(BORGO SAN LORENZO) S. MARIA A OLMI

📍 (BORGO SAN LORENZO), BORGO SAN LORENZO - 50032 (FI)
🕎 Orari delle Messe in S. MARIA A OLMI
In questa pagina potrai consultare gli orari delle eucaristie all’interno della chiesa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni feriali, i festivi o le giornate precedenti a una festa.
Oggi Martedì 15 settembre 2026, l'orario della messa è: Orario non disponibile
| Lunedì | Orario non disponibile |
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| Martedì | Orario non disponibile |
| Mercoledì | Orario non disponibile |
| Giovedì | Orario non disponibile |
| Venerdì | Orario non disponibile |
| Sabato | Orario non disponibile |
| Domenica | 10:00 |
🗺️Come posso trovare la chiesa?
Se cerchi orientamento per raggiungere la messa, più in basso potrai vedere la planimetria insieme a riferimenti per rendere semplicissimo giungere a questo luogo.
📝Chi è questa chiesa?
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa di Santa Maria a Olmi
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La chiesa di S. Maria si trova a Olmi, frazione del Comune di Borgo S. Lorenzo.
La chiesa sorge "in una vaga fertilissima pianura" (Giuseppe Maria Brocchi) "sulla strada maestra tracciata lungo la ripa destra del fiume Sieve" (Emanuele Repetti). Si trova completamente isolata entro un contesto agreste lungo la via che da Borgo San Lorenzo conduce alle Salaiole. Il complesso architettonico è composto dalla chiesa con la sede della Compagnia addossata sul lato sinistro e dalla torre campanaria sul lato opposto. Più oltre, e con ampio sviluppo verso il retro, è la canonica, di stampo rinascimentale, con una fronte articolata su otto assi di finestre (inginocchiate quelle del pianterreno, trabeate quelle del primo piano) e con il portale acentrico centinato, in conci piatti isodomi e con fiamma nell'estradosso dell'arco. Tutta l’area che circonda il complesso è adibita a coltivazioni o a prato; si accede al sagrato (coperto ad asfalto) percorrendo un viale di cipressi. La facciata è a gradienti, la pianta a tre navate. -
- Pianta
- La chiesa ha pianta a tre navate, con orientazione est/sudest. Alla destra dell’altar maggiore è un accesso alla corte esterna tergale, sul lato opposto l’accesso alla sacrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 28,50; lunghezza esclusa l'abside: m 22,80; lunghezza fino all'arco trionfale: m 16,40; larghezza totale: m 14,30; larghezza della navata centrale: m 9,70.
- Facciata
- La facciata, rivolta a ovest/nordovest e rivestita ad intonaco, è a gradienti, con volute laterali di raccordo tra il settore centrale e i due laterali. È articolata su due registri, ove il superiore reca al centro una vetrata circolare, con la raffigurazione di "Cristo Re" e con una mostra in arenaria. La scultorea plasticità del disegno sembrano suggerire il nome di Tito Chini, sia pure con citazioni dei modi dello stesso Galileo, come appare evidente nella cornice con motivi a linee spezzate. Le scansioni architettoniche (lesene angolari ioniche con fusto scanalato, frontone e cornicione) sono in muratura; sul colmo è una croce metallica. Il registro inferiore della facciata è scandito da lesene con capitelli parimenti ionici in muratura e con il fusto scanalato; solo il basamento e la balza sul fronte sono in arenaria, così come il portale centinato sovrastato da un frontone triangolare che reca nel fregio l’iscrizione “Assunta est Maria”. Il portone è ligneo.
- Campanile
- Il campanile settecentesco è a pianta quadrata; è rivestito ad intonaco, con cella a quattro fornici ed altrettante campane. Alla base della torre campanaria è un portale a conci piatti isodomi.
