(MONTESPERTOLI) S. ANDREA A MONTESPERTOLI

Índice
  1. ⏳ A che ora sono le messe in S. ANDREA A MONTESPERTOLI?
  2. ⛪Qual è la posizione della chiesa?
  3. ℹ️Approfondimento sulla chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🕊️ Immagine e dati del giorno

⏳ A che ora sono le messe in S. ANDREA A MONTESPERTOLI?

In questa pagina potrai consultare gli orari delle messe all’interno della messa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giornate, sia nei giorni feriali, i giorni di festa o le vespri festivi.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

⛪Qual è la posizione della chiesa?

Se vuoi indicazioni per trovare la messa, più in basso potrai consultare la piantina insieme a riferimenti per rendere semplicissimo arrivare a questo luogo.

ℹ️Approfondimento sulla chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Propositura di Sant’Andrea

  • La chiesa di S. Andrea è ubicata nel Comune di Montespertoli. Si trova “a cavaliere della via Volterrana” (Marcello Nardi Dei), “fra la Val-di-Pesa e la Val-d’-Elsa sulla cima di una Collina” (Luigi Santoni). Sorge in un contesto urbano, al centro dell’omonima cittadina (259,00 m s.l.m.). Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica che, con i locali parrocchiali, vi sorge in adiacenza destra. Sul retro, sul lato sinistro, è la torre campanaria. I rivestimenti esterni sono ad intonaco tinteggiato in bianco. La facciata è a salienti, la pianta a tre navate.

    • Pianta
      • La chiesa ha pianta basilicale a tre navate orientata a sud. Sul lato sinistro del presbiterio è l’accesso alla torre campanaria. Nella parete della navata laterale destra si apre, presso il presbiterio, l’accesso alla sagrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 30,00; lunghezza fino all'arco absidale: m 25,60; larghezza totale: m 16,60; larghezza della navata centrale: m 7,00.
    • Facciata
      • Preceduta da un sagrato lastricato in pietra, la facciata è a salienti, con le cornici d’imposta delle coperture in arenaria, così come le mostre dei tre portali architravati. Sul colmo si trova una croce metallica. Tre monofore centinate, con vetrate policrome, sono aperte nel registro superiore; nella lunetta che sormonta il portale centrale vi è un mosaico con la raffigurazione di “Sant’Andrea”. I tre portoni sono lignei, con semplici specchiature nelle ante.
    • Campanile
      • Il campanile neomedievale è a pianta quadrata, costruito in laterizio e si eleva su tre livelli, con bifore in corrispondenza del secondo livello e con la cella campanaria provvista di cinque campane azionate elettricamente; ha una copertura a padiglione con una croce metallica sul colmo. Le facce sono decorate con archetti ciechi; su una delle facce è un tondo neorobbiano in terracotta invetriata.
    • Interno
      • L’interno è a tre navate, con la centrale che si apre sulle laterali mediante cinque arcate a tutto sesto per lato, poggianti su pilastri in muratura a pianta rettangolare. Il presbiterio è rialzato di quattro gradini e reca al centro la mensa eucaristica in marmo, sul retro della quale sono la sede lignea ed un setto a guisa di dossale, rivestito in marmo, sul quale insiste una statua lignea della “Madonna con il Bambino”. Nell’abside ha sede l’organo del 1966; il Crocifisso su tavola posto a pendere al centro dell’arco absidale è ligneo. Due sono gli altari, in bicromia di marmi, posti alle testate delle navate laterali, con il tabernacolo che si trova al centro dell’altare nella navata sinistra (qualificato da uno sportello in ottone lavorato a sbalzo), dove è pure un Crocifisso ligneo quattrocentesco. Nel dossale dell’altare di sinistra si trova invece il trittico trecentesco della “Madonna con i Santi Pietro, Michele, Benedetto e Andrea”, attribuito al Maestro della Madonna della Misericordia e a Niccolò di Pietro Gerini. Nella parete della navata laterale destra, verso la controfacciata, ha sede, in una nicchia centinata, il fonte battesimale, costituito da tre formelle, in marmo intarsiato in bicromia, di pertinenza dell'antico fonte battesimale della pieve di Santa Maria a Coeli Aula, risalenti al XII secolo; ai lati del fonte sono affisse a parete altre quattro formelle. Le due acquasantiere a colonna addossate ai pilastri delle prime arcate sono in marmo. I rivestimenti interni sono ad intonaco tinteggiato in bianco. Lungo la parete longitudinale sinistra sono appesi i quadri raffiguranti la “Deposizione di Cristo dalla croce con Maria” e “La Madonna che mostra il Bambino a San Francesco”. In controfacciata si trova un quadro centinato raffigurante la “Madonna con il Bambino e due Santi”. La chiesa prende luce da tre monofore con vetrate policrome aperte in controfacciata e da dieci monofore, poste cinque per parte, nelle pareti laterali della navata centrale in corrispondenza del cleristorio. Di queste, otto hanno vetrate policrome, le ultime due (presso il presbiterio) hanno lastre in alabastro. Inoltre sono presenti nell’abside altre due monofore con vetrate policrome. Nella parete della navata laterale sinistra vi sono ulteriori quattro finestre circolari con vetrate policrome, mentre quelle di forma analoga, nella parete della navata opposta, sono cieche all’infuori della prima. Nella canonica si trova un altro Crocifisso ligneo, proveniente dalla pieve di S. Maria a Coeli Aula, che, secondo la tradizione, sarebbe quello davanti al quale era solita pregare S. Verdiana da Castelfiorentino. L'altezza massima della navata centrale è m 12,20, la minima m 11,00; quella massima delle navate laterali m 8,00, la minima m 6,70.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • La pavimentazione è in marmo, con elementi rettangolari in giallo ambrato alternati a quadrelli in nero e fasce in verde.
    • Coperture
      • La copertura della navata centrale poggia su otto capriate, con orditura primaria e secondaria lignee e scempiato in cotto. La copertura delle navate laterali è a leggio e poggia su sette travi, con orditura secondaria e scempiato in cotto. Il manto di copertura della navata centrale è in coppi e tegole, quella delle navate laterali in tegole marsigliesi.

