli arconi diagonali, sono rappresentati i dottori della chiesa; le pareti del presbiterio, i cui affreschi sono organizzati su due soli registri di cui quello inferiore con rappresentazioni di santi, presenta episodi della vita di San Martino a sinistra e di San Dionigi l’Areopagita a destra. Le pareti dell’abside, con una fascia inferiore decorata a velario, sono affrescate con le scene della nascita di Maria, della visita a Santa Elisabetta e della presentazione al tempio; nelle lunette d’imposta della volta invece è affrontato il tema della nascita di Gesù, quali la natività, l’adorazione dei pastori e dei pastori; nelle vele laterali della volta vi è una coppia di evangelisti per parte, poi una coppia di angeli ed al centro l’incoronazione di Maria, mentre in quelle di raccordo con il presbiterio immagini di profeti. Sul fianco sinistro in fondo alla chiesa si apre un bel portale in marmo di fine Seicento che dava in una cappelletta absidata denominata Sacrario. Nel restauro del 1973 il pavimento è stato rifatto in riquadri di cotto posti in opera diagonalmente; al centro è stata mantenuta la tomba della famiglia Bevilacqua coperta da una lastra in pietra in cui è inciso lo stemma nobiliare e la data 1659.
- Apparato liturgico
- L'altare maggiore seicentesco è stato scomposto e le sue parti sono state spostate. È un altare a mensa, impostata su un basamento di tre gradini in marmo giallo, che si trova nella posizione originale. La mensa in marmo bianco presenta un paliotto decorato con marmi screziati su toni del rosso, verde e grigio che formano dei motivi polilobati inscritti dentro quadrati: in quello centrale vi è rappresentato con intarsi di marmo San Martino a cavallo che dona metà del suo mantello; alle estremità vi sono due angeli in altorilievo. La mensa è stata avanzata dalla sua posizione per fungere da altare ad populum. Sopra la mensa era collocato il tabernacolo, contenuto in una struttura a tempietto con colonnine in marmo rosso che sorreggono una trabeazione spezzata e copertura a cupolino in marmi rossi verdi e grigi che formano disegni geometrici; ai lati vi erano le statue di due angeli. Il tabernacolo e le statue sono state collocate sulla mensa dell’altare dedicato al Santissimo Sacramento in cornu evangelii (già nel 1570 altare di San Dionisio - ligneo con la figura del santo dipinta sul muro - e nel 1758 di Santa Maria della Neve e San Dionisio Areopagita). In cornu epistolae vi è l’altare di San Lorenzo - nel 1570 ligneo con l’immagine del santo affrescata sulla parete. Entrambi gli altari della navata sono a mensa marmorea con paliotto e fianchi decorati con intarsi marmorei a motivi geometrici; le alzate di entrambi sono state smantellate nel 1951. Davanti all’altare del Santissimo Sacramento vi è il fonte battesimale in pietra risalente al 1758. In prossimità dell’ingresso principale vi è un’acquasantiera in pietra con il catino del 1609 impostato su una colonna con capitello composito; un’altra, sempre in pietra su colonna, è collocata accanto alla porta laterale.
- Impianto planimetrico
Notizie storiche
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- XI (?) (costruzione intero bene)
- Si presuppone già l’esistenza di una chiesetta pievanale con il titolo di San Martino.
- XIII (decorazione interno della chiesa)
- Realizzazione degli affreschi, di cui oggi si conservano ancora due brani sul fianco sinistro della navata.
- XIV (decorazione interno della chiesa)
- Realizzazione di un nuovo ciclo di affreschi, di cui oggi si conservano ancora due brani sul fianco sinistro della navata ed altri due che dal fianco sinistro sono stati spostati sul fianco destro nel restauro del 1992.
- XV ‐ XVI (decorazione interno della chiesa)
- Realizzazione di un nuovo ciclo di affreschi, che corrisponde agli attuali affreschi del fianco destro nella cappella della Madonna, dell’arco trionfale, al presbiterio e all’abside.