- Interno
- L’interno è a pianta rettangolare, articolata su tre navate separate da coppie di pilastri ionici in muratura intonacata sopra i quali è una trabeazione decorata neoclassica con stucchi dorati a motivi geometrici (triglifi e stelle a otto punte). Le scansioni architettoniche degli interni sono in muratura tinteggiata in grigio, le campiture sono ad intonaco tinteggiato in bianco avorio. In ognuna delle navate laterali (compreso il transetto) vi sono tre altari, provvisti di mensa in arenaria. Nella navata laterale sinistra il primo altare è in muratura tinteggiata in grigio, il secondo è in marmo bicromo, il terzo, nel transetto, è in muratura decorata a scagliola, sopra il quale si trova la tela con l'"Assunzione della Vergine" dell'Allori. Nella navata laterale destra il primo altare novecentesco è in arenaria, con l'affresco trecentesco della "Madonna del Parto", posto entro il tempietto in arenaria quattrocentesco, dotato di quattro colonne con capitelli corinzi a plastiche foglie d'acanto, sui quali si imposta la trabeazione (il cui fregio è adornato di ghirlande e teste alate di cherubino a bassorilievo) con la copertura piana scolpita a lacunari. Nelle due angolate della trabeazione sono posti altrettanti stemmi policromi dei Marucelli. Il tempietto, esemplato su quello fiorentino della SS. Annunziata, rivela la presenza di maestranze rosselliniane formatesi sui dettami albertiani. Il secondo e il terzo altare (nel transetto) sono di medesima foggia degli altari in posizione speculare nella navata opposta; sul retro del secondo altare il dossale è in muratura e tinteggiato in grigio, qualificato da semicolonne ioniche e da un frontone triangolare, entro cui si trova la tela con "S. Giuseppe ed il Bambino Gesù tra Angeli" del Lapi. Sopra l'altare del transetto destro è la tela con l'"Esaltazione della Croce" del Portelli. Il presbiterio è preceduto da un arcone decorato a lacunari nell'imbotte e da tre gradini curvilinei in arenaria; al centro è la mensa eucaristica in legno poggiante su colonnini in marmo. Nell’abside semiottagonale è l'altar maggiore preceduto da due gradini in arenaria; la mensa in arenaria è posta su un basamento in legno marmorizzato, i gradi sono in marmo e muratura decorata; al centro è il tabernacolo marmoreo con colonnine. Al di sopra si trova un grande Crocifisso. Sul retro dell’altare è un organo, con mostra intagliata e dipinta in stile latamente seicentesco. Sopra i due portali, posti di lato all'altar maggiore ed inquadrati da lesene corinzie marmorizzate, sono inseriti due dipinti su tavola; le lesene laterali sono in scagliola. La bussola in controfacciata è lignea. A sinistra, accanto alla porta d’ingresso, il fonte battesimale neomedievale novecentesco è di pietra, perimetrato da una bassa cancellata in ferro e sovrastato da una tela ispirata al "Battesimo di Gesù" del Verrocchio (mancano solo gli angeli). La grande lapide commemorativa dei caduti del 1925 è incorniciata da elementi di maiolica riferibili alle Fornaci Chini. Iconograficamente la vetrata richiama altri esempi precedenti della produzione delle Fornaci, come le lunette delle chiese di Pulicciano e San Martino a Scopeto, oppure la grande vetrata dell’oratorio di San Omobono. Al centro della controsoffittatura della nave mediana è raffigurato l'"Agnus Dei". La chiesa prende luce da sei finestre a lunetta tripartita di tipo neoclassico, aperte tre per lato sulla navata centrale. Vi sono inoltre l'oculo in controfacciata e due occhi alle testate del transetto. Le sei vetrate della navata maggiore recano un'incorniciatura con motivi ad ovoli con al centro tondi recanti stemmi di famiglie illustri della zona. Le due finestre circolari delle testate del transetto sono costituite da un semplice motivo decorativo a raggi dorati esprimenti una croce greca. L'altezza a della navata centrale è m 9,70, quella delle navate laterali m 5,60, quella del presbiterio m 10,60.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione della navata è in tessere irregolari a mosaico di marmo bianco e policromo che creano un disegno a motivi geometrici di gusto neoclassico.
- Coperture
- Le navate è coperta da una controsoffittatura piana, l’abside presenta una mezza volta a padiglione, i cui fusi convergono in una piccola lanterna ottagonale. Il tetto, a capanna centralmente e lateralmente con falde a leggio, poggia su capriate lignee non a vista; il manto di copertura è in coppi e tegole piane.
- Pianta
Notizie storiche
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- IX ‐ XII (origini carattere generale)
- Giuseppe Maria Brocchi fa risalire la fondazione della chiesa di S. Maria a Olmi al tempo di Carlo Magno. In realtà l'edificio sacro ha probabile origine anteriore al Mille (nel 1031 è per la prima volta rammentata la località di "Ulmi" in Mugello: "in loco Mucilli ubi etiam Ulmi vocatur"), ma le prime notizie certe sulla chiesa risalgono solo al XII secolo: la testimonianza documentaria più antica che ne attesta l’esistenza risale, infatti, al 1151, quando risulta che la chiesa ogni anno, nel giorno di S. Stefano, deve al vescovo fiorentino "duos capones campios", vale a dire due capponi ruspanti (allevati a terra e non ingabbia).
