(FIRENZE) S. LUCIA A TRESPIANO

📍 VIA S. LUCIA 6 (FIRENZE), FIRENZE - 50139 (FI)
🕎 A che ora sono le messe in S. LUCIA A TRESPIANO?
In questa pagina potrai vedere gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giorni, sia nei giornate lavorative, i giorni di festa o le vespri festivi.
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🛐Come posso trovare la chiesa?
Se vuoi orientamento per arrivare a la messa, in questa pagina potrai vedere la piantina insieme a segnalazioni per rendere facile arrivare a questo luogo.
📖Approfondimento sulla chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Santa Lucia a Trespiano
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La chiesa di S. Lucia si trova a Trespiano, frazione del Comune di Firenze. Sorge lungo la via Bolognese (ca. 265.90 m s.l.m.), "nel pianoro del poggio situato alle spalle di quello della Lastra sopra Firenze, fra le scaturigini de' torrenti Mugnone e Terzolle" (Emanuele Repetti). Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica che, con la sagrestia ed i locali parrocchiali, vi è costruita in adiacenza destra e alla cui estremità si trova quella che era la sede della scuola di catechismo eretta nel 1932 e qualificata da un portale neo-tardocinquecentesco, con la cimasa recane una testa alata di cherubino e l'iscrizione "ANNO DOMINI MCMXXXII / SCUOLA DI CATECHISMO / IN MEMORIA DI MARIA RIBIGHINI", e da due monofore laterali con vetrate policrome. Addossata sul fianco sinistro è quella che un tempo era la sede della Compagnia. Il campanile a vela è impostato sul retro, sul lato destro. I rivestimenti esterni sono ad intonaco tinteggiato in bianco crema. Preceduta da un piccolo sagrato coperto a ghiaia, la facciata è a capanna, la pianta a croce latina.
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- Pianta
- La chiesa ha pianta a croce latina, con i bracci del transetto aventi uno sviluppo assai limitato e abside semicircolare orientata a est. Nella parete destra del transetto è l’accesso alla sagrestia; nella parete sinistra dell'aula la porta dà accesso ai locali nei quali è oggi tripartita l’originaria sede della Compagnia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 18,70; lunghezza fino all'arco absidale: m 15,00; lunghezza fino all'arco trionfale: m 10,20; larghezza del transetto: m 7,10; larghezza della navata: m 4,50.
- Facciata
- La facciata è a capanna, sul colmo è una croce metallica. I grandi conci lisci in arenaria sono a vista, la finestra circolare aperta nel registro superiore ha la mostra strombata in arenaria e una vetrata a rulli piombati. Sul lato sinistro è il modesto volume di quella che fu la sede della Compagnia, il cui portale architravato è in arenaria; sul lato destro è un accesso, detto “per i poveri”, attraverso il quale si giunge in sagrestia e quindi in chiesa, qualificato da una lunetta a pieno centro tinteggiata a finti motivi a tarsia marmorea neoromanica e recante al centro una finestrella rombica; di lato si trova una croce sul monte in ricorso delle "missioni" e una lapide funebre marmorea dal 1724. Il portale in facciata è architravato su mensolette laterali e reca, nella lunetta sovrastante, un bassorilievo in marmo raffigurante a bassorilievo il busto di S. Lucia; il piccolo stemma posto più in alto, che raffigura l'emblema delle chiavi di S. Pietro del Capitolo di Fiesole e l'iscrizione "ARMA PATRONORUM", è parimenti in marmo. Il portone è ligneo, con specchiature a punta di diamante.
- Campanile
- Il campanile è a vela, in conci isodomi, provvisto di due campane. Sul colmo reca una croce metallica.