Notizie storiche


    • 1000 (origini carattere generale)
      • In origine a Montespertoli (Montispertuli, Monte Sipertuli, Montexpertule, Monte Sighipertuli, monte di Sighipert, nome personale di origine longobarda nella versione diminutiva latinizzata di Sighipertulus), esiste la chiesa di S. Andrea, suffraganea della pieve di S. Pietro in Mercato, e costituisce la cappella del locale castello. La località è forse ricordata già nell’aprile dell’anno 1000, ma non è certo che il documento si riferisca proprio a questo luogo.
    • XI ‐ 1208 (cenni storici carattere generale)
      • Montespertoli è ancora citato nel 1083, nel 1091, nel 1097 e nel 1098, allorché vi posseggono numerosi beni Ugo di Ildebrando e la moglie, Imilda di Rodolfo, che li cedono ad Uberto di Benzo “causidico” (uomo di legge), il quale, dopo aver sposato Imilda, restata vedova di Ildebrando, li dona alla badia di Passignano. Il castello è dei Cattani da Montespertoli, consorti dei conti Alberti di Mangona; nel 1168 spetta ad Arrigo di Manfredi e alla moglie, Adelasia di Brunetto degli Uberti; nel 1191 ad Arrigo ed al figlio Ranieri. Un altro Arrigo nel 1203 è podestà di Volterra. In quegli anni (1208) i Da Montespertoli, ai quali spetta il patronato di S. Andrea, sono consorti di Maghinardo di Alberto detto Nontigiova dei conti Alberti.
    • 1268 ‐ 1311 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1268 sono noti Boso, Tinaccio, Baldo, Zelle e Berto da Montespertoli, tutti di parte ghibellina. Nelle decime pontificie del 1276 la chiesa di S. Andrea è tassata per 4 libbre. Nel 1280 viene esiliato come ghibellino Arrigo da Montespertoli e nel 1281 Bertaldo. Nel 1283 Montespertoli risulta essere un libero comune. Nel 1289-1301 il castello di Montespertoli spetta a Lotteringo da Montespertoli, sempre della fazione ghibellina. I membri di tale famiglia sono nuovamente esiliati nel 1306. Nel 1309 è rettore di S. Andrea prete Antelmino. Nel 1311, con la confisca dei beni dei figli di Filippo da Montespertoli effettuata dalla Repubblica guelfa fiorentina, un terzo del patronato di S. Andrea passa ai Capitani di Parte Guelfa.
    • 1340 circa ‐ 1367 (cenni storici carattere generale)
      • Verso il 1340 la contessa Margherita di Ciano d’Agnolo da Montespertoli possiede anche una parte del castello di Mangona degli Alberti, che cede ai Bardi. Nel 1361 è noto Angelo di Arrigo da Montespertoli, che viene tassato dal Comune di Firenze per 5 fiorini. Nel 1365-1367 esiste nel borghetto di Montespertoli uno spedale per “bianti et pellegrini” intitolato a S. Maria e dipendente da S. Andrea; alla chiesa è unita l’altra di S. Paolo a Megnano.
    • 1380 ‐ 1393 (cenni storici dipinto su tavola, patronato)
      • Verso il 1380/1385 viene dipinto un trittico raffigurante la “Madonna con i Santi Pietro, Michele, Benedetto e Andrea”, attribuito dal Boskovits al Maestro della Madonna della Misericordia e a Niccolò di Pietro Gerini (circa 1345-1415), precedentemente dato alla scuola del Gaddi e da Umberto Baldini a Giovanni Del Biondo (1330/1335-1398), ora nell’attuale chiesa di S. Andrea, ma in origine eseguito forse per un’altra chiesa. Alla fine di quel secolo la famiglia da Montespertoli si estingue in Cigno di Agnolo, che nel 1393 lascia suo erede Lorenzo Machiavelli, possidente di molti beni nella zona, compresa la metà del castello ed i due terzi del patronato sulla chiesa di S. Andrea, mentre l’atro terzo spetta sempre ai Capitani di Parte.
    • 1427 ‐ XV fine (cenni storici carattere generale, Crocifisso ligneo)