- 1258 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1203 un certo Amato cede la sua parte di patronato della chiesa al vescovo fiorentino Pietro (vescovo dal 1190 al 1205). Secondo una notizia riportata da Giovanni Lami nei "Sanctae Ecclesiae Florentinae Monumenta" e poi ripresa da Giuseppe Maria Brocchi e da Emanuele Repetti, nel 1258 il vescovo di Firenze Giovanni dei Mangiadori (vescovo dal 1251 al 1273) elegge il presbitero Spinello, canonico della chiesa di S. Maria a Olmi, a pievano di S. Casciano in Padule. Quindi, la chiesa è di patronato della mensa vescovile fiorentina e presso di essa vi esiste una collegiata di canonici.
- 1280 ‐ 1292 (probabili modifiche architettoniche chiesa)
- La chiesa di Olmi viene forse rimaneggiata nel 1280, al tempo del suo rettore Guido (già parroco di S. Maria a Vicoferaldi), ma allora non viene aggiunta nessuna cappella, come invece attestano alcune fonti, dove l'anno "1280" deve intendersi quale refuso per l'anno "1820". S. Maria è sempre di patronato della mensa vescovile fiorentina e nel 1292 il vescovo Andrea de Mozzi (vescovo dal 1286 al 1295) elegge quale suo rettore Azzolino del fu Zucca da Acone, già rettore della chiesa di S. Margherita di Acerata.
- 1300 ‐ XIV (cenni storici carattere generale)
- Bambo da Olmi sposa monna Teodora di Lancillotto da Lutiano. Da Bambo nascerà Bellozzo e da quest'ultimo Pennone, pievano di Borgo S. Lorenzo verso il 1370. Con l'estinzione dei Da Olmi i loro beni passeranno ai Da Lutiano, compreso un palagio fortificato con torre non distante dalla chiesa e compreso nel suo 'popolo', in località La Fonte (in seguito detta Lutiano Nuovo, per distinguerla da Lutiano Vecchio, memoria toponomastica del "praedium" romano di un "Lutorius").
- 1333 (realizzazione campana)
- Nel 1333 il rettore di Olmi, Francesco di Benedetto da Rieti, fa fondere una campana del campanile a Ugolino di Foscolo, autore nel 1336 anche delle campane per la chiesa di S. Lucia a Monti.
- 1375 ‐ 1390 (realizzazione affresco Madonna del Parto tra S. Cristoforo e S. Antonio)
- Verso la fine del Trecento viene realizzato, "accanto alla porta" di chiesa, a sinistra, un affresco di scuola giottesca con la "Madonna del Parto tra San Cristoforo e Sant'Antonio Abate", sotto al quale si leggeva "MAPIA TEOTOKOS" ("Maria Theotokòs", "Maria Madre di Dio"). Si tratta di una porzione di una decorazione parietale originariamente più ampia, "non ancora riserrata in Chiesa", posta "nel muro [...], alla pubblica venerazione in un Tabernacolo chiuso con cancelli di legno" (G. M. Brocchi).
- 1450 ‐ 1470 (realizzazione edicola in pietra edicola per l'affresco trecentesco)
- Nel Quattrocento "nell'atrio che è davanti a questa Chiesa", a sinistra, viene realizzata la "vaga cappella" in pietra racchiudente l'affresco trecentesco con la "Madonna del Parto tra San Cristoforo e Sant'Antonio Abate", oggetto di devozione da parte della popolazione locale dopo il verificarsi di un presunto miracolo. Viene fatta erigere dalla famiglia Marucelli e da talune fonti è attribuita a Michelozzo. È costituita da quattro colonne con capitelli corinzi e sovrastante trabeazione ed è raffrontabile con il tempietto presente nella chiesa fiorentina della SS. Annunziata.
- 1462 ( cenni storici carattere generale)
- Nel 1462 Pio II concede il patronato della chiesa ai fratelli Antonio, Duccio, Nanni e Marco di Niccolò di Nanni di Duccio Serdelli (il loro stemma è "d'azzurro, a tre crescenti montanti d'oro, 2.1").