- Interno
- Preceduto da un arco a tutto sesto, perimetrato in alto da motivi neoromanici ispirati a S. Miniato al Monte, il presbiterio è rialzato di un gradino e reca al centro la mensa eucaristica in arenaria. Sul retro è l’abside semicircolare, intonacata, con al centro un Crocifisso ligneo. Il tabernacolo in arenaria, con lo sportello in ottone, è posto sul lato sinistro dell’arco absidale; alle testate del corto transetto sono medaglioni in ceramica a fondo oro con la raffigurazione parziale della Via Crucis; nel transetto sinistro si trova un bassorilievo marmoreo raffigurante "Il Buon Pastore". Al centro delle pareti laterali dell’aula, in conci non isodomi a vista, i due altari hanno la mensa in arenaria che poggia su un basamento centrale in arenaria con la fronte in lastre di marmo recanti tarsie neoromaniche; anche le due colonnine tuscaniche laterali sono in marmo bianco. Nella parete sinistra la trifora, posta in basso, prospetta sul locale già sede della Compagnia e, come quella nella parete opposta che dà sulla sagrestia, ha i colonnini in ceramica dipinti in verde di Prato con basi e capitelli in marmo bianco. Le mostre delle trifore neoromaniche sono in gesso trattato in bicromia di bianco e di verde, come quelle degli arconi a pieno centro degli altari laterali e della lunetta in controfacciata; il dipinto nella parete sinistra è su tavola e raffigura "Santa Lucia"; nella parete opposta si trova il bassorilievo ligneo di "Maria mater Gratiae" dell'Aloisi. La bussola in controfacciata è lignea; la strombatura della finestra circolare è decorata, l’acquasantiera sul lato destro è in marmo, su colonna. Sono in ceramica i bassorilievi alle pareti laterali, raffiguranti momenti della Passione di Cristo. La chiesa prende luce dall’occhio in facciata, da due coppie di monofore con vetrate policrome, aperte nelle testate del transetto e da cinque monofore, chiuse con lastre d'alabastro, poste nella parete absidale. L'altezza massima della navata è m 5,90, la minima m 5,10.
- Pavimenti e pavimentazioni
- Nella sezione centrale dell’aula la pavimentazione è in cotto, con mattoni smaltati e disposti a spina; le fasce laterali recano lastre quadrate in marmo rosso sul tipo del marmo di Verona. La pavimentazione del presbiterio è realizzata con alternanza di lastre quadrate in marmo e mattoni in cotto, smaltati e disposti a spina ortogonale.
- Coperture
- La copertura della navata poggia su due capriate lignee, arcarecci e correntini; con tutti gli elementi lignei sono decorati in stile neomedievale con motivi geometrici policromi; lo scempiato è in cotto. Il manto di copertura del tetto a capanna è in coppi e tegole piane.
- Pianta
Notizie storiche
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- X ‐ XI (origini carattere generale)
- La chiesa di S. Lucia a Trespiano ("Transplanum", "Transpiano", documentato nel 967 e nel 984, al di là del piano, oltre il Pian di Mugnone), in origine dedicata a S. Maria, risale a prima dell'anno Mille, probabilmente al X secolo. La chiesa è di patronato dei signori di Cercina, cattani dai quali discendono i Catellini da Castiglione (castello immediatamente sopra Cercina, alle falde di Monte Morello). Nel 1995 però la Ceccobelli ipotizza che questa chiesa originaria potesse avere anche una diversa ubicazione.
- 1274 ‐ 1303 (cenni storici spedale di S. Bartolomeo e di S. Lucia)
- Lo spedale di Trespiano, che da documenti successivi sappiamo essere dedicato a S. Bartolomeo, posto lungo uno strategico percorso territoriale seguito anche dai pellegrini provenienti da Bologna e diretti a Roma, non paga la decima vaticana negli anni 1274-1277, ma la deve nel 1303. Regolari decime sono sempre pagate in quegli anni dalla chiesa di S. Maria. Nel 1278 (1276 secondo il Repetti, ma è un errore) Beatrice di Rodolfo di Guido Borgognone dei conti Alberti di Capraia, vedova di Marcovaldo di Guido dei conti Guidi di Dovadola, lascia, con il suo testamento, 5 libbre per l'acquisto di "letta e panni per i poveri" dello spedale di Trespiano, che sempre la Ceccobelli ipotizza potesse essere dedicato anche a S. Lucia oppure, più probabilmente, che ne esistesse un secondo dedicato a tale santa. Nel 1299 è deposto il rettore dello spedale di Trespiano, Morico, a causa della sua scorretta gestione.