      • Nel 1427 il castello e i beni di Montespertoli, compreso il patronato di varie chiese nel piviere di S. Pietro in Mercato, fra le quali anche quello di S. Andrea, spettano a Boninsegna di Francesco Machiavelli (per un quarto) ed ai figli di Lorenzo e di Boninsegna di Filippo: rispettivamente Filippo, Agnolo, Giovanni e Francesco e Guido, Niccolò, Zotto (Giotto) e Giovanni. Un terzo del patronato è sempre dei Capitani di Parte. Fin dal Quattrocento la località viene denominata Mercatale di Montespertoli, sostituendo dal 1465 il precedente ‘mercatale’ presso la pieve di S. Pietro. Alla fine del Quattrocento è scolpito un Crocifisso ligneo, ora posto sull'altare della navata sinistra.
    • XVI ‐ 1568 (ricostruzione - cenni storici chiesa)
      • Nel Cinquecento la sede podestarile viene trasferita dalla località di S. Pietro a Mercatale a Montespertoli. Viene costruita nel borgo la chiesa parrocchiale (elevata a prioria), in luogo della precedente chiesetta castellana, trasformata a cappella privata e in seguito sconsacrata e ridotta ad usi profani. Nel 1551 il ‘popolo’ di S. Andrea conta 345 anime. Nel 1565 alla prioria di S. Andrea è annessa la rettoria di S. Giusto a Mezzana. Nel 1568 la chiesa è descritta a tre navate, con due altari laterali; vicino vi sorge la sede della Compagnia del SS. Sacramento.
    • 1665 ‐ 1667 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1665 i Giachi, i Casali ed i Quercetani fanno giungere a Montespertoli dalle catacombe di Roma le reliquie di S. Ilicinio Martire. Inizialmente poste in un oratorio lungo la via Fiorentina, di fronte al palazzetto podestarile, nel 1667 sono traslate nella chiesa S. Andrea presso un altare appositamente eretto a spese della Comunità.
    • 1726 ‐ 1745 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1701 esiste in S. Andrea la Centuria di S. Ilicinio. Nel 1726 i due terzi del patronato sulla chiesa di S. Andrea, allora spettanti a Francesco Maria di Niccolò di Lorenzo Machiavelli, passano per suo testamento ai marchesi Rangoni di Modena. L’altro terzo spetta al Granduca. Nel 1745 il ‘popolo’ di S. Andrea conta 558 anime.
    • 1824 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1824 diviene priore di S. Andrea don Michele Benelli. Il patronato spetta “al Granduca “per i soppressi Capitani di parte per una volta soltanto, e alla Nobil Famiglia Machiavelli Rangoni per due volte”. “Sotto la mensa dell’altar maggiore si conserva in una cassa di legno dorato il corpo di S. Ilicinio martire, vestito all’eroica” (Luigi Santoni). Annessa vi esiste sempre la sede della Compagnia del SS. Sacramento. Nel 1833 il ‘popolo’ di S. Andrea conta 1.153 anime, nel 1839 1.274 e nel 1847 sono 1.590.
    • 1873 ‐ 1898 (cenni storici carattere generale)
      • Attorno al 1873 nasce un Comitato per la riqualificazione della chiesa, ritenuta “troppo angusta all’attuale popolazione”. Il patronato spetta allora ai Geppi. “L’attuale parrocchia di S. Andrea a Montespertoli comprende in sé le due soppresse parrocchie di San Paolo e di S. Prospero che avevano esistenza distinta avanti il 1500” (Marcello Nardi Dei). Nel 1886 risulta essere parroco don Leopoldo Pratesi, che lo è ancora nel 1898; allora la parrocchia conta 2.600 anime.
    • 1893 ‐ 1894 (ricostruzione campanile)