- 1560 ‐ 1570 (ristrutturazione complessiva intero bene)
- Tra il 1560 ed il 1570, al tempo del parroco Ascanio Conti (citato dal Calzolai come Giovanni Conti), tutto il complesso viene ristrutturato grazie al finanziamento del granduca Cosimo I. Nel settimo decennio del Cinquecento, infatti, la chiesa è oggetto di importanti lavori, tra i quali la riedificazione dell’atrio antistante l’ingresso, che ha pure la funzione di ospitare la grande edicola in pietra della Madonna del Parto (posta alla sinistra della porta di ingresso alla chiesa), e dell’altare dei Parenti (abbiente famiglia di Olmi), posto a destra, con il dipinto raffigurante “L’imperatore Eraclio riporta la Croce a Gerusalemme” ovvero l'"Esaltazione della Croce", eseguito nel 1569 da Carlo Portelli (1510-1574), tormentato protagonista della pittura fiorentina della seconda metà del XVI secolo. Probabilmente Alessandro Allori (1535-1607) dipinge per l'altar maggiore l’"Assunzione della Vergine tra Angeli e i Santi Giovanni e Girolamo".
- 1578 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1578 è sempre parroco di Olmi don Ascanio Conti. Nel 1579 muore ed è sepolto in chiesa Giovanni di Sigismondo De Comitibus (Conti, 1502-1579), che aveva provveduto a far restaurare il tempietto della Madonna del Parto. Un suo antenato, Sigismondo di Astorello di Rainaldo De Comitibus (1430/1440-1512) da Foligno, era stato al servizio di quattro papi ed uno dei committenti romani di Raffaello; il ramo di quest'ultimo si era estinto nel 1545 con il nipote Ludovico, figlio di Giovan Francesco (1477-1534).
- 1585 (affresco che ritrae Bianca Cappello canonica – sala da pranzo)
- Nel 1585, al tempo del parroco don Quintilio Rinieri da Colle, sono ospiti nell'edificio accanto alla chiesa il granduca Francesco I e Bianca Cappello, la quale viene ritratta ad affresco da Alessandro Allori (ma ancora nel Settecento talora si confondeva con il suo maestro, Agnolo Bronzino) al di sopra di un portale nella sala da pranzo della canonica (l'affresco ha una misura di cm 75x52).
- 1664 (sepoltura di Camillo Perini chiesa)
- Nel 1664 viene sepolto in chiesa Girolamo di Camillo Perini, patrizio fiorentino.
- 1716 ‐ 1722 (cenni storici – realizzazione altare laterale carattere generale - chiesa)
- Giuseppe Maria Brocchi (1687-1751) è priore di Olmi dal 1716 al 1723 (lo stesso Brocchi rammenti come "vi fui per otto anni Priore") e, dopo la morte (8 giugno 1751), vi sarà sepolto. S\ucceduto al priore Serdelli, era divenuto priore in quanto la chiesa era proprio di patronato dei Serdelli e Maria Francesca Serdelli aveva sposato Anton Francesco Boddi, zio materno del Brocchi. Dopo aver studiato presso i Gesuiti, nel 1711 aveva ricevuto gli ordini sacri, proseguendo gli studi teologici con Tommaso Rossi (1673-1743), laureandosi nel 1713. Nominato priore di S. Maria, vi fa erigere un nuovo altare (il secondo della navata destra) con una tela raffigurante "San Giuseppe" di Niccolò Lapi (1667-1732). Nel 1723, per volontà dell'arcivescovo di Firenze Giuseppe Maria Martelli (1678-1741) diverrà rettore del Seminario fiorentino. Ricevuta in eredità nel 1726 la rocca di Lutiano Vecchio, la ristrutturerà in villa su suo progetto. È autore della "Descrizione della provincia del Mugello" (1748).
- 1717 (crollo campanile)
- Nel 1717 Giuseppe Maria Brocchi inizia un libro di memorie ("chronicon") della chiesa di Olmi. Nello stesso anno cade l’antico campanile, che viene fatto ricostruire dal Brocchi; sono rifuse anche le campane. Il priore apre nella sua canonica una scuola di teologia per chierici.
- 1747 ‐ 1748 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1747 muore e viene sepolto in chiesa Silvestro di Domenico Berti, che "sacellum proprio dotavit aere" ("aveva dotato di arredi l'altare della Madonna proprie spese"). Nel 1748 la chiesa risulta essere una prioria e ne è allora priore il fiorentino Sebastiano Fabbri.