- 1348 ‐ 1379 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1348 esiste presso la chiesa di S. Maria la Compagnia di Maria Vergine. Durante la guerra con Pisa la zona viene devastata nel 1364 da Giovanni Acuto e nel 1379 la chiesa di S. Maria ed il suo 'popolo' si ritrovano ancora in pessimo stato a causa dei riverberi della peste e della guerra. Mancando oltre tutto di rendite consistenti, non si trova chi accetti di esserne rettore. In un documento dell'11 aprile di quell'anno il Capitolo di Fiesole delibera "che si alloghino i beni della chiesa [...] da tanto tempo priva del rettore [...] e che si cerchi qualche chierico o persona ecclesiastica che possa amministrarla".
- 1392 ‐ 1398 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1392 è nominato per la prima volta lo spedale di S. Lucia, al quale nel 1398 sarebbe stato unito quello soppresso di S. Bartolomeo, allora non più genericamente definito Spedale di Trespiano. Esistono in chiesa le sepolture di Bonamico di Terrarossa (Bonamici da Terrarossa) e dei Bartolini e ai primi spetta anche uno stemma tuttora esistente ("d'argento, al compasso aperto in scaglione di rosso, accompagnato in punta da un crescente montante dello stesso").
- 1441 ‐ XVI inizi (cenni storici carattere generale)
- Nella visita pastorale del 1441 si parla ancora dello "hospitale de Lucia seu de Bartholomei de Trespiano". Nel Quattrocento, dopo tale data, viene mutata la dedicazione della parrocchiale da S. Maria a S. Lucia, oppure, più verosimilmente secondo la Ceccobelli, potrebbe essere stato trasferito il titolo della parrocchiale di S. Maria, mai ripresasi dalla sua decadenza, nell'oratorio dello spedale di S. Lucia. Nel 1480 si cita per la prima volta il 'popolo' di S. Lucia a Trespiano e nel 1503 si parla dello "hospitale S. Bartolomei seu S. Mariae a Trespiano", come se il titolo di S. Maria fosse passato dalla chiesa allo spedale stesso e, viceversa, quello dello spedale (S. Lucia) alla chiesa. Nel Quattrocento è scolpito un bassorilievo raffigurante il volto di Cristo ed un cervo entro girali. Fra Quattrocento e Cinquecento viene scolpito anche un Crocifisso processionale ligneo e policromo.
- 1597 ‐ XVI fine (descrizione chiesa)
- Nel 1597 il vescovo di Fiesole Alessandro Marzi Medici (1557-1630) visita la parrocchiale di S. Lucia. Allora, oltre all'altar maggiore, esistono due altari laterali: quello di sinistra recante una "tavola" raffigurante "La Vergine e Santa Lucia" (oggi disperso), quello di destra un "Sancto Episcopo" (parimenti oggi disperso). In facciata è collocato lo stemma del Capitolo di Fiesole, che ne detiene il patronato.
- 1613 ‐ XVII (cenni storici carattere generale)
- Nella visita pastorale del 1613, al tempo del vescovo fiesolano Bartolomeo Lanfredini (m. 1614) la chiesa è detta "parociale S. Maria et S. Lucia de Trespiano"; nel medesimo anno i Velluti costituiscono un censo con la chiesa di S. Lucia di Trespiano, che poi estinguono nel 1781 (Archivio Velluti Zati, Anghiari, Fondo del Palazzo di S. Clemente, Contratti, 118-5, cc. 19), e il patronato passa dal Capitolo di Fiesole a Andrea de' Medici. Ancora nel Seicento esiste lo spedale, che ha quattro posti letto, due per uomini e due per donna.