      • Tra il 1893 ed il 1894 viene ricostruita la torre campanaria neomedievale per interessamento di don Giovanni Cigheri (1841-1915), appartenente ad una famiglia di un certo peso nella Montespertoli sette-ottocentesca ed autore, nel 1895, delle “Notizie storiche sulla SS. Annunziata e ragguagli sui miracoli compiuti dalla Santa Immagine”. Egli fu cappellano a S. Andrea, dove aprì una casa d'accoglienza "per i poveri vecchi cronici" che chiamò "Ospizio maschile e femminile di Santa Maria della Misericordia"; fu assessore alla Pubblica Istruzione e rettore della locale Misericordia. L’opera architettonica è eseguita dal capomastro Bonfilio Fiaschi, su disegno di Giovacchino Cigheri, allora consigliere comunale, riconfermato in tale ruolo fino al 1912 (nel 1876 egli aveva proposto al sindaco di Montespertoli di collegare mediante una tubazione sottoterra il pozzo nella sua proprietà con quello di piazza Nuova, attuale piazza del Popolo).
    • XX inizi ‐ 1905 (restauro chiesa)
      • Agli inizi del Novecento la chiesa viene restaurata e nel 1905 l’arcivescovo di Firenze Alfonso Maria Mistrangelo (1852-1930) eleva la prioria a prepositura, rimanendo sempre suffraganea della pieve di S. Pietro in Mercato.
    • 1944 ‐ 1953 (restauro/ricostruzione chiesa)
      • Dopo le distruzioni belliche subite nel 1944, ad iniziare dal 1945 la prepositura è radicalmente restaurata e quasi del tutto ricostruita su progetto dell’architetto don Marcello Peruzzi e per volontà dell’arcivescovo Elia Dalla Costa (1872-1961) e del preposto, monsignor Gino Bonanni (1913-1995) da Vicchio del Mugello, divenuto parroco di S. Andrea nel 1944. La famiglia Casagni, Pierina Francolini e il marito, il cavalier Remo Razzolini, contribuiscono economicamente alla realizzazione dei lavori per la ricostruzione della pavimentazione e dell’altar maggiore marmoreo. L’edificio sacro viene consacrato il 16 agosto 1952 dal vescovo di Volterra Antonio Bagnoli (n. 1902). Nel 1953 monsignor Bonanni diviene pievano di Borgo S. Lorenzo.
    • 1961 ‐ 1979 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1961 diviene preposto di S. Andrea don Dino Marranci (n. 1920) da Montespertoli. Nel 1966 la ditta Pinchi di Trevi realizza l’organo elettrico a 18 registri (Opus 229). Nel 1970 la parrocchia conta 2.715 anime. Nel corso degli Anni Settanta avviene l’adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare. Nel 1973 don Marranci fa restaurare un turibolo settecentesco realizzato dall’argentiere Zanobi Biagioni (notizie dal 1758 al 1803).
    • 1985 ‐ 1993 (cenni storici carattere generale)
      • Dal 1985 diviene parroco don Roberto Bartolini (1944-2021) da Ronta, che ci rimarrà fino al 2020 (sarà vicario foraneo di zona dal 1985 al 1993). Nel 1986 sono uniti al territorio parrocchiale di S. Andrea quelli di S. Maria a Coeli Aula, di S. Ilario a Lungagnana e di S. Maria alla Torre. Nel 1993 la parrocchia conta 3.523 anime.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ intervento strutturale (1970)
      • Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nel corso degli anni ’70. Al centro del presbiterio la mensa eucaristica in marmo consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 251 x 75 x 97 (h). Tabernacolo in marmo, con sportello in ottone lavorato a sbalzo, posto al centro dell’altare di testata della navata laterale sinistra. Sede lignea, mobile, attualmente collocata al centro del presbiterio, davanti al dossale d’altare. Leggio in marmo posto sul lato sinistro del presbiterio. Fonte battesimale in marmo posto in nicchia dedicata in parete laterale destra. Due confessionali lignei sono addossati alle pareti delle navate laterali.

🕊️ Immagine e dati del giorno





Popolazione:MONTESPERTOLI
Abitanti:3500
Parroco:REV. CARLO BALLERINI
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