- 1760 ‐ 1769 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1769 muore Jacopo Ducci Serdelli, ultimo membro della sua famiglia, estinguendosi anche il loro patronato sulla chiesa, ed il granduca Pietro Leopoldo rende S. Maria di libera collazione vescovile. Jacopo Serdelli, con suo testamento del 1760, lascia una rendita annua di tre scudi e mezzo perché sia costantemente tenuto acceso un lume di fronte all'immagine della Madonna.
- 1801 ‐ 1803 (cenni storici chiesa)
- Nel 1801 è priore di S. Maria don Diodato Taddei. Nel 1803 vengono portate anche in questa chiesa le reliquie del Beato Giovanni da Vespignano (1235-1331): "l'interno della chiesa era parato di drappi a vari colori, con festoni a strisce d'oro e ghirlande fiorite. Fu posta l'urna sacrata sull'altar maggiore, ardendo lumiere e faci" (Lino Chini). in tale occasione sono pubblicati gli "Inni colla versione toscana da cantarsi in onore del Beato Giovanni da Vespignano nella solenne traslazione delle sue Sacre Reliquie alla Pieve di S. Giovanni Maggiore in Mugello" (Firenze, Presso Ciardetti, 1803). Presso la chiesa di Olmi si conserva una costola del Beato entro "una teca di legno dorata" (Luigi Santoni).
- 1820 (realizzazione di due cappelle laterali chiesa)
- Nel 1820 sono aggiunte alla navata due cappelle laterali "con aver fatto nelle muraglie i due archi a terz'acuto e l'atrio davanti alla Chiesa".
- 1833 ‐ 1859 (cenni storici parrocchia)
- Nel 1833 il 'popolo' di Olmi conta 373 anime, nel 1847 420. Nel 1839 risulta sempre unito a quello di Olmi il soppresso 'popolo' di Montazzi. Dal 1840 è parroco don Gaspero Picchi, che verrà sepolto in questa chiesa nel 1859. La chiesa risulta essere di libera collazione; annessa si trova la sede della Compagnia della SS. Annunziata.
- 1854 (interventi di riqualificazione chiesa)
- Ulteriori interventi di riqualificazione sono eseguiti nel 1854, essendo priore sempre Gaspero Picchi, quando l’edificio assume all’incirca l’aspetto attuale, con la trasformazione interna da nave unica preceduta da un atrio a chiesa a tre navate, con pilastri a base quadrangolare sormontati da una trabeazione, "con presbiterio coperto da vaga dipinta cupoletta e con elegante [nuovo] altar maggiore, a' cui lati due porticelle danno accesso ad un coro comodo e spazioso" (Lino Ghini). Il tempietto quattrocentesco con la Madonna del Parto è spostato da sinistra nella parete destra entrando. Il progetto si deve all'ingegner Angiolo Cappiardi di Signa (noto fin dal 1840 per alcune sue perizie, autore nel 1855 del nuovo cimitero della Misericordia a S. Martino a Gangalandi, poi realizzato dal 1866, e nel 1860 del progetto per il trasferimento del Comune di Lastra a Signa nella sede attuale).
- 1855 (decorazioni e spostamento opere chiesa - opere pittoriche)
- La tela di Alessandro Allori raffigurante l’"Assunzione della Vergine tra Angeli e i Santi Giovanni e Girolamo" è spostata dal vecchio altar maggiore a quello della nuova cappella di sinistra del transetto, mentre sull'altare di destra viene collocata la tela del Portelli, che era "già in fondo della vecchia chiesa", sull'altare andato distrutto. Nel 1855 Pietro Alessio Chini esegue alcune decorazioni nella nuova chiesa.
- 1855 ‐ 1864 (traslazione martire Benedetto – guasti al tetto chiesa)
- Nel 1864 viene collocato sotto la mensa dell’altare maggiore il corpo del martire Benedetto, traslato dalla cappella della vicina villa di Viterete. Negli anni della capitale del Regno d'Italia a Firenze, il priore, don Cesare Piattoli, chiede invano un contributo per restaurare il tetto della chiesa perché le infiltrazioni di acque meteoriche stanno danneggiando le pareti delle navate, compreso l'affresco trecentesco della "Madonna del Parto" che Antonio Marini (1788-1861) aveva da poco terminato (questo restauro verrà poi da taluni criticato).
- 1869 (cenni storici carattere generale)
- Nell'autunno del 1869 avvengono importanti manovre militari alla presenza di Vittorio Emanuele II e, durante le esercitazioni, una "battaglia" avviene in località Il Poggiolo, sopra la chiesa di Olmi, occupata dai "difensori".