- 1707 ‐ 1765 (cenni storici carattere generale)
- Dal 1707 alla sua morte è parroco di S. Lucia don Giuseppe Filippo di Giuseppe Maria Donati (1673-1740), le cui sorelle Caterina Antonia vedova Biscioni e Maria Angela maritata Calamandrei pongono in chiesa la sua lapide sepolcrale. Nel 1735 il patronato della chiesa spetta sempre ai Medici, mentre alcuni benefici sono dei Gondi, dei Capponi e dei Guicciardini. Nel 1751 è soppresso lo spedale di S. Bartolomeo. Nel 1765 esiste presso S. Lucia la Compagnia di S. Giuseppe.
- 1775 ‐ 1786 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1775, per iniziativa di Pietro Leopoldo, viene aperto il cimitero delle Ballodole ("Vallodole", Valle delle Allodole), circa un miglio più a sud dell'attuale cimitero di Trespiano, vicino alla chiesa di S. Pietro a Careggi, dove forse esisteva già un campo di sepoltura impiegato "per il basso popolo" di Firenze fin dal Medioevo. Nel 1780 il patronato di S. Lucia è già oramai passato ai Gondi. Nel 1783, in occasione del provvedimento che proibisce le tumulazioni nelle chiese, si sceglie per seppellire la povera gente un terreno posto a monte della chiesa di S. Lucia, entro il suo 'popolo', poi aperto nel 1784. Nel 1786 i patroni della chiesa, i Marucelli e le monache della Quiete, vi rinunciano.
- 1795 (passaggio alla diocesi fiorentina carattere generale - parrocchia)
- In conseguenza dell'apertura del cimitero fiorentino di Trespiano, che ricade entro il 'popolo' di S. Lucia e che d'ora in poi deve spettare a Firenze, la parrocchia di S. Lucia si vide coinvolta in uno scambio, passando nel 1795 alla diocesi fiorentina; in cambio è assegnata alla diocesi di Fiesole la parrocchia di S. Martino a Mensola, che lo era già stata in antico. È allora parroco don Francesco Ciocchi. La chiesa internamente ha allora un aspetto barocco, coperta da uno stoiato e con due altari laterali, che non sappiamo se risalenti al Seicento o al Settecento.
- 1800 ‐ 1847 (riparazioni alle coperture intero bene)
- Nel 1800 è parroco di S. Lucia don Giuseppe Santini e dal 1832 don Angiolo Lastrucci, che trova la chiesa oramai inadeguata alle moderne esigenze a causa della sua ristrettezza. In seguito, però, viene solo rifatto lo stoiato che copre l'abside ed in parte quello della canonica. Gli altari laterali sono allora sprovvisti di quadri e si ottengono i finanziamenti per la realizzazione di un quadro per uno di essi. A causa di alcuni eventi meteorici, crollano una parte del tetto della chiesa ed una della canonica, per restaurare le quali il Lastrucci deve spendere il denaro che aveva ricevuto per far dipingere il quadro. Il patronato della chiesa spetta ai Tartini Salvatichi, che possiedono vari beni nel territorio circostante, e al suo interno si riunisce la Compagnia del SS. Sacramento. Nel 1833 il 'popolo' di S. Lucia conta 299 anime, nel 1847 347.
- 1857 ‐ 1930 (cenni storici carattere generale - parrocchia)
- Nel 1857 diviene parroco di S. Lucia don Francesco Barchi, che lo risulta ancora essere nel 1898. Nel 1905 lo è don Francesco Bacci, che vi rimane fino al 1929. Per i due anni seguenti la chiesa resta priva del parroco perché nessuno vuol accettare la nomina a causa delle precarie condizioni della chiesa e della canonica (sebbene nell'"Annuario Toscano" del 1930 si riporti ancora lui come parroco). Le messe sono officiate dai Cappuccini del cimitero di Trespiano e dal parroco di S. Croce al Pino in via Bolognese.