- fine XV (rifacimento intero bene)
- Realizzazione del nuovo presbiterio, in sostituzione del precedente di dimensioni ridotte e costituito solamente dall’abside.
- 1687 ‐ 1693 (completamento interno della chiesa)
- Realizzazione dell’altare maggiore in marmo, quando era parroco Mons. Leonardo Rinaldis. La mensa è riferibile alla bottega dei Pacassi di Gorizia, il tabernacolo è opera di Andrea Cavalieri di Venezia.
- fine XVII ‐ inizio XVI (ampliamento e rifacimento intero bene )
- Ampliamento della chiesa, con l’allungamento e la sopraelevazione della navata; realizzazione di nuove aperture e copertura degli affreschi parietali.
- 1696 ‐ 1697 (completamento interno della chiesa)
- Realizzazione dell’altare in cornu evangelii, oggi dedicato al Santissimo Sacramento, e dell’altare in cornu evangelii, dedicato a San Dionigi. Di questi altari si è conservata solo la mensa mentre le alzate sono state smantellate nel 1951.
- XVIII (ampliamento intero bene)
- Costruzione della sacrestia.
- XVIII (?) (costruzione esterno della chiesa)
- Erezione della torre campanaria.
- fine XIX (rifacimento esterno della chiesa)
- Realizzazione della nuova copertura della torre campanaria, costituita da un tamburo ottagonale con copertura a falde.
- 1913 ‐ 1926 (restauro interno della chiesa)
- Gli affreschi parietali, nascosti dallo strato di intonaco per due secoli, furono scoperti da don Giovanni Evangelista Bressan, riportati in luce e restaurati.
- 1944 ‐ 1946 (rifacimento e restauro interno della chiesa)
- In seguito alla riapertura al culto avvenuta nel 1944 con contestuale rielevazione a parrocchiale, fu attuata una serie di interventi di rifacimento e sistemazione della chiesa, tra cui l’abbassamento del piano presbiterale e la rimozione della tomba dei sacerdoti che si trovava sotto il pavimento del presbiterio, la rimozione di un mantile marmoreo che si trovava sulla parete dell’abside. In quest’occasione furono anche restaurati gli affreschi del presbiterio ad opera di Leopoldo Perco.
- 1973 (ristrutturazione intero bene)
- Intervento di ristrutturazione in cui sono state modificate le aperture della facciata (le finestre quadrate con grata ai lati sono state sostituite con due finestre ad arco e la mezzaluna centrale con un occhio circolare) e ripristinata la porta laterale cinquecentesca, chiudendo quella realizzata nei lavori tra Sei e Settecento; le murature furono sanate dall’umidità e fu realizzata la nuova pavimentazione; fu inoltre demolito il campaniletto a vela che si ergeva sopra la facciata.
- 1992 (restauro intero bene)
- Intervento di restauro generale dell’edificio, che comprese sia l’edificio che l’apparato pittorico.
- XI (?) (costruzione intero bene)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1974)
- L’altare maggiore rivolto a Dio è stato scomposto in parti e spostato dalla sua posizione originale: la mensa è stata riutilizzata come altare verso il popolo ed il tabernacolo con la sua struttura a tempietto e le statue sono state collocate sulla mensa dell’altare in cornu evangelii; dietro all’altare ad popolum sono state posizionate tre sedute lignee che costituiscono l’attuale sede e a destra del presbiterio un leggio ligneo.
- navata ‐ aggiunta arredo (1974)
- Il fonte battesimale è stato spostato dalla sua posizione originale in fondo alla chiesa e collocato nei pressi dell’altare in cornu evangelii.
- presbiterio ‐ aggiunta arredo (1974)
📿 Istantanea e informazioni del giorno
| Popolazione: | TERZO DI AQUILEIA |
| Abitanti: | 803 |
| Parroco: | REV. SINUHE MAROTTA |
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