- 1871 (distacco affresco e restauro copertura affresco canonica e tetto chiesa)
- Nell'aprile del 1871, con il permesso dell'arcivescovo fiorentino Giovacchino Limberti, il ritratto di Bianca Cappello viene staccato e ceduto agli Uffizi, in cambio del restauro del tetto di chiesa. Il distacco viene effettuato dal pittore e restauratore Gaetano Bianchi (1819-1892). Verrà collocato nell'allora Stanza dei Ritratti del museo.
- 1885 ‐ 1898 (ricostruzione altare laterale chiesa - interno)
- Nel 1885 Emma Brocchi, erede del patronato del secondo altare di destra fatto erigere nel secolo precedente da Giuseppe Maria Brocchi, ricostruisce l'altare medesimo. Nel 1889 è eletto parroco di S. Maria don Fortunato Cipriani, che risulta sempre priore nel 1898.
- 1918 (realizzazione fonte battesimale)
- Nel 1918 viene eretto il fonte battesimale.
- 1919 (gravi danni sismici chiesa)
- La chiesa rimane fortemente danneggiata dal terremoto del 1919, sempre al tempo di don Cipriani. Il nuovo priore grossetano don Luigi Bartoletti (n. 1896) nel 1935 annoterà che la chiesa, a causa del terremoto, aveva perso la facciata.
- 1920 ‐ 1928 (ricostruzione facciata e vetrate intero bene)
- Nel 1928 don Bartoletti, parroco dal 1927, fa ricostruire la facciata con il contributo finanziario del governo; in quell’occasione è realizzato il suo oculo, dove precedentemente era una finestra ottocentesca semicircolare di tipo termale romano. È probabile che allora venga anche eseguita la vetrata dell’oculo, realizzata dalla Manifattura Chini ("Fornaci San Lorenzo") di Borgo S. Lorenzo su disegno di Tito Chini. Inoltre, le Fornaci creano le sei vetrate semicircolari della navata centrale (recanti gli stemmi di famiglie benefattrici della parrocchia): la loro difformità stilistica rispetto all’oculo, però, ha indotto taluni a ipotizzare una loro collocazione cronologica antecedente, tra il 1920 ed il 1925 circa, e un intervento congiunto di Galileo Chini. Sulla parete laterale sinistra, il 6 dicembre 1925 è posta una lapide dedicata ai caduti della Prima Guerra Mondiale, composta su disegno dell'allora maestra Cesarina Cartacci, con materiali decorativi forniti dalle Fornaci Chini.
- 1935 ‐ 1936 (conclusione restauri e nuovo altare chiesa e altare Madonna del Parto)
- Nel 1935 don Luigi Bartoletti conclude i restauri della chiesa. Nel 1936 viene eretto un nuovo altare all'interno del tempietto della Madonna del Parto.
- 1960 (realizzazione nuovo cimitero cimitero)
- Nel 1960 è creato il nuovo cimitero con l'oratorio della Vergine Assunta.
- 1970 (cenni storici parrocchia)
- Nel 1970 è sempre parroco don Luigi Bartoletti.
- 1981 ‐ 1985 (restauro coperture coperture e controsoffittatura)
- Nei primi Anni Ottanta sono rifatte le coperture, inserendo un cordolo in cemento armato, e all'interno è restaurata la stuoia intonacata che copre le capriate.
- IX ‐ XII (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ aggiunta arredo (2000 ?)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare messo in opera negli anni 2000. Al centro del presbiterio è stata collocata una mensa lignea, poggiante su colonnini in marmo, che consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative: cm 76 x 201 x 97 (h). Il tabernacolo è in marmo ed è posto al centro dell’altare maggiore. Sede lignea, mobile, attualmente collocata sul lato destro del presbiterio ove è anche in uso un leggio mobile in legno. Fonte battesimale in arenaria posto in navata laterale sinistra presso la controfacciata e preceduto da piccola cancellata in ferro. In uso bacile mobile in rame. Due confessionali lignei sono addossati alle pareti delle navate laterali, in posizione speculare.
- presbiterio ‐ aggiunta arredo (2000 ?)
📿 Immagine e dati del giorno
| Popolazione: | BORGO SAN LORENZO |
| Abitanti: | 370 |
| Parroco: | REV. LUCIANO MARCHETTI |
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