- 1931 ‐ 1934 (ristrutturazione in stile chiesa)
- L'attuale aspetto neoromanico si deve agli interventi di ristrutturazione realizzati fra il 1931 ed 1934 a cura diretta del nuovo parroco Serafino Ceri, che conducono anche all'ampliamento dell'edificio nella zona presbiteriale mediante una nuova abside semicircolare. L'arcone del transetto è decorato a finta tarsia marmorea, ispirandosi al modello di S. Miniato al Monte. Dei due altari laterali neoromanici, quello di sinistra è realizzato nel 1933 a spese di Eugenio ed Erminia Grassi. Vi sono riportati frammenti lapidei in pietra serena, stemmi ed epigrafi provenienti dall'antica chiesa. Viene ristrutturata anche la canonica e nel 1932 sono costruite le nuove stanze per il catechismo, finanziate dalla contessa Emma Margarucci Ribighini in memoria di Maria Ribighini, che nel 1934 dona alla chiesa anche la scultura di un "Cristo Re".
- 1936 (apposizione lapide e bassorilievo chiesa, interno)
- Nel 1936 è apposta la lapide commemorativa di don Ceri e viene inserito il bassorilievo in legno dipinto raffigurante "Maria Mater Gratiae", donato da Luisa Noferini in memoria dei signori Taddei, opera di Aristide Aloisi (noto 1908-1936), eletto Accademico Onorario dell'Accademia delle Arti del Disegno nel 1920, già autore nel 1909 delle decorazioni della cappella Pettini nel cimitero delle Porte Sante, degli elementi decorativi della facciata dello stabilimento termale del Tettuccio a Montecatini, di un leggio intarsiato neoquattrocenteco per la chiesa di S. Francesco a Fiesole e nel 1818 di una statua del "Sacro Cuore di Gesù" per la basilica fiorentina di S. Croce. Frattanto la Soprintendenza non consente la demolizione del campanile, allora pericolante.
- 1938 (demolizione e ricostruzione campanile)
- Nel 1938 le condizioni statiche del campanile sono sempre più precarie, che viene demolito e sostituito con uno nuovo, inaugurato il 13 dicembre di quell'anno (giorno di S. Lucia), alla presenza del ciclista Gino Bartali, che viene festeggiato dai parrocchiani.
- 1944 ‐ 1957 (danni bellici e ripristini abside)
- Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944 vanno distrutte le lastre marmoree che chiudono le monofore dell'abside. Nel 1945 sono ripristinate, insieme al rifacimento parziale della pavimentazione, grazie al finanziamento offerto da Maria Riboli. Nel 1957 Ada Scalini finanzia il rifacimento della pavimentazione.
- 1959 ‐ 1970 (cenni storici carattere generale - parrocchia)
- Dal 1959 e fin'oltre il 1970 è parroco di S. Lucia don Sinibaldo Lampesti (n. 1915) da Scarperia. Nel 1970 la parrocchia conta 2.200 anime.
- 1981 ‐ 1989 (adeguamento liturgico presbiterio)
- Nel corso degli Anni Ottanta avviene l'adeguamento dell'altar maggiore alle esigenze liturgiche della riforma conciliare.
- X ‐ XI (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1980)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato nel corso degli anni ’80. Rimosso l’originario altare maggiore, al centro del presbiterio è stata collocata una mensa eucaristica in arenaria che consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 80 x 150 x 109 (h). Tabernacolo in arenaria, con sportello in ottone, posto sul lato sinistro dell’arco absidale. Sede lignea, mobile, attualmente collocata al centro della parete absidale. Leggio in arenaria posto sul lato destro del presbiterio. Fonte battesimale: è in uso un bacile mobile in rame.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1980)
🙏 Foto e informazioni giornaliere
| Popolazione: | FIRENZE |
| Abitanti: | 1200 |
| Parroco: | REV. ANTONIO GRAMIGNI |
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